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Diario politico. E riprendiamo il racconto Bossi: “Ora il federalismo fiscale, poi…” Ddl intercettazioni, vince la protesta (?) Adesso anche Sky ricorre contro la legge Bersani, le battaglie si possono vincere

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ce ne occupiamo, naturalmente, ma la nostra apertura è un’altra. Sì, il presidente del Consiglio ha smentito di avere fatto riferimento a Scajola e Verdini nell’intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, e di avere sostanzialmente preso le distanze da loro. Vespa, inevitabilmente (in tutti i sensi), conferma. Ma questo è teatrino. Ciò che interessa veramente il Paese è altro. La deriva secessionista che, quatta quatta, la Lega sta siringando nello spirito del tempo. Lo ha denunciato Luigi Crespi per il giornale della politica italiana, ma al momento sembriamo essercene accorti soltanto noi. «Dopo il federalismo fiscale inizieremo a parlare d’altro», dice il ministro per le Riforme, senza nemmeno dovere nascondere che per le camicie verdi tutto questo è solo la prima tappa di un percorso. E sarà meglio che si cominci a prenderli sul serio. Anche perché il modo per fermare tutto questo c’è. Segretario del Partito Democratico, che sostieni che quando una battaglia non si può vincere (ma chi lo dice?) è meglio non combatterla per non rischiare di perderla: queste sono cose sulle quali invece la battaglia va fatta, (anche) perché può essere vinta. Lo dimostra il primo effetto della grande mobilitazione contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni, che ha prodotto, intanto, il possibile ripensamento del governo sulla norma che prevede un terribile inasprimento di pene (fino a 60 giorni di galera) per i cronisti che pubblicano i testi puri delle intercettazioni (e non solo). E ora un gigante come la televisione di Murdoch, che ha già dimostrato in passato di non avere paura della maggioranza e del suo leader, sta per scendere in campo. Lo spirito del tempo si costruisce sporcandosi le mani. Lo insegna Walter Veltroni, che dalle colonne di questo giornale ha portato un proprio (nuovo) mattone per alzare il muro contro ogni rischio di deriva antidemocratica nel nostro Paese, attraverso la memoria. Walter aveva a sua volta peccato di eccessivo bon ton, ai tempi della segreteria. Ma se si eccettua questo, quanto manca al Partito Democratico e al Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Gb, Berlusconi: ‘Sconfitti signori sinistra’ Vendola: “Serve una narrazione nuova” Politica italiana commenta il voto (o no?) Tutte (nostre) dichiarazioni (inventate?) Una grande “raccolta” firmata Sarubbi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della serietà. E proprio per questo sa (non) prendersi sul serio. E ama l’(auto)ironia. Se dopo le nostre considerazioni sulle elezioni inglesi, da cui abbiamo tratto una lezione italiana, il deputato del Partito Democratico ci propone questo florilegio (semiserio) di (possibili) esternazioni sul tema da parte dei protagonisti della nostra politica, anche per scherzare sul «passatempo di giornata, un gioco di ruolo in cui si commentano come se Londra fosse Roma, Manchester Milano« il Politico.it è contento. E ve le offre, per il vostro divertissement. Buona lettura. Read more

Diario politico. Crisi di/del (nel?) governo Verdini indagato per corruzione (6° caso) Berlusconi: ‘Una congiura (contro di me)’ Fini: “No, è un dovere tutelare la legalità” Bossi: “E i magistrati fanno il loro lavoro” Ma nel palazzo c’è chi fa nomi e cognomi

maggio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente del Consiglio risfodera la teoria del complotto, rispedita però al mittente da presidente della Camera e leader della Lega. Come abbiamo rilevato ieri, l’unica “congiura” (apparente) è, in realtà, una crisi di legalità che coinvolge il partito di maggioranza relativa, ora al sesto caso di indagine aperta, (non solo) per le vicende legate agli appalti per il G8 della Maddalena. Anche se nei corridoi della politica italiana c’è chi accredita (anche) la tesi del premier, indicando peraltro in un membro dello stesso governo – come già era avvenuto per l’esplosione degli scandali sessuali – il possibile regista di un’operazione volta ad “eliminare” (politicamente) tutti gli “avversari” (interni). Al momento, illazioni e poco altro. Che tuttavia completano il quadro. Del quale ci racconta, come sempre, Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Ma dove stiamo andando? Bossi: ‘Unità d’Italia? Cosa un po’ inutile’ Berlusconi: ‘Libertà di stampa? E’ troppa’ Sì: ce n’è abbastanza per non votarli più

maggio 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Oggi l’attenzione di tutti – non di chi legge questo giornale – è stata attirata dall’affermazione di Scajola per cui l’ex ministro per lo Sviluppo economico non saprebbe chi gli ha pagato la casa. Si tratta di un’uscita divertente, se non fosse che serve a giustificare un comportamento probabilmente discutibile. Del quale tuttavia già si era a conoscenza, e che presenta ben altri aspetti e profili di gravità. Tale affermazione ha praticamente oscurato altre due altrettanto anomale (o no?), ma ben più gravi perché, a differenza di quella di Scajola, non rappresentavano la chiusa ad un discorso che si era già svolto, bensì delle vere e proprie dichiarazioni d’intenti in parte freudiane (ma fino ad un certo punto) del leader della Lega e del presidente del Consiglio. Bossi liquida le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Italia – perché di questo si tratta – come cosa ben meno importante del federalismo fiscale che anzi dovrebbe coronare lui, storicamente, il processo di unificazione del nostro Paese. Il problema è che il federalismo, senza il presupposto dell’unità d’Italia, ne è l’esatta contraddizione, ed è il preludio a tentativi secessionistici. E’ proprio su questo che punta il dito – dal giorno della direzione Pdl – Gianfranco Fini, quando parla di «come» fare il federalismo sin dal momento di concepire i decreti attuativi. E questo non può che rafforzare il sostegno de il Politico.it al presidente della Camera e al suo impegno in questo senso. Fini che è sicuramente trasalito anche nell’ascoltare l’ultima affermazione del presidente del Consiglio. Il quale, è evidente, così come la Lega aspira alla secessione, non disprezzerebbe un Paese a libertà (ancora più) limitata (altro che Popolo della Libertà – la propria – e università del pensiero liberale). Dopo aver per ben due volte invitato gli inserzionisti pubblicitari al sabotaggio, in funzione evidentemente del “sogno” della loro chiusura, dei giornali «che gettano discredito sul Paese» (ovvero quelli che hanno un atteggiamento critico, cioè razionale, nei confronti del suo governo), dopo aver fatto pressioni all’Authority (!) per le comunicazioni affinché si industriasse per la chiusura di Annozero e averla ottenuta – perché questo è il punto – insieme a quella del resto dell’informazione politica sulla Rai nel mese precedente le elezioni, per non parlare del conflitto di interessi – che non è un’invenzione ma una tragica realtà che limita la democrazia nel nostro Paese come in nessun altro dei nostri “cugini” occidentali – oggi, dopo che l’ultimo rapporto di Freedom House (Casa della libertà, notare bene, ma quella vera) fotografa un’Italia che perde ancora posizioni nella classifica della libertà di informazione, sostiene che «ce n’è fin troppa» come sarebbe peraltro «chiaro a tutti». Questo giornale ama andare al senso delle questioni, e raccontarle nel modo più chiaro ai propri lettori. E ha già avuto modo di dire che la libertà di informazione è la chiave della democrazia, perché la democrazia è il sistema nel quale il potere è nelle mani del popolo (anche qui, quello vero) che però può essere libero e decidere effettivamente di sé stesso solo a condizione di conoscere fino in fondo la realtà del proprio Paese, oltre che della propria politica (italiana), perché solo conoscendo tutta la verità può farsi un’idea che è esattamente quella che si può fare nella realtà data: se ne conosce invece solo una parte, si fa un’idea che è quella che si può fare in quella realtà che gli viene rappresentata che è solo una parte di quella effettiva, e dunque è, di fatto, un’altra, così che il popolo finisce per prendere decisioni che non tengono conto di tutto e possono essere completamente stravolte rispetto a ciò che il popolo avrebbe effettivamente voluto decidere e far fare alla propria politica. Ed è chiaro che in quella condizione si scivola verso la dittatura – che può assumere diverse forme, ma – dove il potere è nelle mani di chi ha il controllo dell’informazione e dunque della “realtà” che il popolo conosce e sulla base della quale “decide”. Una situazione molto simile a quella dell’Italia. Speriamo non del futuro. Che rischierebbe, peraltro – appunto – di essere divisa. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

