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***L’editoriale***
IL CENTRODESTRA GUARDI OLTRE SILVIO, O AFFONDERA’ CON LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ giunto il momento di ricostruire. L’opzione della nomina di Alfano segretario del Pdl è una prima risposta del presidente del Consiglio, che comprende la necessità di un rinnovamento, ma pensa forse di poter continuare ad esserne il king maker. Invece la destra italiana deve cominciare a camminare con le proprie gambe, o prolungherà la (propria) agonia, fino ad esiti (non favorevoli) imprevedibili. di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico. I problemi del Paese (?) Berlusconi a Obama(!): “Dittatura giudici” Calderoli: ‘No ministeri no tasse da nordBersani: “Il governo si occupi dell’Italia” Perché se non cresciamo non salveremo

maggio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Mentre la nostra economia affonda, in attesa che qualcuno intervenga con quel piano organico e complessivo in grado di risollevarla, a partire dalle nostre risorse (più o meno intrinseche), nemmeno con troppa fatica – basterebbe agire! – il presidente del Consiglio e i suoi principali ministri danno corso alle proprie ossessioni. Berlusconi al G8 nell’imbarazzo (e nello spazientimento) degli altri capi di Stato e di governo cerca di farsi fotografare insieme al presidente Usa, salvo venire “beccato” mentre gli racconta di un fantomatico regime guidato dai pm, un tema che peraltro in altri modi e in altre sedi potrebbe anche legittimamente essere affrontato. Il ministro per la Semplificazione - cioè un membro del nostro esecutivo – poi, minaccia lo sciopero fiscale delle regioni settentrionali (ma le camicie verdi hanno visto molto ridimensionato il proprio stradominio al nord, al primo turno) se Milano – anzi, la Lega – non avrà la bandierina del trasferimento di un paio di ministeri. Il segretario Democratico fa notare ciò che per mesi il giornale della politica italiana ha dovuto imporre all’attenzione della nostra politica autoreferenziale di oggi, che seguiva l’andazzo, senza nemmeno questi squarci di lucidità. Quando torniamo alla Politica? Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO
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Un colpo di spugna sulle multe a Milano Ecco “sorpresa” annunciata da Calderoli Sanatoria come per le case abusive a NA Così Berlusconi conta di ‘ripetere’ “l’Ici”

maggio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ministro per la Semplificazione annuncia a “La Telefonata” di Belpietro un intervento in grado di “far sobbalzare sulla sedia” e di spostare migliaia di voti in vista del ballottaggio. Il consigliere regionale della Lega Davide Boni durante un dibattito in una tivù lo- cale se ne lascia sfuggire il “contenuto”: si trattereb- be di una maxi-sanatoria sulle contravvenzioni prese in città, capace di far leva sul portafogli e (così) sulla (in)coscienza di una cospicua parte di cittadini mila- nesi. In questo modo Letizia Moratti spera di com- pletare, negli ultimi giorni della campagna elettorale, il recupero dei sei punti che la separano da Pisapia.

Diario politico. E’ stato – si è… – scaricato Il Vaticano: “Servono moralità e legalità” Napolitano: “E (anche) maggior sobrietà” Bossi: “Senza federalismo si va al voto” Ma Crespi: ‘Non lo seguiranno a inferno’

gennaio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Siamo al crepuscolo. Ci vorrà ancora qualche mese, forse un anno, ma la fine è cominciata. Adesso ufficialmente. E la causa, come in tutte le cose della vita, sta nello stesso presidente del Consiglio. Che è, suo malgrado, molto invecchiato. E per questo da ormai quindici mesi non fa che cadere nella trappola dell’evasione (in tutti i sensi?). Ed è per questo che, oggi, nessuno (dei poteri, più o meno forti) è più disposto a difenderlo. L’ultimo a rimanergli accanto è il leader leghista. Ma lo fa – forse anche per solidarietà umana ma soprattutto – per interesse. E nelle previsioni dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio – raccolte come sempre dal giornale della politica italiana – c’è un Bossi che, raggiunto il proprio scopo, non si lascerà cadere a terra con Berlusconi. Una storia sta finendo. E la politica italiana non sarà più come prima. Meno male (?). Il racconto della giornata, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

***Diario politico***
SI VOTA IL 27 MARZO (?)
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di idee e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E anche in queste ore ha continuato a segnalare che quello a cui stavamo assistendo era un’autocelebrazione della nostra politica autoreferenziale di oggi. E sia nelle ore del voto, sia oggi – con il pezzo incisivo di Giuseppe Rotondo sul Pd e, quindi, sull’Italia – abbiamo continuato a proporre la nostra narrazione sul domani del nostro Paese (alternata, naturalmente, agli aggiornamenti su quanto stava accadendo). A distanza di ventiquattrore, è il momento di rivivere il «giorno della verità» (?) per capire, anche – e lo faremo meglio domani con una grande analisi di Franco Laratta – se e dove va questa nostra politica, e quali spiragli si aprono (eventualmente) per quel cambio di passo – che presuppone la nuova politica – che può consentire al nostro Paese di salvarsi e di tornare grande, in un unico tempo. Il più grande racconto del giorno della fiducia e delle ore successive firmato, come sempre, dalla nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Sì, avete capito bene: fino al giorno della (s)fiducia la Camera resterà chiusa. Motivo? Evitare agguati (era già pronta la mozione contro il ministro Bondi) e poter tessere tranquillamente la tela delle tattiche di palazzo per (non) far cadere il governo. La nostra politica (del tutto) autoreferenziale di oggi batte un altro colpo. Intanto il Paese va alla deriva. Ci siamo stancati. Se (non) vi importa (solo di voi), lasciate posto a qualcuno che abbia a cuore la nazione. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il rinnovamento, abbiamo detto, è necessario. Perché solo così si salva e, anzi, si può (oggi) rifare grande il Paese (domani potrà essere tardi). Ma vediamo allora cosa, al momento, frena questo tipo di cambiamento, per la nostra politica e per il Paese; quali sono, da questo punto di vista, le differenze tra la politica inglese e quella italiana. Perché, appunto, in Inghilterra tutto ciò non solo è possibile, ma appare naturale ed è già avvenuto (non è la prima volta). E lo facciamo, come anticipa- to, con uno dei “figli di questo tempo”, in grado secondo il Politico.it di aspirare ad essere non solo uno dei protagonisti, ma il protagonista della classe dirigente (del centrosinistra) del futuro. E’ il deputato del Pd, che analizza la competizione tra i due fratelli nella prospettiva italica (prima che italiana).        Read more

