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Ora Pdl vuole modificare la Costituzione Per accrescere potere del (suo) premier Altri (a sinistra) propongono Costituente Non riuscite in ordinaria amministrazione Lasciate da parte le (nostre) fondamenta Rinnovamento. I giovani partano da idee

aprile 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La mossa assomiglia a quelle messe in atto per controllare l’informazione in Rai. In questo caso andrebbe però a toccare – e a stravolgere – direttamente l’equilibrio tra i (maggiori) poteri dello Stato. Al di là dell’emergenza (? di oggi), ls nostra politica autoreferenziale accelera irrimediabilmente – se non cambieremo direzione al più presto – il declino della nostra nazione con un semplice “lavor(i)o” di superficie, e ora vorrebbe mettersi ad armeggiare con il suo sofisticatissimo meccanismo – il cuore – frutto della grande necessità e quindi della grande ispirazione dei nostri nonni costituenti. Così che se ai figli di questo tempo fosse ancora data una possibilità di salvare e rifare grande il nostro Paese – ammesso di avere ancora una democrazia e di non ridoverla conquistare - si facesse in modo di togliergliela al più presto. Non sia mai che questa generazione, quella dei nostri “padri” (?), lasci qualcosa che non sia terra bruciata intorno a noi. L’ultima, “brillante” iniziativa è di un parlamentare pidiellino, ma anche tra gli onesti e i responsabili – che evidentemente non lo sono, questi in particolare, fino in fondo – in queste settimane abbiamo ascoltato diverse voci suggerire la strada di un’assemblea costituente. Sarebbe come affidare i lavori di ristrutturazione di un edificio all’impresa costruttice di un altro palazzo crollato il giorno prima. Il problema è proprio questo: a tali signori dell’Italia non importa assolutamente nulla; per questo vengono definiti “autoreferenziali”: perché rispondono – e fanno - solo (a)i loro interessi, più o meno materiali. Ovviamente indire un’assemblea costituente con costoro sarebbe un vero e proprio suicidio, per cui dal primato della migliore Costituzione del mondo potremmo facilmente passare al peggior pastrocchio della Storia, quali del resto, in altre “categorie”, gli uomini (?) politici (?) autoreferenziali di oggi ci hanno già regalato. Nessuna assemblea costituente finché la maggioranza della nostra classe politica non sarà composta da persone oneste e responsabili. E questo potrà avvenire – se potrà avvenire – solo quando ci sarà stato un (profondo) ricambio. Ma un ricambio non fine a se stesso - o saremmo daccapo – bensì affidato ai canoni (appunto) dell’onestà e della responsabilità. Come si misurano, intanto? I giovani di oggi devono lavorare per quelli di domani e il modo per farlo è mettere in campo delle idee oneste e responsabili, ovvero tali che siano in grado di fare il bene del Paese senza la necessità di ulteriori interventi. Il dibattito pubblico deve essere riportato a questa dimensione. Una dimensione che sarà, inevitabilmente, tanto più fertile ed efficace, quanto maggiore sarà il respiro etico e filosofico di tutto questo. Il giornale della politica italiana mette in campo ogni giorno il proprio esempio. E, speriamo, qualcosa di più. Come (ad esempio, appunto) qui e qui. Read more

Processo breve, Pd legge la Costituzione (Quanto) è sbagliato farla arma di parte (!) Ma oggi si tratta (anche) d’una “risposta” E (così) Democratici fanno “parlare di sé” Dopo loro eroismo della battaglia in Aula Per uscire dal guscio necessario iniziare