***La lettera/1***
A RENZO BOSSI SUL SUD
di ANDREA SARUBBI*

aprile 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico scrive al figlio del Senatùr, dopo che il Trota, come fu ribattezzato dallo stesso Umberto Bossi, in un’intervista a Vanity Fair rivela di non sapere nulla – e di non essere mai stato – sull’Italia a sud di Roma. Sarubbi invita Bossi a fare un giro con lui a Napoli, cuore del collegio elettorale in cui il parlamentare Democratico è stato eletto. La lettera era stata inviata alla Padania. Poiché il quotidiano diretto da Lorenzo Boriani non l’ha ancora pubblicata, Sarubbi la offre al “suo” giornale della politica italiana, che la propone in esclusiva. Eccola. Read more

Diario politico. Il governo battuto dal Pd Nuovo attacco di Feltri a Fini (che glissa) THEHAND. Lega: “E dirà si al federalismo”

aprile 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino, all’ora delle prime edizioni dei telegiornali, per lasciare spazio, ieri, alla grande analisi di Gaspare Serra. La maggioranza va sotto su un emendamento del Pd al dl lavoro, che stabilisce che l’arbitrato nella risoluzione delle controversie con il datore possa essere adottato solo ex post, quando la questione, appunto, sia già «insorta». Mancano, tra gli altri, anche alcuni finiani, e nel centrodestra scoppia la bagarre, con Giancarlo Lehner, deputato berluscone, che li accusa di avere organizzato una trappola. E tra spintoni e mani fuori posto si arriva a sfiorare una vera e propria rissa. Di tutt’altro segno la solidarietà del presidente del Consiglio e di Ghedini al capo di Montecitorio a fronte della nuova offensiva de “il Giornale” (che, non va dimenticato, appartiene alla famiglia Berlusconi) che se la prende con la mamma della moglie di Fini, naturalmente tirando in ballo l’ex leader di An. Che, dal canto suo, in serata getta nuova acqua sul fuoco dello scontro con il premier. Bossi: «La legislatura finirà se lo decide la Lega, alla quale interessa solo approvare il federalismo fiscale». Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Sono matti da Lega(re) (?) Test d’italiano per commercianti stranieri Oltre l’obbrobrio, ad Adro con i “nostri” Da Pd grande, giusto sdegno antirazzista Ma (solo così) i voti vanno al Carroccio Stare dalla parte anche dei poveri italiani

aprile 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Mentre Bossi recita il de profundis del federalismo e, con esso, della legislatura salvo poi farsi rassicurare dal premier (che però non può stare altrettanto tranquillo), i suoi uomini si sguanzagliano in Parlamento e sul territorio per promuovere l’avanzata (politica, perché culturale) leghista. Il caso, inaccettabile, dei bambini lasciati a pane e acqua nel (e dal) comune del bresciano (naturalmente guidato da una camicia verde) perché i loro genitori non avevano pagato la retta della mensa, si trasforma ben presto in una schermaglia (tra poveri) italiani-extracomunitari. Nel collegamento di ieri di Annozero è andato in onda uno “spettacolo” (si fa per dire) che dovrebbe però redarguire chi liquida il problema con facilità: da una parte c’erano gli stranieri, idealmente rappresentati dal Partito Democratico; dall’altra gli italiani, pressoché compatti, ad applaudire il sindaco leghista. Oggi poi una deputata della Lega, Silvana Comaroli, presenta alla Camera un emendamento che istituirebbe un test obbligatorio di italiano per le persone di provenienza extracomunitaria che vogliono aprire un’attività commerciale nel nostro Paese. Anche qui, un grande turbinio di dichiarazioni e attacchi e prese di distanza; ma in un ideale nuovo collegamento di Annozero con una strada qualsiasi del nostro Paese (soprattutto al nord, ma non solo), in cui convivono attività commerciali condotte da stranieri e attività commerciali condotte da italiani la scena sarebbe più o meno la stessa di ieri. Con, magari, l’aggiunta dei cittadini che si servono di quegli esercizi, naturalmente anche loro schierati con la deputata leghista. Il Pd, come tutte le altre forze sane della politica italiana, fa bene ad indignarsi di fronte alle “scelte” della Lega che, al di là di ciò che stiamo per dire, hanno un chiaro sfondo razzista. Ma l’indignazione non fa presa sull’italiano medio, che chiede risposte concrete alle proprie difficoltà economiche e sociali, difficoltà che ha, oggettivamente o meno – piaccia o meno – anche in rapporto ai flussi immigratori. E la politica del «si deve» non consente di tornare a vincere al Nord, né tanto meno di scongiurare il rischio-razzismo e favorire l’integrazione. Le forze oneste e responsabili di questo Paese devono saper coniugare la denuncia e l’indicazione della strada da percorrere con la conoscenza del disagio e l’offerta di vicinanza e risposte anche e forse anche prima agli italiani. Solo così potrete sperare, cari Democratici, che prima o poi anche loro vi seguano su quella strada – dell’accoglienza, della condivisione, della fratellanza – che gli avete indicato, abbandonando, a quel punto, quella leghista. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Bossi duro: “Crollo verticale del governo Si va verso la fine dell’alleanza Pdl-Lega” Silvio, ecco cosa ti aspetta se non rilanci Lerner: premier gli ha dato troppo spazio

aprile 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ecco cosa ti succederà se non ascolti non tanto noi, ma il buonsenso. L’unica strada per evitare il tracollo è aprire, certo nel tempo – lascia passare questi giorni febbrili, non prendere decisioni affrettate, come consiglia saggiamente il sindaco Alemanno – alla dialettica con Fini. (Ri)fondare, con il Pdl, il partito repubblicano italiano rilanciando contemporaneamente verso il bipartitismo. Non serve, hai ragione, un altro Predellino; «certe cose non si ripetono, vanno a segno solo la prima volta», dici giustamente tu. Ma una mossa per uscire dall’angolo, che non coincida con la fondazione di nuovo partito, bensì con la rifondazione – o modernizzazione – di questo, è necessaria. Altrimenti, oggi, o più tardi, resterai imbrigliato nelle maglie della Lega. Perché è vero che ti ritrovi in molte delle loro istanze. Ma, come dicevamo, restano un alleato che rappresenta altri interessi, sai bene di non poterti fidare fino in fondo. Nessuno meglio dell’ex direttore del Tg1 conosce il Nord (che ha raccontato in Milano, Italia) e la stessa Lega. Il giornale della politica italiana affida dunque a lui il compito di spiegarci se e come come possa esplodere il bubbone leghista, motivo in più per compiere quella svolta che può consentire a Berlusconi di salvare il governo, rilanciarne l’azione, evitare il logoramento e realizzare uno dei suoi pochi veri sogni politici, il bipartitismo, contribuendo così a modernizzare decisamente questo Paese.            Read more

