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Ma tema non è (solo) libertà di licenziare Cicchitto: “In crisi sarebbe problematico” Ora una riforma ‘organica e complessiva’ Un nuovo sistema orientato innovazione Lavoro (ri)generato da formaz. continua Italia tornerà ad essere culla della civiltà

dicembre 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma non (solo), nel senso materialistico e un po’ castigato con cui la concezione post(?)-comunista di una certa sinistra bersaniana vorrebbe frenare la nostra possibile modernizzazione. La quale non coincide, del resto, nemmeno con un modello “ameri- cano” in cui da un giorno all’altro si può ascendere nella scala sociale, sì, ma quello successivo cadere nel senso esattamente opposto, senza garanzie di sorta. E tali garanzie non possono esaurirsi in una rete di ammortizzazione sociale che pesa – comunque – infruttuosamente sul bilancio (e sappiamo, ora, di cosa parliamo) dello Stato, non consentendo condizioni di vita adeguate ai disoccupati-cassintegrati sia per lo scarso livello di “redditività” economica, ma anche perché – appunto – il lavoro non è soltanto “questo”. Read more

Ultimi paradossi populismo berlusconiano Pdl addita antidemocraticità (poteri forti) ‘Pd’ vi ri(n)corre (da sempre) per salvarsi Blair: ‘Destra/sinistra non han più senso’ Da berlusconismo esce solo con Politica Che è (“anche”) “ciò” che serve all’Italia
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Politica che non è – naturalmente – né la strizzata d’occhio di Cicchitto alla base popolare; né coincide con la concezione bersaniana di un gioco di squadra che altro non è che l’àncora di salvataggio di leadership inconsistenti. Che sono costrette, perciò, a farsi sostituire. Nell’assunzione di responsabilità. Della guida. Che si declina - in primo luogo – nell’indicazione della strada. E nel sostanziamento del progetto. Oggi l’Italia non ha (?) né l’una né l’altro. E “deve” affidarsi alla dettatura della Bce. Rispetto alla quale comunque il profilo “tecnico” – e la stessa affinità culturale – di Monti è la garanzia, semmai, di una indipendenza che la nostra politica politicante autoreferenziale di oggi non è – appunto – in grado di assicurare. Ma così il Paese vivacchia. E non (se) ne esce. L’attuale classe dirigente non può sopravvivere a questo viatico concepito da Napolitano per salvarci dall’onda lunga della passività berlusconiana. Ovvero il momento in cui alzare gli occhi dallo Specchio – superare l’autoreferenzialità, che è un tutt’uno con il formalismo – non può essere calendarizzato oltre le (future) dimissioni del governo Monti – per mandato esaurito – o la fine della legislatura. E comincia con un profondo rinnovamento della classe dirigente. Rinnovamento – in questo Bersani ha ragione - aperto. A chi non (si) guarda allo specchi(ett)o (retrovisore). E alza, piuttosto, lo sguardo (all’orizzonte). La nostra vicedirettrice ci racconta ora l’ultimo giorno di Berlusconi premier.
di GINEVRA BAFFIGO Read more

***Diario politico***
PRODI: “MA ORA IL PD RIPARTA DALLE SOLUZIONI”
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Bersani trascura la richiesta di rinnovamento che gli italiani (gli) hanno recapitato attraverso le urne (?). Dalla lu- na Frattini: “Primarie nel Pdl”. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario politico(?). Che cos’è la politica (?) Pdl (?): “Processo breve, vittoria politicaMa la politica è la costruzione del futuro Partite a scacchi di Silvio/d’altri son fuffa Se la politica è idee e scelte pro il domani Quella di oggi è (solo) autoreferenzialità

aprile 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E la foto ritrae Cicchitto e nel titolo citiamo “solo” il presidente del Consiglio (!) ma vale per tutta la politica politicante di oggi. Con l’eccezione di quest’ultima fase del Partito Democratico, che, ascoltando in primo luogo i consigli (non richiesti) e le sollecitazioni del giornale della politica italiana ha cominciato a mettere in campo proposte concrete e per di più organizzate nel progetto (o forse, ancora, nei progetti; ma è comunque un passo avanti. E ci torneremo su) che il Politico.it invoca(va) da mesi, avanzando (lui) ad un tempo la proposta del suo (che continuiamo, inevitabilmente – ? – a considerare prioritario). Il gigante addormentato-Pd si sta svegliando (?), e la prova è che sono finite le polemiche dei e intorno ai suoi dirigenti. E il merito è della generosità di un Pigi che ha saputo (possibilmente, l’imprinting resta) cogliere i limiti dell’impostazione originale e cambiare (parzialmente, s’intende; in tutti i sensi…) rotta. Di certo, comunque, non è politica non solo l’autoreferenzialità estrema trascendente in tentazione di im(m)[p]unità di Berlusconi, ma nemmeno la politica politicante alla quale ci avevano abituato i dalemiani e che ora, appunto, si sta ricomponendo. “Politicamente” intorno al processo breve non è avvenuto (proprio) niente; l’avverbio giusto è “autoreferenzialmente”: “autoreferen- zialmente” la maggioranza ha vinto, la minoranza ha perso. L’Italia non era nemmeno allo stadio. Il racconto del dibattito autoreferenziale, ora, firmato dalla nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario. Un/ il governo che non ama l’Italia C’è già Lega che (ci) vuole (dis)integrare Berlusconi che ci usa a proprio consumo A L’Aquila e sui migranti le finte(!) lacrime E ora questa lavata (di mani) per criminali Per poter salvare se stesso da condanna Ma (oggi) gli italiani li votano ugualmente Rivoluzione culturale per riavere dignità

aprile 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nostra nazione non l’ha più. Non l’ha (mai?) avuta in quanto nazione, che non c’è (ancora), da qualche tempo (trent’anni circa) non l’ha (di nuovo) come popolo. Solo la cultura – insieme ad un nazionalismo necessario che ponga le sue radici in essa e ad essa sia rivolto, e ben incardinato in un europeismo stemperante – è in grado di ridarci senso di noi e, con esso, la voglia di tornare grandi e quindi l’orgoglio di non farci prendere a pezze in faccia. E di non mettere le nostre istituzioni – la nostra macchina, il nostro mezzo – nelle mani di qualcuno a cui fanno anche un po’ schifo e che, proprio per questo, è pronto a strattonarle e ad usarle insensibilmente per i propri bisogni. Saranno gli italiani a rifare grande l’Italia, sottolinea in queste ore anche il governatore Draghi; la nostra politica deve coinvolgerli e coordinarli. Altrimenti continue- remo ad assistere inerti all’approvazione di leggi ad personam (e contra personas: tutti noi). O peggio. Il racconto di tutto questo è affidato alla bella penna della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

***Diario politico***
LA CONTROFFENSIVA DI SILVIO
di GINEVRA BAFFIGO

gennaio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In quattro mosse: il Pdl ottiene il rinvio alla Procura di Milano gli atti del caso Ruby, cercando il trasferimento al Tribunale dei ministri; (ri)parte l’assalto (finale) a Fini rispolverando – attraverso addirittura le “risposte” del ministro degli Esteri in aula! – la vicenda della casa di Montecarlo; il Giornale è incaricato di applicare il metodo Boffo/Mesiano a Ilda Boccassini; Mauro Masi fa la figura del «poveraccio» telefonando ad Annozero dal quale è assente (per volontà “superiori”) Fabrizio Cicchitto. Una reazione blanda tanto quanto ridotte al lumicino sono le forze – leggi: le risorse e le energie – del premier a questo punto della storia. Significativo che tra gli “obiettivi” di Berlusconi – che indicano gli avversari più pericolosi – non ci sia, solo, il Partito Democratico. Si (è già) affossa(to) da solo? Ci racconta tutto, la nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Sì, avete capito bene: fino al giorno della (s)fiducia la Camera resterà chiusa. Motivo? Evitare agguati (era già pronta la mozione contro il ministro Bondi) e poter tessere tranquillamente la tela delle tattiche di palazzo per (non) far cadere il governo. La nostra politica (del tutto) autoreferenziale di oggi batte un altro colpo. Intanto il Paese va alla deriva. Ci siamo stancati. Se (non) vi importa (solo di voi), lasciate posto a qualcuno che abbia a cuore la nazione. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

