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E mentre nel Palazzo si aiuta Cosentino la Calabria si mobilita contro ‘ndrangheta Laratta: ‘Finirà tutto con la piazza del 25?’ Serve una politica onesta e responsabile

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto come ieri il nostro Parlamento abbia vissuto una delle sue (tante, pur- troppo, recentemente) pagine più buie. Nonostante la presenza, in aula, di una grossa fetta di parlamen- tari – di (quasi) tutti i gruppi – onesti e responsabili. Che naturalmente hanno votato per autorizzare l’uso delle intercettazioni al sottosegretario indagato per presunti rapporti con la camorra. Il deputato del Pd è uno di questi. Non è quindi un caso che sia proprio lui, ora, a raccontare sul giornale della politica italiana l’altra faccia, rispetto alla Montecitorio per il resto disonorata di ieri, del nostro Paese. Un grande Paese guidato da una piccola nostra politica autoreferenziale. Che non aspetta altro (il Paese) di vedersi di nuovo pienamente rappresentato. Un Paese che è tale al sud come al nord. Anche in una delle regioni più colpite dalla tenaglia dell’impoverimento civile (con)causato, in primo luogo, dal dilagare della criminalità organizzata. Quella stessa che, appunto, ieri l’Aula ha, indirettamente, favorito. Contro quella criminalità ci siamo però tutti noi. E presto avremo anche la guida che aspettiamo, quella politica italiana del futuro di cui il Politico.it è il principale laboratorio, e che rifarà grande l’Italia, insieme a tutti i suoi cittadini. Che, intanto, appunto in Calabria si portano avanti: grazie ad un’iniziativa di Matteo Cosenza, direttore del Quotidiano della regione, sabato i calabresi scenderanno in piazza per dire “No ‘ndrangheta”. Le adesioni non si contano più. Ce ne parla Laratta. Read more

Alla Camera il (nuovo) voto del disonore Quel freno a indagini su politica&camorra Se l’autoreferenzialità diventa complicità

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel ripartire in questa nuova giornata di politica italiana e, quindi, per noi, di Paese, mettiamo prima di ogni altra cosa il punto su quanto accaduto ieri. Qualcuno, in serata, si è chiesto se fosse stato più importante, per la nostra (?) politica, il “no” di Montecitorio all’uso delle intercettazioni telefoniche nell’indagine sui presunti rapporti tra il sottosegretario Nicola Cosentino e, appunto, la camorra, o la riapertura della ferita, sanguinante, tra il presidente della Camera e il presidente del Consiglio ora che emerge l’ipotesi di un possibile dossieraggio – di cui Fini accusa Berlusconi di essere il mandante – da parte dei servizi (oggi smentito come «diffamatorio» da palazzo Chigi) nei confronti degli esponenti di Futuro e Libertà. Il giornale della politica italiana non ha dubbi: al di là della possibile, ulteriore degradazione della politica italiana – almeno da una parte del centrodestra – a lotta condotta con tutti i mezzi (il)leciti (per non parlare della gravità di un coinvolgimento dei nostri servizi che, per il momento, è doveroso escludere) e al di là del possibile de profundis cominciato a risuonare ieri su questa legislatura, è molto più significativo che il nostro Parlamento, «l’istituzione che per delega rappresenta la volontà dei cittadini», abbia di fatto posto un limite all’azione della magistratura volta a stabilire se «un uomo politico potente come Nicola Cosentino», oggi peraltro ancora membro del governo (!), abbia o meno (avuto) rapporti con l’anti-Stato. Ovvero a stabilire se lo Stato abbia (avuto) una quinta colonna della mafia (tra le altre) al proprio interno capace di influenzare la sua azione a vantaggio della criminalità, oltre a consentire (nostre) regalie a quest’ultima (che le usa poi contro di noi). La nostra politica che, come fosse connivente, dice “no” a vedersi garantita la condizione essenziale, forse, della propria legittimità: la propria onestà anche rispetto ad ipotesi di fatti, come detto, gravissimi. Quando l’autoreferenzialità, appunto, diventa autoreferenzialità sulla base di mancanza di onestà o, comunque, di responsabilità, quando non di connivenza. E getta un’ombra di disonore sulla nostra politica (del resto autoreferenziale e da rottamare di oggi), come ci dice ora Gad Lerner in questo editoriale. E dopo vedremo come, al contrario, l’Italia è un Paese sano, pronto a tornare grande non appena avrà modo di riavere nella propria cabina di comando persone oneste e responsabili come la gran parte dei cittadini di questo Paese. Lerner ora. Sentiamo. Read more

