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Ma il governo continua a non governare Galan: ‘Ministeri a nord? Aumenta spesa’ Poi la riforma fiscale a (soli) fini elettorali E gli ‘schiavi’ si riuniscono. Ma per Silvio Così Confindustria: “Produzione è ferma” Succede quando hanno interessi privati

giugno 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E ci si “impegna” (?) in politica non per il bene della nazione ma per il proprio. Vale a destra come a sinistra. La nuova politica nasce invece (nel disinteresse dato) dall’onestà e dalla responsabilità. E solo a partire da queste basi si potrà salvare e rifare grande l’Italia. Oggi Massimo Donadi ci rac- conta la rappresentazione, al contrario, dell’interesse parziale, personale e/o privato dell’attuale esecutivo. Fatto a immagine e somiglianza del premier. Appunto. di MASSIMO DONADI* Read more

***Diario politico***
LA STRATEGIA DELLA DESTRA CONTRO PISAPIA
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’insulto di Bossi al candidato sindaco del centrosinistra: ”E’ un matto che vuole riempire la città di clandestini, moschee e trasformarla in una zingaropoli”, ricalca – sia pure nella trasfigurazione nervosa e colorita del numero uno leghista – il refrain che da 72 ore ascoltiamo ogni qual volta un esponente della maggioranza interviene sul tema. Il centrodestra ha scelto la sua via: far passare il trionfatore del primo turno per un estremista di sinistra e per giunta radicale che vuole, oltre alla “zingaropoli”, anche le “stanze del buco”. Le parole del leader del Carroccio, nel racconto della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

***L’analisi***
VOTO DI LISTA, IL CROLLO DI PDL E LEGA
di LUIGI CRESPI

maggio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La débacle del presidente del Consiglio è testimoniata anche dalla ulteriore riduzione di consenso al partito del premier, accompagnata da una Lega che, rispetto al passato, non sfonda più. Il grande sondaggista ci ricorda che questa tendenza è in atto ormai da diverse tornate elettorali, mascherata – come oggi è negata una vittoria alternativa piena – dalla difficoltà del centrosinistra a farsi protagonista e non soltanto a raccogliere i pezzi dei delusi da Pdl e Lega. E avverte Berlusconi: se non vuoi trascinare le tue creature politiche (?) con te nell’abisso, è il momento di consentire quella “normalizzazione” che consenta al centrodestra di risplendere, se possibile, anche di luce propria. E soprattutto della luce della gente e delle scelte concrete. Della democrazia e della politica vera. di LUIGI CRESPI Read more

L’editoriale. Ora Berlusconi e Fini ritornino assieme di Luigi Crespi

maggio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un centrodestra diviso non ha alcu- na chance elettorale in questo Pae- se. Così come un centrosinistra che non si faccia “partito dell’Italia” può vincere solo grazie alle divisioni degli avversari. Il grande sondaggista ed ex spin doctor del presidente del Consiglio dalle colonne del “suo” giornale della politica italiana invita i leader della nostra destra a pensare al domani e a fare un passo indietro per favorire una ricomposizione della maggioranza. Ipotesi difficile, ma che Crespi prova ad accreditare. Così. di LUIGI CRESPI Read more

***Il commento***
ALLE AMMINISTRATIVE PREVEDO SORPRESE
di LUIGI CRESPI

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A cominciare da Milano, che il grande sondaggista ci invita a tenere d’occhio. Gli stessi rilevamenti possono non fotografare ancora una situazione in via di maturazione in cui gli italiani hanno voglia di cambiamento. E il centrosinistra, piano piano, si sta attrezzando. Il profilo di Bersani appare più solido e sicuro, il progetto invocato dal giornale della politica italiana, e sul quale i Democratici hanno “risposto” alla chiamata de il Politico.it, non è ancora quel disegno organico e complessivo per un completo ribaltamento di piano che è ciò che può salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese, e viene comunicato ancora senza consapevolezza, ma comincia ad esserci. Con un po’ più di coraggio, l’alternativa ci sarà. E la brama di voltare pagina che il nostro Paese, ancora sottotraccia, ha, potrà essere espressa e trovare soddisfazione. di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico. (E) il futuro (dell’Italia) (?) Sì alla fiducia sul federalismo municipale Ma senza un ritrovato orgoglio nazionale il sud va (a picco), e il Paese si disgrega E poi stop agli incentivi sulle rinnovabili No a sprechi ma piano di sviluppo dov’è? Una strategia comunque governo ce l’ha
E’ la

