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***La (vera) risposta alla crisi***
COME SI FA LA CRESCITA? (RI)EDUCANDO GLI ITALIANI

luglio 5, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo dicono gli esempi migliori della nostra (stessa) tradizione. A cominciare, sì, dagli anni del nostro boom e dal caso eccezionale dell’Olivetti capace di scrivere la Storia – inventando il primo pc – fornendo ai suoi dipendenti una scuola, una biblioteca, la possibilità di formarsi e poi di contribuire in modo decisivo a (que)l successo offrendo – oltre alla propria fatica – una loro (“ritrovata”) creatività. Ma lo dicono anche le nostre aziende di oggi che reggono – e, anzi, vincono – (al)l’impatto con (/del)la crisi, come riferisce sul Corriere Dario Di Vico raccontando il caso di Paolo Ponti, che trasforma la falegnameria del padre in un campione del nostro export puntando a fare dei propri collaboratori non (più, rispetto al modello, ad “esempio”, della Fiat di Marchionne) tanti, omologhi addetti ad una catena di montaggio, ma altri (e portatori di una loro originalità) autori del (suo, stesso – ?) “prodotto”. La crescita si fa dunque in primo luogo formando (e, così, rielevando) gli italiani; puntando a “trasformarli” nel più straordinario motore del (possibile, e necessario) impegno nella chiave dell’innovazione delle nostre aziende. E’ noto che, in quest’idea della formazione (e più in generale dell’educazione e della cultura) come chiave della nostra (doverosa) ripartenza, si ritrovino sia il presidente di Confindustria sia il “nuovo” governatore di Bankitalia. Al presidente del Consiglio avevamo provato a indicarlo. Monti, sensibile a tutto ciò che può sminare il terreno (politico) intorno lui, aveva mostrato di recepire la nostra “sollecitazione”. Ma, (più) fedele al mantra liberista della riduzione dei costi come unica via per la salvezza dell’”impresa” (poco importa se ciò significa gettare sul lastrico milioni di lavoratori, come aveva rischiato di fare, prima dell’intervento de il Politico.it, con il placet del segretario del Pd e della leader della Cgil, con l’abolizione dell’art. 18), il capo del governo ha poi preferito continuare con i (soli) tagli di spesa. Ma un paese non è un’azienda (improntata al liberismo); è una comunità di persone (come le aziende che possono rifare grande l’Italia). E la sua unica possibilità di farcela, sta nella capacità di mobilitare e mettere a sistema il meglio che può venire da ciascuna di loro.
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E (così) alla fine Monti ha dovuto cedere Con noi la Sinistra è (già) tornata vincere (Adesso) Bersani è segretario (più) forte E Camusso ci “restituisce” Cgil Cofferati Peraltro 10 anni esatti dal Circo Massimo Ma ora serve completo cambio orizzonte Una economia rifondata sull’innovazione Formazione continua a ‘integrare’ lavoro Cultura ‘chiave’ del nostro Rinascimento Torneremo ad essere la culla della civiltà

