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Caro Monti, te lo dice pure Confindustria Decreti omnibus non bastano far crescita ‘Se’ incentivi si disperdono in mille rivoli Politica deve dir dove vuol portare Italia Squinzi: ‘Puntare su ricerca/ innovazione’ Gad: “O mercati (‘ora’) aggrediranno noi”

giugno 19, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché l’innovazione costituisce, ad un tempo, il risultato e la “causa” (il motore) di ogni – vera – politica di crescita (economica), se è vero che non ci può essere crescita (arricchimento) senza ricerca, e la ricerca porta appunto alla generazione di nuove idee. “Come hanno ben capito in altri paesi”, scrivono gli industriali. Perché quelle stesse nazioni che fingiamo di prendere a modello, hanno costruito su questo – e non sul liberismo – la propria attuale, maggiore solidità (economica e non solo). E’ il caso degli Stati Uniti, culla delle start-up e dell’innovazione (tecnologica). Ma è il caso – anche – dell’India – oltre che della – stessa – Germania – che tiene infatti il passo delle (sue) aspettative a differenza di un gigante cinese che avendo prediletto la prospettiva di un “guadagno” (facile e) immediato – “come” in una speculazione finanziaria; facendo scontare ai – “soli” – lavoratori i “costi” del (proprio, mancato) sviluppo – si ritrova ora a crescere meno del previsto, e a vedere allontanarsi il traguardo di un possibile sorpasso nei confronti dell’economia americana. Come abbiamo già scritto è la Cultura, e non competere – e basta – la chiave del nostro possibile Rinascimento. Non è un caso che l’azienda di maggior successo della nostra Storia abbia fondato proprio sulla formazione (dei – propri – dipendenti) e sulla creatività (liberata da un clima – aziendale ma “familiare” – in cui ciascuno riceveva gli stimoli e, ad un tempo, la serenità – leggi: il contrario della minaccia del licenziamento selvaggio – necessaria a dare il meglio) la capacità di generare quella invenzione/ scoperta che costituisce il perno attorno a cui ruota la nostra (attuale) civiltà: il primo pc. L’innovazione, appunto, come risultato e “motore” della crescita (culturale, cioè umana e, a cascata, tecnica e professionale) degli italiani, e, attraverso di essa, della nostra economia. Sarà dandoci questa prospettiva (a 360°) – e non continuando a mettere una toppa qua e là – che potremo salvare l’Italia. E, allora, potremo confidare di tornare a crescere (in una – possibile – doppia cifra; e non dell’ennesimo zero virgola – in negativo? – a cui rischia di condannarci l’ultimo – ? – decreto “sviluppo” – ?). E di evitare un “contagio” che è frutto – in realtà – solo della “nostra” (?) incapacità (di rigenerare, appunto, la crescita). Perché, come ci ricorda il conduttore de L’Infedele, il voto greco non risolve affatto la crisi dell’eurozona; visto che i mercati, ben più che alla Grecia, puntano (ora) al bersaglio grosso: (la Spagna e, soprattutto,) il nostro paese, che dopo sei mesi di governo Monti si ritrova sull’orlo del baratro “esattamente” (?) come prima. di GAD LERNER Read more

Santoro: Italia deve scegliere modernità? Significa: adottare la tesi di Marchionne Sì, abbiamo bisogno attrarre investimenti Ma ciò non a scapito di vita (di lavoratori) Meno diritti uguale sempre meno diritti Chiave di nostro futuro si chiama cultura Ma non (solo) conservazione del passato Italia (ri)generi (ancora) futuro del mondo Torneremo ad essere la culla della civiltà E ‘tutti’ (!) vorranno (re)investire (da noi)