Dibattito su legge elettorale, l’Italia ha il suo sistema: è il Mattarellum

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quello spagnolo, doppio turno alla francese… Il nostro Paese ha una soluzione in casa, originale, adatta alle sue peculiarità, che ha già dimostrato di funzionare, sulla quale hanno avuto modo di esprimersi a favore un po’ tutti, a parte i due estremismi (in tema di riforma elettorale) della politica italiana: i sostenitori del Porcellum, che lo vogliono mantenere perché favorisce il loro rendimento elettorale e consente loro di detenere un controllo sui parlamentari eletti; i sostenitori del proporzionale puro, i quali subordinano la loro preferenza ad una ricomposizione dell’arco costituzionale che li vedrebbe più o meno protagonisti. Invece la legge elettorale deve servire all’Italia, e ha già dimostrato di sapere assolvere a questa funzione il meccanismo che mette a sistema un 75% di uninominale e un 25% di proporzionale. Una legge per tornare alla quale basterebbe l’abrogazione dell’attuale. Una legge italiana, uno dei pochi frutti della visione politica del nostro Paese degli ultimi quindici anni, che nessuno riesce a “vedere” allo stesso modo in cui nessuno – a parte questo giornale – sembra riuscire a vedere soluzioni efficaci per il futuro. Nello specifico, il maggioritario restituirebbe ai cittadini la possibilità di scegliere parlamentari e governi, come chiede l’appello del Corriere, garantendo contemporaneamente la rappresentanza territoriale del collegio; mentre la quota proporzionale assicurerebbe l’esistenza di quelle forze non allineate che, nondimeno, hanno una ragion d’essere per la nostra politica. Non una forzatura in senso maggioritario, non un ritorno al passato come vorrebbe D’Alema. Ed è proprio di quest’ultimo e della sua vocazione minoritaria che ci parla la nostra Giulia Innocenzi. Read more

DIARIO POLITICO
Famiglia Cristiana attacca Berlusconi. Il Pdl si sente accerchiato. E anche con Bossi i rapporti si fanno tesi

agosto 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La riflessione sulla situazione politica italiana riceve oggi anche lo spunto di Famiglia Cristiana. Il settimanale dei paolini attacca duramente Berlusconi, il berlusconismo e il Popolo della Libertà. Durissime le parole utilizzate dal direttore don Sciortino nell’editoriale del prossimo numero, parole che hanno provocato una reazione assai scomposta di diversi esponenti del Pdl. La sensazione è che il gruppo dei berlusconiani si senta accerchiato. E ciò anche a causa dei rapporti complicati con l’alleato più fedele, almeno all’apparenza: la Lega. Oggi è previsto un vertice tra Berlusconi e Bossi, in ballo le elezioni eventuali e le alleanze da definire, e, forse, anche la valutazione del ‘fortino’ pidiellino-leghista.

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“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Paradossi calcistici

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il giorno del processo alla Nazionale di Lippi. E della ricerca delle cause di un fallimento (sportivo). Repubblica, Corriere e Stampa dedicano dalle 10 alle 13 pagine, le prime, all’Italia (quella calcistica). Si può accettare, anche se in un Paese con un’altra cultura (civile) ciò non sarebbe accaduto. Specie in un momento di crisi (di fondo e acuta) della nazione. Oltre tutto ciò allontana gli italiani dalla percezione di ciò che sta davvero avvenendo. Ed è così che anche la nostra politica, quella becera, quella autoreferenziale, può permettersi di macchiarsi, nella giornata della partita della Nazionale, di un fatto grave come la nomina a ministro di Brancher perché potesse utilizzare, come ha effettivamente fatto ieri, lo scudo del legittimo impedimento per sfuggire ai propri guai giudiziari. Il giornale della politica italiana sceglie allora una via mediana, parlando della nostra politica – e dell’Italia, quella vera – e parlando anche un po’ (poco) di calcio. Lo fa con Giulia, che analizza il commento di Calderoli all’uscita prematura della nostra rappresentativa chiedendosi se il ministro, e dunque la Lega, non si stiano accorgendo che la loro linea sulla cittadinanza è antistorica. E non fa (dunque) il bene dell’Italia.      Read more

Diario politico. Le (nuove) strumentalità Brancher neo-ministro per il Federalismo E ora è coperto da legittimo impedimento Libertà d’impresa, mani su Costituzione Ma si può assicurare senza toccare Carta Quando al lavoro soltanto per il Paese?