La riflessione. Costituzione (e “grandi riforme”) di Marco Rosadi

aprile 17, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale della modernità. La modernità, nondimeno, non è scollamento dalla Storia ma sua reinterpretazione. Per essere tale e non costituire un salto nel buio ha bisogno di due punti di riferimento: l’esempio; le regole. L’esempio è il precedente di grandi personalità o grandi momenti della Storia di un Paese in cui sono state rappresentate le energie migliori, secondo le linee-forza – ovvero gli schemi di rappresentazione di quelle energie – tipiche di un popolo e non solo. Il nostro Paese – e, in particolare, la Repubblica – ha, da questo punto di vista, un patrimonio straordinario: quello dei Costituenti, veri padri della nostra nazione che illuminati da un profondo senso di (alta) “necessità” (morale) nato dalla Resistenza hanno prodotto le migliori regole forse del mondo. E anche da questo punto di vista abbiamo dunque forse il maggiore patrimonio delll’intero pianeta democratico (e, quindi, non), degno di quel grande Paese che l’Italia può e deve tornare ad essere. Ovvero la nostra Costituzione. Nei giorni in cui si torna a parlare di riformarla, da parte di una classe “dirigente” che ha mostrato tutta la propria autoreferenzialità, a cui dunque i panni di una «legislatura costituente» stanno davvero molto, troppo larghi, la grande firma del giornale della politica italiana torna a raccontarci il senso della nostra Carta e ci parla di ciò che i Costituenti, appunto, e la Costituzione ci consegnano riguardo ai modelli che vengono oggi presi in considerazione. Read more

Diario politico. Alla guida di (che) Paese? Ora a pane e acqua i bambini (più) poveri No alla sepoltura di una neonata islamica Parlamentari nominati e i doppi incarichi E Bossi: “A noi il controllo delle banche” Così un leghista (FOTO) a palazzo Chigi?

aprile 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana lo ha scritto, sferzando il Pd: la Lega è diventata il partito del Paese. Ovvero quel partito che rappresenta – davvero – gli italiani. Ma – abbiamo aggiunto – con delle gravi devianze, responsabilità di un centrosinistra che venendo meno alla propria funzione storica lascia aperte delle praterie nelle quali scorrazzano le camicie verdi. Eccole, elencate in apertura del Diario di stasera nel quale si parla dell’ipotesi che – fatta la riforma in senso semi-presidenzialista – con Berlusconi eletto al Quirinale, il suo uomo alla guida del governo possa essere un leghista. Una possibilità rivendicata da Bossi, di fronte alla quale – non solo perché mancano tre anni – nessuno, neppure dal fronte finiano, sembra avere qualcosa da ridire: non tanto per il successo della Lega in sé – i numeri sono pressoché gli stessi delle Europee, anche se con una tenuta in controtendenza rispetto, ad esempio, a Pd e Pdl – quanto appunto perché oggi la Lega assurge all’autorevolezza del partito degli italiani, al punto, anche, che si comincia a parlare di un possibile uomo di Bossi pure per la corsa a sindaco di Napoli. Il partito del nord non è più una spina nel fianco del centrodestra, ma il suo più clamoroso puntello e collante. Il giornale della politica italiana ha colto nei giorni scorsi quello che gli altri grandi quotidiani non hanno saputo cogliere: appunto il tema della Lega partito del Paese. E tocca dunque ancora una volta a il Politico.it squarciare il velo di ipocrisia che copre – invece – queste vere e proprie nefandezze, che tutta la politica italiana onesta e responsabile deve stigmatizzare e respingere senza cedere al fascino (populistico) del nuovo partito degli italiani. E dal centrosinistra, naturalmente, ci si aspetterebbe un colpo di reni. Se non lo volete/sapete fare per voi, cari Democratici, fatelo almeno per l’Italia: che non si ritrovi, nel 2013, con – pure – un’ipotesi di secessione nordista in campo. Dal cuore pulsante di “Roma (e del Paese – una volta – unito) ladrona”. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Schifani: ‘Riforme, solo con opposizione’ Turno unico/doppio, centrodestra diviso Mentre Bossi rilancia: un leghista nel ’13 La mappa della maggioranza dopo il voto

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Senato rompe un (curioso) silenzio di mesi e fa pesare il proprio ruolo di garanzia super partes. Su un Pdl che sembra avere trovato la quadra su una forma di presidenzialismo temperato, ispirato al modello francese. Ma è sulla distinzione del momento dell’elezione del leader e di quella del Parlamento che ancora si dibatte, tra chi – come Berlusconi, ma anche lo stesso Schifani si era detto favorevole, ieri, per evitare una coabitazione tra eletto-maggioranza di diverso colore che ci potrebbe nondimeno essere lo stesso – propende per il voto in un solo giorno e chi invece chiede di importare anche l’istituto delle cosiddette elezioni di mid-term. Intanto il leader della Lega traduce il maggior peso sullo scacchiere nazionale (e di coalizione) nel rivendicare la possibilità che alla guida del governo – vedremo se, eventualmente, eletto direttamente dal popolo o come uomo del presidente della Repubblica eletto – vada uno dei suoi. Sintomo, paradossalmente, di una Lega sempre più “partito del Paese” come abbiamo scritto in questi giorni capace, oggi, di sintetizzare l’intera maggioranza. Pietro Salvatori ci racconta dunque cosa cambia, a(l) fondo, nel centrodestra dopo l’esito del voto.            Read more

Diario politico. Nell’interesse? del Paese Il record negativo per rapporto deficit/Pil Migliaia di persone in più ora sulla strada Le “riforme” (?) già aspettano da decenni Mentre l’Italia oggi non può più aspettare

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Nel pieno della peggiore crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (basta osservare le stazioni ferroviarie del nostro Paese, la sera: il numero delle persone costrette a passare la notte all’addiaccio è cresciuto visibilmente. E non si tratta – solo – di persone extracomunitarie – appena – immigrate), con la situazione dei conti pubblici che – nonostante l’attenzione, meritoria, riservata da Tremonti – precipita di nuovo a livelli spaventosi precedenti l’inizio dei cicli di risanamento operati dai governi di centrosinistra, nel momento in cui, cioè, più che in qualunque altro della propria storia recente l’Italia ha bisogno della propria politica, di risposte e concrete e urgenti per alleviare, almeno un po’, la sofferenza crescente ed evitare che prenda (ad affliggere) troppe altre persone, in questo momento cruciale per la vita di tutti noi la politica italiana (di oggi) che fa? Passate le elezioni, e dunque messasi al sicuro dal rischio che la propria autoreferenzialità generi nuova anti-politica che si traduca in ulteriore disaffezione e astensione e voto di protesta a movimenti alternativi, si mette silenziosamente (è proprio il caso di dirlo) alle spalle tutto questo per riprendere a trastullarsi con il tema, tradizionale in quanto irrisolto, autoreferenziale – a questo punto, e in questo momento – come non mai, delle cosiddette “riforme” (istituzionali). Che gli italiani non sanno esattamente cosa siano e a cosa servano, che di sicuro non risolveranno (oggi) i loro grandi problemi, e che è quanto meno paradossale che tornino al centro del dibattito politico quando il Paese ne è – suo malgrado – più lontano che mai. Anche perché il sistema ha certamente bisogno di riforme, arrugginito, semi-bloccato com’è divenuto, ma – fuor di ogni demagogia – solo in parte il suo malfunzionamento dipende dalla farraginosità del meccanismo; l’altra parte dipende dall’autoreferenzialità (appunto) di quella stessa classe dirigente che dovrebbe fare le riforme per superarla (sic). A questo proposito va ricordato che le ultime due riforme costituzionali che si sono fatte – quella del titolo V da parte del centrosinistra nel 2000, quella del centrodestra poi bocciata dal referendum della legislatura successiva, oltre alla riforma elettorale evocaticamente definita «porcata» dal suo stesso estensore – avevano tutt’altra funzione che perseguire il bene del Paese, e ci rendiamo conto che abbiamo (la nostra politica ha) perso il contatto con la realtà, e stupisce che solo il giornale della politica italiana si trovi oggi, qui, a denunciare il rischio (che non si risponda a questa) deriva. Il racconto, comunque, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Modernità?, indietro tutta Alfano vuole cancellare le liberalizzazioni Torna costo minimo concordato avvocati Ma così vincono familismo e corporazioni Ecco un contrario dell’Italia che vogliamo

