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Confronto fra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 5 – La politica estera: Berlusconi

luglio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana vi propone ora la penultima puntata del nostro Speciale sulla destra italiana e quella d’oltremanica. Il racconto di Gabriele Federici prosegue in questo nuovo capitolo con una dettagliata analisi della politica estera del partito di Silvio Berlusconi, che nel relazionarsi con Bruxelles, ma soprattutto con Washington, sembra decisamente vicina alle inclinazioni di Westminster. Euroscetticismo ed euroentusiasmo possono portare paradossalmente alle stesse conclusioni? Sentiamo. Read more

Confronto fra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 4 – La politica estera

luglio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuova puntata della grande inchiesta de il Politico.it. Gabriele Federici continua il suo racconto della non troppo lontana Gran Bretagna, affrontando ora la politica estera d’oltremanica. L’ormai ridimensionato impero di Sua Maestà, all’ indomani della Crisi, deve fare i conti con delle nuove problematiche, non solo in materia di finanza internazionale. Mr. Cameron ha di fronte a sè delle importanti sfide: tante sono state le promesse a condurlo a Westminster.

Buona lettura dunque, e come sempre, buona politica, qui sul giornale della politica italiana.  Read more

Confronto tra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 3 – La gran debolezza dei poteri esecutivi

luglio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Qualcuno obiettò che non era possibile far convivere su uno stesso giornale opinioni divergenti e a volte contraddittorie tra loro. Un’idea molto limitata e povera della politica (italiana). Siamo entrati in una nuova fase, le ideologie del secolo scorso ci hanno fatto il favore di dissolversi da sé. La nostra politica deve ora porsi l’obiettivo finale di una “soluzione” nel solo interesse di tutti gli italiani. In questa chiave il giornale della politica italiana, che è il giornale del futuro dell’Italia, rappresenta ogni giorno uno spazio di confronto e un laboratorio per le idee della nostra politica del domani. Al di là dei (vecchi) cartelli di rappresentanza della destra e della sinistra. E quindi, per il momento, a partire da entrambe. E quella di oggi è una giornata nella quale ascoltiamo voci un po’ più di destra su il Politico.it: da ascoltare con spirito critico ma anche nello spirito di chi vuole conoscere – se è di sinistra – le idee degli altri ed elaborarle nel confronto con le proprie. Dopo il pezzo di Marta Cini sulla destra alla destra del Pdl, e la prima zampata di Annalisa Chirico sulle nostre pagine sul tema della privatizzazione dell’acqua, è il momento dell’appuntamento con il grande speciale a cura di Gabriele Federici: il Pdl, riletto nel confronto con i conservatori inglesi. La terza puntata è dedicata all’instabilità sistemica (per l’Italia) e politico-contingente (per la Gran Bretagna) che determina comunque un effetto comune: i governi durano poco e sono poco capaci d’incidere sulla realtà. Sentiamo. Read more

Confronto tra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 2 – Economics, tra carità e liber(al)ismo

luglio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Visione, carica morale, sollecitazioni continue alla politica italiana. Editoriali liberi e controcorrente, analisi oneste, e poi grandi momenti di approfondimento come questo. Vedete il Politico.it: il giornale dell’onestà e della responsabilità, ricco e vivace. Senza distinzioni tra centrodestra e centrosinistra, il giornale di tutta la politica italiana. Dove tutte le persone oneste e responsabili si possono trovare a casa. Un grande laboratorio della nostra politica e, quindi, dell’Italia del domani. Sul fronte della destra, seconda puntata del grande speciale a cura di Gabriele Federici. Dove va il Pdl, in rapporto agli altri grandi partiti della destra europea. A cominciare dai conservatori britannici. Dopo avere analizzato le radici comuni nel neoconservatorismo lanciato nel Vecchio continente da Margaret Thatcher, vediamo le analogie di politica economica: da un lato, la «società caritatevole» di Disraeli, che fa breccia anche nella thatcherianissima destra italiana a causa delle infiltrazioni sociali dovute alla derivazione dalle tradizioni socialista, democristiana, della destra sociale italiana. Dall’altra la ricetta americana. Che in tempo di crisi trovano però l’unica soluzione di un taglio cospicuo alla spesa pubblica. Da parte di Cameron come di Tremonti. Ops, volevamo dire: di Berlusconi. Seconda puntata dunque. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