marzo 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Passa il decreto che assegna (“restituisce”) ai comuni alcune facoltà fiscali sul quale il governo aveva apposto la questione di fiducia. Un provvedimento che, preso di per sé, dice poco e non necessariamente in chiave negativa. Ma come il giornale della politica italiana scrive da settimane, una spinta in senso federale – sia pure, per ora, molto contenuta – che non sia organicizzata ad un piano complessivo per la costruzione del futuro del Paese che preveda anche un recupero delle motivazioni del nostro stare assieme e consenta uno sviluppo dell’Italia in quanto tale (nel suo complesso), rischia di rappresentare solo un passo – senza responsabilità generale - verso quella ulteriore divaricazione “sentimentale” tra nord e sud che accentuerà la dispersione delle nostre energie per salvare e rifare grande – in un unico tempo – la nostra nazione. Sebbene la responsabilizzazione – “particolare” – nell’utilizzo delle risorse di ciascuna area del nostro Paese possa, se inserita appunto in quel piano organico, essere buona cosa. Così come un maggior controllo sui contributi per le rinnovabili. Ma, come sopra, solo se la direzione di marcia è quella del potenziamento (rigoroso): le energie pulite sono il futuro del nostro Paese, e intervenire solo in senso limitativo significa compiere una scelta retrograda e reversiva – che va incontro alle esigenze di una lobby energetica come appunto quella nucleare - che pagheremo tutti a caro prezzo (in tutti i sensi) tanto più quanto più tempo verremo allontanati da uno sviluppo (del settore) che ci dia modo di sfruttare appieno le nostre potenzialità (in questo senso) e di avviare una politica economico-ambientale che non sia piegata ad interessi particolari ma serva a fare (solo) il bene del Paese (e non soltanto). Il racconto, ora, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Napolitano ammonisce il governo: “E’ incostituzionale” di G. Baffigo

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo scoperto con Laratta i contenuti del decreto Milleproroghe, un coacervo di provvedimenti che il capo dello Stato definisce «nuova finanziaria», trovandosi costretto ad ammonire il governo. Ecco perché, che cosa il Colle ha scritto a Berlusconi e il dibattito che ne è seguito. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Il commento. La Lega si prepara a lasciare Berlusconi di Gad Lerner

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’intervista di martedì del segretario del Pd a La Padania è un autogol del leader Democratico, ma di questo parleremo dopo. La disponibilità nei confronti dei leghisti è invece la loro occasione di portare a casa comunque il federalismo e il segnale che le camicie verdi sono pronte ad imprimere il piede sull’acceleratore della separazione dal premier. Ce ne parla il conduttore de L’Infedele. di GAD LERNER Read more

***Diario politico***
IL PARTITO DEMOCRATICO HA (ANCHE LUI) PAURA DELLA DEMOCRAZIA?
di GINEVRA BAFFIGO

gennaio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non ci riferiamo, naturalmente, alla contestazione dei possibili brogli a Napoli che non sarebbero “democrazia” ma una sua perversione. Dalla tentazione di “stoppare” le primarie (che comunque, proprio Napoli insegna, vanno riformate, magari attraverso la creazione di un’anagrafe degli elettori che non sfavorisca la partecipazione, ma assicuri il coinvolgimento, appunto, dei soli, effettivi elettori del Pd) alla decisione (questa sì) di sospendere un’assemblea nazionale che sarebbe stata il luogo preposto ad assumere una decisione condivisa sui presunti brogli, appunto, della consultazione “vinta” (?) da Cozzolino, l’attuale maggioranza Democratica (ma, va detto, non solo) sembra non avere fiducia nella propria gente (o forse in se stessa). E in parte ne hanno motivo: perché il nostro Paese è assuefatto da una democrazia rappresentativa tout court in cui la delega tende a deresponsabilizzare gli elettori dalla (vera) partecipazione, quella fatta non solo del voto (che pure è il momento più significativo di espressione della responsabilità politica) ma di cultura, impegno, coscienza politica. Fare le primarie senza prima avere creato una coscienza Democratica (in tutti i sensi), scrivevamo nel giorno della sconfitta di Boeri a Milano (dove pure intervenne, ma proprio per questo, il peso della familiarità di Pisapia), è come applicare il motore di una Ferrari ad una bicicletta: è probabile, per così dire, che il funzionamento non sarà perfetto. Naturalmente senza un inizio – e le primarie questo rappresentano – quella coscienza non si avrà mai, e se quello di una società politica (ma dev’essere chiaro l’obiettivo) è l’orizzonte (come il Politico.it crede possa e debba essere) del centrosinistra (ma non solo) è giusto proseguire su questa strada. Nondimeno l’operazione va sostenuta e completata (dall’impegno) sul fronte culturale, e al contrario proprio in casa del Pd si verifica più visibilmente che altrove il progressivo, ulteriore scollamento (ora – anche concettuale, e quindi attivo) della società dalla politica. Quindi, gli uni non abbiano paura del proprio popolo (e usino gli strumenti Democratici sicuri, come l’assemblea, per fare ciò a cui servono), gli altri tengano conto che non siamo (neanche) negli Stati Uniti (ma non basta). La nostra vicedirettrice ci racconta della vicenda delle primarie Pd nella città partenopea, ma anche della (s)fiducia a Bondi e, senza devianze (in tutti i sensi) pruriginose, dell’«ulteriore documentazione» giunta alla Camera da parte della Procura milanese sul caso Ruby. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario politico. E’ stato – si è… – scaricato Il Vaticano: “Servono moralità e legalità” Napolitano: “E (anche) maggior sobrietà” Bossi: “Senza federalismo si va al voto” Ma Crespi: ‘Non lo seguiranno a inferno’