aprile 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E pensa ad un Paese nel quale libertà e solidarietà-coesione sociale convivano in quella democrazia liberale dolce che abbiamo evocato. Un’Italia mobile, fluida, aperta – in una parola, moderna – che non perda però il senso della propria Storia e della propria uni(ci)tà. In questa chiave l’unico provvedimento(-simbolo) dell’ultimo governo Prodi degno di nota (insieme alla politica estera dalemiana, nonostante tutto), le lenzuolate di liberalizzazioni delle professioni volute dall’attuale segretario Democratico Bersani – allora ministro per lo Sviluppo economico – equivaleva (allora come – ancora di più – oggi) ad una ventata d’aria fresca in una stanza chiusa. Ebbene, oggi il ministro della Giustizia propone un indietro tutta su questo fronte. E in particolare nello specifico delle tariffe per le prestazioni degli avvocati, rispetto alle quali il governo pensa alla reintroduzione della soglia minima, che impedisce – in sostanza – la libera concorrenza (specie da parte dei giovani che non hanno il nome e il prestigio necessario a competere, a parità di tariffa, con i principi del foro, e dunque si trovano impossibilitati, di fatto, ad aprirsi una strada tra i grandi studi in cui ci si tramanda il lavoro di padre in figlio) – tra generazioni e strati sociali (di partenza). Il sigillo ad un Paese immobile, poco fluido, chiuso. Un Paese-casta nel quale il merito delle persone non viene, in ultima istanza, riconosciuto. A vantaggio delle rendite (ereditarie) di posizione. L’esatto contrario dello spirito (di quale tempo?) di una destra liberale. Alla quale evidentemente questo centrodestra non si può paragonare. Come non si può dire che il centrosinistra sia la forza della modernità. Ma quelle liberalizzazioni vanno difese. E, come sempre, il Partito Democratico tace. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Racconto (incrociato) del dopo-Regionali E’ in pagina la quarta vignetta di theHand

marzo 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Penultimo momento della narrazione sulle reazioni del dopo-voto firmata dal nostro Maurizio Di Bona. Abbiamo cominciato con i leader (o coordinatori) di Pd e Pdl, La Russa e Bersani. Poi – ed è il percorso che continuiamo ora – siamo scesi nel cuore degli schieramenti e abbiamo assistito ad un primo episodio nella dimensione (nazional)regionale. Speculare a Vendola-D’Alema, è questo confronto (è proprio il caso di dirlo) tra Umberto Bossi e suo figlio Renzo, eletto nelle liste della Lega nella provincia di Brescia. Il papà spiega al figlio come affrontare le prime sedute (è ancora proprio il caso di dirlo) in consiglio regionale. La matita è di theHand.            Read more

Giustizia ad orologeria? Un grande bluff 15 anni di “bombe” esplose lontano voto Ma ora il rischio è che qualcuno ci pensi

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Basta incrociare il calendario dei procedimenti giudiziari al premier – si parla quasi solo esclusivamente di lui – e quello della politica italiana di questi quindici anni per vedere che solo in un caso: questo delle Regionali 2010, la nostra Giustizia è intervenuta a ridosso delle elezioni (e non di altri passaggi certamente sensibili ma che non coinvolgono il voto degli elettori e il rinnovamento delle varie cariche). Dal primo episodio “denun- ciato” – quello dell’avviso di garanzia al Cavaliere durante la Conferenza mondiale sulla criminalità, nel 1994 – a tutte le vicende successive – che ripercorriamo insieme – il leit motiv è una magistratura molto “attenta” nei confronti di Berlusconi – lo sappiamo, lo abbiamo già scritto ed è un punto, a parte, che può essere discusso – ma che in nessun’altra occasione è intervenuta davvero a ridosso di una tornata elettorale. Vediamolo insieme. Read more

Napolitano firma? E ora la destra con lui Cicchitto: “Ce ne ricorderemo in futuro” E presidente rilancia: “Diamo l’esempio”

marzo 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed ecco che si dipana il secondo filo della narrazione di questa giornata sul giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-ripercussioni del caos liste Pdl e della ritorsione (in tutti i sensi) su se stessa della nostra politica nel momento di più “alta” (si fa dire: diciamo meglio significativa) autoreferenzialità (con Luigi Crespi), con l’effetto della delusione e del disincanto (per il comportamento assunto da Pd e Pdl) della gente (per la penna di Torchiaro), il Politico.it – come annunciato – mostra ora ai propri lettori come quello spiraglio di speranza che indicavamo – attorno alla prospettiva del ritrovamento (di se stessi) sulla via della condivisione (e, scriveva Torchiaro, del disarmo bipolare della nostra politica) – illuminato al momento dal presidente della Repubblica, si sia allargato – almeno per il momento – dopo il “sì” del capo dello Stato al decreto salva-liste. Effetto politico – e non parliamo quindi di quello culturale-(co)[i]stituzionale, su cui torneremo probabilmente con una riflessione a parte – che si potrebbe sintetizzare in un rafforzamento di quella (capacità di) moral suasion (oltre alla legittimazione) che Napolitano, come tutti i suoi predecessori, porta con sé nella misura in cui è il «presidente di tutti gli italiani». Se a destra c’erano sospetti, ora ci sono meno – e ve lo raccontiamo – Se a sinistra c’era la speranza di una identificazione tra le proprie istanze e l’opera del presidente questa è stata destrutturata, ma rimane – ovviamente – la condivisione di fondo. Anche per questo è importante – come ha scritto il Politico.it – stare dalla parte di Napolitano. E anche per questo, poiché c’è qualcuno, Idv (e con lui milioni di elettori, e molti anche nostri lettori), che invece la pensa diversamente ecco che si inserisce perfettamente in questo solco – su questo filo – il nuovo intervento di Massimo Donadi che pubblicheremo tra poco, che invita Napolitano – per (ri)cominciare – a non firmare il legittimo impedimento. Intanto, Ginevra Baffigo ci porta a scoprire cosa pensano a destra, oggi, del capo dello Stato. E come risponde lui. Read more

Corsa “matta” Pdl per approvare decreto Domani Formigoni sarà riammesso da Tar Ceccanti: “E Lega non lo voterebbe più”

marzo 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Esclusivo. Il giornale della politica italiana è in grado di svelare il motivo per cui il centrodestra ha fretta di approvare, stasera stessa, il decreto cosiddetto salva-liste, quello che riscriverà i termini per la presentazione e consentirà la riammissione del Pdl a Roma e del listino per Formigoni (e quindi del suo candidato presidente e di tutta la coalizione che da lui discende) in Lombardia. E proprio Firmigoni, come lo chiama ironicamente Pippo Civati sul suo blog, è la chiave di questa soluzione cercata in fretta e furia un venerdì sera, senza aspettare i verdetti del Tar lombardo (domani) e quello romano lunedì. Berlusconi teme infatti, paradossalmente, che domani il tribunale riamministrativo riammetta il presidente uscente, risolvendo così – fuor di decreto – il problema per la Lombardia. Della quale, solo, interessa alla Lega. Che dopo l’eventuale pronun- ciamento favorevole per Formigoni – anche alla luce della prudenza espressa in questi giorni sia da Ma- roni sia da Bossi rispetto all’ipotesi dell’interven- to legislativo – negherebbe presumibilmente il proprio appoggio ad un decreto che servisse solo a far rien- trare in corsa la lista del Pdl nel Lazio. E’ il senatore Democratico Stefano Ceccanti a rivelare (il Politico.it) Read more