marzo 2, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

No, caro Michele: non è vero che l’unica via alla crescita sia ridurre gli spazi (di vita) dei lavoratori. Abolire l’art. 18. Ridurre i tempi delle pause nel corso di una giornata di lavoro. Ridurre – o non armonizzare – i salari. Questa è la tesi dell’ad Fiat, che non è il presidente del Consiglio – portatore di una responsabilità generale – e non ha (infatti) esitato, in tempi recenti, a mettere il proprio stretto interesse di attore sul mercato davanti ad ogni principio di opportunità non solo nei confronti dei lavoratori ma dell’intera nazione – chiudendo stabilimenti, trasferendo armi e bagagli in America, minacciando di farlo ancora, di più – nonostante – come hanno ricordato in molti – la casa torinese (?), oltre ad essere un simbolo del nostro Paese, (lo è anche perché) ha ricevuto cospicui aiuti da parte dello Stato dal dopoguerra ad oggi. E invece no. Noi possiamo infischiarcene della soluzione di (suo) comodo (in mancanza della – sua – capacità di fare altrettanto dalla plancia della Fiat, che fatica a creare nuovo valore aggiunto. Leggi: auto vincenti sul mercato) di Marchionne e rendere il sistema-Italia (il) più appetibile non solo perché il diritto dei lavoratori viene ridotto all’osso, come avviene in Cina, dove – però, attenzione (!) – per questo – causa di numerosi, continui suicidi tra i “lavoratori”-schiavi – la prospettiva di uno sviluppo inarrestabile, a doppia cifra e superiore, per ritmo e intensità, a quello degli Stati Uniti comincia a traballare. Il giornale della politica italiana ha una gran voglia di vedere, di “scoprire” – invece – quel nuovo Rinascimento che è nelle possibilità dell’Italia se cambia subito direzione (anche rispetto a questa ipotesi), e passo. Nuovo Rinascimento che può consistere in un’era nella quale un’Italia “campus a cielo aperto” – in cui un’università rifondata e una scuola primaria in cui siano stati iniettati nuovi stimoli mietano i risultati di un ritorno alla cultura (in senso ampio) come cifra quotidiana della nostra esistenza anche grazie ad un uso finalmente illuminato della tivù pubblica – torna progressivamente ad essere la culla della cultura mondiale e con essa della civiltà, ovvero del progresso. Immaginatevi un Paese che si ri-ha della propria capacità di pensare, e che torni ad impegnarsi, e a creare. E’ un Paese la cui economia esploderebbe (in senso positivo!) nel giro di poco: un’Italia che vedrebbe i propri migliori cervelli tornare nella loro patria e produrre qui i loro risultati scientifici e artistici, un’Italia in cui le politiche culturali tornerebbero ad avere il respiro di ciò che genera futuro, ovvero di una cultura che crea e che innova e fa tendenza, e Storia. E’ un Paese alla nostra portata. Un Paese che può essere fatto da un nuovo Risorgimento (senza macchie) che sostituisca questa nostra politica autoreferenziale ora, e senza la necessità di un passaggio buio della Storia che confermi, creando le condizioni per il rinnovamento, la “consolante dottrina del progresso” di Cattaneo. Siamo padroni del nostro futuro; riprendiamo in mano le redini della Storia e facciamolo, ora, traendo dal declino nel quale ci siamo ficcati e che sarà inesorabile – se non cambiamo direzione subito (anche rispetto ad una guida governativa assolutamente piatta e “conservatrice”!), la forza necessaria. Quando saremo tornati ad essere il luogo in cui si rigenera il futuro (del mondo!), vedrete dove gli investitori avranno voglia – attratti dal nostro dinamismo – di portare i loro capitali da investire. Read more

Avevamo ancora una volta ragione Ue: ‘Innovazione sola via crescita’

febbraio 16, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Avevamo (ancora una volta) ragione noi. “L’Europa”: ‘Innovazione unica via crescita’. il Politico.it lo scrive da febbraio 2010 (!). “Lavoro, scuola e formazione, ricerca. Vanno ora riformati in modo armonico”. Tema non è art. 18 sì/no o prima/dopo. Ma se vogliamo modernizzare l’Italia. Magari insieme nostri fratelli nordafricani. O tenerci versione vintage di Novecento.