Cruciani: ‘Gli studenti non sanno perché’ Ora vi spieghiamo riforma e controversie Bersani: ‘Governo la ritiri e correggiamo’ Sì, perché merito e efficienza sono valori Università e ricerca d’eccellenza il futuro

novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’Italia si salva non solo se si ridà una rotta, ma anche se questa rotta è tale da moderniz- zarla e rifarla grande. In questa chiave qualche sacrificio è necessario. Un’università d’eccellenza non è più rinviabile; e così una ricerca che funzioni e non rappresenti solo uno spazio da occupare (in tutti i sensi). Per questo non è pensabile il mantenimen- to dello status quo. Da che punto di vista? Il numero degli atenei, il numero dei corsi sono superiori alle necessità e alle possibilità. L’università accessibile a tutti è un presupposto imprescindibile, ma poi devono subentrare meccanismi di selezione meritocratica. La ricerca deve produrre, o non è; e a questo fine è necessario trovare un equilibrio tra eccessiva precarizzazione e posto fisso improduttivo. Ginevra Baffigo, all’interno, ci racconta il ddl Gelmini. Read more

Diario della crisi. Marchionne detta linea: ‘Adesso è in corso, è aperta oppure no? Mancanza di chiarezza è cosa poco seria’ E fiducia (solo) fra 1 mese: perché (mai)?

novembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, trasformata nella riserva della nostra politica autoreferenziale di oggi che si fa rito da vecchia politica macchiato (in tutti i sensi) di tentazioni mercatistiche (e non è una scelta liberale). Si può “stare” con Berlusconi o (solo in questo caso) contro il suo governo, pensare che questa legislatura sia stata vuota di contenuti e che il Paese abbia diritto ad essere governato come credere (come fa ad esempio l’ex finiano Angeli che, da deputato, torna nelle file del Pdl pronto a votare la fiducia) che siano stati fatti dei passi in avanti: la sola cosa che non si può fare è accettare che il Paese si fermi per altri 27 giorni, tra Montecitorii vuoti e deputati che intervengono in aula ascoltati da nessuno, e l’Italia che va – in declino. Il giornale della politica italiana ha fatto (fino ad ora) tutto quello che doveva fare: ha lanciato per primo l’allarme: o cambiamo subito completamente direzione e passo o il Paese muore; ha fornito strumenti, spunti, contenuti, persino strategie per uscire da tutto questo (peraltro ascoltato dalla nostra politica di cui è, oggi, ormai, il consigliere più autorevole e, appunto, ascoltato). Se la nostra politica autoreferenziale di oggi, nonostante le dichiarazioni d’intenti, vuole continuare a non occuparsi del nostro Paese, se ne assumerà la responsabilità (storica). Noi siamo pronti a cambiare direzione. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

***Diario politico***
DOPO LA FINANZIARIA IL GOVERNO CADRA’ (?)
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. «Se Silvio non dà le dimissioni lo dimissioniamo noi», dice Casini, conclamando una crisi finora solo abbozzata dai finiani. Due settimane prima del voto finale sulla manovra: l’ultima spiaggia per il premier. Che non si fida delle «soluzioni pilotate», ma a questo punto dovrà tentare qualcosa. Perché è vero che chi, della maggioranza, pigia il pulsante della fine di questo governo «se ne assume la responsabilità di fronte agli elettori», ma la verità è che la crisi può portare a qualsiasi sbocco, e anche il verdetto delle urne è del tutto imprevedibile. Il presidente del Consiglio lo sa e non vuole, per quanto possibile, correre il rischio. Ci racconta gli ultimi sviluppi e ci spiega a che punto, oramai, ci troviamo la nostra vicedirettrice. di G. BAFFIGO Read more

***Diario politico***
L’INCUBO DEL PREMIER
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Era la sua ossessione. «Non mi farò mettere sulla graticola come accaduto a Prodi». Nel giorno in cui altri due deputati Pdl passano a Futuro e Libertà, e in cui per la prima volta Bocchino parla esplicitamente di «incapacità del presidente del Consiglio a governare», la realtà si rivela ancora più amara: l’ultimo scandalo presenta il conto in termini di prese di distanza di vecchi alleati e di esposizione ai colpi degli avversari, e se la convocazione al Copasir per «conoscere lo stato della sua sicurezza personale» è un colpo basso che da D’Alema ci si poteva attendere, la richiesta del presidente della Conferenza nazionale della famiglia di un «chiarimento» sulla distinzione tra la «vita privata e l’impegno pubblico» ha il sapore del tradimento. L’uomo che ha costruito il suo impero sulla comunicazione si trova oggi al centro di un’opera (congiunta) di demolizione mediatica che non sembra lasciare scampo. La “chiamata” sui gay ha calmato le acque per qualche ora ma non ferma la deriva. Come spesso accade, la realtà è diversa da quella che ci si aspetta. Nel caso di Silvio, è peggiore del suo incubo peggiore. Il grande racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice.             Read more

Diario politico. Legislatura è terminata (?) E Silvio pensa solo ad aggiustarsi il Lodo Tanto che la testa di Masi ora può cadere Intanto al Senato ecco i riposizionamenti Musso: ‘Pdl può stare a governo tecnico’ Prova? Tremonti che fa eco ai dissidenti E’ (già) cominciato il dopo-Berlusconi (?)

ottobre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Grandi manovre dietro lo scudo del premier. In tutti i sensi. Se il Pd si dice disponibile a votare gli emendamenti al Lodo Alfano proposti da Futuro e Libertà e se contemporaneamente parte un’offensiva volta ad ottenere le dimissioni del direttore generale della Rai alla quale partecipa prendendo esplicitamente posizione persino Bersani – che si muove solo, lo spiegò lui stesso, quando è sicuro di poter centrare l’obiettivo – è segno che i tempi per un nuovo Cln e/o nuova maggioranza sono maturi. Maggioranza che potrebbe coinvolgere, però, persino l’attuale partito del presidente del Consiglio, magari prevedendo la soluzione del ministro dell’Economia come suo successore a Palazzo Chigi. Le parole di Tremonti, che spiega di capire le fibrillazioni in seno al Pdl – che perde pezzi ogni giorno – e il rumoroso silenzio della Lega suonano come un de profundis non solo per la legislatura ma per lo stesso Berlusconi, la cui fine politica potrebbe a questo punto coincidere con quella del suo terzo-quarto (e ultimo) governo. A lui del resto interessa ormai solo il proprio salvacondotto. Le trattative di queste ore con i finiani hanno tutta l’aria di un patteggiamento con i vincitori. Prima dell’esilio. Il racconto di cosa sta accadendo davvero, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. Il presidente ci dà ascolto Cruciani: ‘Ora Fli è divisa su (quasi) tutto’ Infatti sull’agroalimentare si spacca metà Allora Silvio: “Cdm settimanali sui punti” Così, è la cosa migliore per lei e per Italia

ottobre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente del Consiglio prova ad uscire dall’impasse imboccando, ancora una volta, la strada che il giornale della politica italiana gli aveva suggerito: rilanciare, tornando a fare della politica vera anche come modo più efficace per garantirsi una soluzione ai guai giudiziari. Perché se la legislatura riprende quota, nessuno negherà a Berlusconi il suo salvacondotto. Galvanizzato dall’ennesima occasione in cui i finiani procedono in ordine sparso, come sottolineato dal conduttore de La Zanzara, Silvio annuncia una serie di (immediati) Consigli dei ministri nei quali cominciare a varare, finalmente, i provvedimenti necessari ad attuare i cinque punti del rinnovato programma di governo. E’ difficile dire come finirà, ed è – lo diciamo al presidente – difficile che si possa arrivare fino in fondo, al 2013. Ma la strada che ha imboccato è quella giusta. Ed è nell’interesse (anche) del Paese. Bravo. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

***Diario politico***
E’ “UFFICIALE”: SI VOTA IN PRIMAVERA(?)
di GINEVRA BAFFIGO

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il giorno più lungo per il presidente del Consiglio si chiude con una certezza (amara): la maggioranza non c’è più e Futuro e Libertà ha in mano l’esecutivo. Si spalancano le porte delle elezioni anticipate. Ci sono addirittura già la date: 27 marzo o primi di aprile. Sembra non esserci via di fuga per il premier che pure ieri si è giocato tutte le (poche?) carte a disposizione. Ecco il racconto della giornata più difficile del Cavaliere. di G. BAFFIGO Read more