Il commento. Cosa danneggia di più la democrazia? di Gad Lerner

marzo 4, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana ha prima ospitato un intervento di Mario Adinolfi che suggeriva alla propria parte di fare in modo che il Pdl nel Lazio potesse correre (e più tardi torneremo proprio con il dirigente Democratico ad approfondire); poi ha proposto la propria linea, che differisce da quella di Adinolfi in un punto: il Politico.it non crede che la soluzione politica debba passare attraverso l’approvazione, bipartisan o meno, di una nuova legge ad hoc: si tratta, per le leggi create appositamente per risolvere un problema legato ad una singola parte o persona, di un fenomeno che degrada fortemente la politica italiana. Come abbiamo scritto nell’editoriale che lanciava il Diario politico di ieri, e che trovate qui sotto, ciò che consideriamo opportuno è che il centrosinistra dia la propria disponibilità nello stesso momento in cui segnala la necessità di un comune rispetto delle regole; e lo faccia nel nome stesso del rispetto delle regole, appunto, lasciando poi che siano i magistrati a prendere – anche alla luce di questa disponibilità – la loro decisione. Premettevamo, a tutto questo, che andavano stigmatizzati il mancato rispetto delle regole da parte del centrodestra, e in secondo luogo le minacce inaccettabili con cui alcuni esponenti della maggioranza hanno cercato di estorcere quella stessa disponibilità all’opposizione o una scelta a loro favore da parte dei giudici. E’ su questi aspetti che ragiona il conduttore de “L’Infedele”. Vedete il giornale della politica italiana: libero; che significa in grado di pensare e di esprimersi senza condizionamenti né da parte della nostra politica né da parte di precostituzioni proprie in qualche senso. L’unico giornale veramente libero e al quale i propri lettori si possono affidare – criticamente – senza timore nel panorama dell’informazione in Italia. Read more

Lega&immigrati, passo indietro (realista) Bossi (con Maroni): “No ai rastrellamenti”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sabato sera via Padova, a Milano, si trasforma nel teatro di una guerriglia urbana tra stranieri ghettizzati. Ieri la Moratti invoca un intervento del governo attraverso un incremento delle forze dell’ordine. Stamattina Salvini va oltre: «Andiamo a prendere gli stranieri casa per casa». Un’”idea” che evoca brutti ricordi, ben definiti dalla parola scelta dal leader leghista per descrivere la proposta del consigliere milanese e rispedirla al mittente. E il ministro dell’Interno: «Cambiare modello di integrazione: in futuro mai più un quartiere un’etnia». La Lega del governo, dunque, si fa Lega di governo e con realismo appunto – non si pretenda, per ora, di più – cambia decisamente punto di vista sull’immigrazione. Tra una brutta giornata (quella di sabato nel capoluogo lombardo) e brutte parole (quelle di stamane), finalmente un raggio di sole. Ci racconta tutto, Stefano Catone. Read more

***L’opinione***
Ieri Fini: “Pdl non sia subalterno a Lega” Come i due maggiori “soffrono” loro ali
di ALDO TORCHIARO

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Critica al bipolarismo del volto di Red e grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana. Torchiaro vi legge la chiave grazie alla quale Idv e Bossi sono entrati nella stanza dei bottoni della nostra politica, occupandola ad excludendum (o, meglio, coercendum) di Pd e Pdl, costretti ad inseguirli. Più tardi ragioneremo in una prospettiva completamente diversa, ovvero verso la possibile soluzione di un sistema bipartitico. Tornate più tardi. Intanto, i due giganti della nostra politica e le “ali”. Read more

Lega candida figlio di Bossi. Pluribocciato pluripremiato. Ma Formigoni: “Familismo”

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non è qualunquismo temere che tra intenzioni dichiarate e azioni possa passare un mare (magnum), che i predicatori di ieri divengano, una volta acquisita una posizione di potere, dei peccatori. Il partito del Senatùr è da sempre il paladino (più o meno autentico, è la questione da dirimere) di una corretta interpretazione del ruolo pubblico che spetta a partiti, appunto, e ad eletti. Una delle accuse rivolte storicamente a «Roma ladrona» è proprio quella del cosiddetto «magna magna». Che confina con la questione della meritocrazia nel nostro Paese e dei potentati familiari. Oggi, però, proprio la Lega sceglie di candidare Renzo, già definito affettuosamente dal padre «una trota», a consigliere regionale in un seggio (apparentemente) “blindato” in quanto feudo leghista. Renzo che ha già un incarico di assistente dell’ex ministro Francesco Speroni a Strasburgo e un altro nell’osservatorio sul sistema fieristico lombardo. E che non è esattamente un esempio di merito: fermato in più occasioni alla soglia della maturità (scolastica), il nostro Gad Lerner si chiedeva, giorni fa, se non fosse più il caso di farlo studiare. Il giornale della politica italiana, senza esprimere giudizi, che lasciamo a voi, cari lettori, vi racconta questa storia. Con le ultimissime: il presidente uscente della Lombardia deve fare i conti con altre candidature “eccellenti”: geometri di fiducia, massaggiatori del Milan e miss Muretto… Ma sentiamo, nel servizio di Dario Ballini. Read more

La politica italiana si stringe. Ma Di Pietro: “E’ stato Silvio ad istigare”

dicembre 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed esplode la polemica. Fini: «Di- chiarazioni inaccettabili». Il richiamo di Napolitano: «Mettere fine alla spirale d’odio». Bossi: «Atto di terrorismo». La condanna del Pd. Il Vaticano: «Facile passare dalle parole violente ai fatti». La lunga carrellata, ancora di Carmine Finelli. Read more

Bossi su Tettamanzi: “Vescovo o imam?” Fini: “Presepe pieno di extracomunitari”

dicembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Infuria la polemica per il fuoco di fila della Lega che attraverso la Padania, con Calderoli e con il suo leader va giù dura sull’Arcivescovo di Milano: «Dovrebbe essere più vicino al territorio». Lui: «Non so se ce ne sia un altro che lo è tanto». La politica italiana, in particolare con i cattolici centristi, si stringe intorno a Tettamanzi. Poi l’intervento del presidente della Camera: «Inammissibile che il processo breve non valga per i reati in materia di immigrazione». Il servizio di Francesco Carosella.

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Polemiche, scontri. Ma per il dopo Silvio elettori Pdl preferiscono comunque Fini

novembre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sondaggio di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Il 59% con il presidente della Camera. L’aspra dialettica interna, gli attacchi del Giornale e di Libero sembrano non avere avuto peso: per gli oltre 10 milioni di italiani che scelgono abitualmente Popolo della Libertà resta l’ex leader di An il naturale successore del Cavaliere. Stessa domanda ai leghisti per il dopo Bossi: e a prevalere, a sorpresa, è Tremonti (52%) che lascia Maroni al 18%. Ci spiega i dati come sempre il nostro Luigi Crespi in persona. Read more

Diario politico. Il senso di Berlusconi per la mafia: ‘Strozzo chi ha scritto La Piovra’

novembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Francesco Carosella. Sotto pressione per il temuto, possibile avviso di garanzia in arrivo (si diceva) dalla procura di Firenze che indaga sulle stragi mafiose del ’93, il presidente del Consiglio attacca «chi scrive libri» su Cosa nostra, che sempre secondo Berlusconi ci farebbero fare «brutta figura». Mondo della cultura in rivolta. Placido: «Un autogol». Remo Girone, protagonista della fiction Rai sulla mafia: «Molti presero coscienza grazie a quei film». Quanto alle accuse riferite da “Libero” che stamattina titolava di un premier già iscritto nel registro degli indagati sempre nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi, sono «infondate e infamanti», dice Berlusconi. Dalla procura comunque arriva una completa smentita: le posizioni di «nè lui, nè Dell’Utri» sono al vaglio degli investigatori. C’è solo la maggioranza sul palcoscenico della politica italiana di oggi – è sempre più assordante, comunque, il silenzio dei Democratici pur ripartiti e rinnovati di Bersani, che faticano a tenere, anzi, a prendere in mano il pallino del gioco – perchè è anche il giorno in cui la Lega ritira frettolosamente l’emendamento che prevedeva un limite di tempo per la cassa integrazione per gli immigrati. E di Fini che indica la strada: «L’inserimento degli stranieri nella vita civile e politica dei Paesi europei – dice il presidente della Camera – si ottiene attraverso un’estensione dei diritti di cittadinanza sociale e politica» e non, ovviamente, con il contrario. Racconto. Read more

