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Preso pure boss degli attentati a Reggio Laratta: “Consolidiamo il cambio di clima” Ma ieri a Montecitorio fiera dell’impunità

ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La scelta che abbiamo fatto con il Diario politico di ieri è di aprirci gli occhi su come ci stessimo occupando di scelte che, al netto della loro (il)legittimità, in un Paese normale (quale tornerà ad essere l’Italia fra qualche tempo) non avrebbero occupato nemmeno il 20esimo posto nella graduatoria delle priorità, tanto meno in un periodo di crisi. Il nuovo colpo alla criminalità organizzata inferto oggi dalle nostre forze dell’ordine è l’occasione per una riflessione sulla situazione della lotta all’ndrangheta in Calabria per la firma del deputato del Partito Democratico ed ex commissario Antimafia, che sceglie il suo giornale della politica italiana per sferzare la nostra politica a quel colpo di reni del quale parlavamo rispetto al giornalismo a margine del pezzo di Ferri su Avetrana. Colpo di reni che non si può fare se si è seduti in uno di quei vecchi seggiolini di legno stretti e scomodi che si trovavano una volta al cinema. La “morsa del seggiolino” è rappresentata dalla tentazione autoreferenziale della politica italiana, che la porta a scelleratezze (usiamo ancora questa espressione, oggi, imbeccati da Ferri) come quelle compiute ieri in aula – il “no” all’autorizzazione a procedere all’ex ministro Lunardi e il Lodo Alfano in una situazione di evidente parzialità dato che la legge riguarda il caso già in atto dell’uomo che ha pieni poteri su coloro che devono decidere di approvarla, ovvero il presidente del Consiglio – e che danno luogo ad una percezione, dalle parti della criminalità organizzata, di una nostra politica che può non essere del tutto pronta a fare ciò che è necessario per risolvere, ad esempio, il problema delle infiltrazioni. Ma su questo torneremo. Sentiamo, intanto, il deputato del Pd. Read more

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