aprile 5, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Solo quindici giorni or sono la Sinistra aveva sfiorato il punto più basso della propria parabola storica. Il vertice dell’abc della politica politicante, battezzato da Monti, in cui il segretario Democratico aveva accettato di concedere l’abolizione dell’art. 18, rischiava di segnare un passo indietro di centocinquant’anni nelle conquiste dei lavoratori e non solo. La sconfitta, (che sarebbe stata) “definitiva”, di tutta la tradizione progressista europea, dal Risorgimento ad oggi. Aveva vinto il Marchionne che, in queste ore, vediamo arrancare, con la sua Fiat – sia pure in un momento di crisi per tutto il settore auto – dimostrando di essere il guru solo di se stesso (visto che il suo stipendio, al contrario, è aumentato del 42%). Ciò nonostante, lo stesso principale sindacato confederale, aveva ormai alzato bandiera bianca. Poi il giornale della politica italiana ha cominciato a giocare la (sua) partita: dalla sferzata nei confronti del segretario del Pigi, alla reazione di Camusso, fino alla definizione di un possibile orizzonte nuovo per la Sinistra, che non fosse più quello, della destra, mercatista, e alla specificazione delle modalità concrete attraverso cui realizzare tutto ciò. E in poche ore la situazione si è completamente ribaltata. Se, prima, Alfano gongolava, potendo sostenere che, dieci anni dopo, il Pdl aveva centrato il proprio obiettivo – dopo il fallimento, proprio dei primi mesi del 2002, per l’”invasione” del Circo Massimo da parte di tre milioni di cittadini, del primo tentativo di Berlusconi di cassare l’art. 18 -; se Confindustria fingeva soltanto, di non essere pienamente soddisfatta (oggi vediamo come si mostra quando lo è davvero, arrivando a minacciare di licenziare migliaia di persone per pura ripicca), giocando, con Monti, ad accreditare che la riforma era nell’interesse di tutti e costringeva ciascuno a cedere qualcosa; a distanza di pochi giorni – dopo l’inizio del nostro fuoco di fila di editoriali e commenti con cui risvegliavamo, a suon di contenuti, l’orgoglio delle forze più oneste e responsabili del nostro paese – le tecnocrazie finanziarie (e con loro il presidente del Consiglio) erano costrette, dopo l’offensiva, ad arretrare (fino al cedimento di oggi) difensivamente; Marcegaglia tradiva segni di nervosismo (assumendo toni che non le avevamo mai ascoltato usare: “Ridicolo”), il Pdl subiva palesando “finalmente” il profilo basso a cui la leadership (?) di Alfano lo ha ridotto, e che solo la forza di inerzia di un ventennio in cui Berlusconi aveva annichilito il centrosinistra (preparando però, oggi, con il suo annichilimento, il possibile risveglio “storico”), aveva continuato – per poco, illusoriamente – a mascherare. In buona sostanza il vento era completamente cambiato. E oggi la Sinistra può festeggiare l’inizio del possibile ritorno (?) alla sua egemonia. L’egemonia (naturale, quando esprime compiutamente se stessa) dell’area di opinione e di sensibilità più onesta e responsabile della nostra nazione, che in quanto tale sta (anche) dalla parte delle persone che soffrono, che hanno una maggiore urgenza di essere sostenute, ma lo fa, proprio per la sua onestà e responsabilità, assumendosi la responsabilità di caricarsi sulle spalle l’(intero) paese, puntando a salvarlo e a rifarlo grande (tutto), e quindi a creare le condizioni strutturali affinché anche le persone deboli – ma non solo loro – possano stare (sempre) meglio, essere incluse, e, in ultima analisi, cessare di essere ai margini. Perché questo si compia effettivamente, è necessario – dopo aver salvato, grazie a noi, milioni di lavoratori e le loro famiglie – però, mettere ora in campo un piano per la costruzione del futuro. Ecco progetto e programma che il Pd ha l’opportunità di cominciare ad attuare dalle modifiche (in Parlamento) alla riforma del lavoro – che serva a rielevare – attraverso la formazione – la vita di milioni di operai (dando così un senso ad ammortizzatori altrimenti “buttati” a fondo perduto, e che possono invece rappresentare un investimento, che ci ritroveremo in termini di maggiore crescita e produttività, nel nostro futuro), e con essi a far crescere le nostre aziende, e quindi a ricreare le (prime) condizioni – a cui far seguire l’attuazione dell’intero progetto, dal ripotenziamento della scuola alla costruzione di un nuovo centro (geopolitico) intorno al nostro Sud – per riportare l’Italia, dopo trent’anni di isolamento, al centro del mondo.

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***SULLA SCIA DI S&P*** ESTABLISHMENT ITALIANO COMPATTO: BERLUSCONI SE NE VADA di GAD LERNER

settembre 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mattinata con Bossi ed i fedelissimi della nordica alleanza. In serata lo aspetta Giorgio Napolitano. Silvio Berlusconi prova a riparare l’irreparabile. In fondo mancano pochi mesi alla fine della legislatura ed una simbolica azione diplomatica potrebbe evitare un cambio della guardia a palazzo Chigi ante tempo. I “bollettini” esteri, che declassano il sistema Italia e la sua leadership politica, non fanno che aggravare la critica situazione in cui versa il Paese. La crisi economica sembra non raggiungere ancora il suo apice. Quanto a quella politica, i due appuntamenti dei prossimi giorni sembrano preoccupare enormemente l’uomo di Arcore:  giovedì la Camera voterà la richiesta di arresto per il deputato Pdl Marco Milanese, deputato del Pdl ed ex consigliere politico di Giulio Tremonti, mentre per mercoledì prossimo è in agenda il voto di sfiducia sul ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano. La maggioranza è inerme sotto lo scrosciare furioso degli eventi che l’avversano. Silvio Berlusconi cerca il suo più rassicurante ed ottimistico sorriso senza trovarlo, e nella smorfia improbabile che gli si disegna in viso l’establishment italiano legge più che la disperazione il segno inconfutabile della sua follia. E parla chiaro: “Berlusconi deve farsi da parte”. Read more