Su giustizia ancora duello tra Silvio e Fini Bondi: “Gianfranco conformista di realtà”

novembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tutto cominciò, come ricorda spesso lo stesso presidente della Camera, il giorno in cui Berlusconi, allora semplice imprenditore non ancora sceso in politica, durante una conferenza stampa a Casalecchio di Reno disse che per la carica di sindaco di Roma tra Fini e Rutelli avrebbe scelto sicuramente Fini. Era il 1993. Fu il primo mattone del futuro Polo del Buongoverno, prodromo originale del Popolo della Libertà. Da allora un rapporto di stima politica e personale lega moltissimo il premier al suo delfino-competitore. Ma da quando l’ex leader di Alleanza Nazionale è asceso alla terza carica dello Stato, è calato il gelo. Fini, sostenuto dal nostro giornale, ha scelto la linea della responsabilità istituzionale, assumendo al tempo stesso i valori di una destra moderna, europea, sulla falsariga degli altri grandi partiti liberalconservatori del Vecchio continente. Una linea che non poteva non confliggere con le “esigenze” del presidente del Consiglio. Sul tema della riforma dei procedimenti e della prescrizione breve l’ultima sfida, cominciata nel week-end con l’intervista di Fini a “Che tempo che fa” (“Gli autografi li chiedano a Sting, il presidente della Camera non firma nulla”) e proseguita con l’incontro chiarificatore, ma che non è piaciuto agli ambienti più vicini al premier, di ieri. Oggi nuovo attacco del “Giornale”. Il giornale della politica italiana, a poche ore dalla presentazione al Senato della legge frutto del compromesso tra i due, vi racconta l’ultimo duello. La firma è di Francesco Carosella. Sentiamo. Read more

Diario politico. Bossi: “Alla Lega Veneto e Piemonte”. Raitre, la sostituzione Ruffini

novembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Senatùr rivendica la presidenza delle due regioni, mentre in Lombardia sì alla conferma di Formigoni «con un vice leghista». Gasparri: «A loro al massimo un Governatore». E’ il giorno dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, e Bersani viene ufficialmente proclamato nuovo segretario: «Si riparta dal lavoro». Letta vice, Bindi presidente. Ma il fatto che più di tutti scuote la politica italiana è il passaggio dalle intenzioni ai fatti da parte della maggioranza riguardo all’avvicendamento sulla poltrona di direttore della terza rete: «Ruffini ha lavorato troppo bene», dicono in coro Floris, Dandini e Lucarelli, tre dei volti-simbolo della stagione del direttore uscente, dopo che si diffonde la notizia che il dg Masi ha avvertito Ruffini che verrà sostituito al prossimo Cda Rai, mercoledì. Il racconto. Read more

Diario politico. Berlusconi: ‘No al dialogo, fabbricano odio. Elezione diretta premier’

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo del Governo rivede in qualche modo le posizioni dei giorni scorsi e nega la possibilità di un confronto con l’opposizione, finchè «saranno in funzione le fabbriche del fango e dell’odio. E io non sono così ottimista da pensare che queste fabbriche verranno chiuse». Poi rilancia sulle riforme: «Sulla scelta del presidente del Consiglio è ora di adeguare la Costituzione formale a quella materiale: sia il popolo a decidere». Sì alla riduzione del numero dei Parlamentari, «l’avevamo già fatto (nella legislatura 2001-2006, ndr)», l’auspicio di una collaborazione leale tra Quirinale e Palazzo Chigi nel rispetto dei ruoli di ciascuno. E c’è il tempo anche per una risposta al nostro Paolo Guzzanti che ha più volte rivelato su questo giornale come la diplomazia americana guardi con fastidio i rapporti molto stretti tra l’Italia e Russia e Libia: «Obama ribadisce sempre l’apprezzamento per la mia strong leadership». Il secondo tema forte di oggi è la crepa che si apre tra Bossi e il suo delfino Maroni, dopo che quest’ultimo aveva minacciato un voto leghista contro il Governo e con l’opposizione se quest’ultima avesse sostenuto un aumento dei fondi destinati alla sicurezza. La “censura” del leader della Lega: «Il ministro dell’Interno farà ciò che dico io». Infine, vi aggiorniamo ampiamente sul caso Marrazzo, con tutto il racconto dell’ex Governatore dell’irruzione nell’appartamento di via Gradoli nella deposizione resa ai magistrati. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Sì al dialogo sulle riforme. Ma Bersani cambi registro”

novembre 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Nuove anticipazioni per l’ultimo libro di Vespa. Il presidente del Consiglio: «Se sono disponibili a trattare, si può discutere». Ma Alfano: «Sulla giustizia convergenze auspicabili, ma a noi spetta di mantenere l’impegno di riformarla preso con gli elettori. Anche senza l’opposizione». Ancora il premier: «No ad altre maggioranze. Se cado, al voto». Vi rendiamo conto poi degli ultimi sviluppi del caso Marrazzo, con l’ex presidente della Regione Lazio che ammette: «Quei soldi (ripresi sul tavolo dell’appartamento in cui l’ex Governatore si trovava insieme a Natalie, la trans delle sue frequentazioni, ndr) servivano anche per pagare la droga». E chiudiamo con l’annuncio dell’addio alla politica di Cacciari, commentato oggi sulle nostre pagine da Claudio Caprara. Il racconto. Read more

Il retroscena. Via la Par condicio, il vero obiettivo di Silvio di G. Lerner

ottobre 31, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come sapete, è la legge che rego- la le presenze in televisione negli ultimi giorni di campagna eletto- rale. Alla Camera c’è già una proposta di modifica del responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani. Il premier ha ricevuto il beneplacito di Fini mentre Bossi, che più di tutti verrebbe penalizzato – la Lega in quanto formazione più piccola avrebbe perciò meno spazio televisivo dei due partiti maggiori - riceverà in cambio le presidenze di Regione che chiede al Nord. In questo modo nulla dovrebbe impedire il superamento della par condicio entro le Regionali del prossimo marzo. Che verrebbero affrontate dunque nel nuovo regime (televisivo). Ce lo racconta il conduttore de ”L’Infedele”. Read more

Diario politico. Bossi: ‘Giulio vicepremier’ Bersani: ‘Si cominci ad affrontare la crisi’

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. La nota più autorevole, letta, approfondita. La nota politica del giornale della politica italiana. Cinque temi, due di maggioranza, due di opposizione, più il caso Marrazzo. Il leader della Lega spinge per la nomina del ministro dell’Economia, contro la quale si schiera però tutto il Pdl. Che – secondo punto – sostiene la linea “rigore più sviluppo” del premier, che dovrebbe prevedere la riduzione delle tasse, anche in chiave elettorale. Rutelli che settimane fa confida un’intenzione di andar via dal Partito Democratico che viene svelata oggi con una tempistica che non piace all’ex leader Dl da Bruno Vespa, che aveva raccolto la dichiarazione per il suo nuovo libro. Bersani, dal canto suo, fa la sua prima uscita a Prato, tra gli artigiani nel pieno della crisi economica, e invita il Governo «a venire in Parlamento a confrontarsi su questo, finalmente». Infine, il programma per le dimissioni del presidente della Regione Lazio, che dovrebbe lasciare a metà novembre. Il racconto. Read more

Diario politico. Marrazzo si autosospende Caso Tremonti, Bossi: “Con me al sicuro”

ottobre 25, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Alla fine il Governatore della Regione Lazio, ricattato da quattro carabinieri con un video che lo ritrae con una trans, decide di lasciare avviando un percorso che lo porterà alle dimissioni a ridosso delle regionali del prossimo marzo. Maroni: «Fatti privati, per me non si deve dimettere». Berlusconi riunisce ad Arcore il ministro dell’Economia, con il quale c’erano stati screzi nei giorni scorsi, dopo l’annuncio da parte del presidente del Consiglio dell’intenzione di abolire l’Irap, il leader della Lega e qualche luogotenente. Il senatùr: “Nel Pdl troppi pasticcioni. Accordo fatto, il Veneto è nostro». Casini: «Ecco, Governo ostaggio leghista». Ma Scajola: «La maggioranza è coesa». Fini sulla politica economica: «No a spesa indiscriminata, sì a tagli selettivi». Infine, vi raccontiamo la querelle del rinnovo del contratto tra Bruno Vespa e la Rai, con il conduttore che non recede dalla propria richiesta di un cospicuo aumento, «considerata l’inflazione». Il racconto. Read more