aprile 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è stato tra i pochi, in un contesto nel quale il partito di Bersani fa notizia solo per i propri errori, a ricordare che il Pd è la forza più onesta e responsabile della nostra politica e che tale qualità si traduce in fatti ogni giorno, in una battaglia spesso silenziosa – e questo è, nelle due direzioni del linguaggio (contenuto, e forma), il principale problema dei Democratici – condotta in primo luogo in Parlamento. Una battaglia che il Politico.it non ha esitato a definire “eroica”, almeno in alcune sue (massime) espressioni. E, come sempre per le prese di posizione del giornale della politica italiana, ciò non è avvenuto senza ragione: per ritrovare se stessi è infatti necessario esprimersi; la consapevolezza matura nell’”osservazione” (più o meno conscia) di sé. Vale per le persone ma vale anche per i nostri partiti, o comunque per i gruppi di persone (appunto), come le (stesse) nazioni, che hanno un’anima (collettiva). Quell’anima ha bisogno di “vedersi” (in tutti i sensi) espressa, e in questo modo acquisisce senso di sé, e forza. La battaglia della scorsa settimana, raccontata da il Politico.it, ha rappresentato lo stesso momento di autocoscienza per il Pd dandogli nuova linfa, e fornendogli quella maggiore forza morale grazie alla quale ieri hanno poi messo in scena un’efficace lettura in serie degli articoli della Costituzione il cui spirito è contraddetto dal provvedimento del governo (pure non configurando, probabilmente, alcuna incostituzionalità). Un coup de theatre non fine a se stesso, sintomo (peraltro, appunto) di energie liberate, quella “liberazione” (in tutti i sensi) favorita dalla maggior sicurezza necessaria ad uscire dall’inibizione determinata dalla tabula rasa elettorale (attraverso la supremazia comunicativa) compiuta dal presidente del Consiglio negli ultimi quindici anni. Il Pd continui a sforzarsi di uscire dal guscio e alla fine ritroverà per intera l’espressione (anche qui, in tutti i sensi) della propria potenzialità. E a quel punto, come abbiamo già scritto, la generosità dei Democratici potrà cessare di essere un limite e diventerà il più grande regalo che questo popolo (troppo) silenzioso farà all’Italia, che si preparerà, grazie in primo luogo a loro, a tornare grande.

Il mondo è unito e Giappone lo dimostra Soffriamo per loro come (di) nostri fratelli Ma proprio per questo ci deve insegnare No, centrali non danno (ancora) garanzie Ok, il Mediterraneo non farà (?) tsunami Ma noi s(t)iamo molto “peggio” di “loro” Nostro territorio tra più ‘agitati’ d’Europa NO – netto – al ‘ritorno’ a questo nucleare

marzo 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A meno che non vogliamo assumerci ora, noi di questo Tempo, la (ir)responsabilità di future sciagure che possono colpire migliaia (milioni) di vite e la Storia del nostro Paese. “Meglio se questa notizia non passava”, dicono ora dalla lobby dell’energia atomica. Perché dimostra la mancanza di sicurezza di un’opzione che ha già portato a tragedie inumane, e la cui (perversa) seduzione l’Italia seppe riconoscere e respingere – ennesima dimostrazione del nostro valore intrinseco – e alla quale solo il conflitto di interessi di una nostra politica a cui preme solo del (proprio) potere fine a se stesso e a cui non importa nulla dei cittadini e della nostra nazione, può ora riaprire le porte. Il giornale della politica italiana pensa che l’Italia sia di tutti. E anche i valori universali (appunto) dell’onestà e della responsabilità. il Politico.it non ama che una parte, in questo caso la sinistra, si appropri (sia pure in chiave difensiva) di simboli di tutti (appunto, ancora) quali la scuola e la nostra Costituzione, il cui valore fondamentale (in senso letterale) nella costruzione del nostro futuro merita maggiore rispetto, e di non essere brandito (e perciò vanificato) come arma di una parte. Ma proprio per questo, non può parimenti non rilevare come un’altra parte sembri avere messo nel mirino la distruzione del futuro dell’Italia, attraverso lo smembramento della scuola – la chiave con cui aprire il portone di un ritorno ai fasti del passato!, che si (ri)fa futuro – e, ora, il lasciapassare a questa bomba atomica (in tutti i sensi; ad orologeria) di un’energia che, (soltanto) fin- ché non avrà dato garanzie assolute circa la propria sicurezza, non potrà e non dovrà essere scelta da un Paese che si vuole fare guida della civiltà, e deve cominciare ad assumersene la responsabilità.