Via le auto blu e tagli per i parlamentari Da noi si è scherzato, in Gb si fa sul serio Manovra di sacrifici per Cameron&Clegg Ma non mancano onestà e responsabilità

giugno 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è, lo abbiamo ripetuto ieri, il giornale della modernità. Modernità che non è una chimera irraggiungibile e da definire: è la condizione di (molti) altri Paesi. Dell’Inghilterra qualcuno ha scritto, quando si prefigurava, al momento delle elezioni, una crisi del sistema bipolare, che ha poi portato all’hung parliament dei cui effetti (anche) più concreti vi raccontiamo oggi, che là stava finendo un’era che qui doveva ancora cominciare. Quella dell’alternanza bipolare-bipartitica matura che il Politico.it auspica – e per la quale spinge – anche nel nostro Paese, chiave di tutte le democrazie moderne, foriera di una competizione sana che libera energie. E quando si è moderni tali si resta anche di fronte ad una situazione (semi)bloccata. Andrea Ambrosino ci spiega come e perché (politicamente parlando) anche the new prime minister e il suo “deputy” hanno approntato una finanziaria di sacrifici come nel resto d’Europa: una manovra per certi versi simile alla nostra, del cui impianto generale, del resto, abbiamo invitato ieri l’opposizione a farsi responsabilmente carico. Soltanto che gli interventi di condivisione da parte della classe dirigente che tutti sentiamo come necessari, in un momento in cui a tutti noi viene chiesto uno sforzo ulteriore, qui sono stati annunciati, poi accantonati per le accuse (fondate) di demagogia (e per la stessa radice della demagogia, il totale disinteresse della Casta); qui erano abbozzati e puramente simbolici, in Gb gli stipendi dei parlamentari vengono ridotti sostanzialmente e di auto blu non c’è più traccia, nemmeno per i membri di governo. Age of austerity, ci suggerisce la sintesi il nostro Ambrosino (da una vignetta dell’Economist, che rilanciamo). Ma per tutti. Il racconto. Read more

Gb, ecco il vero volto di “Obama” Clegg Agli esteri va l’antieuropeista Billy Hague No all’euro e poi meno poteri a Bruxelles E Nick (non) era candidato più “europeo” I “terzi” Libdem al potere per il potere(?)

maggio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

David Cameron lavora alla composizione del proprio primo governo (di coalizione). Sulla base di un accordo con Nick. Che è cresciuto politicamente come funzionario Ue e prometteva apertura all’Europa. Ora Clegg accetta che al Foreign office vada il più euroscettico dei conservatori inglesi, l’ex leader Tory e già ministro degli Esteri “ombra” negli anni di Brown; colui che ritirò il partito conservatore dal gruppo popolare al Parlamento europeo perché troppo favorevole all’integrazione (!) e fu duramente criticato, in quell’occasione, proprio dal capo Libdem.

Altro che posto assicurato (a lui) come si decantava prima del voto. Ora, è chiaro come le visioni di Hague e Clegg confliggano alla radice, e ci si chiede – oltre alle domande più generiche sul senso di un’alleanza con i Tories – quale sia la ragione politica di questo accordo e, soprattutto, del sì dei Libdem a tutto questo. La risposta che ci diamo noi è sempre la stessa: le terze forze, in questa fase della politica mondiale, sono solo portatrici di interessi particolari quando non autoreferenziali, anche se si propongono nelle vesti di innovatrici come nel caso di Clegg. Fuori dal bipolarismo, c’è solo il tradimento della politica vera e il consociativismo. Nicolò Bagnoli ci racconta cosa sta veramente accadendo a Londra. Read more

Il commento. Ora vi spiego perché Nick Clegg ha fallito di Luigi Crespi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una giornata, com’è doveroso, tutta dedicata alle elezioni inglesi – rilette come da nessun altro anche nella chiave della nostra politica – sul giornale della politica italiana.

E la vera questione irrisolta di questa tornata è lo sgonfiamento della «bolla» del leader Liberaldemocratico, «vincitore di tutti e tre i confronti televisivi» e annunciato in pompa magna anche nelle urne, che alla fine non solo non riesce a sorpassare i laburisti ma porta a casa meno seggi del 2005. E siccome Clegg era (a quanto pare) soprattutto un fenomeno mediatico, chi meglio del maggiore esperto di comunicazione politica del nostro Paese può indicarcene le ragioni? Lo fa, come sempre, sul “suo” giornale. Read more

Gb, Berlusconi: ‘Sconfitti signori sinistra’ Vendola: “Serve una narrazione nuova” Politica italiana commenta il voto (o no?) Tutte (nostre) dichiarazioni (inventate?) Una grande “raccolta” firmata Sarubbi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della serietà. E proprio per questo sa (non) prendersi sul serio. E ama l’(auto)ironia. Se dopo le nostre considerazioni sulle elezioni inglesi, da cui abbiamo tratto una lezione italiana, il deputato del Partito Democratico ci propone questo florilegio (semiserio) di (possibili) esternazioni sul tema da parte dei protagonisti della nostra politica, anche per scherzare sul «passatempo di giornata, un gioco di ruolo in cui si commentano come se Londra fosse Roma, Manchester Milano« il Politico.it è contento. E ve le offre, per il vostro divertissement. Buona lettura. Read more

Chi ha vinto le elezioni Gb? Il nostro Pd
Perché le terze forze non trovano spazio E pure impediscono una sana alternanza
Da noi c’è la soluzione: Labour + Libdem Ora tendere al bipartitismo all’americana