Ma il governo continua a non governare Galan: ‘Ministeri a nord? Aumenta spesa’ Poi la riforma fiscale a (soli) fini elettorali E gli ‘schiavi’ si riuniscono. Ma per Silvio Così Confindustria: “Produzione è ferma” Succede quando hanno interessi privati

giugno 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E ci si “impegna” (?) in politica non per il bene della nazione ma per il proprio. Vale a destra come a sinistra. La nuova politica nasce invece (nel disinteresse dato) dall’onestà e dalla responsabilità. E solo a partire da queste basi si potrà salvare e rifare grande l’Italia. Oggi Massimo Donadi ci rac- conta la rappresentazione, al contrario, dell’interesse parziale, personale e/o privato dell’attuale esecutivo. Fatto a immagine e somiglianza del premier. Appunto. di MASSIMO DONADI* Read more

Diario politico. Dossier decreto sviluppo C’è la sburocratizzazione (per le imprese) (è primo impegno mantenuto da Silvio?) Sulla casa c’è rischio cemento selvaggio Un “riconoscimento” a scuola e ricerca Confindustria: ‘Ma (ciò) non è strutturale’ Perciò non basta e c’è il marchio destra Ma il governo finalmente batte un colpo E il Pd perde un’occasione di confronto

maggio 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana scrive da mesi che per salvarsi e tornare grande, l’Italia è chiamata a mettere in campo un progetto organico e complessivo che rifondi, sostanzialmente, da “zero” e strutturalmente il Paese. E – da ultimo ancora ieri, con il suo direttore - ha fatto seguito a questa dichiarazione teorica con la pratica di proposte, spunti e suggerimenti – portati a maturazione nel progetto organico e complessivo concepito da il Politico.it – tali da consentire di attuare quell’intendimento. Il decreto dell’esecutivo contiene invece una serie di piccoli interventi che probabilmente non basteranno ad aggiustare strutturalmente la nostra situazione, e tanto meno ci consentiranno di esplodere. Ma, colpi di testa a parte – come la “vendita”, in tempi “brevi”, delle nostre spiagge – si tratta comunque di un lodevole “inizio”, che pone fine a lunghi mesi di immobilismo a fronte della richiesta, non solo (evidentemente) da parte nostra di un cambio di direzione. E male ha fatto il Pd ad occuparsi di altro – la possibilità di una nuova manovra che si profilerebbe all’orizzonte – invece di dire la sua nel merito sulle specifiche iniziative. Dopo avere messo in campo le proprie, proposte, il Politico.it vi racconta il decreto sviluppo del governo. La firma è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Fare di necessità (?) virtù Marcegaglia: ‘Se il governo non governa’ Napolitano: “Ritroviamole le motivazioni” Perché o si riparte ora o (ci) sarà declino

settembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’Italia vive di rendita. La rendita lasciataci dai padri della nostra Repubblica in un periodo di grande necessità e (quindi) motivazioni, e in cui la qualità di tutti noi è tornata ad esprimersi in tutta la sua brillantezza: il Dopoguerra. Quando un popolo non ha più nulla, e sa che la responsabilità risiede tutta sulle proprie spalle, è quello il momento in cui, libero da alibi, torna a mettere in campo le proprie risorse, se le ha, e rinasce. Ed è quello che il nostro Paese ha fatto subito dopo la fine del regime fascista, che ci aveva lasciato a terra, e la guerra nella quale Mussolini ci aveva trascinato, rovinandoci. Quindici anni dopo l’inizio della Seconda Repubblica, l’Italia non è ovviamente nella stessa situazione, ma il patrimonio lasciatoci in eredità dalle generazioni precedenti (precedenti, s’intende, anche a quelle che hanno cominciato a sperperarlo) sta per non essere più sufficiente per vivere di rendita. E quando non lo sarà più, per noi potrebbe cominciare un periodo di minore ricchezza – diffusa – e una parabola discendente proprio su quel piano economico che, paradossalmente, è ancora quello che, grazie alla rendita, tutto sommato ci tiene ancora nella fascia alta dei Paesi del mondo. Il momento è adesso: se capiamo che muoverci ora ci consentirà di rilanciarci subito, potendo competere per tornare al vertice della civiltà, ci assicumeremo anni di grande benessere, e potrà forse essere altrettanto sistemico di quanto lo sia stato in questi cinquant’anni. Potremo insomma garantirci altri cinquant’anni (la cifra è puramente simbolica) di benessere e, se saremo particolarmente saggi, proseguiremo nel lavoro e lo accresceremo e consolideremo sempre di più. Tornando definitivamente nella posizione che ci compete. Si tratta, insomma, di fare di necessità virtù, come invita a fare il capo dello Stato, e di rifare grande l’Italia. Certo l’atteggiamento di questi ultimi mesi è l’opposto di quello utile: la presidente di Confindustria accusa la maggioranza (e la parte di Paese che va dietro alla nostra politica autoreferenziale di oggi, parte della stampa compresa) di pensare a «amati, cognati, appartamenti» invece di occuparsi di tutto questo. Il dramma della perdurante mancata nomina del ministro per lo Sviluppo economico è, appunto, un dramma, anche se ancora non tutti ce ne accorgiamo (molti di noi, purtroppo, se ne stanno accorgendo eccome). Facciamolo. Ciascuno faccia la sua parte: il governo raccolga la sfida di Fini e si rimetta a governare, il centrosinistra prepari progetti da proporre al Paese nel caso la maggioranza fallisca nel suo tentativo. Il giornale della politica italiana, in tutto questo, è il (nuovo) consigliere del presente che spinge tutti a muoversi verso il domani, che prepara. State con noi. Il futuro del Paese passa di qui. All’interno gli spunti della giornata. Read more