L’analisi. Ma meglio del plebiscito è la democrazia di Aldo Torchiaro

marzo 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della nuova politica, quella fondata sui valori universali dell’onestà e della responsabilità e disposta ad agire nel solo interesse di tutto il Paese; e che è in grado, perciò, di andare oltre le appartenenze del secolo scorso, la destra e la sinistra. Sia pure in un sistema bipolare nel quale sia la parte più onesta e responsabile dello schieramento politico italiano – il Partito Democratico; e dunque comunque una parte, che presuppone le altre – ad assumersi (appunto) la responsabilità di diventare il “partito dell’Italia”, per salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. Nuova politica che non si può fare senza questa leadership “sicura”, che impedisca alla mancanza di ideologie (di parte) di tradursi in un paralizzante consociativismo. Tutto questo si può ricondurre alla forma plebiscitaria (?). E, scrive il notista politico del giornale della politica italiana, è figlio di una lunga tradizione nostrana che anticipa e in qualche modo “nega” (continua a negare) la (piena) democrazia, quella di stampo anglosassone, fondata su due parti ben distinte tra loro (ma anche l’Inghilterra ha compiuto qualche passo verso la nuova politica, in quest’epoca post-ideologica/novecentesca in cui conta finalmente ciò che si vuol fare per il proprio Paese e non più ciò che il proprio Paese può fare per la propria “idea”) che si contrappongono anche duramente, ma, appunto, democraticamente. il Politico.it porta in Italia la tradizione dei grandi quotidiani americani, capaci di ospitare sulle proprie pagine anche opinioni critiche rispetto alla linea del giornale. Ed è il caso di questo splendido excursus storico di Torchiaro, che contribuisce, con la sua analisi delle tendenze plebiscitarie della politica italiana, (proprio) a criticare e, quindi, a rafforzare la nostra narrazione. di ALDO TORCHIARO Read more

Sinistra smetta d’appropriarsi dei simboli Prima Resistenza, oggi festa “comunista” Poi Costituzione, ora quasi un ‘manifesto’ Adesso scuola pubblica, chiave di futuro Domani magari anche (nostro) tricolore? Il Pd proponga e non faccia il sindacato Destra, non provocata, li faccia pure suoi

marzo 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non c’è un’«Italia migliore» rispetto a quella che comprende anche i milioni di persone che in questi anni hanno votato Berlusconi, non c’è una Italia che vivrà il futuro e dovrà salvarsi e rifarsi grande, e un’altra che chissà che fine avrà fatto; ci saremo (ancora?) tutti, dopo Berlusconi, e dovremo lavorare insieme per riportare il nostro Paese nella posizione che gli compete nel mondo, quella di culla della civiltà. A questo fine tutti devono assumersi la responsabilità di dare il proprio contributo. I berlusconiani saranno liberati dall’”obbligo” di abbracciare una tensione (in tutti i sensi) di parte, imposto dalla leadership, dal leaderismo e dal populismo del presidente del Consiglio. Qualcuno insisterà, ma ecco dove si inserisce il contributo che dovrà venire, invece, dalla sinistra. Per dimostrare di essere effettivamente la parte più onesta e responsabile della nostra nazione, la sinistra, e i Democratici – che hanno più responsabilità degli altri – in particolare, dovranno smettere di usare i simboli della nostra unità come bandiere di parte. Il moto di ribellione e di liberazione dal nazifascismo ha portato alla libertà e alla democrazia di oggi, che tutti vivono, e tutti devono essere messi nella condizione di riconoscersi nella Resistenza, che è un dono fatto dalle persone più oneste e responsabili dell’epoca a tutti gli italiani – anche se in tempi di guerra, civile e non, fu inevitabile che le divisioni ci fossero e fossero sanguinosamente marcate; ma oggi non più – come oggi gli eredi di quelle donne e di quegli uomini – tra i quali comunque ci furono anche molte persone oggi di destra, o i cui eredi naturali sono oggi di destra – devono permettere di festeggiarlo a tutto il Paese, ad esempio abbandonando l’abitudine di scendere in piazza con bandiere di parte (politica di oggi), e portando piuttosto tutti il tricolore. La destra, naturalmente, se lo può fare, faccia la sua parte per fare della Resistenza un patrimonio riconosciuto da tutto il Paese. La Carta è il fondamento della nostra democrazia, e se non è ancora entrata nel “sangue” degli italiani, un ruolo decisivo perché ciò avvenga ce l’ha quella parte più naturalmente disposta a rispettarla, che deve promuoverla e non brandirla, evitando di trasformarla nel manifesto di una (la propria) parte (appunto). Oggi Berlusconi attacca la scuola; ma domani Berlusconi non ci sarà. In vista di allora, la sinistra eviti di tirare anche la scuola pubblica nella propria riserva indiana, promuovendo – invece di scendere in piazza in sua difesa – un progetto per rilanciarla che possa essere condiviso in quanto semplicemente onesto e responsabile, e nell’interesse della nostra nazione. Se poi voleste farci un regalo ulteriore, non costringetevi in recinti che non hanno più senso. Se oggi Bersani la pensa come Fini, e viceversa – perché se la destra è «identità nazionale, merito, sicurezza, giustizia sociale» non si capisce in cosa la sinistra dovrebbe essere tanto diversa, e perché – non imponetevi di dividervi, ma occupatevi solo di proposte, testando così sul campo – e non politicisticamente – la possibilità d’intese. Abbiamo un unico compito, che è salvare e rifare grande l’Italia. Non salvare la sinistra e la destra – che sono, o dovrebbero essere, solo strumenti e al limite punti di riferimento ma dai quali muovere responsabilmente progetti concreti per la costruzione del nostro futuro – ma (“soltanto” – ?) l’Italia. E l’Italia è una e una sola. Se anche «indivisibile», dipende un po’ da noi. Read more