In diretta dal Parlamento. Come si è salvato Cosentino di A. Sarubbi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico racconta in tempo reale sul giornale della politica italiana i segreti del voto di pochi minuti fa sull’autorizzazione (o meno: e il segno della giornata è negativo) all’utilizzo delle intercettazioni nell’indagine sul sottosegretario. Le cui telefonate, dunque, non potranno essere utilizzate. Al di là degli (interessanti) politicismi che ora vediamo, è chiaro come anche il nostro Parlamento – nel senso dei suoi eletti – naturale espressione della nostra politica autoreferenziale di oggi, manchi – per larghe fette – di onestà e responsabilità. Ma questa è una nostra opinione. Sentiamo invece il deputato del Pd. Read more

***Il Commento***
ORA CI PENSA BOSSI A DISARCIONARLO
di GAD LERNER

luglio 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, dopo aver trattato la notizia del definitivo ‘divorzio’ di casa Pdl, vi propone ora questo primo commento del grande giornalista Gad Lerner. Deferire ai probiviri della corrente finiana no sarà stata la cura del male minore per il ‘Napoleone declinante’? Secondo il conduttore de ‘l’Infedele’ la vera minaccia alla leadership di Berlusconi è rappresentata dall’alleato leghista. Che l’attacco finale gli venga sferrato dal Senatùr?   Read more

Diario politico. Fini:”Qui sto e qui resto” e Berlusconi gli fa eco: ”questo governo è saldo”. Bossi non è dello stesso avviso:”O Berlusconi e Fini si parlano oppure è rottura” e Bersani rincara: ”momento politico cruciale. La maggioranza faccia atto di responsabilità”

luglio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ecco, cari lettori, il nostro quotidiano appuntamento con il Diario Politico. L’edizione di stasera, curata da Ginevra baffigo, apre con l’intervento del presidente della Camera che ‘riconferma la squadra’, in una giornata in cui i due fondatori del Pdl sembrano essersi scambiati, nuovamente, i reciproci voti di impegno e militanza sotto la stessa effigie. Non si direbbe dello stesso avviso il leader della Lega, che pronostica piuttosto la rottura in seno al partito di maggioranza, pur sventando il rischio di un prematuro ritorno alle urne. Gli attriti in casa Pdl in effetti non mancano neanche in questo mercoledì, che nelle parole di Berlusconi e Fini si direbbe di riconciliazione. Sull’inchiesta P3 prosegue infatti il contenzioso fra Verdini e Bocchino. Ma anche l’ultima versione del ddl intercettazioni riapre le dispute fra le due componenti del Popolo della Libertà: Berlusconi ne intima il ritiro, mentre dalle file dei finiani si esulta. Infine troviamo le parole del segretario del Pd, che quest’oggi, in un lungo intervento alla Camera, fa un’interessante proposizione di intenti. Buona lettura, qui sul Politico.it. Read more

Diario politico. Inchiesta P3: Dell’Utri interrogato a Roma ed ora anche il sottosegretario Caliendo è iscritto all’albo degli indagati

luglio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana del Politico.it oggi è firmata da Carmine Finelli. Nell’edizione di questo martedì troviamo anzitutto i nuovi capitoli dell’inchiesta sulla cosiddetta P3: Dell’Utri interrogato dai pm romani, ma soprattutto l’esponenziale crescita dei nomi Pdl (esponenti di prima linea) iscritti all’albo degli indagati. Le indagini proseguono e la politica non si ferma certo ad una sola inchiesta. In Piemonte prosegue il contenzioso sul conteggio delle schede, e  sull’agone Cota-Bresso sembra non dover ancora giungere l’ultima parola. Questo, e molto ancora, nel nostro Diario. Buona lettura e buona politica con il Politico.it!  Read more

***Il Commento***
PDL, CHE ERRORE L’ATTACCO A GRANATA
di GAD LERNER

luglio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana apre questa settimana con l’intervento di una delle nostre grandi firme. Dopo Sarubbi, anche Gad Lerner si esprime sul caso Granata sollevando degli interrogativi categorici: come si può attaccare un deputato integerrimo, che si batte per la difesa della legalità dalle file di un partito che oltre che essere al Governo, di un così alto valore aspira a farne il principio costitutivo della nuova destra italiana? Lerner dà qui la sua risposta. Sentiamo. Read more