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ancora scelte controverse per il governo, che conferma di non “amare” onestà e responsabilità. Il trait d’union – con Tremonti – tra Berlusconi e la Lega nominato alla guida di un nuovo dicastero: moltiplicazione degli incarichi e più spese. Quando la riforma in senso federalista dello Stato è già ben presidiata da Bossi ministro, appunto, per le Riforme oltre che da Calderoli e dal ministro per gli Affari regionali Fitto. E Brancher ha problemi giudiziari, che il nuovo incarico gli consente di aggirare almeno finché rimarrà in carica. L’esecutivo poi tira dritto sulla concessione di maggiore libertà di intrapresa. Raccogliendo il plauso indiretto di Mario Draghi, che insiste sulla necessità. Ma per consentire l’autocertificazione è sufficiente una legge ordinaria, mentre il governo continua a non escludere una legge costituzionale. Un modo come un altro per (cominciare a) mettere le mani sulla Carta (?). Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

E’ il simbolo della loro autoreferenzialità Se usano Rai come una clava (su di noi) Ma è del Paese. E dovrà servire (a) lui

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le pagi- nate di quotidiani cartacei dedicate al Risiko interno (?) alla Rai sono a metà tra un corretto e necessario servizio di informazione e un’espressione di (auto)compiacimento per le trame fine a se stesse della nostra politica. Il ruolo di un giornale è contribuire, attraverso l’informazione, che è anche interpretazione e “suggerimento”, ad una corretta gestione della cosa pubblica (da parte ovviamente della politica italiana). E la corretta gestione della televisione di Stato non è certo assecondare la partita delle fazioni (è proprio il caso di dirlo) della nostra politica (?) nell’uso autoreferenziale, appunto, e privatistico delle sue potenzialità. Il giornale della politica italiana come sempre va oltre e guarda al futuro. E più che crogiolarsi nel confronto (pure decisivo) sulle modalità (tecnico-tecnicistiche) per raggiungere l’obiettivo, ragiona dell’obiettivo. Che è, come abbiamo scritto altre volte, (ri)fare della televisione – che è il Grande Educatore del nostro tempo – uno strumento organico a quel progetto di rifondazione culturale del nostro Paese per il quale la cultura cessi di essere una semplice voce di bilancio per la nostra politica, e divenga IL bilancio del Paese. Dunque non solo togliere la Rai dalle mani impiastricciate della politica italiana autoreferenziale di oggi (per non parlare del conflitto di interessi) ma trasformarla in un grande strumento di crescita del Paese. Quale è stato, del resto, negli ultimi cinquant’anni. Almeno fino ad un certo punto (in tutti i sensi). Delle scelte invece per arrivare a questo obiettivo (al quale se ne contrappongono altri) ci parla invece brevemente il nostro Fabrizio Vinci. All’interno. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Controcorrente. Nazionale, ha ragione Calderoli di Mario Adinolfi

giugno 7, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Il giornale della politica italiana, lo avete visto, i nostri lettori lo sanno bene, fa il dibattito pubblico e non lo subisce. Lo fa con le sue grandi firme ma anche attraverso la linea che emerge ogni giorno dalle nostre colonne. Il filo conduttore è il futuro dell’Italia: il Politico.it non concepisce ciò che non sia funzionale a costruire un pezzo del nostro domani, attraverso anche il racconto dell’oggi, certo, ma con lo sguardo rivolto agli anni (ai decenni) a venire. Questa è la politica. E questo è il suo giornale. Normale, dunque, che sia così. Meno normale che non valga altrettanto per la nostra politica autoreferenziale di oggi. Ma noi siamo qui per questo. E’ anche per questo che la richiesta da parte del ministro per la Semplificazione di un (piccolo) “sacrificio” agli azzurri in partenza per il Mondiale in Sudafrica – la rinuncia al premio che, peraltro, il presidente della Figc Abete chiarisce oggi arriva dalla Fifa, e dunque non ha a che fare con la nostra spesa pubblica e con i contributi di tutti noi – passa, nella nostra gerarchia, un po’ in secondo piano. Aperto con la “coda” – sulla quale noi abbiamo messo del pepe nuovo – della scorsa settimana, ovvero con il confronto sulla fiducia nei confronti del presidente del Consiglio – tema non ozioso ma decisivo per capire cosa pensano gli italiani di Berlusconi e dunque di ciò che sta facendo, per capire l’orientamento dell’opinione pubblica ma anche, ad una lettura più critica, il livello di acriticità raggiunto dal nostro Paese (per il quale ci vuole quella iniezione di cultura della quale parlavamo prima) “raggiunto” (si fa per dire) dal popolo rispetto a quanto gli capita intorno, e attraverso di questo anche il peso e l’influenza – o meglio la specifica incidenza – dei media, così come vengono usati oggi e come lo sono stati negli ultimi trent’anni, sull’Italia – abbiamo rilanciato la nostra spinta per un domani nel quale la cultura cessi di essere una voce di bilancio, e divenga IL bilancio del nostro Paese, per le ragioni che abbiamo spiegato. Ora possiamo occuparci di Calderoli. E lo facciamo con il vicedirettore di Red e grande blogger, che come sempre propone un punto di vista che rompe con gli schemi della propria area di appartenenza (e non solo). Adinolfi dunque. Sentiamo. Read more

Diario politico. Ora in stato confusionale Formigoni: ‘Con tagli il federalismo salta’ Ma ora rischia di far saltare (lui) conti (?) Tremonti imperat. Ma per andare dove? Confindustria: “Manca piano di sviluppo” E il Pd non ha posizione: “Bossi dov’è?”