E ecco come siamo arrivati a tutto questo Ricetta della destra? Rivoluzione liberale Dossier di Federici, è la seconda puntata

ottobre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto come la crisi abbia insistito su una situazione del Paese già largamente compromessa, tanto che le difficoltà di oggi non si possono definire soltanto congiunturali e non si ritornerà al punto di partenza semplicemente tamponando qua e là, bensì rappresentano un fattore di accelerazione di un declino già in atto e possono essere affrontate, come il giornale della politica italiana scrive da mesi, solo attraverso il concepimento e l’attuazione di un piano organico e complessivo, per una vera e propria rivoluzione che punti a far fare un salto di qualità/oltre l’ostacolo all’Italia. Come detto non ci sono mezze misure: o tutto, o niente. Rivoluzione che può assumere diverse forme – quella prediletta da il Politico.it abbiamo avuto modo e avremo modo di raccontarla ampiamente – ma certo non può prescindere da alcuni capisaldi: il pieno riconoscimento, per la sua affermazione, del merito (il che significa basta assistenzialismo, ma anche basta rendite di posizione e di posizioni ereditarie); radicale riduzione della spesa pubblica. Che per alcuni dev’essere sostanzialmente abbattuta del tutto; di certo va fortemente tagliata cancellando ogni forma di spreco, perché il rilancio non può contemplare ulteriori salassi inutili e non può che andare a braccetto con la tenuta dei conti. La ricetta della destra, in questo senso, è molto netta: via lo Stato dall’economia. Discutibile, ma è (almeno) una linea e allora alla destra italiana diciamo: se ci credi, finalmente falla tua e mettila in campo. In questo senso, torna l’inchiesta di Gabriele Federici sulla (appunto) rivoluzione liberale. Non “la verità” ma una possibile verità. Il giornale della politica italiana è un grande laboratorio in cui non circolano certezze se non l’onestà e la responsabilità da cui discende il nostro liberalismo: che si traduce, in primo luogo, nell’apertura della tribuna a opinioni anche molto differenti tra loro, purché animate dal desiderio di fare il bene dell’Italia. Questa è una di quelle. La ricetta della destra. Seconda puntata. Sentiamo. Read more

Diario. La grande rivoluzione liberale (?) Fini: “Nulla può interrompere legislatura” Berlusconi: “Le tasse giuste se del 30%” Su giustizia/Costituzione ‘po’ border line Ma adesso il governo modernizzi l’Italia

settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente del Consiglio è come uno scolaro distratto. I suoi processi (d’accordo), le pretese plebiscitarie gli impediscono di vedere il potenziale con il quale è “sceso in campo” e che metà del nostro Paese gli vorrebbe vedere finalmente realizzare, e che l’altra metà preferirebbe vedere messo in pratica piuttosto che essere costretto ad inseguirlo nelle sue divagazioni. Con Fini nei panni del compagno di banco che dà di gomito al proprio amico (lo possono essere ancora), il giornale della politica italiana si mette, per una volta, nei panni del maestro o del bidello: e prova a dare un consiglio al possibile primo della classe distratto da un ego eccessivamente prorompente. Silvio, hai detto a Mosca che l’aliquota al 30 è l’unica accettabile per un cittadino onesto, e che lo Stato (del quale, però, attenzione Silvio, il cittadino fa e deve sentirsi parte attiva) deve rendergli comunque servizi adeguati a giustificare (ulteriormente) questa richiesta di contributo. Sulla scorta anche della spinta di Fini, che su questo terreno ti verrebbe dietro di corsa, rendendosi disponibile a portarti anche lo zaino come uno scolaretto timido al compagno secchione, mettiti al lavoro per raggiungere questo tuo obiettivo – l’aliquota – unica? – del 30% e uno Stato finalmente efficiente e adeguato alle richieste che muove ai cittadini – nei prossimi tre anni di legislatura che nessuno ti potrà sfilare se lavorerai così. Rilancia l’azione del tuo governo sostenuto dalla maggioranza granitica che Futuro e Libertà e forse anche l’Udc (lascia progressivamente perdere la Lega: potrai permettertelo) ti garantirebbero in questo caso, e chiudi portando a compimento il tuo percorso nella politica italiana: sei entrato in politica per questo e con questo risultato potresti lasciare, passando alla Storia non per le magagne ma per avere modernizzato l’Italia. P.S.: Naturalmente, Silvio, lo diciamo ai nostri lettori: per fare bene questo devi dimenticare ciò che ti distrae. Lascia perdere la Costituzione e la giustizia – o riforma l’architettura costituzionale e il sistema giudiziario nel nostro Paese, ma ispirandoti, come ti chiede Fini, a principi di opportunità generale; ai tuoi processi ci penserà il lodo che i finiani si sono già detti disposti a votare – e rifai grande il Paese. Noi, se sceglierai questa strada, mantenendo la nostra equidistanza saremo pronti a continuare a spingerti, come facciamo con tutta la politica italiana onesta e responsabile. Come ti dicemmo già una volta, fallo per te, oltre che per il Paese: mai come in questo caso il tuo interesse e quello degli italiani – naturalmente, di coloro che credono in questi obiettivi: ma su questo terreno ogni posizione è legittima – coinciderebbero perfettamente. E non è impensabile che, allora, il tuo sogno (per la verità malcelato) di vedere schizzare la fiducia degli italiani all’80% si possa avverare. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                Read more

***Costituzione sotto i riflettori***
OLTRE LA POLEMICA POLITICA: A CONFRONTO SUL TESTO DEL 1948 E SULLA SUA ATTUALITÀ

agosto 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dibattito-scontro politico di quest’ultima settimana è stato tutto centrato sulla Costituzione, tirata da una parte e dall’altra, pur di giustificare ad hoc determinate richieste. Ad esempio, quella del ritorno al voto come unica soluzione in caso di crisi. Sul giornale della politca italiana proviamo ad approfondire l’argomento, dando spazio a un confronto di alto livello sulla querelle Costituzione formale-Costituzione sostanziale. Leggiamo con attenzione l’ottimo pezzo di Pietro Salvatori, grande firma anche di ‘Liberal’, che ha sentito per noi il costituzionalista Michele Ainis e il docente di Scienza politica a Firenze, Roberto D’Alimonte.

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LA NOTTE DELLA COSTITUZIONE
Se prevale l’interesse elettoralistico rispetto al bene del Paese. E l’Italia si ritrova senza punti cardinali

agosto 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La lunga notte della Costituzione è quella appena trascorsa, o, forse, quella che deve ancora affrontare. Perché l’impressione, dopo la polemica sollevata da Bianconi (Pdl) contro il Quirinale, è che la Carta costituzionale sia sempre più nel mirino, assieme a un sistema di equilibrio dei poteri che ha retto sin dalla nascita della Repubblica. Di eventuali aggiornamenti si può e si deve discutere, ma pensare di utilizzare la Costituzione come un intralcio o un valore a seconda dei casi è fuori da ogni senso sociale, politico e istituzionale. E trasmette l’idea di un Paese senza più punti cardinali… Leggiamo il pezzo di Attilio Ievolella.

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La proposta. Ora di Costituzione e inno nelle scuole di Franco Laratta

giugno 14, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Abbiamo parlato prima della possibilità di un futuro incontro tra le persone oneste e responsabili dei due poli. E dunque della nascita di una nuova cultura (politica, e non solo) che abbia come stella polare il solo interesse di tutti gli italiani. La proposta di legge presentata oggi alla Camera dal nostro Laratta è, in qualche modo, un’anticipazione di tutto questo. Anche se nasce in vista delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, dunque un evento eccezionale, e anche se si inserisce, inevitabilmente – anche se i firmatari negano l’esistenza di un rapporto – nella discussione accesa dalle prese di posizione della Lega contro il nostro Paese (è proprio il caso di dirlo), e dunque assume una funzione contingente. Cosa prevede: diffusione della cultura costituzionale nelle scuole attraverso la lettura, costante, giorno per giorno, della nostra Carta; e (ri)affermazione dell’Unità attraverso l’esposizione-diffusione di questo simbolo e dell’altro – oltre alla bandiera con i suoi colori – l’inno di Mameli, vituperato dalle camicie verdi ma, in realtà, nel cuore di tutti gli italiani. Il giornale della politica italiana è in grado di proporvi il testo del disegno di legge. Eccolo. Read more