L’Europa, dopo il governo Monti, ‘ascolta‘ il giornale della politica italiana. E, sia pure con un certo ritardo, se si tiene in conto che gli altri continenti o hanno costruito la loro esplosione passata su questo (gli Stati Uniti. Che oggi, con Obama, tornano ad investire in questo stesso senso per uscire dalla crisi!), o quella che si sta compiendo ora corre su questi binari (Cindia), arriva a comprendere che – come peraltro sempre, nel corso della storia – la sfida per la leadership mondiale riguarda la costruzione del futuro. E in un’era dominata dal mercato e dalla produzione, l’innovazione è il passaporto per una crescita non di nicchia o destinata a lasciare il passo al ritmo inarrestabile del gigante orientale. Ma, il Politico.it sostiene – e presto anche questo concetto, come quello dell’autoreferenzialità della nostra classe dirigente; come questo, ora, dell’innovazione, entrerà nel senso comune della leadership nazionale e continentale – in un momento di crisi non solo del nostro sistema produttivo ma del modello produttivo dell’(intero) occidente – a cui, come scrive Fabrizio Ulivieri, l’oriente ha (lasciato) invadere i propri territori senza offrire nessuna peculiarità legata ad una propria nuova concezione del mondo – è necessario (per la – nostra – stessa sopravvivenza) che il concetto di innovazione venga declinato a 360 gradi, ovvero riguardi la produzione (di beni), ma coincida anche con il recupero di un respiro etico e filosofico che ci consenta di stabilire dove vogliamo andare, e quindi come; e di farlo in modo sostenibile per noi ma soprattutto per i cittadini del mondo di domani. L’Italia dunque è chiamata a svegliarsi, e, proprio in ragione della propria attuale arretratezza – e della straordinaria opportunità di potere/ dovere rifondare da zero il proprio sistema – può essere il laboratorio, e la guida, di un’Europa che punta sull’innovazione, diventando – come noi auspichiamo da tempo – la più grande Silicon valley del mondo. Ma, perché tutto questo sia sostenibile per la nostra economia – che, lo ricordiamo, è oggi composta da una “doppia”, o dimezzata, economia, che gira al nord e non esiste, praticamente, al sud – e perché lo sia anche per le nostre vite, è bene non dimenticare, nell’avviare questo processo, che il sud può e deve costituire la base da cui (ri)partire in questo senso, e magari coinvolgendo quella sponda meridionale del mediterraneo che ha scelto la democrazia proprio grazie a internet, e che con la giovane età dei suoi popoli può fornire linfa (anche, per le sue motivazioni) che oggi noi – in parte; ma “scateniamo” finalmente i giovani – del nostro sud – non abbiamo, al nostro – stesso – processo/ progetto di sviluppo (comune). E se non dimentichiamo, nell’abbracciare i nostri fratelli nordafricani, quello che hanno passato e continuano a passare – quello che hanno sofferto e continuano a soffrire – anche a causa nostra, chi ci dice che il nuovo modello di crescita (umanizzato) non possa essere concepito proprio nell’Italia che diventa la punta (di diamante) dell’innovazione (“del “vecchio”)? Tanto più, se si pensa anche che già oggi, il modello economico dei paesi arabi – contro ogni nostro pregiudizio – è più democratico del nostro capitalismo, prevedendo una condivisione (tra capitale e lavoro, per semplificare) dei costi e dei benefici. Come ci racconta, stasera stessa (e così, ancora una volta, il Politico.it riparte e rilancia), la nostra Désirée Rosadi. All’interno. Read more