Diario politico Onestà e responsabilità(?) Ora è la leadership di Emma Marcegaglia “Pensate alla crescita e all’occupazione” E Fini oggi è un modernizzatore dell’Italia Ma proprio perciò adesso è bene parlare

settembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. In questi giorni in cui tutti sembrano aver dimenticato le esigenze del Paese per inseguire la faida interna al centrodestra, la presidente di Confindustria resta coerente – come il giornale della politica italiana – nel suo continuo richiamo della nostra politica autoreferenziale di oggi a quelle che sarebbero, appunto, le sue responsabilità: «E non è vero, presidente Berlusconi, che stiamo meglio degli altri, la crisi l’abbiamo sentita eccome». A questo punto anche il presidente della Camera, proprio per l’onestà e la responsabilità dimostrate finora, è chiamato a porre lui per primo – in modo giusto, naturalmente senza sacrifici che non siano giustificati – la parola fine a questa storia che, appunto, sta impedendo di fare ciò che lo stesso Fini, come Marcegaglia, sollecitava Berlusconi a fare: governare, occuparci, tutti insieme, del Paese. Il rac- conto della giornata, all’interno, di Carmine Finelli. Read more

Berlusconi: ‘Compravendita? Non faccio’ Ma Razzi: ‘M’hanno promesso rielezione’ FOTO: il deputato Idv (che oggi è) “eroe”

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presi- dente del Consiglio nega la “campagna acquisti” in altri gruppi, «sono tutti stati eletti con noi», ma il dipietrista (?) lo sconfessa: «Ho il mutuo da pagare, mi avrebbe fatto comodo. Ma poi non avrei più potuto farmi vedere in giro». Un esempio di come il Paese (anche se Razzi ha sempre vissuto in Svizzera… dove è stato eletto, nella circoscrizione Estero) sia migliore della nostra politica autoreferenziale di oggi. E di come dovremmo, possiamo esserne tutti (più) orgogliosi. Anche se nella situazione degradata di oggi – ma stiamo lavorando per superarla – i casi come quello del deputato Idv sono relativamente rari, al punto che ci concediamo il lusso di definirlo, nel presente, eroico. Il servizio è di Nicolò Bagnoli. Read more

Diario. Se avevamo (ancora) ragione noi Berlusconi: “No a elezioni anticipate ora Continuare a governare per bene Paese”

settembre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il pressing di Bossi, la tentazione di «sferrare per primi il colpo al nemico (Fini)». La strada verso il voto, già addirittura a novembre o a dicembre, era in discesa. Eppure alla fine il presidente del Consiglio segue la via della saggezza e, per una volta, della responsabilità. Così come il giornale della politica italiana sostiene (per primo) da mesi, come ribadito martedì da queste stesse pagine da Luigi Crespi, come il Politico.it è tornato ad incalzare nella mattinata di ieri, l’Italia non può permettersi la terza elezione politica in quattro anni: nemmeno nella Prima Repubblica, quando pure i governi cambiavano con una frequenza ben superiore all’attuale (ma attraverso crisi e ricomposizioni parlamentari, e non eravamo ancora entrati nell’era del bipolarismo né, tranne per la parentesi della cosiddetta “legge-truffa”, le maggioranze erano schiaccianti come quelle di oggi, prima fra tutte, almeno fino ad oggi, questa berlusconiana), si sarebbe mai ipotizzato un simile scempio della governabilità, della continuità legislativa, del diritto-dovere dei cittadini, in democrazia, di scegliere i propri rappresentanti, sì, ma perché poi li rappresentino, e per un numero di anni da non sindacare più (possibilmente) fino al loro esaurimento. In un momento di crisi acuta come l’attuale, scrivevamo ieri mattina, a maggior ragione tutto questo avrebbe rappresentato un atto di estrema irresponsabilità. A distanza di poche ore, arriva il placet del capo del governo: si va avanti, doverosamente, con questa legislatura e con questo esecutivo (salvo rimaneggiamenti per una pretesa incompatibilità dei finiani con il Pdl), per fare «il bene del Paese»: è la prima volta che sentiamo la formula a noi tanto cara in bocca a Berlusconi; il premier fa spesso riferimento alla «volontà degli italiani» ma mai alla stella polare del loro interesse, prescindente dagli umori elettorali. E’ chiaro a il Politico.it più che a qualunque altro osservatore della nostra politica che dietro la presa di posizione del Cavaliere ci sia evidentemente anche un calcolo di opportunità (naturalmente per sé; o di inopportunità di qualsiasi altra scelta alternativa: lo scontro, inevitabile in caso di adozione dell’opzione del voto, con il Colle, era fortemente sconsigliato da molti dei consiglieri di Berlusconi, a cominciare da Gianni Letta), e tuttavia accogliamo con soddisfazione questa «frenata» e auspichiamo a questo punto che anche i finiani facciano la loro parte di (ulteriore) onestà e responsabilità, sostenendo (e magari contribuendo a rilanciare) l’esecutivo nella misura in cui lavorerà, appunto, nel solo interesse e per il bene finale del Paese. Il racconto dell’ufficio di presidenza del Pdl da cui è scaturito questo riposizionamento, oltre che del resto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Se il presidente dà (ancora) ragione a noi “C’è la crisi, concentriamoci su questo” Diario, ecco dure accuse dei finiani al Pdl “Prepara(va)no squadristi contestatori”

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La notizia politicante del giorno è il j’accuse di Generazione Italia nei confronti del ministro Brambilla: «Con i suoi circoli – scrivono sul sito del think thank finiano – organizza dei pullman di militanti per venire a contestare Fini a Mirabello», dove il presidente della Camera terrà domenica il primo discorso pubblico dopo la creazione dei gruppi separati. Ma il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Vi diamo conto, naturalmente, delle polemiche dentro il centrodestra; ma la nostra apertura è per le parole di Napolitano, che, praticamente in simultanea con la ripartenza forte del nostro giornale nel giorno del ritorno del direttore, dice le stesse cose che il Politico.it ha scritto ad inizio giornata: attenzione, cioè, perché la crisi – di cui non parla più nessuno – non è alle spalle; ci sono nostri connazionali, giovani e meno giovani, che continuano a farne le spese sulla propria pelle. In questo quadro, l’autoreferenzialità ed estrema irresponsabilità della nostra politica odierna emergono in tutta la loro drammaticità: il centrodestra che si sfarina per assicurare la difesa del presidente del Consiglio dai suoi processi e minaccia – è proprio il caso di dirlo – di affondare una legislatura che sarebbe potuta essere fertile e proficua per il Paese; il centrosinistra, invece di rispondere con una proposta alta per l’Italia, si balocca di leggi elettorali e di nuove e vecchie alleanze. In questo contesto, il richiamo del giornale della politica italiana accompagnato dalle parole del capo dello Stato si distingue ancora una volta per la sua autorevolezza. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.            Read more

E forse il 21 ci “libereremo” di Cosentino Dipietrismo? No, onestà e responsabilità Ed è prova del fuoco per la maggioranza

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mercoledì prossimo Gianfran- co Fini ha calendarizzato il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario in odore di camorra. Sposiamo pienamente la considerazione di Casini: «Non anticipiamo sentenze – Cosentino non è ancora stato condannato per nulla, rispetto all’accusa di concorso in associazione camorristica, ndr – ma esiste un problema di opportunità politica». Ecco il punto: garantismo, sì, certo, che significa non condannare preventivamente nessuno. E quindi “rispetto” nei confronti di Cosentino fino al verdetto. Ma contemporaneamente garantismo, permetteteci, anche per il Paese e per le istituzioni. Garantismo nel senso di garantire loro (a tutti noi) che il governo non sia presidiato da personaggi che possono – sfruttando appieno il loro inserimento, quindi in qualche modo colpendoci alle spalle, o agendo da traditori – favorire l’anti-Stato, la criminalità organizzata, che non aspetta altro che di avere proprie “teste di ponte” nelle istituzioni per potere manovrarle nella lotta contro loro stessi e prendersi un po’ dei nostri soldi, per poi usarli contro di noi. C’è il problema di evitare che la giustizia si metta a fare politica, ovvero di assegnare ai magistrati il potere di incidere sulla politica italiana. Che si può configurare nel momento in cui ad una semplice accusa si fanno seguire automaticamente delle dimissioni. Ma, intanto, non c’è nessun automati- smo: si tratta di valutare la gravità dell’accusa e il possibile “conflitto di interessi” (si fa per dire) nell’assolvimento delle proprie funzioni. E poi le dimissioni sono solo, appunto, un atto di garanzia: non devono coincidere con nessun riconoscimento anticipato di colpevolezza (che non sarebbe giusto ci fosse; ed è sicuramente necessario fare uno sforzo, soprattutto da parte dei media, per “migliorare” da questo punto di vista). Ma, semplicemente, assicurano all’accusato di potersi difendere liberamente e al Paese di non essere a rischio (palese) di inquinamento e deviazione. Il servizio con tutte le reazioni, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.             Read more