Diario. Ma alle 3.30 (non) piangevano (?) Prima gli aquilani usati per fare pubblicità Poi (subito?) abbandonati al loro destino Oltre al danno ora la beffa dei manganelli (Oggi) la rabbia e indignazione nel Paese

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Testa e cuore (rotto). Logica ed emotività (al contrario). Nelle ore degli scontri, la lucidità del giornale della politica italiana che indica la chiave di lettura “politica” delle manganellate della polizia: questo è un governo (o, meglio, un presidente del Consiglio) che non accetta il dissenso; e ha già cominciato ad usare (un po’) la forza per fermarlo. A fine giornata le valutazioni “politiche” lasciano il posto a quelle politiche: gli aquilani, già “feriti” (per usare un eufemismo) dal terremoto, illusi dal presidente Berlusconi, strumentalizzati nella loro tragedia, sia in funzione dell’immagine sia in chiave affaristica (le new town), lasciati poi a marcire (in molti casi) nelle loro roulotte, nelle tende, in case isolate dal mondo destinate ad un futuro degrado (della città), in case (o alberghi) lontani centinaia di km dalle loro radici, infine dimenticati, e ora anche percossi. Una “realtà” (?) che rappresenta una ferita al Paese tutto. Oggi siamo tutti aquilani, scrivono gli (altri) italiani su Fb. Il solo a non esserlo è (questo) Palazzo. Una (parte della) nostra politica italiana autoreferenziale e, inevitabilmente, da un certo momento in poi anche cinica. Non sappiamo dire se e chi alle 3.30 di quella notte del 6 aprile 2009 stesse ridendo. Di certo, da oggi sappiamo che c’era qualcuno che (non) piangeva. Il racconto (del resto) della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

Un esempio della narrazione del premier Vero o falso, gli italiani crederanno a lui Tutti i ‘messaggi’ dell’intervento di Parma Ecco svelati segreti di Berlusconi (FOTO)