gennaio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Siamo al crepuscolo. Ci vorrà ancora qualche mese, forse un anno, ma la fine è cominciata. Adesso ufficialmente. E la causa, come in tutte le cose della vita, sta nello stesso presidente del Consiglio. Che è, suo malgrado, molto invecchiato. E per questo da ormai quindici mesi non fa che cadere nella trappola dell’evasione (in tutti i sensi?). Ed è per questo che, oggi, nessuno (dei poteri, più o meno forti) è più disposto a difenderlo. L’ultimo a rimanergli accanto è il leader leghista. Ma lo fa – forse anche per solidarietà umana ma soprattutto – per interesse. E nelle previsioni dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio – raccolte come sempre dal giornale della politica italiana – c’è un Bossi che, raggiunto il proprio scopo, non si lascerà cadere a terra con Berlusconi. Una storia sta finendo. E la politica italiana non sarà più come prima. Meno male (?). Il racconto della giornata, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

Dal bunga bunga a Bada bambina! Le verità dell’”utilizzatore” Laratta

gennaio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ce ne siamo occupati in funzione della concretezza delle scelte per la costruzione del domani, proponendo (anche) un punto di vista – critico nei confronti dello «strapotere» dei giudici, secondo Annalisa Chirico – non scontato e tutto da considerare. Ce ne siamo occupati compiendo quel completo ribaltamento di piano che dovrebbe riguardare (anche) la nostra politica, passando dal frugare (di altri) nella melma dello scandalo ad un esempio (al contrario) di bellezza, quello di un’eta classica dalla quale (invece) pescare a piene mani per preparare il nostro nuovo Rinascimento (o, appunto, classicismo). Il deputato del Pd è celebre, oltre che per le proposte e per le iniziative coraggiose (specie nel ruolo di ex componente della commissione Antimafia in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata, in primo luogo nella “sua” Calabria), per la propria straordinaria verve satirica. E la penna del parlamentare da Fiore è in grado di “servire” (in tutti i sensi) anche così: perché c’è bisogno, nell’onestà e nella responsabilità, di guardare al caso Ruby con quel distacco che, abbiamo visto “già” nel teatro greco, è un’arma potentissima per “demolire” il potere. E cominciare a ricostruirlo. di FRANCO LARATTA* Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Sei di destra? Te la fai sotto!

gennaio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nuova puntata della rubrica della giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero. Oggi Giulia analizza la nostra politica attraverso lo “spettro” (in tutti i sensi) di una scoperta scientifica che attribuisce alle persone conservatrici una tendenza ad una maggiore prudenza e refrattarietà ai cambiamenti, a quelle di sinistra maggiore “coraggio”. Posizioni che, c. v. d., vengono ribaltate (leggi: sconvolte, anche qui, in tutti i sensi) nella politica italiana di oggi.
di GIULIA INNOCENZI Read more

***Diario politico***
IL GIORNO DELLA VERITA’
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi si decide questa legislatura. Qual è la situazione a poche ore dal voto. Il discorso del premier di ieri. Ci racconta tutto la nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO
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***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Sì, avete capito bene: fino al giorno della (s)fiducia la Camera resterà chiusa. Motivo? Evitare agguati (era già pronta la mozione contro il ministro Bondi) e poter tessere tranquillamente la tela delle tattiche di palazzo per (non) far cadere il governo. La nostra politica (del tutto) autoreferenziale di oggi batte un altro colpo. Intanto il Paese va alla deriva. Ci siamo stancati. Se (non) vi importa (solo di voi), lasciate posto a qualcuno che abbia a cuore la nazione. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

***Diario politico***
DOPO LA FINANZIARIA IL GOVERNO CADRA’ (?)
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. «Se Silvio non dà le dimissioni lo dimissioniamo noi», dice Casini, conclamando una crisi finora solo abbozzata dai finiani. Due settimane prima del voto finale sulla manovra: l’ultima spiaggia per il premier. Che non si fida delle «soluzioni pilotate», ma a questo punto dovrà tentare qualcosa. Perché è vero che chi, della maggioranza, pigia il pulsante della fine di questo governo «se ne assume la responsabilità di fronte agli elettori», ma la verità è che la crisi può portare a qualsiasi sbocco, e anche il verdetto delle urne è del tutto imprevedibile. Il presidente del Consiglio lo sa e non vuole, per quanto possibile, correre il rischio. Ci racconta gli ultimi sviluppi e ci spiega a che punto, oramai, ci troviamo la nostra vicedirettrice. di G. BAFFIGO Read more

Pure perché in tattica il più bravo è Silvio Una ‘bomba’? Quelle di Fini sono carezze Ma Lerner: “Dura un premier sfiduciato?”