Diario. Governo onesti e responsabili (?) E’ certo: alla fine Silvio si libererà di Fini Ma Follini: “Ora Pd guardi a Gianfranco” E’ la linea della loro maggioranza interna Soltanto se serve a modernizzare l’Italia

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ipotesi di un esecutivo di unità nazionale (senza Berlusconi), del novello Cln paventato da Bersani, della Grosse Koalition all’italiana formata da Democratici, Api, Udc e finiani torna a farsi possibile in queste ore di fibrillazione per la nostra politica. Nulla sembra potere evitare la rottura (definitiva?) tra il presidente della Camera e il capo del governo, e le ragioni della possibile separazione – per una volta squisitamente politiche: un’inconciliabilità di fondo tra la strada imboccata da Fini e quella tradizionalmente berlusconiana – lasciano preludere una possibile soluzione diversa dal mantenimento dell’alleanza in altre forme. I sospetti, più che i rumors, della prima ora su Kadima tornano prepotentemente d’attualità. E una novità sullo scacchiere della politica italiana potrebbe favorire questo sbocco legandolo ad un ulteriore terremoto. I Democratici sembrano infatti, a questo punto, propensi a fare sul serio sulla strada indicata mesi fa da Bersani e poi “ritirata” per le polemiche interne. Si sa che a proporre una seconda volta la stessa opzione si finisce per trovare la strada libera degli ostacoli e delle resistenze precedenti e la maggioranza dalemian-bersaniana ci sta pensando davvero: un governo o un’alleanza elettorale che coinvolga, appunto, Pd, Api, Udc e i finiani, le ultime tre sigle magari riunite sotto le insegne del Partito della Nazione. Il giornale della politica italiana considera il bipolarismo-bipartitismo un passaggio necessario per questa nostra politica ancora incapace di diffuse onestà e responsabilità. Ma l’approdo finale resta quello di una forza onesta e responsabile che agisca nel solo interesse del Paese, superando la vecchia dicotomia tra destra e sinistra. Abbiamo già scritto che dubitiamo tutto questo possa essere realizzato con il contributo delle forze attuali. Ma se Democratici e Nazionali(sti) dovessero trovarsi d’accordo sull’obiettivo di rifondare (appunto) la nazione, nel segno della modernità – patti chiari e amicizia lunga, soprattutto con l’Italia – il Politico.it non potrebbe che sostenere questa ipotesi. Se invece si dovesse rischiare – com’è più probabile, visti i protagonisti in campo – di entrare nell’ennesima stagione di consociativismo, molto meglio continuare sulla strada del bipartitismo e lavorare dalle due ali della nostra politica per una sana competizione tra chi vuole modernizzare questo Paese. La palla è, soprattutto, nelle mani del Pd. Riflettete bene, cari Democratici, per capire dove volete andare. Il racconto della giornata, all’interno, di Carmine Finelli. Read more

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli. Read more

E in settimana lo scontro sulla Padania di F. TEMPESTA

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

di Francesco TEMPESTA

E alla fine il presidente della Camera Gianfranco Fini emette la sentenza: “La Padania è una semplice invenzione propagandistico-culturale e di conseguenza non esiste”. Parole durissime, scaturite all’indomani dell’ormai tradizionale ritrovo della Lega Nord a Pontida. Qui, ad infiammare gli oltre diecimila sostenitori del Carroccio, l’esplosivo intervento del leader leghista.

Il Senatùr ha voluto subito mettere le cose in chiaro dopo la nuova nomina a ministro per l’Attuazione del Federalismo di Aldo Brancher, ribadendo e confermando come il Federalismo fiscale sia “cosa” fra lui e il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Ma Bossi nel suo discorso di Pontida ha voluto lanciare una proposta che ad alcuni è potuta sembrare provocatoria ma che in realtà segue un modello già consolidato in Germania. Si tratta della delocalizzazione degli uffici governativi che il Senatùr vorrebbe applicare anche in Italia spostando alcuni ministeri in città come Milano, Venezia e Torino.

Ma non solo. Durante il tradizionale raduno, il leader del Carroccio, alle urla dei sostenitori che inneggiavano alla Padania libera, ha ribadito che la lotta della Lega non sarà mai conclusa fino a che non sarà finalmente libera dal resto d’Italia.

Ascoltare queste parole da uno dei leader del governo italiano non è proprio andato giù a Gianfranco Fini. Il presidente della Camera tuona così contro Bossi e i leghisti. Da queste parole è nato un intenso botta e risposta fra lo stesso Fini e i vari rappresentati della Lega. Lo ripercorriamo.

Il primo a rispondere è Bossi che non risparmia frecciatine nei confronti del presidente della Camera dei Deputati. «Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che esiste. Certo non c’è lo Stato padano, ma la Padania esiste» incalza il Senatùr che naturalmente fa intendere che difenderà a denti stretti la sua creatura. «La polemica – prosegue Bossi nel suo attacco-risposta a Fini – non fa bene alla salute di Fini, perché è difficile che lui prenda i voti da quella parte; la Padania è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti». Per il ministro delle Riforme, l’ex leader di Alleanza Nazionale si è permesso di definire in questo modo la Padania soltanto perchè non la frequenta direttamente, non conosce il suo territorio e di conseguenza non becca nemmeno un voto dagli elettori padani.

Piccata è arrivata anche la replica del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Piena volontà della Lega di portare a termine la propria missione, quella del Federalismo. «La Lega Nord – ribadisce Calderoli – ha preso la strada del Federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento. Noi lavoriamo, gli altri filosofeggiano; c’è chi lavora per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia» conclude il ministro leghista con toni altamente polemici nei confronti di Fini.

Ancor più provocatorie sono le (conseguenti) parole del governatore del Veneto Luca Zaia. L’esponente del Carroccio mette polemicamente in discussione l’esistenza del Sud e della “questione meridionale” in contrapposizione a chi non ha intenzione di riconoscere la Padania come realtà allo stato dei fatti. Uscita che non fa altro che contribuire ad evidenziare l’idea abbastanza confusa che i leghisti hanno di Nord e Sud.

Anche il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota dice la sua. Per il governatore leghista “la Padania esiste e Fini può dire tutto quello che vuole”. A riprova di questo, secondo Cota, vi è l’aumento sempre crescente dei consensi elettorali che la Lega può vantare.

Immediata arriva quindi la controreplica di Gianfranco Fini, pubblicata sul sito di Generazione Italia come risposta alla lettera di un cittadino della Brianza iscritto al Pdl. «La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C’è solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale» scrive il presidente della Camera. «Sbaglia – prosegue l’ex leader di An – chi dice che se non esiste la Padania non esiste la questione meridionale. I problemi del Sud esistono da ben prima che venisse formulata per la prima volta, nel 1873, la nozione di questione meridionale. Così come nessuno può negare l’esistenza di una questione settentrionale. Sono questioni che vanno inserite in un discorso più ampio: il futuro dell’Italia. Non si può dire che è Padania quella parte del paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono padani».

Prova a smorzare i toni Franco Frattini. Anche se pure per il capo della nostra diplomazia la Padania è solo “uno slogan che la Lega ha inventato tempo fa ed è efficace agli occhi della loro gente”.

Cicchitto dal canto suo tiene a ribadire che la tenuta del governo si basa sul solido rapporto fra Pdl e Lega. Un’alleanza non facile che, tuttavia, secondo il capogruppo Pdl, non ha alternative.

Un’ammissione di come la mancanza di alternative spinga il Pdl a difficili compromessi con una Lega che pretende sempre di più. Una nuova crepa si è quindi aperta sull’asse Pdl-Lega-Fini, crepa che potrebbe sensibilmente allargarsi quando il federalismo finirà effettivamente sul tavolo.