***La riflessione***
CASO GRANATA: la battaglia di Fabio
di ANDREA SARUBBI*

luglio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Chieda scusa o lasci il partito». Ecco l’ultimatum lanciato proprio in queste ore dal ministro Ignazio La Russa, che replica così al J’accuse mosso da Fabio Granata ai vertici del suo Pdl. Un botta e risposta, il cui pathos riprova il crescendo della tensione nelle file della maggioranza… e non solo. Il commento che il giornale della politica italiana ora vi propone viene infatti dalle file dell’opposizione. Andrea Sarubbi guarda con empatica preoccupazione lo scontro fra le diversi correnti del Popolo della Libertà, la cui violenza, ora, sembra minacciare la sopravvivenza stessa del partito. Sentiamo.

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La fine di un impero (?)/2. Silvio e la responsabilità politica Donadi

luglio 15, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Abbiamo scritto che in qualunque altro Paese democratico a questo punto si starebbe discutendo di dimissioni del presidente del Consiglio. E’ davvero difficile ritenere che “Cesare” – questo il nomignolo affettuoso che i «quattro sfigati» che volevano sovvertire l’ordine costituzionale avevano affibbiato al Cavaliere – non sapesse. E d’altra parte si tratta di accertarlo. La certezza è che un governo la cui maggioranza è fondata su un partito il cui coordinatore tramava ai danni del Paese, ed ora viene disconosciuto da una componente di quello stesso partito che pone esplicitamente una «questione morale», in un’Italia a più alto tasso di democraticità e di senso della legalità avrebbe già lasciato, non foss’altro per sensibilità istituzionale. Ma a questo punto, ha scritto Gad prima, poco manca affinché ciò accada per forza, ovvero grazie al respingimento (è proprio il caso di dirlo?) da parte degli italiani di fronte ad un ulteriore susseguirsi di scandali. Scandali che, probabilmente, non del tutto a caso emergono alla vigilia della discussione sul ddl intercettazioni: la parte sana del Paese batte un colpo e dice, “Attenzione perché le cose stanno così, e fra poco tutto questo potrebbe venire nascosto per sempre”. Bossi che – ne parleremo nel Diario – invita a «fare presto» con l’approvazione del ddl proprio per evitare che il resto della marmellata – perché è certo che ci sia un “resto” di tutto questo – venga alla luce,  da un lato conferma ciò che il giornale della politica italiana ha scritto per primo – ben prima che cominciassero le campagne della restante parte della stampa nazionale – ovvero che il ddl intercettazioni serve ad uso e consumo del presidente del Consiglio e della cricca per nasconderci le malefatte: riflettano coloro che ancora non ne sono convinti; e dall’altro rende a questo punto democraticamente inconcepibile che, in questo contesto, una simile legge venga approvata. Per questo, il Politico.it fa appello alla sensibilità del presidente della Camera e dei finiani, affinché affossino definitivamente il velo di omertà in cui consiste, in realtà, la legge-bavaglio, perché noi possiamo, vogliamo e abbiamo diritto di sapere, cos’altro sia avvenuto alle nostre spalle e contro di noi in questo Paese. Donadi sulla responsabilità politica del capo del governo. Read more

***Il commissario antimafia***
‘NDRANGHETA D’ITALIA
di FRANCO LARATTA*

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democra- tico, membro della commissione antimafia, sceglie il giornale della politica italiana per dire la sua sul tema della diffusione della criminalità organizzata nel nord del nostro Paese. Una penetrazione nel tessuto sociale, affaristico e ora anche politico portata alla luce dall’inchiesta condotta da Ilda Boccasini sull’n- drangheta lombarda. Laratta lancia un appello: è necessario creare un clima di maggiore solidarietà nei confronti di quanti lottano contro le mafie, e tocca allo Stato fare il primo passo. Sentiamo. Read more

Ma vediamo di cos’è accusato Cosentino Camorra e “P3″, i due capi di imputazione Ma sulla loggia c’è il rischio-svuotamento Camera potrebbe negare uso telefonate