maggio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente della Lombardia chiede al governo di rivedere la manovra che porrebbe una pietra tombale sulla riforma. Sia Berlusconi («Non ho ancora firmato») sia Calderoli («I tagli non riguardano i trasferimenti») rassicurano il governatore (e gli ultrà del federalismo). Ma autorevoli analisti avvertono che farla ora metterebbe a rischio la tenuta dei bilanci. Confusione nella maggioranza, dove Tremonti sembra fare il bello e il cattivo tempo, ma senza un piano complessivo nel quale la politica economica venga inserita (e da Confindustria, ripresa dai finiani, arriva infatti l’accusa che nella manovra non ci sono provvedimenti per lo sviluppo, cioè per cui si faccia solo riordino dei conti, ma nemmeno strutturalmente e senza occuparsi di rilanciare l’economia, conditio sine qua fra qualche tempo ci ritroveremo punto e a capo) e senza nemmeno (sembra) un coordinamento e una comunicazione con gli altri ministri e, appunto, con i presidenti di Regione. In questo quadro la questione su se e quanto le Regioni dovranno aumentare le tasse per autosostentarsi passa in secondo piano: dove stiamo andando? Peccato che anche dall’altra parte non se la passino meglio: i Democratici sanno solo, timidamente, insistere sull’apparente fallimento della Lega, come se tutte le teorie sull’opportunità di imparare, anche, dai leghisti si traducessero nella conclusione che per recuperare consenso bisogna contrastare le camicie verdi-e-basta. E la propria iniziativa? E la propria linea sul federalismo? Ormai dalla fine degli anni ’90, quando i leghisti camuffarono la secessione nella proposta-cavallo di battaglia della riforma federalista, inseguono. E raffazzonano soluzioni improbabili e magari anche controproducenti (per il Paese) come la riforma (elettoralistica) del titolo V della Costituzione del 2000. Il tutto nella convinzione che il federalismo sia la chiave per aprirsi le porte del Nord. Ma la gran parte dei cittadini (del nord compreso) sanno in cosa consista questa riforma? Fa davvero guadagnare così tanti consensi professarsi federalisti? In attesa che il Pd si dia una risposta o almeno maturi una posizione chiara e non più di rimessa sul tema, il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

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Un nuovo grande racconto de il Politico.it Governare con onestà/responsabilità (?) No, non è far pagare la crisi ai lavoratori Lerner: tagli ai parlamentari? Demagogia

maggio 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Terzo momento della narrazione di oggi sui due valori su cui (ri)fondare una politica italiana in grado di rifare grande l’Italia. Dopo la riflessione sul ddl intercettazioni (nel suo risvolto specifico del “regalo” ai molestatori) e il flash Back di Rosadi su Girolamo Savonarola, apriamo un nuovo filone nel filone, ovvero quello della crisi economica. Il (tra)c(r)ollo greco e i malumori dei mercati inducono in tutta Europa in primo luogo i governi conservatori (che sono al potere nei Paesi che hanno maggiore stabilità interna o che, comunque, non hanno ancora avuto avvertimenti/abbassamenti di rating dalle agenzie) ma anche progressisti (in Portogallo e Spagna, dove invece la situazione è maggiormente critica) a strette per mettere al sicuro (la gestione de)il debito e non correre rischi di deriva come quelli materializzatisi in Grecia. Da noi, però, la scelta del governo è stata (anche se in queste ore si susseguono ridimensionamenti e smentite) di far gravare il carico del risanamento e dei contributi di stabilizzazione sulle spalle meno solide: quelle del lavoro dipendente (in primo luogo pubblico, anche se oggi il ministro Brunetta assicura che, almeno per ciò che riguarda gli stipendi, così non sarà) e dei pensionati. E questa è una prima scelta sulla cui onestà e responsabilità è lecito, quanto meno, avere dei dubbi. A questo si aggiunge che per addolcire la pillola Calderoli chiede una riduzione degli stipendi dei componenti la casta, del 5%, sulla falsariga di quello annunciato dal (neoinsediato) governo Cameron in Gran Bretagna. Solo che la misura, irrisoria e non certo in grado di parificare il prezzo che deve pagare la nostra politica rispetto a quello che essa stessa fa pagare alle persone, risulta strumentale, funzionale, appunto, a nascondere il vero senso delle scelte del governo. Poiché il Politico.it, come sempre, si dà l’obiettivo di costruire, il prossimo passaggio del nostro racconto di oggi sarà, specularmente al confronto tra il ddl intercettazioni e la “proposta” del Savonarola, un controcanto a questa linea scelta dall’esecutivo e offrirà – sulla base dell’esempio dato da un altro Paese anch’esso governato dal centrodestra – una valida alternativa, almeno per ciò che riguarda le priorità, alla scelta di far pesare sul Paese in primo luogo i costi (in tutti i sensi) degli sforzi per stabiliz- zare la nostra situazione economica in vista di (e per evitare) altri possibili scossoni da parte dei mercati. Intanto Lerner fa il punto sulla nostra situazione.

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Diario politico. Il governo battuto dal Pd Nuovo attacco di Feltri a Fini (che glissa) THEHAND. Lega: “E dirà si al federalismo”

aprile 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino, all’ora delle prime edizioni dei telegiornali, per lasciare spazio, ieri, alla grande analisi di Gaspare Serra. La maggioranza va sotto su un emendamento del Pd al dl lavoro, che stabilisce che l’arbitrato nella risoluzione delle controversie con il datore possa essere adottato solo ex post, quando la questione, appunto, sia già «insorta». Mancano, tra gli altri, anche alcuni finiani, e nel centrodestra scoppia la bagarre, con Giancarlo Lehner, deputato berluscone, che li accusa di avere organizzato una trappola. E tra spintoni e mani fuori posto si arriva a sfiorare una vera e propria rissa. Di tutt’altro segno la solidarietà del presidente del Consiglio e di Ghedini al capo di Montecitorio a fronte della nuova offensiva de “il Giornale” (che, non va dimenticato, appartiene alla famiglia Berlusconi) che se la prende con la mamma della moglie di Fini, naturalmente tirando in ballo l’ex leader di An. Che, dal canto suo, in serata getta nuova acqua sul fuoco dello scontro con il premier. Bossi: «La legislatura finirà se lo decide la Lega, alla quale interessa solo approvare il federalismo fiscale». Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. (Brutta) fine legislatura (?) Ora il Pd si incunea tra Berlusconi e Fini: “Niente riforme, premier pensa a voto” Innocenzi: “Sì ma loro non sono pronti…” I finiani: “Federalismo non è una priorità” La Lega: “Senza però si torna alle urne” Sulle intercettazioni il possibile big-bang