Francesco Tempesta

Tremonti prepara la successione a Silvio E’ lui ‘il’ nome Pdl per il dopo-Berlusconi I retroscena della corsa nel centrodestra

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il cambio della guardia potrebbe arrivare prima del previsto. Le fughe in avanti del presidente del Consiglio vanno di pari passo con la fatica sempre maggiore che Silvio è costretto a fare per guidare la maggioranza e raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo detto nei giorni scorsi di una tentazione, già presente, per un eventuale abbandono. E che l’unica molla che tiene Berlusconi ancora in piedi è, forse, la rivalità con Fini e la volontà di non dargliela vinta. E’ allora fantapolitica fino ad un certo punto ragionare dei possibili scenari del dopo. In un quadro, peraltro, che nel tempo si è molto semplificato. Al punto che oggi è possibile scorgere un solo profilo che si stagli nettamente all’orizzonte del Popolo della Libertà: quello del ministro dell’Eco- nomia. Che ha dalla sua il patto di ferro con la Lega. E ha già cominciato ad allargare la propria rete di consensi interna… Ci racconta tutto Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

***Diario politico***
LE MANOVRE DEL GOVERNO
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutta dedicata, oggi, alla finanziaria da 24 miliardi in due anni varata dal governo per evitare il «rischio-Grecia», secondo le parole di Gianni Letta, e agli sviluppi del confronto sul ddl intercettazioni. Della prima vi raccontiamo in cosa consiste e le reazioni della nostra politica e delle parti sociali. Per ciò che riguarda la cosiddetta «legge-bavaglio» ecco le aperture di Alfano (sul testo licenziato dalla Camera) e di Schifani che chiede che non si configuri nel modo descritto dal “titolo”. Infine, Santoro che annuncia che non firmerà l’accordo con la Rai e resterà, come dipendente, alle condizioni attuali (e dunque per una probabile ripartenza, l’anno prossimo, di Annozero). Anche grazie all’appello a rimanere giunto da Paolo Garimberti. La firma è della nostra vicedirettrice.

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Diario politico. Dove giustizia(?) è politica Bocchino: “Io mi candido a capogruppo” E ora Berlusconi non può rischiare voto Se governo cade ritorna processabile Napolitano: “Magistrati, fare autocritica” E in Calabria cittadini applaudono boss

aprile 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La chiave di lettura che vi proponiamo stasera è il rapporto tra nostra politica e giustizia. Il presidente della Camera continua a rassicurare: «Esecutivo durerà». Ma la sua minoranza va all’attacco. E stringe in una morsa il premier. Che a sua volta frena e non fa saltare il banco perché non può. Lui. Perché se si va alle elezioni anticipate cade il legittimo impedimento. E – qui sta il punto – anche in caso di vittoria non farebbe più in tempo, nella nuova legislatura, ad approvare la legge costituzionale. Quella che gli garantirebbe l’imm(p)unità anche oltre i 18 mesi della sospensione. E naturalmente potrebbe anche non vincere le elezioni. E qualora il processo riprendesse il rischio di una condanna è elevatissimo. Per questo Berlusconi è giunto a più miti consigli. Il capo dello Stato intanto si rivolge alle toghe e invita i magistrati a lavorare per recuperare «la fiducia dei cittadini». L’Anm: «Difficile farlo (autocritica) quando ci si trova sotto attacco». Alfano: «Intervengono su tutto considerando il Parlamento un’istituzione di serie B». Fin qui la (ir)regolare amministrazione. A Reggio Calabria viene arrestato Giovanni Tegano, uno dei trenta latitanti più pericolosi secondo la “graduatoria” del ministero dell’Interno. Ma di fronte alla polizia che si allontana con il capomafia centinaia di persone salutano quest’ultimo. Politica e (mancanza di) senso della legalità. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. (Brutta) fine legislatura (?) Ora il Pd si incunea tra Berlusconi e Fini: “Niente riforme, premier pensa a voto” Innocenzi: “Sì ma loro non sono pronti…” I finiani: “Federalismo non è una priorità” La Lega: “Senza però si torna alle urne” Sulle intercettazioni il possibile big-bang

aprile 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Dopo un 25 aprile di (apparenti) grandi speranze (è proprio il caso di dirlo), in cui il premier prova a rilanciare l’azione di governo aprendo implicitamente a Fini, un’intervista di Bersani a Repubblica sgonfia la bolla (speculativa: è di nuovo proprio il caso di dirlo) delle riforme e con essa avvia rapidamente il count-down verso possibili elezioni anticipate. E’ un mosaico (o, se preferite, un puzzle) in cui tutte le tessere vanno al proprio posto: il passo indietro dei Democratici, che, come dice Cicchitto, «pensano solo a fare sponda a Fini», nella speranza di coinvolgerlo in un «patto» che consenta almeno di fare la riforma della legge elettorale e magari di varare qualche provvedimento d’urto a fronte della crisi economica del Paese, rende praticamente impossibile il cammino del grande ammodernamento «condiviso» dell’architettura co-istituzionale. Contemporaneamente dalla neo-corrente del presidente della Camera nel Pdl arriva una dichiarazione di lealtà al governo ma anche – per bocca di Raisi ospite di Otto e mezzo – una frenata sul federalismo fiscale. In queste condizioni, Bossi aveva già annunciato che «è meglio andare al voto». E all’orizzonte c’è la discussione sul ddl intercettazioni, su cui la minoranza finiana vuole dire la sua e promette (o minaccia?) di mettere in pratica la “pretesa” di fare pesare democraticamente la propria «opinione differente», pure nella cornice della lealtà al governo. E’ un possibile punto di rottura di questo quadro fragile, che potrebbe del resto naufragare anche su altri provvedimenti-limite sempre in campo giudiziario come il processo breve. Non è detto si arrivi ad una fine anticipata della legislatura, se sarà così lo capiremo solo nei prossimi giorni/settimane, ma le pre-condizioni sembrano esserci tutte. E in questa situazione, come raccontato oggi da Giulia, il segretario del Pd annuncia che «l’alternativa» verrà “varata” solo nel 2011… Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Sono matti da Lega(re) (?) Test d’italiano per commercianti stranieri Oltre l’obbrobrio, ad Adro con i “nostri” Da Pd grande, giusto sdegno antirazzista Ma (solo così) i voti vanno al Carroccio Stare dalla parte anche dei poveri italiani

aprile 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Mentre Bossi recita il de profundis del federalismo e, con esso, della legislatura salvo poi farsi rassicurare dal premier (che però non può stare altrettanto tranquillo), i suoi uomini si sguanzagliano in Parlamento e sul territorio per promuovere l’avanzata (politica, perché culturale) leghista. Il caso, inaccettabile, dei bambini lasciati a pane e acqua nel (e dal) comune del bresciano (naturalmente guidato da una camicia verde) perché i loro genitori non avevano pagato la retta della mensa, si trasforma ben presto in una schermaglia (tra poveri) italiani-extracomunitari. Nel collegamento di ieri di Annozero è andato in onda uno “spettacolo” (si fa per dire) che dovrebbe però redarguire chi liquida il problema con facilità: da una parte c’erano gli stranieri, idealmente rappresentati dal Partito Democratico; dall’altra gli italiani, pressoché compatti, ad applaudire il sindaco leghista. Oggi poi una deputata della Lega, Silvana Comaroli, presenta alla Camera un emendamento che istituirebbe un test obbligatorio di italiano per le persone di provenienza extracomunitaria che vogliono aprire un’attività commerciale nel nostro Paese. Anche qui, un grande turbinio di dichiarazioni e attacchi e prese di distanza; ma in un ideale nuovo collegamento di Annozero con una strada qualsiasi del nostro Paese (soprattutto al nord, ma non solo), in cui convivono attività commerciali condotte da stranieri e attività commerciali condotte da italiani la scena sarebbe più o meno la stessa di ieri. Con, magari, l’aggiunta dei cittadini che si servono di quegli esercizi, naturalmente anche loro schierati con la deputata leghista. Il Pd, come tutte le altre forze sane della politica italiana, fa bene ad indignarsi di fronte alle “scelte” della Lega che, al di là di ciò che stiamo per dire, hanno un chiaro sfondo razzista. Ma l’indignazione non fa presa sull’italiano medio, che chiede risposte concrete alle proprie difficoltà economiche e sociali, difficoltà che ha, oggettivamente o meno – piaccia o meno – anche in rapporto ai flussi immigratori. E la politica del «si deve» non consente di tornare a vincere al Nord, né tanto meno di scongiurare il rischio-razzismo e favorire l’integrazione. Le forze oneste e responsabili di questo Paese devono saper coniugare la denuncia e l’indicazione della strada da percorrere con la conoscenza del disagio e l’offerta di vicinanza e risposte anche e forse anche prima agli italiani. Solo così potrete sperare, cari Democratici, che prima o poi anche loro vi seguano su quella strada – dell’accoglienza, della condivisione, della fratellanza – che gli avete indicato, abbandonando, a quel punto, quella leghista. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. E’ il redde rationem nel Pdl Fini: “Ora pronto a fare gruppi autonomi” La coperta corta del governo Berlusconi Se “tira” la Lega, scopre più responsabili Schifani: ‘Se ci si divide si torna a votare’