***Il commento***
VUOLE RIDURRE LE NOSTRE LIBERTA’
di GAD LERNER

giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da tre giorni il condut- tore de L’Infedele dispiega il filo di una narrazione e di una valutazione sul giornale della politica italiana. Qual è il senso profondo delle scelte e dei gesti del presidente del Consiglio. Martedì e mercoledì le offensive nei confronti della Costituzione, oggi l’approvazione al Senato al ddl intercettazioni. Una legge che Ezio Mauro per primo ha definito «contro la libertà: la libertà per i giudici di perseguire i criminali, e per i giornali di fare il proprio mestiere di informare». Anche se, in questo caso, basata sulla necessità particolare (uno) di diminuire un controllo che raggiunge, grazie alle intercettazioni, un livello mai avuto nella Storia (due), e dunque figlia di una situazione eccezionale, la legge che limita l’uso dello strumento e la conseguente informazione può apparire a tutti gli effetti come un primo momento di riduzione della libertà, alla quale, anche in virtù di questo “precedente”, sia possibile far seguire ulteriori smottamenti. Come nel caso della riduzione delle libertà civili attraverso il meccanismo della dichiarazione dello stato di emergenza: lo racconta, e ve ne abbiamo riferito con suo… padre, Sabina Guzzanti nel suo Draquila; la dichiarazione dello stato è lasciata alla totale discrezione del governo, che dunque può, per estensione, limitare le libertà civili in qualunque momento e per qualsiasi pretesto. Un “inizio” dello stesso tipo può essere rappresentato (anche se non offre un meccanismo-automatismo come nel caso dell’emergenza) dal precedente del ddl intercettazioni. In tutto questo non si può non osservare come la motivazione di chi ci governa sia la preservazione di se stesso e, semmai, favorire i propri affari e quelli dei propri sodali: una motivazione anti-ideologica che da un lato dimostra la pochezza e la farsa, appunto, della nostra situazione attuale; dall’altra offre una speranza per il presente (della quale con Marco Rosadi abbiamo imparato a diffidare) ma, contemporaneamente, getta una ulteriore, inquietan- te luce di plausibilità sulla profezia di Veronica Lario: «Non mi preoccupa tanto mio marito, ma chi verrà poi». Il commento di Lerner dunque. Sentiamo. Read more

Berlusconi: ‘Costituzione intralcia azione’ Risponde Bersani: ‘Non ti piace? Vai via’ Ma premier punta a preparare il terreno

giugno 9, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Sfatiamo un mito: il governo Berlusco- ni, anzi, la serie di governi Berlusconi – dal 1994 ad oggi – non hanno sostanzialmente governato. Il sistema-Italia è andato avanti (male) per inerzia da sé. Prova ne sia il crollo del Pil ogni qual volta l’attuale presidente del Consiglio è salito al potere. La manovra di Tremonti, a questo giro, è forse il primo, vero provvedimento organico e incisivo. Peccato sia fatto di tagli, e tutti da una parte sola: quella delle persone più deboli, o dei comuni cittadini, senza (ancora) nessuna iniziativa di sviluppo. Nel solco tracciato stamattina da Giulia Innocenzi, è in questa chiave che si possono spiegare le ultime esternazioni del Cavaliere: il premier cerca (anche) dei capri espiatori. E li trova (dal suo punto di vista, efficacemente rilanciato) nelle regole e nella Costituzione. L’ennesimo attacco alla Carta ha il solo fine di giustificarlo e, contempora- neamente, accelerare e spingere una deriva nella quale ci ha lanciato lui stesso: verso forme peraltro consensuali, da parte della gente, di autoritarismo. Qui sta la novità: nell’era della comunicazione, la deriva assume la forma di una scelta collettiva, naturalmente accompagnata dal populismo e dalla sua grande capacità di comunicare. Quello nei confronti della Costituzione è l’ultimo tentativo di provocare un progressivo smottamento nell’opinione pubblica a favore della possibilità di sospendere gli effetti della Carta: Berlusconi cerca il consenso o, meglio, la non ostilità al compimento (“democratico”-populistico-plebiscitario) della parabola. D’altra parte uno scontro rischierebbe di portare, forse, ad una accelerazione e a tensioni molto forti. Inoltre gli anticorpi, oggi, nonostante un’Italia molto lasciva, sono più forti che un tempo. E Berlusconi è ormai giunto al tramonto della sua breve e fulminante carriera politica. Il servizio sulle parole del premier di stamattina, di Stefano Catone. Read more