novembre 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente della Camera ha il coraggio delle idee (anche se le idee sono coraggiose, e comunque “rivoluzionarie” – ma non (lo devono essere) nel segno, ma nel respiro, per il futuro dell’Italia – fino ad un certo punto, come abbiamo visto) ma – anche qui come abbiamo indicato prima – l’amor proprio, o se volete “della poltrona” – e ci scusiamo per la caduta, funzionale – è più forte di quello per l’Italia. Che pure Fini dimostra. Ma che nella nostra politica autoreferenziale di oggi ci si è (si sono) abituati a (non) coltivare (meno: non come priorità). E invece ogni scelta alta e decisiva per rifare grande il Paese non può che essere figlia di un reale patriottismo. Il giornale della politica italiana lo denuncia da tempo: attenzione: i grandi cambiamenti (del corso della) Storia si verificano solo in presenza di (almeno uno di) due fattori: una forte, non più sostenibile crisi, per la quale la reazione diventa necessitata; la genialità di una leadership illuminata. Togliete “illuminata” e avrete Berlusconi; che ha contribuito fortemente ad avvicinarci alla crisi finale. Ma la crisi finale non è un passaggio al quale si possa accedere responsabilmente. La concezione legata alla «consolante dottrina del progresso» di Cattaneo – quella per cui la Storia procede per singulti – i periodi “neri” – dopo i quali l’umanità sta inesorabilmente sempre meglio – va bene per uno storico ma non per un uomo politico: l’uomo politico ha in mano le chiavi per costruire il progresso a prescindere da singulti che si deve dare tutto perché non si verifichino – in linea generale; può capitare che ci siano momenti storici in cui tuttavia il passaggio è ineluttabile e persino, quindi, auspicabile (che faccia in fretta) – Si tratta di capire se è in grado di usarle, quelle chiavi (ovvero se è in grado di costruire il futuro) oppure no. L’incapacità non può motivare la scelta di assecondare la caduta coltivando nel frattempo la propria autoreferenzialità. L’Italia, dice il giornale della politica italiana, è chiamata a risollevarsi ora prima che la crisi finale sia conclamata; ovvero prima di farci del male (molto). Anche per questo il Politico.it incalza rispetto alla necessità di un confronto di idee, urgente, necessario. Ha ragione Scalfarotto nel dire che tutto questo può essere compiuto solo da «figli di questo tempo» – è ciò che il giornale della politica italiana ha scritto per primo; anche se, naturalmente, va riconosciuto a Scalfarotto l’impegno storico, e precedente, per risolvere la «questione generazionale», che – anche se magari attraverso una eterogenesi dei fini – può portare allo stesso risultato. A condizione che i giovani facciano tutto questo partendo dalle idee: altrimenti non dimostrano di essere diversi dalla classe precedente e quando li ritrovassimo al potere rischieremmo probabilmente di essere punto e a capo. Comunque l’Italia deve muoversi. Lo può fare per l’entusiasmo che le può infondere la prospettiva, se si muove ora, di tornare grande. A questo fine è necessario il patriottismo (che non si vede, come appunto e come detto nelle non-scelte di Fini o, in parte, in certa autoreferenzialità di ritorno dei rinnovamentisti, senza generalizzare) ma anche, lo ha scritto ancora una volta per primo il giornale della politica italiana, anche un momento di nazionalismo, ben incardinato in un europeismo in grado di disinnescarne le potenzialità nefaste. E’ il tempo di muoversi. E, secondo il conduttore de L’Infedele, di cui stiamo per leggere il commento alla «bomba atomica» (senza uranio arricchito) di Fini di ieri, forse la mezza mossa del presidente della Camera può essere sufficiente a rendere impossibile una (lunga) prosecuzione del mandato al presidente del Consiglio. Non è subito; e non prepara il dopo. Ma è già qualcosa. Lerner ora. Sentiamo (M. Patr.).      Read more

***Diario politico***
L’INCUBO DEL PREMIER
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Era la sua ossessione. «Non mi farò mettere sulla graticola come accaduto a Prodi». Nel giorno in cui altri due deputati Pdl passano a Futuro e Libertà, e in cui per la prima volta Bocchino parla esplicitamente di «incapacità del presidente del Consiglio a governare», la realtà si rivela ancora più amara: l’ultimo scandalo presenta il conto in termini di prese di distanza di vecchi alleati e di esposizione ai colpi degli avversari, e se la convocazione al Copasir per «conoscere lo stato della sua sicurezza personale» è un colpo basso che da D’Alema ci si poteva attendere, la richiesta del presidente della Conferenza nazionale della famiglia di un «chiarimento» sulla distinzione tra la «vita privata e l’impegno pubblico» ha il sapore del tradimento. L’uomo che ha costruito il suo impero sulla comunicazione si trova oggi al centro di un’opera (congiunta) di demolizione mediatica che non sembra lasciare scampo. La “chiamata” sui gay ha calmato le acque per qualche ora ma non ferma la deriva. Come spesso accade, la realtà è diversa da quella che ci si aspetta. Nel caso di Silvio, è peggiore del suo incubo peggiore. Il grande racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice.             Read more