aprile 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il presidente della Camera “minaccia” la rottura dal premier qualora la maggioranza continui a rimanere «schiacciata» sulle posizioni delle camicie verdi. Salvo poi, in serata, gettare acqua sul fuoco: «Berlusconi deve governare fino alla fine della legislatura». Ma dai colonnelli del presidente del Consiglio sembra venire, al contrario, un’accelerata, al punto che oltre al presidente del Senato anche Cicchitto parla della possibilità di un ritorno anticipato alle urne. L’esito delle Regionali – positivo per il centrodestra – aveva posto il silenziatore su quella resa dei conti dentro il Pdl che il giornale della politica italiana aveva annunciato. Ma anche quella vittoria conteneva il seme di una possibile divisione: a differenza della coalizione (trainata dalla Lega) il partito di Berlusconi perde consensi e – effettivamente – vede ridursi il margine sul Pd nella contesa tra i primi due partiti, appunto, italiani. E tutto questo accresce decisamente il peso di Bossi e dei suoi. Finora i finiani erano rimasti in silenzio ma la rivendicazione di una possibile candidatura leghista alla guida del governo nel 2013 da parte del leader della Lega deve avere edotto Fini sulla reale entità del patto con Berlusconi. Che, appunto, schiaccia il Pdl. E in particolare la sua anima più europeista e responsabile. Quella di Fini. Che, a questo punto, mette sul tavolo tutto il peso della propria leadership arrivando a minacciare la tenuta stessa della maggioranza e forse la legislatura. E una mossa finiana in questo senso potrebbe sparigliare le carte elettorali, rendendo molto meno scontata un’eventuale affermazione di Berlusconi. Che si è preso 48 ore per tirare le fila. Ed è probabile che alla fine si arrivi (per il momento) ad una soluzione. Ma la coperta della maggioranza è corta. E la sproporzione di forze alla Camera – che peraltro, abbiamo visto oggi, non è poi, comunque, così salda e costante – potrebbe non bastare ad assicurare un decorso tranquillo e soprattutto la possibilità di fare le riforme. Ma proprio il presidenzialismo – desiderato da Fini – potrebbe rappresentare la chiave di volta di un nuovo accordo. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. E’ decaduto dl salva-liste Maggioranza sotto (per 8 voti) a Camera

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario “minore”, in una giornata che non offre altri spunti di rilievo – che non siano di pura politica politicante – oltre a quelli che abbiamo sviluppato nel corso del pomeriggio. La notizia è che il provvedimento varato alla vigilia delle elezioni dal governo per consentire la riammissione della lista Pdl nel Lazio incontra una nuova bocciatura: quella finale, quella politica. Nonostante la sproporzione di forze centrodestra battuto. Pesano anche le assenze “illustri” di Cicchitto, Lupi, Ghedini e Verdini. E riesplode la polemica. Il racconto.            Read more

Napolitano firma? E ora la destra con lui Cicchitto: “Ce ne ricorderemo in futuro” E presidente rilancia: “Diamo l’esempio”

marzo 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed ecco che si dipana il secondo filo della narrazione di questa giornata sul giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-ripercussioni del caos liste Pdl e della ritorsione (in tutti i sensi) su se stessa della nostra politica nel momento di più “alta” (si fa dire: diciamo meglio significativa) autoreferenzialità (con Luigi Crespi), con l’effetto della delusione e del disincanto (per il comportamento assunto da Pd e Pdl) della gente (per la penna di Torchiaro), il Politico.it – come annunciato – mostra ora ai propri lettori come quello spiraglio di speranza che indicavamo – attorno alla prospettiva del ritrovamento (di se stessi) sulla via della condivisione (e, scriveva Torchiaro, del disarmo bipolare della nostra politica) – illuminato al momento dal presidente della Repubblica, si sia allargato – almeno per il momento – dopo il “sì” del capo dello Stato al decreto salva-liste. Effetto politico – e non parliamo quindi di quello culturale-(co)[i]stituzionale, su cui torneremo probabilmente con una riflessione a parte – che si potrebbe sintetizzare in un rafforzamento di quella (capacità di) moral suasion (oltre alla legittimazione) che Napolitano, come tutti i suoi predecessori, porta con sé nella misura in cui è il «presidente di tutti gli italiani». Se a destra c’erano sospetti, ora ci sono meno – e ve lo raccontiamo – Se a sinistra c’era la speranza di una identificazione tra le proprie istanze e l’opera del presidente questa è stata destrutturata, ma rimane – ovviamente – la condivisione di fondo. Anche per questo è importante – come ha scritto il Politico.it – stare dalla parte di Napolitano. E anche per questo, poiché c’è qualcuno, Idv (e con lui milioni di elettori, e molti anche nostri lettori), che invece la pensa diversamente ecco che si inserisce perfettamente in questo solco – su questo filo – il nuovo intervento di Massimo Donadi che pubblicheremo tra poco, che invita Napolitano – per (ri)cominciare – a non firmare il legittimo impedimento. Intanto, Ginevra Baffigo ci porta a scoprire cosa pensano a destra, oggi, del capo dello Stato. E come risponde lui. Read more

Il centrodestra travolto dai propri ‘errori’ Formigoni e il Pdl romano fuori dai giochi Estremo La Russa: “Siamo pronti a tutto”

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente uscente, il cui listino era stato escluso perché tra le firme figuravano quelle di persone defunte, non potrà correre per la riconferma. Salvo una diversa decisione del Tar, al quale la maggioranza ricorrerà. Stessa sorte per il partito del premier in provincia di Roma. Appuntamento con il Diario di stasera per il racconto della giornata e tutti gli approfondimenti. Intanto stiamo sulle parole del ministro della Difesa, che ieri a Lineanotte è andato giù duro minacciando reazioni inconsulte (antidemocratiche?) nel caso in cui si fosse verificato proprio lo scenario che ora si materializza. Poi La Russa ha fatto marcia indietro, spiegando che si riferiva ad «ulteriori ricorsi». Il giornale della politica italiana aveva raccontato per primo la “tendenza” alla drammatizzazione del centrodestra segnalandovi i toni, simili, usati da Paolo Liguori nella stessa trasmissione della notte di Raitre. Il servizio di Dario Ballini. Read more

Regionali, Polverini rischia l’esclusione Bocciati lista e listino. Trovare soluzione FOTO: C’è chi minaccia effetti dirompenti

marzo 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un giornale libero, aperto e sopra le parti. E i nostri lettori lo sanno bene. Come scrisse, però, uno dei nostri più affezionati, Mario, in un commento ad un pezzo di qualche mese fa ciò non significa non prendere posizione, ma solo non averne una precostituita. Ieri il Politico.it ha ospitato l’editoriale di Adinolfi che trovate sotto, con cui il dirigente Democratico invitava la sua parte a dare il proprio contributo affinché la lista del Pdl venisse accolta. E tutt’ora auspichiamo che (specie) al rischio che possano saltare le candidature di Polverini, appunto, e Formigoni venga data una risposta, seria, rispettosa delle regole, condivisa. Ma proprio per la stessa ragione – il rispetto profondo e anche sostanziale, come dice il presidente del Senato Schifani, della democrazia – il giornale della politica italiana non può non stigmatizzare i toni usati in queste ore da alcuni esponenti del centrodestra: ieri sera a Lineanotte Paolo Liguori arrivava addirittura a prefigurare, paventare (e minacciare?) rischi per la tenuta stessa della democrazia, non per il fatto in sé dell’eventuale esclusione di candidati del centrodestra ma per le reazioni che una parte del Paese, evidentemente guidata dalla sua rappresentanza politica, avrebbe potuto avere. Cicchitto parla, un gradino sotto, di complotto da parte delle istituzioni di garanzia. Nel 1994, scriveva Giovanni Fasanella su il Politico.it, la destra italiana era pronta ad un colpo di Stato qualora le elezioni politiche fossero state vinte dai post-comunisti di Occhetto. Per quanto ovviamente qualsiasi soluzione di questo tipo sia completamente deprecabile, in quel periodo storico e di fronte ad una prospettiva che poteva non dare, per alcuni, garanzie assolute a sua volta di democraticità una preoccupazione era comprensibile e magari anche condivisibile. Ma oggi non c’è nulla di tutto questo: dei dirigenti del Pdl, dunque non di un altro partito, hanno commesso (una serie di) errori oppure hanno voluto affossare una candidata non amata dalla parte non di rito finiano del centrodestra. Vogliamo – ci e vi chiediamo – mettere in discussione tutto, il bene – di tutti – della democrazia e per di più per una mancanza non di altri ma, addirittura, propria? Stefano Catone ci rac- conta cosa sta avvenendo intorno alle liste del Pdl. Read more