aprile 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Dopo un 25 aprile di (apparenti) grandi speranze (è proprio il caso di dirlo), in cui il premier prova a rilanciare l’azione di governo aprendo implicitamente a Fini, un’intervista di Bersani a Repubblica sgonfia la bolla (speculativa: è di nuovo proprio il caso di dirlo) delle riforme e con essa avvia rapidamente il count-down verso possibili elezioni anticipate. E’ un mosaico (o, se preferite, un puzzle) in cui tutte le tessere vanno al proprio posto: il passo indietro dei Democratici, che, come dice Cicchitto, «pensano solo a fare sponda a Fini», nella speranza di coinvolgerlo in un «patto» che consenta almeno di fare la riforma della legge elettorale e magari di varare qualche provvedimento d’urto a fronte della crisi economica del Paese, rende praticamente impossibile il cammino del grande ammodernamento «condiviso» dell’architettura co-istituzionale. Contemporaneamente dalla neo-corrente del presidente della Camera nel Pdl arriva una dichiarazione di lealtà al governo ma anche – per bocca di Raisi ospite di Otto e mezzo – una frenata sul federalismo fiscale. In queste condizioni, Bossi aveva già annunciato che «è meglio andare al voto». E all’orizzonte c’è la discussione sul ddl intercettazioni, su cui la minoranza finiana vuole dire la sua e promette (o minaccia?) di mettere in pratica la “pretesa” di fare pesare democraticamente la propria «opinione differente», pure nella cornice della lealtà al governo. E’ un possibile punto di rottura di questo quadro fragile, che potrebbe del resto naufragare anche su altri provvedimenti-limite sempre in campo giudiziario come il processo breve. Non è detto si arrivi ad una fine anticipata della legislatura, se sarà così lo capiremo solo nei prossimi giorni/settimane, ma le pre-condizioni sembrano esserci tutte. E in questa situazione, come raccontato oggi da Giulia, il segretario del Pd annuncia che «l’alternativa» verrà “varata” solo nel 2011… Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Alla guida di (che) Paese? Ora a pane e acqua i bambini (più) poveri No alla sepoltura di una neonata islamica Parlamentari nominati e i doppi incarichi E Bossi: “A noi il controllo delle banche” Così un leghista (FOTO) a palazzo Chigi?

aprile 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana lo ha scritto, sferzando il Pd: la Lega è diventata il partito del Paese. Ovvero quel partito che rappresenta – davvero – gli italiani. Ma – abbiamo aggiunto – con delle gravi devianze, responsabilità di un centrosinistra che venendo meno alla propria funzione storica lascia aperte delle praterie nelle quali scorrazzano le camicie verdi. Eccole, elencate in apertura del Diario di stasera nel quale si parla dell’ipotesi che – fatta la riforma in senso semi-presidenzialista – con Berlusconi eletto al Quirinale, il suo uomo alla guida del governo possa essere un leghista. Una possibilità rivendicata da Bossi, di fronte alla quale – non solo perché mancano tre anni – nessuno, neppure dal fronte finiano, sembra avere qualcosa da ridire: non tanto per il successo della Lega in sé – i numeri sono pressoché gli stessi delle Europee, anche se con una tenuta in controtendenza rispetto, ad esempio, a Pd e Pdl – quanto appunto perché oggi la Lega assurge all’autorevolezza del partito degli italiani, al punto, anche, che si comincia a parlare di un possibile uomo di Bossi pure per la corsa a sindaco di Napoli. Il partito del nord non è più una spina nel fianco del centrodestra, ma il suo più clamoroso puntello e collante. Il giornale della politica italiana ha colto nei giorni scorsi quello che gli altri grandi quotidiani non hanno saputo cogliere: appunto il tema della Lega partito del Paese. E tocca dunque ancora una volta a il Politico.it squarciare il velo di ipocrisia che copre – invece – queste vere e proprie nefandezze, che tutta la politica italiana onesta e responsabile deve stigmatizzare e respingere senza cedere al fascino (populistico) del nuovo partito degli italiani. E dal centrosinistra, naturalmente, ci si aspetterebbe un colpo di reni. Se non lo volete/sapete fare per voi, cari Democratici, fatelo almeno per l’Italia: che non si ritrovi, nel 2013, con – pure – un’ipotesi di secessione nordista in campo. Dal cuore pulsante di “Roma (e del Paese – una volta – unito) ladrona”. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Nell’interesse? del Paese Il record negativo per rapporto deficit/Pil Migliaia di persone in più ora sulla strada Le “riforme” (?) già aspettano da decenni Mentre l’Italia oggi non può più aspettare