aprile 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana conosce una sola Politica: quella vera, quella fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. Gli stessi discorsi dei protagonisti della nostra politica, questi, protagonisti, che hanno dimostrato di non conoscere automatismo tra intensità dell’eloquio e traduzione in fatti (chi per propaganda e mancanza di responsabilità, chi per (in)capacità o mancanza delle condizioni per esprimerla), lasciano il tempo che trovano, e rischiano loro stessi di allontanare – in qualche modo allentando la tensione, e appagando – dal rifacimento dell’Italia. Allontanare noi, oltre che direttamente loro in prima persona. il Politico.it svolge quindi la propria narrazione, fatta di informazione, naturalmente, che seleziona, però, come dovrebbe fare tutta una stampa responsabile che volesse dare il proprio contributo al rilancio del Paese attraverso la nostra politica, i passaggi alti da quelli di pura propaganda appunto; e poi di dibattito (ma serio, concentrato sulla soluzione dei problemi del Paese) e proposte per il futuro dell’Italia. E tuttavia esistono gli strumenti partiti che sono indispensabili alla politica italiana. E non è naturalmente autoreferenziale un discorso che, combinato con il ragionamento sul futuro del Paese, si dedichi a contribuire a migliorare questi strumenti anche nella loro differenziazione di parte. In questo senso, da qualche tempo stiamo offrendo al centrosinistra (altri) strumenti per rivedere la propria fallimentare strategia di comunicazione, come abbiamo già scritto vera e propria chiave di volta – perché dal posizionamento di quella può dipendere la rifioritura anche di tutte le altre parti dell’azione da mettere in campo – di una rinascita dei Democratici. Oggi lo facciamo analizzando l’eloquio di ieri del presidente del Consiglio, che altrimenti non avremmo raccontato così come non raccontiamo polemiche sterili che vengono dal centrosinistra. Perché si tratta di un discorso che contiene pochi elementi di concretezza, se non nel campo della comunicazione: Berlusconi entra in sintonia con gli italiani proponendo un’immagine vincente di sé e teorie, più o meno autentiche, più o meno funzionali alla propaganda di centrodestra, che attecchiscono nella percezione delle persone perché rispondono a schemi di pensiero che sono nel nostro senso comune. Oltre, naturalmente, alla banalità – che però per certa parte della nostra politica tale sembra non essere – del parlar chiaro. Sentiamo. Read more

Diario politico. Conflitto di interessi (…)
Il presidenzialismo? Legge ad personam
Premier: ‘A turno unico’. Per stravincere
Ma Fini: “Lo si faccia per (tutto) il Paese” E a Confindustria si parla (anche) di Italia

aprile 10, 2010 by Redazione · 3 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. I due scenari di cui vi abbiamo raccontato in questi giorni: il mondo a parte della politica italiana, che discute di se stessa e delle proprie riforme. E uno squarcio di realtà a Parma, al convegno annuale dell’associazione degli imprenditori, che chiedono invece risposte concrete per uscire dalla crisi e costruire il futuro. Sul palco del teatrino della nostra politica si sfidano i due cofondatori del Pdl, che rappresentano evidentemente interessi (appunto) opposti. A Parma interviene anche Tremonti, che parla di riforma fiscale e federalismo come prime chiavi di volta con cui incidere sulla realtà continuando a riconoscere – come ha cominciato a fare da qualche tempo – l’esistenza di una crisi che comporta ancora notevoli rischi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Fini: “Processo breve non è riforma Giustizia”. Tremonti: ’10, Pil +1%

novembre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il ddl sulla limitazione dei tempi dei procedimenti è stato dunque incardinato al Senato. E prosegue il confronto. Il presidente della Camera fa da sponda a Bersani, che dalla direzione Democratica aveva annunciato la disponibilità del Pd a discutere complessivamente di giustizia se il centrodestra avesse abbandonato, se abbandonerà la strada intrapresa. Sulla quale calano le ombre delle previsioni del Csm, per il quale sarebbe a rischio, nel caso la riforma passasse, fino al 40 per cento dei processi. Da Fini anche un nuovo invito a «riforme (appunto) condivise», a partire magari, per ciò che riguarda le modifiche all’architettura istituzionale, a cominciare dal Parlamento, dalla bozza Violante (che fa il suo ritorno alla politica attiva come neoresponsabile Riforme, ancora, del Pd). Infine, l’annuncio (per il 2010) del ministro dell’Economia che risponde indirettamente a Brunetta (e a quant’altri lo avevano attaccato per i cordoni chiusi della borsa, che «bloccano tutto», secondo altri ministri tra cui Bondi): «I vincoli di bilancio vanno rispettati». Il racconto. Read more

Esclusivo. Dopo bocciatura lodo premier pronto a far saltare banco

ottobre 17, 2009 by Redazione · 5 Comments 

di Matteo Patrone – Nelle ore in cui Berlusconi annuncia l’intenzione di mettere mano ad una riforma della Costituzione, anche da soli, anche senza l’opposizione, il giornale della politica italiana è in grado di svelare a quale tipo di svolta pensasse il presidente del Consi- glio subito dopo il verdetto della Consulta. Un’idea riconducibile al progetto organico che per la prima volta il capo del Governo esplicita nel suo nuovo “Editto di Sofia”. Assolutamente da non perdere. Sentiamo. Read more