***Cronaca parlamentare***
SE GLI SCIACALLI SIAMO NOI
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E dopo le parole di Fini, entriamo nella discussione di oggi a Montecitorio con il nostro deputato del Partito Democratico. Il titolo è “dedicato” a Cicchitto, che epiteta il centrosinistra per essersi «accanito» su Bertolaso. Poi Sarubbi analizza la vicenda citando Donadi e Tabacci. Due dati su tutti: nell’era dell’attuale capo della Protezione civile lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato 587 volte contro le 10 volte del decennio – decennio – precedente; le casette sostitutive de L’Aquila (in tutti i sensi) sono state pagate 2800 euro a metro quadro, come dei veri e proprio appartamenti: un altro segno di come non si sia badato a spese, tutto da verificare a vantaggio di chi. Ma sentiamo, dalla bella penna dell’ex giornalista Rai, per il giornale della politica italiana, com’è andata la discussione alla Camera. Read more

Diario politico. Alfano risponde a Bersani: “Non è un privilegio”. Brunetta vs art. 18

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole, la più seguita. La nota del giornale della politica italiana. Si parte con il legittimo impedimento, dunque, approvato, come detto, alla Camera con i voti di Pdl e Lega e l’astensione dell’Udc. Il ministro della Giustizia risponde all’intervento del leader del Partito Democratico – di cui trovate il testo qui – che riceve una lunga ovazione dalla sua metà dell’emiciclo. Vi raccontiamo il confronto in aula e fuori. Poi, la pubblicazione delle foto che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada e ad alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri ai tempi di Mani pulite: oggi al leader Idv è scappata una parolaccia nei confronti dell’inviata del Tg1, ma vi rendiamo conto anche delle reazioni degli alleati. Infine, il ministro della Funzione pubblica torna a parlare, proprio in questo momento a Porta a porta, dei ragazzi che lasciano tardi la casa dei genitori. Rintuzzato dall’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati: «Si tratta (l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) di una garanzia contro il licenziamento senza giusta causa. Cosa c’entri con il presunto ipergarantismo nei confronti dei genitori (dal quale il ministro faceva discendere la permanenza, anzi, la persistenza a casa dei giovani) lo sa solo Brunetta». Il racconto. Read more

Strano caso degli ex Psi oggi al governo Si può essere socialisti e stare a destra?

gennaio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Brunetta, Sacconi, Cicchitto. Ma anche Bonaiuti e Giulio Tremonti. Socialisti di ieri, qualcuno dice: ancora oggi. Ministri (o autorevoli esponenti) dell’esecutivo e della maggioranza più a destra nella storia della Repubblica. Una contraddizione, più o meno apparente, che il giornale della politica italiana prova oggi a spiegare. Senza false certezze, e of- frendo sin da ora ai diretti protagonisti la possibilità, su questa stessa tribuna, di replicare, circostanziare, farci capire. Meglio. Buona politica con il Politico.it. Read more

E’ in pagina la vignetta d’oggi di theHand Solidarietà a Marco Travaglio. Scopritela

dicembre 21, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è il giornale del Dialogo nella sua accezione più alta. La nostra sensibilità è lontana dallo stile e dai modi, tra gli altri, di “Annozero” e di Marco Travaglio. Il dialogo, tra persone, tra civiltà, tra parti della nostra politica richiede che il primo passo di un dei due interlocutori sia sempre un passo indietro. Che non è cedimento, bensì una grande prova di forza, foriera di grandi risultati. L’esatto contrario di ciò che fanno Santoro e Travaglio che hanno anche però tanti meriti indubbi: hanno la capacità di rompere, tra il resto, un muro di omertà mediatica che non si può non ricondurre, anche da parte di un giornale insindacabilmente sopra le parti come il nostro, ad un clima e ad un problema, quello del conflitto di interessi, che va risolto ben a monte del caso Berlusconi. Il compito del giornalismo è questo, indagare, raccontare, indirizzare nella lettura dei fatti con onestà intellettuale e trasparenza. E questo è ciò che fanno, sostanzialmente, Travaglio e Santoro. E qui sta il punto. Quale che sia l’idea che si ha riguardo alla sensibilità (politica) di Marco Travaglio, il suo lavoro va rispettato e difeso come quello di ogni altro cronista onesto. Nulla può mai mettere in discussione il suo diritto, che poi è un dovere, di informare. In questa chiave l’aggressione da parte di Cicchitto alla Camera – come specularmente, nei confronti del presidente del Consiglio, la totale mancanza di sensibilità e di senso di opportunità da parte di Di Pietro – riesce inevitabilmente censurabile. Con l’interpretazione che vedrete del caso Travaglio-Cicchitto e del tema dei mandanti morali del nostro Maurizio Di Bona, il giornale della politica italiana esprime la propria solidarietà a Marco Travaglio. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana. Handyman Cicchitto

dicembre 18, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Più che il berluscones, come ci racconta il nostro vicedirettore, è per eccellenza il falco della politi- ca italiana. Uno che ricorda molto da vicino i falchi del Likud più ancora che alcuni repubblicani americani. L’incendiario del dopo-aggressione a Berlusconi. Il presidente dei deputati del Popolo della Libertà è il soggetto che descriviamo questa settimana. Quando la para-ideologia impedisce la comprensione (reciproca) e un punto di incontro. Godetevi il ritratto. Buona lettura. Read more

Il caso. Ai deputati Pdl tv a plasma: con quali soldi? di Franco Laratta

dicembre 17, 2009 by Redazione · 5 Comments 

Alla vigilia di Natale è tradizione dei gruppi parlamentari offrire doni ad ogni deputato o senatore. In tempi di crisi, poichè il “finanziatore” generalmente è lo Stato, anche questa tradizione ha subito una contrazione, nel senso che i regali che sono stati fatti sono meno ricchi. Il Pd, ad esempio, ci racconta il deputato Democratico, ha “cancellato” la soluzione del regalo e previsto solo un brindisi, lunedì, tra i parlamentari rimasti a Roma. Il Popolo della Libertà, è il j’accuse di Laratta, ha invece speso molto anche quest’anno. I soldi di chi? Read more

DIARIO. Premier: ‘L’amore vince sull’odio’ Per oggi alla Camera trionfa ancora l’odio

dicembre 15, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è il giornale del dialogo. Inteso come forma alta di ascolto reciproco e, quindi, di conseguente disponibilità a capirsi e, magari, a fare un tratto di strada insieme, nelle differenze, per il bene del Paese. Nella realtà, mentre il premier spargeva dalla home del sito del Pdl parole d’amore nei confronti della sua metà del Paese, in aula Cicchitto e Di Pietro si lanciavano parole come pietre nel segno dell’odio (politico). Rafforzando, se possibile, la divisione già profonda tra gli italiani. Questo è il racconto di una giornata di alta tensione nella politica italiana, culminata nello scontro (politico) tra Fini e Tremonti sulla fiducia alla Finanziaria, e cominciata con lo scontro (verbale) tra il capogruppo Pdl e il resto del mondo, tra cui il leader dell’Italia dei Valori. Un racconto perfetto, da leggere tutto d’un fiato, assolutamente da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Read more