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Nel pieno della peggiore crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (basta osservare le stazioni ferroviarie del nostro Paese, la sera: il numero delle persone costrette a passare la notte all’addiaccio è cresciuto visibilmente. E non si tratta – solo – di persone extracomunitarie – appena – immigrate), con la situazione dei conti pubblici che – nonostante l’attenzione, meritoria, riservata da Tremonti – precipita di nuovo a livelli spaventosi precedenti l’inizio dei cicli di risanamento operati dai governi di centrosinistra, nel momento in cui, cioè, più che in qualunque altro della propria storia recente l’Italia ha bisogno della propria politica, di risposte e concrete e urgenti per alleviare, almeno un po’, la sofferenza crescente ed evitare che prenda (ad affliggere) troppe altre persone, in questo momento cruciale per la vita di tutti noi la politica italiana (di oggi) che fa? Passate le elezioni, e dunque messasi al sicuro dal rischio che la propria autoreferenzialità generi nuova anti-politica che si traduca in ulteriore disaffezione e astensione e voto di protesta a movimenti alternativi, si mette silenziosamente (è proprio il caso di dirlo) alle spalle tutto questo per riprendere a trastullarsi con il tema, tradizionale in quanto irrisolto, autoreferenziale – a questo punto, e in questo momento – come non mai, delle cosiddette “riforme” (istituzionali). Che gli italiani non sanno esattamente cosa siano e a cosa servano, che di sicuro non risolveranno (oggi) i loro grandi problemi, e che è quanto meno paradossale che tornino al centro del dibattito politico quando il Paese ne è – suo malgrado – più lontano che mai. Anche perché il sistema ha certamente bisogno di riforme, arrugginito, semi-bloccato com’è divenuto, ma – fuor di ogni demagogia – solo in parte il suo malfunzionamento dipende dalla farraginosità del meccanismo; l’altra parte dipende dall’autoreferenzialità (appunto) di quella stessa classe dirigente che dovrebbe fare le riforme per superarla (sic). A questo proposito va ricordato che le ultime due riforme costituzionali che si sono fatte – quella del titolo V da parte del centrosinistra nel 2000, quella del centrodestra poi bocciata dal referendum della legislatura successiva, oltre alla riforma elettorale evocaticamente definita «porcata» dal suo stesso estensore – avevano tutt’altra funzione che perseguire il bene del Paese, e ci rendiamo conto che abbiamo (la nostra politica ha) perso il contatto con la realtà, e stupisce che solo il giornale della politica italiana si trovi oggi, qui, a denunciare il rischio (che non si risponda a questa) deriva. Il racconto, comunque, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Modernità?, indietro tutta Alfano vuole cancellare le liberalizzazioni Torna costo minimo concordato avvocati Ma così vincono familismo e corporazioni Ecco un contrario dell’Italia che vogliamo

aprile 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E pensa ad un Paese nel quale libertà e solidarietà-coesione sociale convivano in quella democrazia liberale dolce che abbiamo evocato. Un’Italia mobile, fluida, aperta – in una parola, moderna – che non perda però il senso della propria Storia e della propria uni(ci)tà. In questa chiave l’unico provvedimento(-simbolo) dell’ultimo governo Prodi degno di nota (insieme alla politica estera dalemiana, nonostante tutto), le lenzuolate di liberalizzazioni delle professioni volute dall’attuale segretario Democratico Bersani – allora ministro per lo Sviluppo economico – equivaleva (allora come – ancora di più – oggi) ad una ventata d’aria fresca in una stanza chiusa. Ebbene, oggi il ministro della Giustizia propone un indietro tutta su questo fronte. E in particolare nello specifico delle tariffe per le prestazioni degli avvocati, rispetto alle quali il governo pensa alla reintroduzione della soglia minima, che impedisce – in sostanza – la libera concorrenza (specie da parte dei giovani che non hanno il nome e il prestigio necessario a competere, a parità di tariffa, con i principi del foro, e dunque si trovano impossibilitati, di fatto, ad aprirsi una strada tra i grandi studi in cui ci si tramanda il lavoro di padre in figlio) – tra generazioni e strati sociali (di partenza). Il sigillo ad un Paese immobile, poco fluido, chiuso. Un Paese-casta nel quale il merito delle persone non viene, in ultima istanza, riconosciuto. A vantaggio delle rendite (ereditarie) di posizione. L’esatto contrario dello spirito (di quale tempo?) di una destra liberale. Alla quale evidentemente questo centrodestra non si può paragonare. Come non si può dire che il centrosinistra sia la forza della modernità. Ma quelle liberalizzazioni vanno difese. E, come sempre, il Partito Democratico tace. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

L’editoriale. Riforme nell’interesse di tutti (gli italiani) di Luigi Crespi

aprile 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana cre- de nell’onestà e nella responsabi- lità. Su queste colonne avete sempre trovato e troverete sempre e solo idee, opinioni, punti di vista ispirati a quei due valori irrinunciabili. Per il bene del Paese. E’ su questi due pilastri che si può infatti rifondare la politica italiana del futuro. In questa chiave il grande sondaggista legge il peso sempre maggiore che la Lega va acquisendo nella nostra politica, «un peso superiore a quello elettorale», che tende a non funzionare per l’interesse di tutti. Come nel caso della riforma elettorale, sulla quale, dalla «legge-porcata» di Calderoli al dibattito che si sta sviluppando nella maggioranza, le camicie verdi insistono per una soluzione che, invece di essere utile a tutti, serve ad «esaltare il peso (ancora) elettorale della Lega». Oggi il presidente del Consiglio incontra Bossi. il Politico.it, per la firma proprio dell’ex spin doctor del Cavaliere, lancia al premier un appello: presidente superi gli egoismi e pensi – a partire dalla legge elettorale – a soluzioni per il bene del Paese.            Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Corruzione, e in Cdm passa proposta-Fini Ma basta(va) abrogare leggi ad personam FOTO: Mills, prescritto grazie alla Cirielli