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primo partito i Tories che non hanno però la maggioranza dei seggi. Flop di Clegg a fronte di sondaggi che lo davano almeno avanti ai laburisti e prova vivente che la politica mondiale chiedesse una terza forza, da non confondersi con la terza via. Ma il bipolarismo, sostanzialmente, ha retto. Solo che così è bloccato. Negli anni i libdem avranno sicuramente modo di crescere, ma – qui sta il punto – è questo di cui ha bisogno la Gran Bretagna? Una (nuova, in Gb, solita, da noi) stagione di consociativismo? Noi crediamo di no; anche perché tutte le democrazie del mondo che funzionano si basano su un bipolarismo compiuto, che non prevede terze opzioni. Quelli più efficaci hanno invece già dato risposta alla richiesta, questa sì, di un rinnovamento delle due proposte in campo. Obama in America rappresenta prima di tutto la modernità. Non a caso Clegg era stato paragonato a lui. E Obama è saldamente Democratico, non pensa di rappresentare una terza opzione che non c’è. Nel nostro Paese, in realtà, ci troviamo già ad un buon punto di cottura: come questo giornale ha già avuto modo di scrivere (per primo), la strada tracciata da Berlusconi nel ’94, dalla nascita del bipolarismo (pure malfunzionante, ma non per ragioni intrinseche, bensì contingenti e dovute ad uno scarso livello di maturità – del bipolarismo, e non solo) e del suo ri-lancio in avanti con la nascita prima del Pd e la perfetta risposta del Pdl, a sua volta rafforzata – e non minata – dalla nuova dialettica interna inaugurata da Gianfranco Fini, porta dritti al bipartitismo all’americana. Obietterete: ma in Italia ci sono anche altre sensibilità. No, sono rappresentanze di interessi (spesso della politica italiana autoreferenziale, più che di parti di Paese) che bloccano la (sua) modernizzazione. E’ necessario assumersi la responsabilità delle sintesi in nome della governabilità. E questa responsabilità si traduce nel bipartitismo. Il Pd compia (dunque) il proprio percorso – era nato per essere il corrispettivo italiano del Partito Democratico americano – aprendo ai socialisti radicali di Vendola, ai Radicali tout court, al ritorno – in questa chiave, può avvenire, anche alla luce della “lezione” inglese – di Rutelli e dei libdem all’italiana, approdi ad una reale, e libera, democrazia interna libera dai blocchi e dagli schemi del passato, e diventi il partito della modernità progressista. Fini sta già facendo la sua parte per modernizzare la destra. Il futuro della politica italiana è questo qui. Solo così si potrà procedere, in una democrazia dell’alternanza sana (le parole in quest’ordine), ad una modernizzazione del Paese alla quale tenderanno sia i Democratici, sia i Repubblicani. Il servizio invece sulle elezioni inglese-e-basta, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.                       Read more

L’analisi. Chi ha vinto il confronto televisivo in Inghilterra di L. Crespi

aprile 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si è svolto ieri tra il laburista e pre- mier uscente Gordon Brown, il con- servatore Cameron (in vantaggio secondo i sondaggi) e il terzo incomodo lib-dem Nick Clegg. La vittoria nelle elezioni che si terranno tra poche settimane a Londra se la giocano – presumibilmente – Brown e Cameron, ma il successo nel primo “triello” – come lo definisce Crespi – di questa campagna elettorale è andato a Clegg, che propone agli inglesi una prospettiva di «change» radicale rispetto alle due opzioni storiche, che si trascinano un po’ stancamente dopo il quindicennio glorioso di Blair. Il maggiore esperto di comunicazione politica del nostro Paese giudica sul giornale della politica italiana il rendimento dei tre contendenti, che ci interessa non solo perché in gioco c’è la premiership di un Paese-guida del Vecchio continente e dello scacchiere internazionale, non solo come fatto di rilievo e non solo perché ci parla di una consuetudine delle grandi democrazie occidentali – il confronto televisivo tra i candidati – che in Italia non vediamo dal 2006, a causa delle resistenze di Berlusconi, che è disposto ad affrontarlo solo quando deve recuperare e non rischia di perdere ma solo di conquistarsi la possibilità di vincere, ma anche perché nel merito del confronto della politica inglese possiamo trarre qualche spunto anche per ciò che riguarda il futuro della nostra politica e del nostro Paese, che chiede il ritorno ad una politica italiana fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia, una prospettiva di cui, forse, solo – oggi, anche vista la situazione dopo i quindici anni berlusconiani, ben diversi da quelli di Blair ma che hanno avuto lo stesso effetto di impedire-”congelare” per troppo tempo un cambiamento di cui ora i nostri due Paesi hanno più bisogno - una soluzione onesta e responsabile ed equidistante proprio come quella che propone il vincitore di ieri Clegg – che è schizzato nei sondaggi addirittura sopra il 35% dopo la performance televi- siva – può farsi carico. Il pezzo di Crespi. Sentiamo. Read more

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