Diario politico. Minacce Br a premier, Fini Bossi. Alfano a Anm: “Guerra preventiva”

ottobre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. I magistrati annunciano lo “stato di agitazione” per contrastare le velleità di riforma della Giustizia del Governo: «Difenderemo la Costituzione». Il ministro: «Inspiegabile e pretestuoso». Questo il cuore del dibattito politico di oggi, che vi raccontiamo. Ma la notizia che fa più rumore riguarda la lettera recapitata al Riformista dai nuovi brigatisti. Il presidente della Camera: «E’ solo il delirio di un folle». E poi la replica di Rosy Bindi al premier che tenta di giustificare («Ma così peggiora le cose», commenta l’ex ministro) le frasi offensive rivolte all’esponente Democratico. Il racconto.            Read more

Settegiorni. Tremonti, Scalfari, De Bortoli e il Tg2 di Mario Adinolfi

ottobre 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. Il «siluro» de “il Giornale” che stamattina svela una lettera compromissoria, rispetto all’integrità berlusconiana, del ministro Tremonti rivelandone le ambizioni di successione, apre la rubrica di oggi di Adinolfi. E’ un momento di grande tensione per il nostro Paese. Lo dimostra anche il confronto-scontro a distanza tra il fondatore di “Repubblica” e il direttore del “Corriere”, che giustifica agli occhi del premier la linea del proprio giornale prendendo le distanze dagli attacchi «faziosi» che si capisce attribuisca, tra gli altri, alla stessa “Repubblica”. Scalfari risponde segnalando che la deriva che sta prendendo la democrazia italiana è tale e grave, e i giornali italiani dovrebbero avere il coraggio di quelli esteri nel denunciarla. Su questo punti due e tre. Poi tuttodalema: l’intervista «simpatizzante» di Diego Bianchi, i sostegni da destra a Bersani-D’Alema, le domande che «avrei fatto» all’ex presidente del Consiglio al posto di Zoro e, infine, un duro affondo all’ex segretario del Pds. Buona lettura. Read more

Lodo Alfano. Ma poi Bossi e Fini passano all’incasso di G. Lerner

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ultimo commento di oggi è affida- to al conduttore de “L’Infedele” che ci racconta il possibile futuro da un punto di vista inedito e interessante: la coincidenza tra l’incontro privato con il presidente della Camera e le dichiarazioni di fuoco con cui Bossi sembrava mettere pressione sulla Corte sarebbe, per Lerner, la prova che «il gatto e la volpe», come li definisce, offrirebbero il loro sostegno a Berlusconi per mantenerlo politicamente in vita, lasciarlo logorare e approfittarne per conquistare posizioni di potere (ad esempio le presidenze di Lombardia e Veneto per la Lega), prima di passare, appunto (in questo caso Fini soprattutto), all’incasso finale. Da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more

La Consulta boccia Lodo Alfano/1 Che succede adesso P. Guzzanti

ottobre 8, 2009 by Redazione · 7 Comments 

Nelle ore immediatamente succes- sive quello che si configura come il fatto più rilevante dell’anno, per la politica italiana, anche per le conseguenze che potrebbe avere sulla legislatura e sulla storia della terza (?) Repubblica, il Politico.it esce in tempo reale come nessun altro grande quotidiano ha potuto fare (e potrà fare domani): con i commenti di due tra le maggiori firme del giornalismo politico italiano, i nostri Paolo Guzzanti e Gad Lerner. Cominciamo con l’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano. Che conduce una disamina sugli scenari che si potrebbero verificare. Sono tre. Elezioni, lunga attesa, sollevazione. Sentiamo.            Read more

La Consulta boccia Lodo Alfano/2 Viva la Costituzione di Gad Lerner

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il conduttore de “L’infedele” si sof- ferma invece sul valore giuridico-civile della sentenza della Corte Costituzionale, che riafferma «il principio che la legge è uguale per tutti». E poi, come per Guzzanti, la preoccupazione per le «minacce sovversive» di Bossi, «roboanti ma speriamo più vicine al bluff che ad un’azione di forza». Sentiamo. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Vado avanti” Attacco a Napolitano. Il Pd: ‘Inaccettabile’

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Dopo la sentenza della Corte, esplode il dibattito politico. Il premier: “Undici giudici di sinistra. E il capo dello Stato si sa da che parte sta”. Il Quirinale: “Con la Costituzione”. Di Pietro sulla sentenza: “Ora Berlusconi si dimetta”. I Democratici: “Si faccia giudicare”. Nel pomeriggio era stato Bossi ad infiammare la vigilia parlando di “trascinare il popolo” in caso di bocciatura della legge. In serata calca la mano: “Facciamo la guerra”. L’opposizione: “Irresponsabile”. Il racconto.            Read more

Diario politico. Premier “corresponsabile di corruzione”. E oggi il verdetto sul lodo

ottobre 6, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. E’ il giorno in cui la Consulta potrà dire una parola definitiva sulla costituzionalità o meno del provvedimento che sospende i procedimenti a carico delle prime quattro cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, che senza Alfano si ritroverebbe processato per il caso Mills, con tutti i rischi e le conseguenze possibili. Tra queste c’è, naturalmente, l’ipotesi dimissioni, difficilmente evitabile in caso di condanna; gli oppositori sperano per una uscita definitiva dalla politica italiana ma c’è anche chi pensa che il premier possa far saltare il banco portando tutti ad elezioni anticipate alla ricerca di una affermazione ancora più ampia. Di tutto questo si è discusso in una vigilia in cui Berlusconi è stato contemporaneamente giudicato responsabile nel processo (civile, e quindi in grado di arrivare comunque a conclusione) Mondadori, in cui venerdì Fininvest era stata condannata ad un risarcimento di 746 milioni di euro alla Cir di De Benedetti. Il Cavaliere parla di “enormità giuridica”, il Pdl evoca un “disegno eversivo”, l’opposizione si fa sentire ma non troppo. Ma il vero tema è se si torna, o no, alle urne. Fini: “No a governi tecnici”. Casini: “Noi auspichiamo il voto”. Bossi: “Nel caso, comunque – dice il leader della Lega – siamo pronti”. Il racconto. Read more

Diario politico. Bossi: “Non votai per la guerra”. La Russa: “Ci difende da essa” D’Alema a Rutelli: “Pd anche di sinistra”

settembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Ieri è stato il giorno dei funerali di Stato per i nostri sei militari morti a Kabul. La politica italiana si stringe compatta intorno ai feretri dei soldati italiani. Vi raccontiamo la mattinata del lutto. Il leader della Lega: “Se a Natale potessimo cominciare a riportarne a casa un po’…”. Ma ieri è stato anche il giorno dell’atteso (nelle file del centrodestra) incontro tra Berlusconi e Fini, a casa di Letta. Un incontro interlocutorio, a sentire i commenti dei colonnelli Pdl; sul tavolo la necessità di “combinare insieme una concezione leaderistica del partito-movimento con quella che richiede sedi permanenti di dibattito e un serio lavoro sul territorio”, spiega Cicchitto. Infine la relazione di Bagnasco ai vescovi: “Chi fa politica deve avere sobrietà. Lo dice la nostra Costituzione”. Il racconto. Read more