Perché ‘pareggio’ bilancio con Pil a ‘+0,’? Nostro è potenziale da grande economia Se solo la Politica “concepisse” Crescita Ora! Sud sia reso snodo Cindia-Africa-Ue Si usi la leva lavoro puntando a innovare Mentre si (ri)fà nuovo motore scuola-uni Cultura (più formazione) nostro ossigeno L’Italia può ritornare al centro del mondo

settembre 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se invece di essere rappresentato come – e di consistere in - una sorta di “mendicata” (con tutto il rispetto per i mendicanti, che andranno coinvolti – come tutti – nella nostra ripresa nazionale. E potranno essere “decisivi”! Andando ad integrare la nostra rete di volontariato e di servizi, in “cambio” di un aiuto a riavere, subito, migliori condizioni – minime! – di vita e di una nuova chance che la stessa opportunità di lavorare al fianco, di conoscere e di mostrare loro le proprie qualità a chi opera nel settore e non solo, offrirà loro), l’”aggancio” – vaticinato da Romano Prodi ormai (almeno!) cinque anni fa e dal giornale della politica italiana più volte rilanciato e integrato – con Cin-dia, fosse stato da subito immaginato come il passo iniziale di un grande progetto di sviluppo del (nostro) sud e anche di integrazione politico-diplomatica tra Oriente, Europa e Africa - come il Politico.it suggerì ancora poche settimane fa - avremmo evitato oggi l’effetto (quanto meno apparente) di “svendita” del nostro Paese e il sospetto che, alla fine, a guada- gnarci non saranno il sud e i nostri connazionali ma, una volta ancora, i soliti noti (oltre alla Cina).

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Talenti. Libia, Odissea all’alba: un affaire francaise di Virgilio Falco

marzo 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sarkozy ha assunto la leadership della missione. Un’occasione per “avere mano libera per condurre il mondo e, nello stesso momento, lanciare una OPA sulle attività economiche e di partnership del futuro governo libico”. Una partita internazionale che, alla vigilia delle presidenziali in Francia, ha anche risvolti interni. Ma qual è, invece, il ruolo delle altre nazioni, a cominciare dal nostro? Ce ne parla il giovane, ex Pdl, balzato agli onori delle cronache per la sua presa di distanza dalla “guida” autoreferenziale del presidente del Consiglio. di VIRGILIO FALCO Read more

***Il commento***
LIBIA, GIUSTA E INEVITABILE LA DECISIONE ONU
di GAD LERNER

marzo 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A Tripoli non si sta consu- mando una guerra civile, ma una vigliacca carneficina da parte di un dittatore contro i suoi stessi connazionali, bombardati senza pietà. Non stupisce, dunque, la novità dell’astensione di Paesi come la Russia e la Cina rispetto alla risoluzione che prevede la possibilità dell’uso della forza, oltre all’imposizione della no fly zone. E’ d’accordo anche il conduttore de L’Infedele, a cui il giornale della politica italiana affida l’analisi. L’importante, e chiudiamo così, è non innamorarci di una soluzione militare che resta una extrema ratio (?) da non assumere – mai – con (alcuna) leggerezza. Come del resto non è avvenuto al Consiglio di sicurezza. di GAD LERNER Read more

Che differenza tra le rivolte in Nordafrica e lotta per la libertà del popolo del Tibet? Un mondo che si volta dall’altra parte per non vedere 50 anni di disumanità cinesi di ANNALISA CHIRICO

marzo 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ne ricorrono 52, per la precisione, da quella strage di Lhasa con cui le autorità di Pechino repressero (nel sangue) la prima manifestazione di risentimento tibetano dopo nove anni di occupazione cinese. In questa metà secolo la lotta nonviolenta “guidata” dal Dalai Lama ha fatto da perfetto contraltare alle persecuzioni di un regime rispetto al quale, peraltro, i tibetani oggi non chiedono più l’indipendenza ma la semplice devoluzione dei poteri necessari ad autogovernarsi. Con Prodi e Berlusconi l’Italia ha rifiutato di ricevere quella guida spirituale che adesso si dice pronta a cedere le proprie funzioni politiche ad un leader democraticamente eletto. Dove finisce la (necessaria, e propedeutica) realpolitik e dove comincia la connivenza? di ANNALISA CHIRICO Read more

Il Sud può diventare il centro del mondo Africa è un grande potenziale inespresso E mercato con Cindia passa(re) di qui (?) Mezzogiorno può esser snodo planetario il Politico.it lo scrive ormai da settimane Ma l’idea (originale) fu di Romano Prodi