Ma Bossi: “Stiamo con nazionalisti serbi” La mano leggera di Genova figlia di ciò? Comunque si svela vero volto della Lega Già Borghezio beccato tra i fasci francesi Se le camicie verdi rievocano il fascismo

ottobre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La premessa è che, differentemente dal solito, si tratta di un’interpretazione politologica più che politica, e che la generalizzazione non vale tanto più in un’epoca nella quale gli anticorpi ma anche la cultura e i valori rendono, nonostante tutto, irripetibile il fenomeno fascista tout court. Tuttavia – al di là delle evidenti manifestazioni borgheziane, che sarebbe un errore ridurre, come il resto, a puro folklore visto un personaggio certamente folkloristico ma estremamente rappresentativo dell’animus leghista – non c’è nulla di più fascista del leghismo nella contemporaneità politica italiana. Berlusconi stesso rimanda più a fenomeni puramente populistici di matrice sudamericana, quando il fascismo, scrive ad esempio De Felice, si esprimeva non in mero populismo ma in un rapporto diretto tra il leader e il popolo, sì, ma un popolo mobilitato e partecipe. Ed è proprio in questa porzione di territorio (è proprio il caso di dirlo?) che pianta la più grossa delle proprie radici fasciste la Lega: il grande storico del fascismo si riconosceva nel filone interpretativo per il quale una delle matrici dell’attecchimento del fenomeno era stata la volontà di rivalsa della piccola bor- ghesia, che vuoi per l’uscita dalla guerra vuoi per una società che si faceva molto più mobile (verticalmente) vedeva minacciate non solo le proprie posizioni ma, soprattutto, quelle che ambiva a conquistare. Si può – probabilmente – ritrovare (in parte) una dinamica simile nella chiusura localistica delle fasce sociali che si riconoscono nella Lega. Oltre a costituire espressione di razzismo “tradizionale”, essa muove da interessi in parte sovrapponibili a quelli della piccola borghesia di allora, con il “nemico”, stavolta, identificato nello “straniero” (e nel proletariato meridionale). Non è un caso che dal Senatùr arrivino espressioni di simpatia nei confronti dei movimenti che hanno prodotto la teppaglia che ha impedito si giocasse la partita della Nazionale di mercoledì. Un’associazione sulla quale insiste l’analisi, che state per leggere, del conduttore de L’Infedele.        Read more

***Diario politico***
COMINCIA IL TEMPO DELLO SVILUPPO (?)
di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Nel grande racconto della nostra vicedirettrice vediamo come il ministro dell’Economia sia pronto a passare alla “fase-2″: dopo avere tenuto in sicurezza (?) i conti, con la nuova Finanziaria licenziata giovedì dal Cdm si comincia a spingere il Paese alla crescita (?). Ma è difficile scindere i due momenti (Galan: «Questa finanziaria è un disastro: non ci sono soldi». Appunto), anche se l’Europa chiede prima stabilità e poi investimenti per lo sviluppo; del resto le brevi ripartenze avute negli ultimi quindici anni – spiace dirlo in nome della nostra equidistanza, ma i dati dicono che ciò sia avvenuto sempre e solo in coincidenza con gli anni di governo di Romano Prodi – sono sempre state caratterizzate da una politica economica che prevedeva un tempo solo (due per ciò che riguardava quella redistribuzione che le frange più estreme, a sinistra, della maggioranza che sosteneva Prodi chiedevano prioritariamente, e sulla cui mancata realizzazione nei primi mesi di esecutivo si è probabilmente giocata, davvero, l’esperienza del Prodi II). Tremonti appare come un apprendista, che dopo avere fatto lo stregone nelle tre precedenti occasioni in cui si è trovato alla guida della nostra economia si è deciso – anche impossibilitato a fare altro visto che c’era, e c’è tutt’ora, il rischio-default, oltre a quello di un’accelerazione definitiva nel declino, come abbiamo scritto ripetutamente in queste settimane – a fare le cose per il bene dell’Italia o quanto meno non (indirettamente) per il suo male, solo che questo richiede un’abilità – e impone anche delle difficoltà – che il ministro non era abituato a mettere in campo – a fronteggiare – Ma gli va riconosciuta una responsabilità che nel deserto di una parte della nostra politica autoreferenziale di oggi brilla come un’oasi in una notte di luna piena. Il giornale della politica italiana ha già indicato la strada per la ripresa. Le chiose di Tremonti a ciò che rappresenta il cuore della nostra “proposta” – la cultura. Giulio: «Non dà da mangiare» – lasciano dubitare che il ministro possa condividere e fare proprie le nostre istanze. Di certo c’è bisogno di rilanciare (come al ministro hanno fatto “capire” anche le sollecitazioni, da ultimo, di Montezemolo). Ora. O (quasi) mai più. Il racconto, come detto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Il presidente ci dà ascolto Cruciani: ‘Ora Fli è divisa su (quasi) tutto’ Infatti sull’agroalimentare si spacca metà Allora Silvio: “Cdm settimanali sui punti” Così, è la cosa migliore per lei e per Italia