Attacco a Kabul. Nelle ore del lutto riecco la tentazione (elettoralistica) exit strategy

settembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il primo a dirlo, un po’ inosservato, è Antonio Di Pietro: «Siamo oggi di fronte ad una guerra guerreggiata ed è difficile sostenere che la missione internazionale è ancora di pace. Bisogna programmare una exit strategy». In serata è la volta di Umberto Bossi: «Il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan è fallito, la missione è esaurita. Spero che a Natale possano venire tutti a casa». Doveva essere il giorno del lutto e del silenzio, quello di ieri, soprattutto in tema di eventuale ritiro dall’Afghanistan. Perchè annunciare che veniamo via subito dopo che sono morti sei dei nostri militari significa far passare il messaggio che gli attentati pagano. E mettere ancora più a rischio la sicurezza degli italiani rimasti laggiù. La scelta di rompere il “tabù” da parte del leader Idv e del Senatùr, carica di un indubbio opportunismo elettorale, richiede allora una riflessione in più: sulle ragioni, sugli stessi Di Pietro e Bossi, “gemelli diversi” della politica italiana che da fronti opposti praticano tuttavia lo stesso modo di fare politica. Il giornale della politica italiana affida la propria analisi ai due autorevoli commenti che trovate a seguire qui in home page. Le firme, ancora una volta, sono dei nostri Gad Lerner e Luigi Crespi. Sentiamo.            Read more

***Exit strategy/1***
IL MOMENTO SBAGLIATO
di GAD LERNER

settembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Trovo poco decoroso, offensivo nei confronti dei nostri sei paracadutisti morti a Kabul insieme a quindici civili afghani, che membri del nostro governo abbiano ipotizzato un ritiro del contingente a poche ore dall’attentato. Incoraggiando oltretutto i terroristi a compierne altri [...] continua all’interno Read more

Attacco a Kabul. Non si fanno sondaggi sui morti di Luigi Crespi

settembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ve lo sarete domandati come mai Di Pietro e Bossi dopo avere votato in Parlamento a favore della mis- sione in Afghanistan se ne sono usciti chiedendo il ritiro delle truppe. La risposta è fornita da Mannheimer (“58 italiani su 100 sono per il ritiro”) [...] continua all’interno Read more

Diario politico. Kabul, Bossi: ‘Via a Natale’ Insorge La Russa. Berlusconi: ‘Da soli no’

settembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Apertura dedicata doverosamente alle reazioni alla strage di Kabul, nella quale hanno perso la vita sei militari italiani, mentre altri quattro sono feriti (e il giornale della politica italiana vi ha raccontato nei dettagli lungo tutta la giornata, trovate gli articoli in home e all’interno). Il leader della Lega rilancia la sua vecchia proposta del ritiro delle truppe. Il ministro della Difesa: “Non si può fissare una data”. Ma il premier: “Non possiamo decidere noi, ma è meglio per tutti uscire quanto prima”. Tra gli altri temi, il Tar del Lazio ha riaffermato il diritto alla interruzione delle cure: tutti i dettagli all’interno. Il racconto. Read more

***Diario, si accende il dibattito politico*** Bossi: “Escort? La mafia… Suicidio Fini” Stragi, Alfano: “Magistrati cercano solo la verità” Ma Schifani: ‘No, teoremi politici’

settembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Il leader della Lega parla da Pian del Re, sorgenti del Po, dove rinnova la cerimonia dell’ampolla: “Le prostitute sono in mano alle cosche, sono quest’ultime ad aver organizzato questa cosa qui”, dice riferendosi alla vicenda che ha coinvolto il presidente del Consiglio. Sull’ex capo di An: “Ma sugli immigrati rispetterà i patti”. Botta e risposta indiretto tra il ministro della Giustizia e il presidente del Senato sul tema della riapertura delle indagini sui delitti di Cosa nostra. Alfano: ”Nessuno ha obiettivi politici”. Lo contraddice l’ex capogruppo di Forza Italia, che invita anche la stampa a “smetterla con le calunnie”. In serata poi irrompono le dichiarazioni di Josè Luis Zapatero, che torna sulle esternazioni di Berlusconi di ieri durante la conferenza stampa congiunta: “Taccio per rispetto istituzionale”, dice il primo ministro spagnolo. Vi aggiorniamo infine sull’inchiesta di Bari e su Napolitano che parla di emergenza-povertà. Ancora una volta al sud. Il racconto. Read more

Diario politico. Bossi e Feltri contro Fini Berlusconi: “Libertà stampa, barzellette”

settembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Riecco i grandi autori del Diario politico, a cominciare da Gabriele Canarini, nel giorno dei rientri del direttore e di Luana Crisarà. La prima firma della nota politica quotidiana de il Politico.it apre stasera raccontandoci del leader della Lega e del direttore de “il Giornale” che da fronti diversi criticano il presidente della Camera: “Matto se vuole dare il voto agli immigrati”, dice il primo dal palco della festa leghista a Torino. “Punti al Quirinale e non sei più di destra”, lo incalza il secondo in un editoriale nel quale si rivolge direttamente all’ex leader di An. La giornata politica è stata segnata anche dalle esternazioni del presidente del Consiglio sulla questione informazione. Franceschini: “Ricorda il fascismo”. Il racconto.            Read more

***L’opinione delle grandi firme***Ora Bossi detta anche la politica estera di GAD LERNER

luglio 31, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quest’oggi, in apertura di giornata, ilPolitico.it vio offre un pungente intervento del grande giornalista Gad Lerner. Inserendosi nel dibattito sul Afghanistan – l’intenzione di portare l’italia fuori dal Paese trapelata dalle parole di Bossi e poi smentita dal premier Berlusconi – Lerner ci dà la sua opinione con la consueta dose di provocazione che lo contraddistingue. Da non perdere!

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Il ritratto del personaggio della settimana LA CALMA DI SALVINI di Luca Lena

luglio 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il giorno del grande affresco del nostro vicedirettore, che sceglie, oggi, di raccontarci l’eurodeputato leghista ripreso mentre intonava canzoni razziste nei confronti dei napoletani. Il pezzo, come sempre, è accompagnato dalla bella illustra- zione di Pep Marchegiani. Buona lettura. Read more

Diario politico. G8, critiche all’Italia Salvini, canti razzisti in video: dimissioni

luglio 8, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Scoppia il caso del nostro Paese alla vigilia del vertice de L’Aquila. Il quotidiano inglese “The Guardian” accusa l’Italia di non avere saputo predisporre un’agenda adeguata tanto che sarebbero dovuti intervenire gli Stati Uniti per organizzare i colloqui preliminari degli “sherpa”, e che per questo molti Paesi europei spingerebbero per l’esclusione dall’organismo. Frattini: “Si confondono”. Ve ne abbiamo anticipato oggi, vi raccontiamo nel dettaglio questa storia. L’altro caso del giorno riguarda l’eurodeputato leghista, che si fa riprendere mentre canta una canzone fortemente offensiva e dai toni razzisti nei confronti dei napoletani: reazione sdegnata di tutta la politica italiana, fino alla rinuncia alla carica di parlamentare italiano che però Salvini spiega con la necessità di scegliere tra i due incarichi. Infine vi aggiorniamo sui ddl intercettazioni e sicurezza. Il racconto.            Read more

Diario politico. D’Alema: “Possibili scosse L’opposizione si faccia trovare pronta”

giugno 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. L’ex presidente del Consiglio interviene alla trasmissione di Lucia Annunziata, “In mezzora”, e chiama a raccolta l’opposizione. “Nella vicenda italiana potranno avvenire delle scosse – dice - Anche perchè il premier non è uomo che accetti il declino politico e umano, animato com’è da un mito dell’eterna giovinezza, miti sempre pericolosi”. ”Questo richiede che l’opposizione sia in grado di assumersi le proprie responsabilità e anche che sia nella pienezza delle sue funzioni”, conclude D’Alema. Pdl: “E’ un gregario di Repubblica“. Ma oggi è stato anche il giorno del raduno della Lega a Pontida. Il racconto. Sentiamo. Read more

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