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La notizia del giorno è dunque la calen- darizzazione prima dell’estate del voto sulla mozione di sfiducia – presentata dall’opposizione – al sotto- segretario in odore di camorra. Ma chi è veramente l’imputato Cosentino? Lo scopriamo. Ma vediamo anche cosa “rischiano” i processi a suo carico. Sì, avete capito bene: cosa rischiano i processi. Perché nel caso del dibattimento sulla nuova P2 la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha già dato parere negativo all’utilizzo, in sede processuale, delle inter- cettazioni che lo inchiodano. E ci si può aspettare un “no” definitivo. di MASSIMO DONADI* Read more

E forse il 21 ci “libereremo” di Cosentino Dipietrismo? No, onestà e responsabilità Ed è prova del fuoco per la maggioranza

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mercoledì prossimo Gianfran- co Fini ha calendarizzato il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario in odore di camorra. Sposiamo pienamente la considerazione di Casini: «Non anticipiamo sentenze – Cosentino non è ancora stato condannato per nulla, rispetto all’accusa di concorso in associazione camorristica, ndr – ma esiste un problema di opportunità politica». Ecco il punto: garantismo, sì, certo, che significa non condannare preventivamente nessuno. E quindi “rispetto” nei confronti di Cosentino fino al verdetto. Ma contemporaneamente garantismo, permetteteci, anche per il Paese e per le istituzioni. Garantismo nel senso di garantire loro (a tutti noi) che il governo non sia presidiato da personaggi che possono – sfruttando appieno il loro inserimento, quindi in qualche modo colpendoci alle spalle, o agendo da traditori – favorire l’anti-Stato, la criminalità organizzata, che non aspetta altro che di avere proprie “teste di ponte” nelle istituzioni per potere manovrarle nella lotta contro loro stessi e prendersi un po’ dei nostri soldi, per poi usarli contro di noi. C’è il problema di evitare che la giustizia si metta a fare politica, ovvero di assegnare ai magistrati il potere di incidere sulla politica italiana. Che si può configurare nel momento in cui ad una semplice accusa si fanno seguire automaticamente delle dimissioni. Ma, intanto, non c’è nessun automati- smo: si tratta di valutare la gravità dell’accusa e il possibile “conflitto di interessi” (si fa per dire) nell’assolvimento delle proprie funzioni. E poi le dimissioni sono solo, appunto, un atto di garanzia: non devono coincidere con nessun riconoscimento anticipato di colpevolezza (che non sarebbe giusto ci fosse; ed è sicuramente necessario fare uno sforzo, soprattutto da parte dei media, per “migliorare” da questo punto di vista). Ma, semplicemente, assicurano all’accusato di potersi difendere liberamente e al Paese di non essere a rischio (palese) di inquinamento e deviazione. Il servizio con tutte le reazioni, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.             Read more

Diario politico. ‘Ribaltamento della realtà’ Scoperchiato il progetto eversivo “P3″? Silvio: ‘E’ clima giacobino e giustizialista’ Ok dei finiani alla sfiducia a Cosentino? “Chi la vota sarà fuori dalla maggioranza”
Sì alle intercettazioni contro crimine? “Attentato alla privacy dei cittadini”

luglio 14, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ricordate? Era il primo dei due confronti televisivi tra i nostri candidati premier alle politiche del 2006. Il presidente del Consiglio (allora uscente) accusò ripetutamente Romano Prodi di compiere un «totale ribaltamento della verità». Lo stesso che Berlusconi mette costantemente in pratica per indurre il Paese a “vedere” un realtà diversa da quella che si vede con occhi democratici. Un gioco pericoloso per (appunto) la democrazia, per il quale tutto diventa possibile, purché sia Berlusconi a dirlo. Preoccupa che ci siano milioni di italiani priv(at)i di quella capacità critica necessaria a non farsi abbindolare dal «ribaltamento della realtà». Tre esempi. Le autorità giudiziarie portano alla luce il progetto eversivo della nuova P2? Gli arresti per fermare questo tentativo diventano un eccesso di giustizialismo, e la colpa non è di chi vuole stravolgere il sistema democratico ma della giustizia del nostro Paese. Bocchino e gli altri fedelissimi del presidente della Camera annunciano di essere disposti a votare con il centrosinistra una mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino, un personaggio in forte odore di camorra l’inopportunità della cui presenza al governo viene confermata dalle trame della stessa “P3″ per farlo candidare alla guida della Regione Campania al posto di Caldoro? Per Berlusconi è chiedere la sfiducia di Cosentino motivo per essere espulsi dalla maggioranza, e non l’inopportunità del sottosegretario. Infine, il ddl intercettazioni al quale ci siamo dedicati nel corso della giornata di ieri: si difende la legalità nel nostro Paese e si vuole evitare che la criminalità possa dilagare questa volta per davvero «a nostra insaputa»? Il problema è la privacy dei cittadini, come se non fosse chiaro che gli unici a dover temere per la propria privacy sono i personaggi che fanno e disfanno alle nostre spalle con i nostri soldi. Tre esempi del «ribaltamento della realtà» di cui Berlusconi accusava Prodi, salvo essere lui a compierlo. Come chiamarlo? Un ulteriore, totale ribaltamento della realtà. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Persino l’Onu boccia il ddl intercettazioni ‘Missione in Italia per la libertà di stampa’ Ecco tutto ciò che non avremmo saputo