marzo 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana sceglie di dare priorità – rispetto alla “battaglia delle liste”, che segnala sì una questione politica, ma ai margini dei partiti e della loro autoreferenzialità, che semmai dimostra – all’elemento di maggior rilievo, politico appunto, della giornata. E lo fa, contemporaneamen- te, assolvendo alla propria funzione di strumento e di riferimento per una lettura critica della nostra politica. Il governo inasprisce (a questo giro) le norme contro la corruzione. Su richiesta di Calderoli viene intanto recepita l’idea lanciata giorni fa dal presidente della Camera: incandidabilità per cinque anni per chi viene condannato in via definitiva per corruzione, appunto. Si potrebbe discutere sull’opportunità, per la politica italiana – che non è la sede della riabilitazione di chi ha sbagliato, che può restare off limits per persone che hanno compiuto reati contro la politica stessa – di prevedere anche a distanza di un lustro il “reintegro” dei corrotti, per quanto abbiano espiato. E culturalmente è forse un mezzo passo falso. Ma, per un altro verso, è comunque una scelta a garanzia di una maggiore pulizia delle istituzioni. Oltre a questo, viene introdotto l’obbligo, per i presidenti di Regione, di rendere conto del bilancio al termine delle loro amministrazioni, pena, anche per loro, la non rieleggibilità (si pone la questione di come si stabilisce, e di chi è preposto a farlo, il «fallimento politico» per il quale scatta la “sanzione”, ma ci sarà tempo per entrare ancora più nel merito; ora stiamo al fatto politico generale): «Una gestione sana è la precondizione per evitare fenomeni di corruttela», spiega Alfano. E c’è infine un più generale inasprimento delle sanzioni. E fin qui tutto bene. Ma c’è (anche) un però, ed è il tema che vi proponiamo. In questi anni il centrodestra ha introdotto norme che, quale che sia la motivazione – ed è a tutti evidente che hanno a che fare con i processi del presidente del Consiglio – riducono i margini per perseguire i potenziali corrotti. Per non parlare di quello che accadrebbe qualora venissero cancellate, di fatto, le intercettazioni. E’ d’uopo allora domandarsi se i provvedimenti di oggi rappresentino un cambio di direzione, favorito anche dalla distensione nella vicenda del presidente del Consiglio – che avviene però proprio grazie ad una di quelle leggi, che riducendo i tempi della prescrizione ha salvato l’avvocato inglese e con lui, probabilmen- te, anche il premier – oppure siano solo un inter- vento-bandiera, diciamo così, ad usum mediorum. Ci parla di questa contraddizione, Massimo Donadi. Read more

Legge elettorale, Fini: “Sì al Mattarellum” E NOI? il Politico.it è pronto a sostenerlo Ma nel Pdl si punta su status quo (FOTO)

febbraio 22, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il bipolarismo è morto? E, comun- que, verso quale prospettiva ten- dono le forze oggi in campo e i loro leader? Seconda puntata dell’inchiesta del giornale della politica italiana sulla (possibile) evoluzione della nostra politica. Ovvero, Terza Repubblica. (Prima e) dopo Berlusconi. Pietro Salvatori ci racconta oggi dell’aria che tira a destra. Dove le ragioni che portarono al concepimento del cosiddetto Porcellum di Calderoli permangono, con qualche distinguo. Quagliariello è incaricato di ragionarci su con il Pd la cui attuale maggioranza spinge – con e per l’Udc – per il proporzionale alla tedesca. «Bipolarismo sì bipartitismo no», dicono al Nazareno, ma la verità è che i dalemiani divergono decisamente dalla prosecuzione del percorso degli ultimi quindici anni. In questo quadro, il presidente della Camera rigioca la carta del sistema che meglio di tutti, probabilmente, garantisce l’equilibrio tra il riconoscimento delle nostre peculiarità (politiche e culturali) e la doverosa, diremmo, necessità della semplificazione (favorita dall’attuale conformazione) e della governabilità, mettendo a sistema (appunto) maggioritario e proporzionale. Il giornale della politica italiana sostiene questa linea. In attesa di sviluppi, eccocosa si muove a destra. Read more

DIARIO. Premier: ‘L’amore vince sull’odio’ Per oggi alla Camera trionfa ancora l’odio

dicembre 15, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è il giornale del dialogo. Inteso come forma alta di ascolto reciproco e, quindi, di conseguente disponibilità a capirsi e, magari, a fare un tratto di strada insieme, nelle differenze, per il bene del Paese. Nella realtà, mentre il premier spargeva dalla home del sito del Pdl parole d’amore nei confronti della sua metà del Paese, in aula Cicchitto e Di Pietro si lanciavano parole come pietre nel segno dell’odio (politico). Rafforzando, se possibile, la divisione già profonda tra gli italiani. Questo è il racconto di una giornata di alta tensione nella politica italiana, culminata nello scontro (politico) tra Fini e Tremonti sulla fiducia alla Finanziaria, e cominciata con lo scontro (verbale) tra il capogruppo Pdl e il resto del mondo, tra cui il leader dell’Italia dei Valori. Un racconto perfetto, da leggere tutto d’un fiato, assolutamente da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Read more

Bossi su Tettamanzi: “Vescovo o imam?” Fini: “Presepe pieno di extracomunitari”

dicembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Infuria la polemica per il fuoco di fila della Lega che attraverso la Padania, con Calderoli e con il suo leader va giù dura sull’Arcivescovo di Milano: «Dovrebbe essere più vicino al territorio». Lui: «Non so se ce ne sia un altro che lo è tanto». La politica italiana, in particolare con i cattolici centristi, si stringe intorno a Tettamanzi. Poi l’intervento del presidente della Camera: «Inammissibile che il processo breve non valga per i reati in materia di immigrazione». Il servizio di Francesco Carosella.