Diario politico. Omofobia, il no alla legge Ex An per approvarla. Binetti vota contro

ottobre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Come il giornale della politica italiana vi ha ampiamente raccontato nel corso del pomeriggio, con l’aggiornamento a margine dell’intervista a Cristiana Alicata e poi con il pezzo di Andrea Sarubbi, la Camera boccia il ddl a tutela delle persone omosessuali. Sit-in di protesta, in serata, davanti a Montecitorio (nella foto). Il Pdl diviso, con nove finiani che assumono una posizione distinta, e Udc votano la pregiudiziale di costituzionalità posta dai centristi per le differenze che la legge avrebbe introdotto nei confronti di altre categorie, quali gli anziani e le persone disabili. Carfagna: «Mi farò carico di un ddl che preveda le aggravanti per tutti i fattori discriminanti indicati dal Trattato di Lisbona». Concia, prima firmataria della legge: «Mi vergogno di fare parte di questo Parlamento». Ma il dato che fa più rumore è il voto favorevole alla pregiudiziale del centrodestra espresso dalla parlamentare Democratica. Franceschini: «La sua permanenza nel Pd è un problema». E poi vi rendiamo conto della sollecitazione del Governatore di Bankitalia Draghi per l’aumento dell’età pensionabile (e reazioni); dell’iscrizione nel registro degli indagati di Di Pietro e Belpietro direttore di “Libero” per vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica. Il racconto. Read more

Diario politico. Berlusconi a imprenditori: ‘Ribellatevi. Alla democrazia ghe pensi mi

ottobre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Il presidente del Consiglio parla al meeting di Confindustria e torna sullo schema proposto alcuni mesi fa agli stessi industriali a Santa Margherita Ligure: «Ribellatevi a questo agire anti-italiano», dice, in relazione alle critiche piovutegli addosso dalla stampa estera oltre che dal nostro Paese. E il riferimento è all’invito a non comprare più pubblicità sui quotidiani che aveva esplicitato in quella prima occasione. E poi: «Pensate a produrre benessere», al resto ci penso io. Marcegaglia: «Rispetti le istituzioni», a cominciare dal presidente della Repubblica. Che, dal canto suo, smentisce Berlusconi spiegando che non esistevano accordi perchè lui, Napolitano, facesse pressioni sulla Corte affinchè riconoscesse come legittimo il Lodo Alfano. E lo stesso capo dello Stato invita a controllare la crescita della spesa e a rivedere le priorità: «Meschino sottovalutare l’importanza della ricerca». Nel racconto, la polemica D’Alema-Franceschini in casa Pd e una proposta di un senatore Pdl sui precari della scuola. Sentiamo. Read more

Berlusconi ai Giovani industriali: “Piano eversivo contro il Governo”

giugno 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’intervento-fiume del premier all’assemblea dei giovani di Con- findustria. Duri attacchi all’opposizione e, soprattutto, alla stampa nelle stesse ore in cui il presidente della Repubblica richiama l’importanza della libertà di informazione: “In democrazia è fondamentale – dice Napolitano - E il pluralismo è uno dei cardini della costituzione europea”. A questo riguardo, Berlusconi invita gli imprenditori a non dare “pubblicità ai media disfattisti”. Poi precisa: “Mi riferivo a Franceschini”. Su Gheddafi: “E’ intelligentissimo, se è stato quarant’anni al potere un motivo ci sarà”. Ci racconta il discorso del presidente del Consiglio, Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Berlusconi attacca Anm e Camere. Fini: “Parlamento non è inutile”

maggio 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una nuova puntata-dossier del diario politico, dedicata questa volta all’assemblea di Confindustria, al centro della giornata politica. Gli interventi della presidente Marcegaglia, del ministro Scajola e del presidente del Consiglio che va giù duro contro i magistrati “estremisti di sinistra” e le assemblee di deputati e senatori, “pletoriche e dannose”. La reazione del presidente della Camera. Anche l’opposizione risponde con durezza. Franceschini: “Si sente al di sopra della legge e della morale”. I magistrati: “Metodo distruttivo del confronto democratico”. Il racconto, di Gabriele Canarini. Read more

Diario politico. Maroni, scontro con Malta (e referendum). Crisi, ripresa possibile?

aprile 20, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Racconto della giornata nei dettagli con il duello diplomatico tra il ministro dell’Interno e il governo maltese sul caso della Pinar, l’abboccamento con il Pd sulla data in cui tenere la consultazione (l’opposizione, però, frena: “Sì al rinvio che non ci è stato proposto e solo con l’ok del comitato”) e il confronto tra le voci congiunte di Governo e Confindustria, e l’Ocse sull’eventuale fuoriuscita rapida dalla crisi economica: le valutazioni sono differenti. Sentiamo. Read more

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