La riflessione. Costituzione (e “grandi riforme”) di Marco Rosadi

aprile 17, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale della modernità. La modernità, nondimeno, non è scollamento dalla Storia ma sua reinterpretazione. Per essere tale e non costituire un salto nel buio ha bisogno di due punti di riferimento: l’esempio; le regole. L’esempio è il precedente di grandi personalità o grandi momenti della Storia di un Paese in cui sono state rappresentate le energie migliori, secondo le linee-forza – ovvero gli schemi di rappresentazione di quelle energie – tipiche di un popolo e non solo. Il nostro Paese – e, in particolare, la Repubblica – ha, da questo punto di vista, un patrimonio straordinario: quello dei Costituenti, veri padri della nostra nazione che illuminati da un profondo senso di (alta) “necessità” (morale) nato dalla Resistenza hanno prodotto le migliori regole forse del mondo. E anche da questo punto di vista abbiamo dunque forse il maggiore patrimonio delll’intero pianeta democratico (e, quindi, non), degno di quel grande Paese che l’Italia può e deve tornare ad essere. Ovvero la nostra Costituzione. Nei giorni in cui si torna a parlare di riformarla, da parte di una classe “dirigente” che ha mostrato tutta la propria autoreferenzialità, a cui dunque i panni di una «legislatura costituente» stanno davvero molto, troppo larghi, la grande firma del giornale della politica italiana torna a raccontarci il senso della nostra Carta e ci parla di ciò che i Costituenti, appunto, e la Costituzione ci consegnano riguardo ai modelli che vengono oggi presi in considerazione. Read more

Diario politico. Siamo pure in buone mani Così Fini (redarguisce Berlusconi di ieri): “Fare le riforme nello spirito costituente” Segue Napolitano: “Per l’unità del Paese”

marzo 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario istituzionale (che non significa affatto neutro o poco incisivo, anzi, e ora ci veniamo) in cui per una (nostra) par condicio diamo spazio all’intervista di oggi di Mentana a Pierluigi Bersani così come ieri avevamo raccontato l’intervento di Berlusconi in Piemonte, senza però titolarvi su (come ieri) e dando priorità, ancora una volta, alla prospettiva di lungo periodo e al futuro del Paese. Per chi non dovesse averlo in mente, lo “spirito costituente” al quale fa riferimento il presidente della Camera si può descrivere come la disposizione (d’animo) di chi vuole davvero fare le cose nell’esclusivo interesse del proprio Paese e di tutti (quello invocato dal nostro direttore – da lui non solo per le riforme istituzionali – nell’editoriale di sabato scorso, che trovate nella rubrica e ancora anche nella vetrina Politica) figlia, questa disposizione, dell’esigenza e della grande voglia di avere o fare (bene) qualcosa di chi per troppo tempo ne è stato privato e, ora, ha  modo di esprimere tutta la propria intensità e il meglio di sé producendo (spesso) le opere migliori della vita (personale o di una comunità), come appunto nel caso della nostra Costituzione. Quella alla quale fa riferimento anche Giorgio Napolitano, che come proseguendo il discorso di Fini indica un possibile (benefico) effetto collaterale (o perseguito) di questo modo di agire (o più difficilmente una sua precondizione): appunto l’unità, il senso di appartenenza comune e di vicinanza e solidarietà tra gli italiani e tutte le parti del nostro Paese. E’ su questo che, portando le nostre idee anche sul modo specifico in cui tutto questo si possa realizzare, il Politico.it continuerà ad insistere. Per il bene del proprio Paese. Ora il racconto: Finelli. Read more