luglio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se la cosiddet- ta legge bavaglio venisse approvata, «può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione da voi». A dirlo non è né un esponente dell’opposizione né un illiberale di sinistra; è un portavoce dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, preoccupato per la deriva che la democrazia rischia di prendere dopo il 29 luglio, quando il ddl passerà in discussione alla Camera. Ma perché, e ci rivolgiamo in particolare ai nostri lettori che ancora non ne sono convinti, tutto il mondo democratico ritiene di intervenire per cercare di fermare una legge che in fondo, praticamente, non lo riguarda in modo diretto? Lo fa per una reale preoccupazione proprio per quella stessa libertà brandita da chi tenta di difendere la legge, messa in discussione da una limitazione della libertà di stampa (se non siamo a conoscenza di tutto, siamo meno liberi, perché le nostre decisioni sono figlie di una visione “selezionata” da altri che determina le nostre “scelte”), e per il rischio che la criminalità, più o meno organizzata, più o meno “politica”, possa dilagare a discapito e a spese di tutti noi. Le ultime vicende tra politica e giustizia venute a galla in questi giorni, ad esempio, se la legge bavaglio fosse stata in vigore non sarebbero state portate alla nostra conoscenza, e sia il tentativo di influenzare le decisioni e persino le nomine dei giudici – quindi altro che legge uguale per tutti – sia la connivenza con l’ndrangheta, per cui alcuni nostri rappresentanti favorivano la criminalità organizzata con i nostri soldi a discapito delle nostre libertà, sarebbero potute bellamente proseguire, alle nostre spalle. Per chiarirci ancora meglio le idee, ricostruiamo le due vicende e il ruolo, nel loro disvelamento, dello stru- mento delle intercettazioni. di STEFANO CATONE Read more

Diario. La “casta”? Ve la siete voluta voi Primo: in Sardegna eversione-corruzione Ma avete sprecato l’occasione (di) Soru E poi un’altra legge per fermare processi Votate (solo) l’onestà e la responsabilità

luglio 9, 2010 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ la giornata giusta: (altri) giornalisti italiani scioperano per evitare che il ddl intercettazioni neghi ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che viene fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Negando così ai cittadini il diritto di essere informati sugli sviluppi dell’inchiesta sull’eolico sull’isola che porta alla luce una superloggia che avrebbe trafficato, oltre che per ottenere appalti per sé, anche per corrompere giudici e piazzare Cosentino alla guida della Campania. E – tempismo (a rovescio) non casuale – sulla norma ad personam scoperchiata dalla brillante capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti (ecco qualcuno da valorizzare, Democratici; nella foto) che comporta, tra il resto, la sospensione di sei mesi del processo Fininvest-Cir. Ovvero, negando così ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che è stato ancora una volta fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Il giornale della politica italiana offre ai propri lettori la visione d’insieme che non dovrebbe mai mancare nella lettura delle vicende della nostra politica. Così come non dovrebbe mancare nell’impostazione del futuro del nostro Paese. il Politico.it continuerà ad essere qui, ad assicurarla a voi, care lettrici, cari lettori, che volete capire cosa davvero sta accadendo nella nostra politica e contribuire a costruire, in modo insieme alto e concreto, sostenibile, il futuro dell’Italia. L’ampio e dettagliato racconto di queste vicende e molto altro, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Udc salva (Provincia) Caserta da camorra Cosentino si dimette da sottosegretario VIGNETTA: Di Pietro “trangugia” De Luca