ottobre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente del Consiglio prova ad uscire dall’impasse imboccando, ancora una volta, la strada che il giornale della politica italiana gli aveva suggerito: rilanciare, tornando a fare della politica vera anche come modo più efficace per garantirsi una soluzione ai guai giudiziari. Perché se la legislatura riprende quota, nessuno negherà a Berlusconi il suo salvacondotto. Galvanizzato dall’ennesima occasione in cui i finiani procedono in ordine sparso, come sottolineato dal conduttore de La Zanzara, Silvio annuncia una serie di (immediati) Consigli dei ministri nei quali cominciare a varare, finalmente, i provvedimenti necessari ad attuare i cinque punti del rinnovato programma di governo. E’ difficile dire come finirà, ed è – lo diciamo al presidente – difficile che si possa arrivare fino in fondo, al 2013. Ma la strada che ha imboccato è quella giusta. Ed è nell’interesse (anche) del Paese. Bravo. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

E la Lega è sempre più parte della cricca Ricordate processo a “Guardie padane”? Il governo prepara legge per estinguerlo

ottobre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Gran parte dello charme elettorale delle camicie verdi deriva dalla loro presunta estraneità al sistema della nostra politica autoreferenziale di oggi, per stare dalla parte del popolo, di cui i leghisti si propongono come i più fedeli rappresentanti. Lasciamo pure da parte l’evidente ipocrisia di un messaggio che viene da un movimento che oggi è un partito a tutti gli effetti e come tale partecipa alla divisione della torta, e tralasciamo pure le indagini a carico di esponenti leghisti in Lombardia: ora, a dimostrazione del più feroce “contagio” (ammesso che la Lega sia mai stata “in salute” da questo punto di vista), l’esecutivo ha pronto un provvedimento («ad Legam») che dovrebbe salvare i 36 militanti del partito di Bossi che componevano il costituito “braccio armato” delle camicie verdi – quello che avrebbe dovuto, tra l’altro, “liberare” la Padania – sotto processo per associazione militare a scopo politico. Un reato che le nuove norme cancellerebbero, consentendo così l’assoluzione perché “il fatto non costituisce (più) reato”. Ce ne parla Massimo Donadi. Read more

***L’editoriale***
UNICREDIT, LA LEGA FA IL MALE DELL’ITALIA (E DEL NORD)
di PIETRO SALVATORI

ottobre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il localismo può farci sopravvivere al piccolo pericolo (apparente) di una perdita (minima) della nostra sovranità nel breve periodo, ma a lungo andare segna l’isolamento e la conseguente irrilevanza della nostra economia. Vi spieghiamo come e perché gli uomini di Bossi hanno impedito che i libici accrescessero la propria quota nella principale banca “italiana”, ma soprattutto – questo era il vero obiettivo – come e perché si sono liberati di Alessandro Profumo, il manager che aveva fatto di Unicredit uno dei maggiori istituti di credito d’Europa e che su questa strada – quella dell’internazionalizzazione – intendeva proseguire in una logica di rafforzamento delle nostre posizioni e non di, appunto, chiusura a riccio autoreferenziale. di PIETRO SALVATORI Read more

***Il commento***
E ORA EMERGE ANCHE L’ANTISEMITISMO
di GAD LERNER

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ciarrapico, senatore Pdl voluto personalmente dal presidente del Consiglio, «crede di insolentire Fini chiedendogli (in aula…) se si è già procurato la kippà, il copricapo religioso ebraico». «E’ la prima volta dalla nascita della Repubblica che un parlamentare ha così poca decenza da insultare un avversario politico facendo leva su temi vergognosi che sono stati in passato alla base di terribili tragedie», commenta Anna Finocchiaro. Noi affrontiamo la questione con Gad. Read more

E’ in pagina la nuova vignetta di theHand Protagonista Francesco Totti (su Bossi…)

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capitano della Roma, idolo della Capitale, risponde al Senatùr e alla sua reintepretazione di Senatus Populusque Romanus. Per la quale oggi il ministro chiede scusa – ma strumentalmente. E il Pd andrà fino in fondo con la sua mozione di sfiducia. Mentana: «Che la legislatura possa finire su questo?». Primo momento, dunque, di una (lieve, ma pesantissima) narrazione in cui emergerà il volto più oscuro e volgare di una parte di questa maggioranza. Intanto ecco come Totti reagisce agli insulti di Bossi…      Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il rinnovamento, abbiamo detto, è necessario. Perché solo così si salva e, anzi, si può (oggi) rifare grande il Paese (domani potrà essere tardi). Ma vediamo allora cosa, al momento, frena questo tipo di cambiamento, per la nostra politica e per il Paese; quali sono, da questo punto di vista, le differenze tra la politica inglese e quella italiana. Perché, appunto, in Inghilterra tutto ciò non solo è possibile, ma appare naturale ed è già avvenuto (non è la prima volta). E lo facciamo, come anticipa- to, con uno dei “figli di questo tempo”, in grado secondo il Politico.it di aspirare ad essere non solo uno dei protagonisti, ma il protagonista della classe dirigente (del centrosinistra) del futuro. E’ il deputato del Pd, che analizza la competizione tra i due fratelli nella prospettiva italica (prima che italiana).        Read more