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri Democratici in piazza per spingere l’Europa ad occuparsi del Mare nostrum. Al di là della modalità da forza marginale – preferibile sarebbe una potente campagna di comunicazione, che non significa fare “porta a porta” o affiggere manifesti ma la riconquista dell’egemonia nel dibattito pubblico. Ma sappiamo che il Pd di Pigi è completamente avulso da queste logiche pure imprescindibili per chi voglia fare politica (e tanto più se è il partito che deve salvare e rifare grande l’Italia…) nell’era, appunto, della comunicazione – al di là di questo, dicevamo, Bersani pone un tema decisivo (anche se in coda alle vicende del Nordafrica, che pure rafforzano questa tesi, e non per propria libera iniziativa, e in modo incompiuto). Perché se vogliamo che il nostro Mezzogiorno non continui a piangersi addosso, e i leghisti a lanciargli contro strali, dobbiamo capire che, muovendoci ora, possiamo trasformarlo nella piattaforma di comunicazione (commerciale!) tra, prima, l’Asia del boom economico e, poi, il potenziale boom del millennio, quello del continente nero. Ma, appunto, dobbiamo muoverci ora: cominciando a portare i traffici su quella rotta. Come si fa? Innanzitutto creando le condizioni infrastrutturali: il collegamento via terra con il nord deve essere competitivo con le vie del mare. E oggi siamo invece al terzo mondo. Lavorando sulle relazioni con quei Paesi e sull’impegno della nostra industria. E poi seminando sul piano culturale: la scuola è l’ancora di salvezza del mezzogiorno, è di lì che parte la costruzione del suo domani. Naturalmente per fare tutto questo ci vuole un po’ di capacità di visione prospettica. E, conseguentemente, quel progetto organico e complessivo per salvare e rifare grande – in unico tempo – il nostro Paese. Ma è necessario. O andremo in declino. E il momento per muoversi – il Politico.it lo scrive da settimane – è ora. O mai più. Vogliamo perdere una simile occasione? Ginevra Baffigo, ora, ci racconta l’iniziativa del Pantheon Pd. Read more

L’editoriale. 19 Paesi Onu contro il Nobel per la Pace di A. Chirico

dicembre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma gli ideali delle Nazioni Unite non erano, un tempo, la libertà, la democrazia e, appunto, la pace? Oggi 19 nations che aderiscono all’organizzazione accettano il ricatto cinese: non partecipate alla cerimonia di premiazione del dissidente Liu Xiaobo. Seguirà qualche azione per sanzionarle ed uscire dall’angolo? di A. CHIRICO Read more

DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more

Prosegue cammino del presidente buono Obama: “Una Cina forte è bene per tutti”

novembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premio Nobel per la Pace in visita a Tokyo lancia segnali di amicizia al colosso emergente, parla di «valori condivisi» tra la democrazia americana e quella giapponese e della possibilità di un rapporto sempre più «paritario», apre al dialogo con la Birmania, a condizione che «migliori la situazione dei diritti umani». Il giornale della politica italiana non si stancherà di ripeterlo: il Nobel ad Obama non è stato affatto preventivo, chi lo sostiene non ne capisce il senso. Il presidente americano sta facendo e ha già fatto per la Pace più di quanto non avessero fatto tutti i suoi predecessori. Nello spiaccicato modo in cui la pace si ottiene davvero. Molto al di là del classico lavoro diplomatico. Il servizio sulla visita in Giappone di Francesco Carosella. Read more