febbraio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il plenipotenziario Pdl in Campania, che lascia anche la guida del partito nella regione, vittima di uno scambio (per una volta virtuoso) tra Cesa e Berlusconi: in cambio dell’appoggio dei centristi a Caldoro nella corsa alla presidenza, il premier accetta di sostenere il candidato Udc nella terra dei Casalesi (e di Cosentino). Quei Casalesi con cui l’ormai ex sottosegretario è accusato di intrattenere rapporti, e nella cui terra, appunto, avrebbe voluto imporre, ancora, un proprio uomo. Di qui le dimissio- ni: richieste, peraltro, da tutto il centrosinistra nel momento in cui Cosentino fu sottoposto ad indagini per associazione camorristica. Tutto questo nella (grande) regione in cui il Pd, per tentare una difficile rimonta, dopo il caso dei rifiuti e la cattiva gestione – finale – di Bassolino, punta su un candidato border line, per loro, come quel sindaco di Salerno che – rinviato a giudizio per reati connessi, risponde il diretto interessato, alla salvaguardia dei posti di lavoro di centinaia di persone – dice di ispirarsi alla «destra europea». Da cui, tra l’altro, l’atto-simbolo del sindaco Sceriffo, come viene chiamato: la scelta di guidare personalmente, in strada, alcune retate contro immigrati irregolari. Il servizio sulle dimissioni di Cosentino è di Carosella. Read more

L’intervento. Cosentino, la casta che si autoassolve di M. Donadi

gennaio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il tema, non nascondiamocelo, non è giustizialismo sì giustizialismo no, garantismo sì garantismo no. Il tema è la responsabilità della politica italiana nei confronti del Paese. E anche la sua credibilità e affidabilità per i cittadini. Quando un membro del governo finisce sotto accusa – la cui legittimità è stata ieri confermata in Cassazione – per concorso esterno in associazione camorristica (nel caso specifico, per rapporti con il clan dei Casalesi) prima ancora della difesa di un principio di garanzia dell’indipendenza di ogni potere rispetto agli altri (problema per il quale è legittimo porsi alla ricerca di soluzioni) viene l’opportunità, se non la necessità – per uno Stato che voglia essere dalla parte dei suoi cittadini e credibile nella lotta alle mafie – di separare le possibili responsabilità dell’accusato da quelle dell’esecutivo, e comunque delle istituzioni di questo Paese. Dimissioni dunque, e comunque concessione di quell’autorizzazione all’arresto che la «casta», come la definisce il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera in questo pezzo per il giornale della politica italiana, ha invece negato nei confronti di Cosentino. Ascoltiamo. Buona lettura. Read more

Diario. Ecco piano antimafia del governo Premier: ‘Meno immigrati meno criminali’

gennaio 28, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Consiglio dei ministri a Reggio Calabria per dare una segnale nella lotta contro la criminalità organizzata. Per la quale, tra l’altro, l’esecutivo istituisce l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alle mafie annunciata da Maroni. Vi spieghiamo nel dettaglio le misure del Cdm. Ma Berlusconi dice almeno tre cose che suscitano un vespaio. La prima è quella da cui il titolo. Poi ribadisce che non devono più essere fatte trasmissioni sulla mafia, che ci mettono in cattiva luce. E infine risolve la questione del rischio che i beni confiscati messi all’asta possano essere riacquistati dalla mafia con una battuta: «E noi li sequestriamo di nuovo». Presidente del Consiglio protagonista anche di uno stop-and-go sulla scelta del candidato del Pdl in Puglia in vista delle Regionali. Ieri, come raccontato nel Diario, rilancia la possibilità di un accordo con l’Udc sulla base di un «terzo candidato condiviso, da mettere in campo dopo un passo indietro di Palese e Poli Bortone». Dopo il no della leader di Io Sud e di Casini rivendica la capacità di vincere da soli anche nella terra di Vendola. Infine la Cassazione dichiara legittima l’ordinanza d’arresto per Cosentino: ordinanza che potrà essere eseguita, però, solo dopo la fine del mandato, visto il no delle Camere alla sua esecuzione immediata. Il racconto. Read more