Ora il Pdl lavora al Lodo salva-legislatura Mentre nel Pd è scontro Bersani-Veltroni E si rafforza l’asse Roma-Parigi sui rom… di GINEVRA BAFFIGO

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più autorevole, la più completa, la più specializzata. La nota politica del giornale della politica italiana. A chiudere un’altra grande giornata, lo spettacolare racconto firmato dalla nostra vicedirettrice. Apriamo con lo scontro sull’immigrazione – che può preludere ad una presa di coscienza della necessità di affrontare la questione in sede continentale: su questo ha ragione il presidente del Consiglio che con tutto il centrodestra lo sostiene da tempo – esploso nel cuore dell’Europa. Poi i tentativi di riparare la falla apertasi nello scafo della maggioranza e la crisi del centrosinistra che in mancanza di un progetto forte continua ad essere preda della confusione e delle convulsioni interne. Una crisi, e un problema, quello della mancanza di un’idea, per risolvere la quale il Politico.it cerca da tempo di offrire strumenti ai Democratici: Bersani sembra avere intanto recepito la necessità di concepire «un progetto», che ora va annunciando anche se del contenuto – dovrebbe trattarsi, appunto, di un disegno organico del domani e non di una serie di provvedimenti-tappullo, per quanto seri e importanti – non si vede per il momento l’ombra. Da dove partire, lo ha spiegato al Partito Democratico il nostro direttore martedì. Ora attendiamo che il messaggio venga assimilato. Intanto le ultime ore di politica italiana, nel grande racconto, appunto, di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. Se avevamo (ancora) ragione noi Berlusconi: “No a elezioni anticipate ora Continuare a governare per bene Paese”

settembre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il pressing di Bossi, la tentazione di «sferrare per primi il colpo al nemico (Fini)». La strada verso il voto, già addirittura a novembre o a dicembre, era in discesa. Eppure alla fine il presidente del Consiglio segue la via della saggezza e, per una volta, della responsabilità. Così come il giornale della politica italiana sostiene (per primo) da mesi, come ribadito martedì da queste stesse pagine da Luigi Crespi, come il Politico.it è tornato ad incalzare nella mattinata di ieri, l’Italia non può permettersi la terza elezione politica in quattro anni: nemmeno nella Prima Repubblica, quando pure i governi cambiavano con una frequenza ben superiore all’attuale (ma attraverso crisi e ricomposizioni parlamentari, e non eravamo ancora entrati nell’era del bipolarismo né, tranne per la parentesi della cosiddetta “legge-truffa”, le maggioranze erano schiaccianti come quelle di oggi, prima fra tutte, almeno fino ad oggi, questa berlusconiana), si sarebbe mai ipotizzato un simile scempio della governabilità, della continuità legislativa, del diritto-dovere dei cittadini, in democrazia, di scegliere i propri rappresentanti, sì, ma perché poi li rappresentino, e per un numero di anni da non sindacare più (possibilmente) fino al loro esaurimento. In un momento di crisi acuta come l’attuale, scrivevamo ieri mattina, a maggior ragione tutto questo avrebbe rappresentato un atto di estrema irresponsabilità. A distanza di poche ore, arriva il placet del capo del governo: si va avanti, doverosamente, con questa legislatura e con questo esecutivo (salvo rimaneggiamenti per una pretesa incompatibilità dei finiani con il Pdl), per fare «il bene del Paese»: è la prima volta che sentiamo la formula a noi tanto cara in bocca a Berlusconi; il premier fa spesso riferimento alla «volontà degli italiani» ma mai alla stella polare del loro interesse, prescindente dagli umori elettorali. E’ chiaro a il Politico.it più che a qualunque altro osservatore della nostra politica che dietro la presa di posizione del Cavaliere ci sia evidentemente anche un calcolo di opportunità (naturalmente per sé; o di inopportunità di qualsiasi altra scelta alternativa: lo scontro, inevitabile in caso di adozione dell’opzione del voto, con il Colle, era fortemente sconsigliato da molti dei consiglieri di Berlusconi, a cominciare da Gianni Letta), e tuttavia accogliamo con soddisfazione questa «frenata» e auspichiamo a questo punto che anche i finiani facciano la loro parte di (ulteriore) onestà e responsabilità, sostenendo (e magari contribuendo a rilanciare) l’esecutivo nella misura in cui lavorerà, appunto, nel solo interesse e per il bene finale del Paese. Il racconto dell’ufficio di presidenza del Pdl da cui è scaturito questo riposizionamento, oltre che del resto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Pdl-Lega spingono l’Italia verso elezioni Fini: ‘E’ da irresponsabili, serve governo’ Ciò che noi sosteniamo ormai da tempo