E’ il nuovo centrosinistra. Casini: “Fronte anti-Berlusconi”. Bersani: ‘Un’alternativa’

dicembre 13, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Il cantiere è aperto. Dopo i prodromi di Trento, dove Pd e Udc vincono insieme le provinciali, il leader centrista apre per la prima volta anche a livello nazionale e dice di essere pronto ad una alleanza «repubblicana di tutti i democratici contro la deriva monarchica» del Cavaliere in caso di elezioni anticipate. Una soluzione d’emergenza, dunque, ma la disponibilità dei centristi, che si sono sempre dichiarati «alternativi alla sinistra», insieme al paziente lavoro di cucitura di D’Alema, lasciano intravedere la prospettiva di una vera e propria alleanza di governo. Il segretario Democratico, che con il leader Maximo ci lavora sin dalla sua discesa in campo per la leadership, lo spera. Il servizio di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Graviano: “Non conosco Dell’Utri”. Il premier: ‘Siamo alle comiche’

dicembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. «Mai detto che mi attendevo aiuti»: il boss chiamato in causa da Spatuzza nel corso dell’udienza del processo nei confronti del senatore del Pdl smentisce la testimonianza del pentito. Il fratello Giuseppe si avvale della facoltà di non rispondere. Dell’Utri su Filippo: «Grande dignità». Berlusconi: «Quelle di Spatuzza tutte chiacchiere, tutte falsità». In un nuovo editoriale Minzolini si chiede se fosse «necessario dare (loro) tanta visibilità». Ed esplode la polemica. L’opposizione: «Il Tg1 non è un organo della maggioranza». Il racconto. Read more

Il patto segreto tra Berlusconi e il centrosinistra di Paolo Guzzanti

dicembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’immunità in cambio del “commissariamento” del Governo. Ovvero tu ti salvi dai processi ma l’agenda della legislatura di qui in poi la dettiamo noi. E’ l’incredibile scenario che l’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano svela al giornale della politica italiana nelle ore in cui il premier trema per le possibili rivelazioni sui suoi presunti rapporti con la mafia da parte del pentito Spatuzza, all’udienza che si è aperta da poco a Torino. L’intervista in cui Letta allunga la mano alla maggioranza sulla giustizia, l’apertura alla bozza Violante per la riforma delle istitituzioni da parte di Cicchitto, sono tutti tasselli di questo accordo sottotraccia che, tuttavia, Berlusconi, recalcitrante rispetto ad ogni forma di “controllo” (vedi la sua idiosincrasia per alcune regole democratiche), è ancora restio ad accettare. Ma questo potrebbe essere il giorno in cui ogni muro crolla, sotto la “bomba atomica” delle rivelazioni di Spatuzza. Intanto scopriamo cosa si starebbe preparando. Assolutamente da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. Scajola: “Fini non in linea col Pdl”. Lui: “Non rinuncio alle mie idee”

dicembre 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ampia, ricca prima parte tutta dedicata al confronto interno al partito di Berlusconi dopo la diffusione del fuorionda del presidente della Camera, l’invito a chiarire giunto dai maggiorenti del Popolo della Libertà e il niet dell’ex leader di An: «Non devo spiegare nulla». Il ministro per lo Sviluppo economico esprime, probabilmente, una sensibilità diffusa nel Pdl. E vicina a quella di Berlusconi, che pure riesce a scherzare: «Me ne vado a Panama». Ma Fini non recede di un millimetro, e alla commemorazione di Nilde Iotti alla Camera replica anche a chi diceva di vedere nelle sue parole “rubate” del 6 novembre un tradimento del mandato di capo di Montecitorio, al punto da poter ragionare dell’ipotesi di chiedergli le dimissioni: «Essere imparziale non significa rimanere estranei al confronto delle opinioni». Chiudiamo con il rifiuto da parte dell’Agenzia del farmaco ad apportare correttivi alla delibera sulla Ru486: «Non sta a noi decidere sul ricovero». Ma Sacconi: «Incompatibile con la legge 194». E con l’intervento di oggi del presidente della Repubblica che, tra l’altro, ha elogiato il ruolo fondamentale degli insegnanti nella costruzione dei cittadini del futuro. Il racconto. Read more

Ora centrodestra blocca la pillola RU486 No di Pd-Idv. Cicchitto: ‘Rispetta la 194′

novembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

In commissione Sanità al Senato stop all’entrata in commercio del farmaco abortivo da parte di Pdl e Lega. Sacconi e Roccella: «Necessario il ricovero ospedaliero». Livia Turco responsabile Sanità dei Democratici: «Furia oscurantista. La pillola viene già utilizzata da milioni di donne». Il servizio di Carosella. Read more

Diario politico. Finanziaria, no tagli fisco Afghanistan, sì ad Obama: “Più truppe”

novembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Vince la linea Tremonti: «Già molto che non aumento le tasse», dice il ministro dell’Economia. Fini: «No alla fiducia su un maxi-emendamento del Governo». Grande racconto in cinque capitoli della giornata. Il presidente americano chiama il nostro capo del Governo e gli chiede un rafforzamento dell’impegno a Kabul. Prosegue il dibattito sulla riforma della Giustizia mentre arriva, alla fine, la sostituzione di Ruffini alla direzione di Raitre: il nuovo “capo” della terza rete è l’ex direttore del Tg3 Antonio Di Bella. Buona lettura. Read more

Diario politico. Governo, è faida-Tremonti ‘Blocca tutto’. Bonaiuti: “Premier con lui”

novembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. C’erano stati i giorni di passione dello scontro a distanza tra il ministro e Berlusconi, quando il presidente del Consiglio, in visita privata a Mosca, aveva scavalcato il titolare di via XX settembre annunciando il taglio dell’Irap, cosa che aveva spinto Tremonti a recalcitrare. Bossi aveva provato a risolvere, lanciandolo come vicepremier, ma era arrivato (anche) l’altolà di Fini. Poi, il giornale della politica italiana ve lo aveva raccontato tra i pochi, c’era stato lo scontro tra lo stesso titolare dell’Economia e Brunetta, finito a minacce di percosse fisiche in Consiglio dei ministri. Oggi tutto questo viene a maturazione, attraverso un’intervista al Corriere dello stesso ministro per la Pubblica amministrazione, che parla di «egemonismo autoreferenziale» per il collega. E Sacconi e Bondi sembrano andargli dietro. Ma il portavoce di Berlusconi getta acqua sul fuoco. Nei giorni in cui si comincia a discutere anche di possibili elezioni anticipate, una questione di cui tenere conto. E che vi raccontiamo. Poi c’è il fronte-giustizia, sul quale un’altra intervista, questa volta di Armando Spataro a Lucia Annunziata ad “In mezzora”, domenica pomeriggio su Raitre, scatena il fuoco di fila della maggioranza che sembra trovare conferma alle proprie tesi di una giustizia politicizzata nelle parole del procuratore: «Pm avvocato dell’accusa? Logiche aziendali. E se i processi che verranno abbreviati sono solo l’1%, come dice Alfano, che problema c’era?». «Azione eversiva della magistratura», dicono in coro dal Pdl. Il racconto. Read more

Diario politico. Ecco il processo breve. E’ rivolta: “Incostituzionale e imbarazzante”

novembre 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E’ stato dunque presentato al Senato il ddl che introduce dei limiti di tempo per lo svolgimento dei processi. «Così i magistrati inizieranno a lavorare di più», attacca il presidente dei senatori Pdl Gasparri. Ma da parte del centrosinistra, dal fronte della magistratura e anche da qualche fronda individuale nella maggioranza scatta una vera e propria sollevazione. «Non discutiamo provvedimenti fatti per il premier», dice Bersani, che annuncia un’opposizione durissima. L’Anm: «Legge devastante». E mentre Giulia Bongiorno – che ha seguito la “pratica” per Gianfranco Fini – si dice «stupita» per l’esclusione dei reati sull’immigrazione voluta dalla Lega, c’è anche l’intervento del presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, notoriamente vicino alla destra, per la quale è stato anche presidente Rai, che vi riferiamo nel titolo. Un grande dossier del giornale della politica italiana sulla giornata intorno alla proposta della maggioranza, nel quale vi spieghiamo nei dettagli la riforma e vi raccontiamo tutte le reazioni. C’è spazio poi per l’annuncio delle dimissioni da presidente del Comitato dei servizi da parte di Francesco Rutelli. Il racconto. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

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