Il no a autorizzazione a procedere per Cosentino di Andrea Sarubbi

dicembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano che vi può raccontare una giornata parlamentare anche con i pezzi dei protagonisti della nostra politica. il Politico.it è sempre più il centro privilegiato del confronto pubblico e il luogo di espressione di deputati, grandi firme del giornalismo politico italiano, altri addetti ai lavori. Quando tutti i quotidiani raccontano il «respingimento» da parte di Montecitorio delle mozioni di sfiducia e della richiesta di arresto nei confronti del sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, il vostro giornale si può permettere di farlo con questo pezzo firmato dal deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine”, che come sempre è prima fedele cronista e poi commentatore, i cui articoli si basano su una separazione accurata tra fatti e opinioni come nel miglior tradizione del giornalismo d’oltreceano, e il cui racconto non solo, dunque, ha la fedeltà delle cronache firmate da un osservatore sopra le parti ma anche il pregio di essere stato scritto dall’aula stessa di Montecitorio, dal cuore della discussione sulla mozione e sulla richiesta per Cosentino. Il giornale della politica italiana è il giornale della politica, l’unico in grado di portarvi all’interno con le firme stesse della politica italiana. Buona lettura. Read more

Cosentino, respinte le mozioni di sfiducia Oggi no all’arresto. Di Pietro: “Vergogna”

novembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, resterà al suo posto. Lo hanno deciso prima la Giunta per le autorizzazioni, negandola, poi Palazzo Madama che ha bocciato le istanze di Pd e Idv. Quagliariello: «Bene così, o si perde il primato della politica». Il servizio di Francesco Carosella. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

7giorni. Rutelli, Rotondi, Minzolini e il Governo battuto di Mario Adinolfi

novembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger. La rubrica più amata del giornale della politica italiana. Tutta, ovviamente, dedicata ai fatti di oggi. Solo il Politico.it, tra i grandi quotidiani, è in grado di commentare in tempo reale con le proprie grandi firme i fatti del giorno. Adinolfi parte da Rutelli e dalla sua Alleanza per l’Italia, su cui torneremo più tardi: «Un grande futuro dietro di noi», commenta sarcasticamente la grande firma del giornale della politica italiana, citando il nome del libro di Giuliano Da Empoli scelto come titolo della presentazione. Poi Cosentino, con una proposta di unità… regionale lanciata da Gianfranco Rotondi durante l’intervista a Mario questa mattina a Red: «Facciamo un governo della Campania formato e sostenuto da Pdl, Udc e Pd e ripuliamo le liste dalle persone in odore di camorra», dice il ministro, che riconosce il ruolo fondamentale di Roberto Saviano, ma non lo candiderebbe a Governatore («Per non immiserirlo»). Un invito-provocazione a Bersani, che il Politico.it rilancia dalle sue pagine: vedremo se il neoleader Democratico risponderà. Poi Minzolini, che Adinolfi critica ma a cui riconosce la libertà di guidare il Tg1 nel modo che crede. «Una rondine non fa primavera», commenta l’ex sostenitore della mozione Franceschini al congresso riguardo alle cadute di oggi del Governo sulla Finanziaria. E infine punto sette, come sempre, su calcio e scommesse. Buona lettura. Read more

Diario politico. Il Gip: arrestare Cosentino Berlusconi e Pse per D’Alema Mister Pesc

novembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino come la prima edizione dei telegiornali. Per il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale campano del Pdl l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Dal magistrato la richiesta alla Camera di autorizzazione ad eseguire la misura. E’ sempre più forte intanto il sostegno alla candidatura dell’ex presidente del Consiglio a ministro degli Esteri d’Europa. Ieri Schulz annuncia il ritiro di Miliband e il sostegno dei socialisti europei all’italiano, poi il giallo: da Berlino, dove a margine dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro si è tenuta una cena offerta da Angela Merkel con i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione, Gordon Brown rilancia il suo capo della diplomazia che, dal par suo, si definisce soltanto «in stand-by». Un tira e molla legato da un lato al tentativo da parte britannica di trovare l’assenso sulla nomina di Blair come presidente, dall’altro all’alternativa, per Miliband, di guidare i laburisti nel dopo-Brown. Il racconto degli ultimi sviluppi.           Read more

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