Diario politico. Minacce Br a premier, Fini Bossi. Alfano a Anm: “Guerra preventiva”

ottobre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. I magistrati annunciano lo “stato di agitazione” per contrastare le velleità di riforma della Giustizia del Governo: «Difenderemo la Costituzione». Il ministro: «Inspiegabile e pretestuoso». Questo il cuore del dibattito politico di oggi, che vi raccontiamo. Ma la notizia che fa più rumore riguarda la lettera recapitata al Riformista dai nuovi brigatisti. Il presidente della Camera: «E’ solo il delirio di un folle». E poi la replica di Rosy Bindi al premier che tenta di giustificare («Ma così peggiora le cose», commenta l’ex ministro) le frasi offensive rivolte all’esponente Democratico. Il racconto.            Read more

Fini: “No a subordinare i pm all’esecutivo Cattiva immagine all’estero colpa di tutti”

ottobre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente della Camera stoppa l’ipotesi di riforma della giustizia del Governo: “L’indipendenza della magistratura va rispettata e preservata sempre”. Sulle riforme in generale: “Sì se sono condivise”. E poi la stoccata al premier rispetto agli attacchi alla stampa estera. Ce ne parla Francesco Carosella. Read more

La Consulta boccia Lodo Alfano/2 Viva la Costituzione di Gad Lerner

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il conduttore de “L’infedele” si sof- ferma invece sul valore giuridico-civile della sentenza della Corte Costituzionale, che riafferma «il principio che la legge è uguale per tutti». E poi, come per Guzzanti, la preoccupazione per le «minacce sovversive» di Bossi, «roboanti ma speriamo più vicine al bluff che ad un’azione di forza». Sentiamo. Read more

Le voci più “critiche” sull’unità intorno al 25 aprile. Le distanze ancora da colmare

aprile 25, 2009 by Redazione · 1 Comment 

il nostro giornale ha tra i propri valori - come tutti voi sapete - apertura e riconoscimento, e crede nell’unità del Paese. Si ritrova, in questa chiave, nelle parole spese dal presidente della Repubblica in questi giorni e in quelle del presidente della Camera Gianfranco Fini, che abbiamo ampiamente riportato e raccontato. Tuttavia è indubbio come esistano ancora dei punti di criticità, specie tra le ali più estreme del panorama politico italiano. Sentiamo allora cos’hanno detto anche i loro rappresentanti e, in generale, raccontiamo ciò che ancora divide in una giornata che, nel complesso, per la prima volta, forse, nella storia della Repubblica vede quasi tutti tendere nella stessa direzione. Read more

Napolitano: ‘Costituzione non è residuato bellico. Rispettare la divisione dei poteri’

aprile 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’apertura di questa nota è tutta per il presidente della Repubblica, che mercoledì sera, a Torino alla Biennale della Democrazia, ha tenuto un discorso per riaffermare la centralità della nostra Carta fondamentale. “Le principali regole del liberalismo non possono essere considerate un bagaglio obsoleto sacrificabile sull’altare della governabilità in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive”. E’ evidente un richiamo alle parole pronunciate dal premier al congresso fondativo del Pdl, e tuttavia l’intervento di Napolitano va oltre, è un monito per il futuro che vale per tutti, senza andare contro nessuno. Perchè la Costituzione è la base del nostro dna comune, così come il 25 aprile, per il quale si va verso una celebrazione che, forse per la prima volta nella storia Repubblicana, coinvolge esponenti di tutte le parti maggiori. Anche se non mancano le polemiche. Ci racconta tutto Gabriele Canarini.            Read more

Costituzione, lettura quotidiana nelle scuole. Ecco la proposta

febbraio 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Viene dai deputati del Pd Laratta e Losacco ed è stata sottoscritta da altri 50 parlamentari Democratici più alcuni della maggioranza. Il senso è ”avvicinare le nuove generazioni ai valori fondamentali della nostra Carta Costituzionale”. Prevede inoltre che venga suonato l’Inno nazionale in ogni occasione pubblica. Scopriamola. Read more

Quanto è attuale la nostra Costituzione? I propositi di cambiamento-aggiornamento

febbraio 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Protagonista (suo malgrado) della contrapposizione di queste ore è anche la nostra Carta fondamentale. La cui incredibile attualità a sessant’anni dal concepimento ne fa un testo di valore unico, e getta una luce straordinaria sulle qualità e sull’impegno delle personalità che concorsero alla stesura. In questi giorni si parla di possibile cambiamento, non tanto o non solo come aggiornamento. Facciamo il punto sulla discussione e ci chiediamo se e dove ci sia bisogno di adeguarla. Read more

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