L’editoriale. La caduta del Muro e le sue macerie di P. F. Quaglieni

novembre 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel giorno del ventennale della fine della divisione tra Est e Ovest tutti i grandi quotidiani ricordano il 9 novembre 1989. Il giornale della politica italiana cerca di farlo dando qualcosa più degli altri, come sempre: e lo fa affidando il suo commento principale al grande professore e storico contemporaneo, fondatore con Arrigo Olivetti e Mario Soldati del Centro di studi e ricerche Pannunzio di cui oggi è presidente, che comincia così la sua collaborazione con il Politico.it. Quaglieni analizza la caduta del Muro vent’anni dopo e guida i nostri lettori, in particolare i più giovani, alla scoperta del valore, attuale, di quel momento storico. Vedete il giornale della politica italiana: sempre più esponenti della cultura, del mondo dell’università e della ricerca scelgono il Politico.it come luogo privilegiato per il loro impegno pubblico attraverso la parola. Pietro Ichino, tra i più giovani e promettenti il nostro Attilio Palmieri che scrive e studia brillantemente di cinema, e un giorno sarà un grande professore; Fabrizio Ulivieri. Promesso: altri se ne aggiungeranno. Faremo sempre più di questo giornale il giornale della cultura, dell’università e della ricerca che sono il futuro della politica italiana e del nostro Paese. Il giornale della politica italiana come sempre anticipa i tempi e indica la strada alla nostra politica. Il professor Quaglieni sulla caduta del Muro, dunque. Sentiamo. Read more

Med&Medioriente. Israele chiude Spianata Il 25 ottobre ispezione a centrale iraniana

ottobre 5, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

A Gerusalemme le forze di occupazione hanno bloccato le entrate alle Moschee e chiuso quella di al Aqsa, impedendo la preghiera dei fedeli. Scontri e nove feriti. L’annuncio di el Baradei sul programma dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica rispetto alla struttura per l’arricchimento dell’uranio scoperta da poco. E ancora, un deputato Democrati- co tunisino denuncia la demagogia del Governo nel “contrasto” della crisi economica e le divisioni nell’opposizione. Nel suo Paese, certo. Gli ultimi sette giorni di Mediterraneo e Medio Oriente nell’appuntamento classico del giornale della politica italiana con la rassegna stampa del lunedì di Luana Crisarà. Da non perdere. Read more

Onu, Ahmadinejad sempre contro Israele Ma sul nucleare “apre” agli esperti Usa

settembre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana annovera tra le proprie firme, lo sapete, due tra i maggiori esperti, da noi, per ciò che riguarda il mondo arabo e il Medio Oriente. E con loro racconta dall’inizio con grande precisione, attenzione e rilievo ciò che accade al di là del Mediterraneo. Chi vuole sapere cosa accade davvero tra Iran e Israele, ad esempio, o sulla questione dell’arricchimento dell’uranio a Teheran, sceglie il Politico.it. Con la stessa perizia, oggi Désirée Rosadi ci racconta l’intervento del presidente iraniano all’Assemblea generale, le polemiche e le prese di posizione delle potenze del pianeta che ne sono seguite ma, anche, dello spiraglio che sembra essersi aperto nella trattativa sul nucleare. E che il presidente Obama, autore della prima apertura al dialogo nei confronti dell’Iran, potrà cogliere al meglio. Sentiamo. Read more

Diario G8. Sì del G14 all’Agenda globale L’Onu: “Occasione persa”. La 2° giornata

luglio 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aggiornamento della sera del giornale della politica italiana, che vi racconta l’andamento del vertice de L’Aquila. Gli otto grandi e i Paesi emergenti trovano l’intesa su regolamentazione della finanza, ripresa del credito, rilancio dei negoziati sul commercio. Su clima e Paesi poveri Nazioni Unite critiche. E restano le divergenze sul clima. La Cina: ”Misure non vincolanti. Tenere conto delle diverse esigenze delle nazioni in via di sviluppo”. Domani la grande manifestazione no global in Abruzzo. Il servizio è di Attilio Ievolella. Read more

***Diario di deputato***
VI SVELO COME SI MUOVE OBAMA CON L’IRAN
di ANDREA SARUBBI*

giugno 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo contributo del parlamentare del Partito Democratico. Sarubbi ci racconta oggi di un incontro avuto con un diplomatico Usa che conosce bene la situazione a Teheran. Sentiamo. Read more

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