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La “neutrale” Svizzera dice no ai minareti Esultano Lega-Gasparri: ‘Stanchi d’Islam’

novembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale del dialogo. Politico-culturale e a maggior ragione, quindi, interreligioso e tra le culture e i popoli della Terra. C’è naturalmente un punto di equilibrio tra l’apertura, il riconoscimento dell’ineluttabilità e del valore della società multiculturale e la riaffermazione dei nostri, valori e anche di parte della nostra identità. Ma le parole-chiave da mettere in campo per raggiungerlo sono le stesse: apertura, dialogo, riconoscimento. Naturalmente a partire da un’idea chiara di sè e senza dimenticare il senso e il valore di tutto ciò che ci portiamo dietro da secoli. Questa è la via di un’integrazione virtuosa. Quella per la quale detta la linea, in queste settimane, Gianfranco Fini, che non avrebbe potuto mai essere così lontano dalle idee leghiste. Che sono in perfetta sintonia con il voto contrario da parte dei cittadini svizzeri (hanno detto no il 57,6% degli elettori) alla costruzione delle torri delle moschee dalle quali si affaccia il muezzin, colui che annuncia la preghiera islamica. Un esito inatteso, per il referendum promosso dalla destra nazionalista elvetica, che impone una riflessione su ciò che sentono e vogliono davvero i cittadini europei. Senza agitare paure, senza ipocrisie. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

Settegiorni. Tremonti, Scalfari, De Bortoli e il Tg2 di Mario Adinolfi

ottobre 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. Il «siluro» de “il Giornale” che stamattina svela una lettera compromissoria, rispetto all’integrità berlusconiana, del ministro Tremonti rivelandone le ambizioni di successione, apre la rubrica di oggi di Adinolfi. E’ un momento di grande tensione per il nostro Paese. Lo dimostra anche il confronto-scontro a distanza tra il fondatore di “Repubblica” e il direttore del “Corriere”, che giustifica agli occhi del premier la linea del proprio giornale prendendo le distanze dagli attacchi «faziosi» che si capisce attribuisca, tra gli altri, alla stessa “Repubblica”. Scalfari risponde segnalando che la deriva che sta prendendo la democrazia italiana è tale e grave, e i giornali italiani dovrebbero avere il coraggio di quelli esteri nel denunciarla. Su questo punti due e tre. Poi tuttodalema: l’intervista «simpatizzante» di Diego Bianchi, i sostegni da destra a Bersani-D’Alema, le domande che «avrei fatto» all’ex presidente del Consiglio al posto di Zoro e, infine, un duro affondo all’ex segretario del Pds. Buona lettura. Read more

Ipotesi voto, oggi vincerebbe Berlusconi Sondaggio Crespi, fiducia: su Napolitano

ottobre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Ultimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Pdl e Pd crescono entrambi di 1% ma stando così le cose la differenza (+12% per il Popolo della Libertà) rimane invariata. Lega in lieve ribasso (-1) ma comunque sopra il 10%, crollo Idv (dall’8% al 6%) dopo gli attacchi di De Magistris e Di Pietro al presidente della Repubblica. Concorre al calo anche il debutto del movimento di Grillo che si attesta al 3%. Giù tutte le sinistre; stabili Mpa, La Destra e Radicali. Per ciò che riguarda il sentimento di fiducia degli elettori, detto del capo dello Stato (64%), bene anche Fini (58%, +1 come Napolitano); tra i ministri sempre primo Brunetta (58%). Bocchino raggiunge Gasparri in testa alla corsa (ben poco esaltante) dei capigruppo. Tutti i dati presentati, co- me sempre, da Luigi Crespi in persona. Sentiamo. Read more

Diario politico. D’Alema: “Possibili scosse L’opposizione si faccia trovare pronta”

giugno 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. L’ex presidente del Consiglio interviene alla trasmissione di Lucia Annunziata, “In mezzora”, e chiama a raccolta l’opposizione. “Nella vicenda italiana potranno avvenire delle scosse – dice - Anche perchè il premier non è uomo che accetti il declino politico e umano, animato com’è da un mito dell’eterna giovinezza, miti sempre pericolosi”. ”Questo richiede che l’opposizione sia in grado di assumersi le proprie responsabilità e anche che sia nella pienezza delle sue funzioni”, conclude D’Alema. Pdl: “E’ un gregario di Repubblica“. Ma oggi è stato anche il giorno del raduno della Lega a Pontida. Il racconto. Sentiamo. Read more

Un nuovo centrosinistra vince a Trento Calderoli: ‘Fuori Udc dalle nostre giunte’

maggio 4, 2009 by Redazione · 1 Comment 

E’ un risultato che se non ha particolare rilievo indicativo per ciò che riguarda l’attuale stato di salute delle parti a livello nazionale (ha votato una percentuale minima dell’elettorato in una situazione fortemente caratterizzata localmente), sembra tuttavia anticipare ciò che potrebbe accadere, in futuro, in termini di alleanze nella politica italiana. Con oltre il 60% dei voti Alessandro Andreatta si appresta ad essere eletto sindaco di Trento anche grazie al sostegno di una inedita (a livello nazionale) coalizione formata da Pd (che si attesta al 31%), Idv, Verdi e Socialisti democratici (i riformisti del centrosinistra, senza i comunisti) e, soprattutto, dall’Udc, contro un centrodestra diviso che ha comunque dovuto fare i conti con un inedito avversario. E il ministro per la Semplificazione già sente puzza di bruciato e chiede l’esclusione dei centristi dalle altre giunte del nord. Ci racconta tutto Laura Liucci. Read more

Diario politico. No a Tremonti: “5 per mille va mantenuto”. Scontro sul referendum

aprile 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Inevitabilmente è ancora l’Abruzzo a tenere banco nel dibattito politico. Il livello su cui si concentra il confronto di queste ore è la proposta del Ministro Tremonti di devolvere il 5 per mille della dichiarazione dei redditi a favore dei terremotati. Reazioni negative sia dall’associazionismo, che fa notare come le esigenze del contributo – sostegno ai disabili, agli anziani, tossicodipendenza, ecc. – non vengano meno neppure in questo momento; sia dall’opposizione, che, compatta, boccia la proposta di Tremonti. Poi lo scontro si sposta sul referendum: in un’intervista Calderoli spiega le ragioni della Lega, subito rintuzzato dal referendario Guzzetta. Il racconto della giornata, nel pezzo. Read more

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