settembre 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In piena crisi econo- mica, con giovani impossibilitati a trovare lavoro e padri letteralmente finiti sulla strada (basta fare un giro per le stazioni ferroviarie di notte per vedere quanto è aumentata la presenza di persone costrette a dormire all’addiaccio), la nostra politica avrebbe una grande responsabilità: smettere di guardarsi l’ombelico ed occuparsi di questo. Invece, e la (continua) mancata nomina del ministro per lo Sviluppo economico ne è la più palese cartina di tornasole, al presidente del Consiglio e ai suoi uomini, e in parte anche ad una parte dell’opposizione (che non vuole andare al voto prima di tutto perché sa che, ora, avrebbe molte possibilità di incorrere in un ulteriore crash, ma è così poco concentrata sul Paese da essere totalmente incapace di esprimere una proposta, se non proprio l’idea complessiva che il giornale della politica italiana invoca e, contemporaneamente, sostanzia da tempo, che non riguardi le alleanze di palazzo), dell’Italia e di tutti noi interessa molto poco. Per questo Berlusconi che, specularmente al Pd, sa che oggi avrebbe più possibilità di farcela, pensa a quando fissare la data delle elezioni anticipate. Il presidente della Camera, che pure ha il suo interesse a che la legislatura non finisca ora, usa le parole che noi usiamo da tempo: (ir)responsabilità. Tra un momento e l’altro di politica vera, occupia- moci dunque dell’accelerazione sulla strada del voto che si è verificata nelle ultime ore. Ci racconta tutto, in questo Diario speciale, Carmine Finelli.           Read more

DIARIO POLITICO
Famiglia Cristiana attacca Berlusconi. Il Pdl si sente accerchiato. E anche con Bossi i rapporti si fanno tesi

agosto 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La riflessione sulla situazione politica italiana riceve oggi anche lo spunto di Famiglia Cristiana. Il settimanale dei paolini attacca duramente Berlusconi, il berlusconismo e il Popolo della Libertà. Durissime le parole utilizzate dal direttore don Sciortino nell’editoriale del prossimo numero, parole che hanno provocato una reazione assai scomposta di diversi esponenti del Pdl. La sensazione è che il gruppo dei berlusconiani si senta accerchiato. E ciò anche a causa dei rapporti complicati con l’alleato più fedele, almeno all’apparenza: la Lega. Oggi è previsto un vertice tra Berlusconi e Bossi, in ballo le elezioni eventuali e le alleanze da definire, e, forse, anche la valutazione del ‘fortino’ pidiellino-leghista.

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***L’intervista***
Albertini a Berlusconi: “Per il partito, ascoltare le istanze di Fini. Per il governo, affrontare i temi cari alla Lega”
di PIETRO SALVATORI

agosto 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un ragionamento ampio, complesso, approfondito. Di quelli che servono per una politica e un Paese sani. Con l’aggiunta anche di qualche provocazione. A parlare è l’eurodeputato ed ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, intervistato dal nostro Pietro Salvatori, grande firma anche di ‘Liberal’. E le parole di Albertini sono sassi in uno stagno e spunti per una valutazione approfondita. Sul tappeto il rilancio dell’azione del Pdl, le istanze poste da Fini, l’azione di governo (anche considerando i temi posti dalla Lega). Ne esce un pensiero che merita di essere ascoltato. Sul giornale della politica italiana.

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L’AGENDA POLITICA E IL PAESE REALE
Tiene banco solo l’ipotesi elettorale. Berlusconi si scontra ancora coi finiani, e apre a Casini. Ma Bossi detta la linea sul voto e sulle alleanze

agosto 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’agenda politica lontana dai temi più rilevanti per il Paese. Anche in questi ultimi giorni di agosto. E questo week end è servito solo a confermare questa impressione. Perché neanche la presentazione del ‘mini programma’ approntato dal Pdl è servito a calmare le acque. La querelle tra berlusconiani e finiani prosegue, l’ipotesi delle elezioni rischia di farsi sempre più concreta, e anche in questo caso Berlusconi avrà il suo da fare. Soprattutto perché Bossi ha già chiuso le porte, almeno a parole, all’ipotesi di un ingresso dell’Udc (o Partito della Nazione) nella coalizione di centrodestra. Tutto ciò mentre le opposizioni viaggiano su binari separati, e, addirittura, come nel caso del Pd, il leader è costretto a ricomporre beghe anche per l’organizzazione della festa nazionale. In sintesi, una politica sempre più distaccata rispetto ai problemi reali.

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DIARIO POLITICO
Bossi: “Fini si dimetta”. Berlusconi: “Fedeli agli elettori”. Finiani: “Noi non smemorati…”. La maggioranza litiga e l’Italia non accelera nella ripresa

agosto 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prima il lungo saluto a Francesco Cossiga, poi il ritorno alla attuale normalità della politica italiana: battaglie costanti, come se piovesse, dichiarazioni di fuoco, richieste di dimissioni, accuse trasversali. Scontri, volendo utilizzare un termine sintetico, che vanno valutati come indicatori negativi per il Paese, che ha problemi gravi da affrontare. Come testimonia anche l’Ocse: l’Italia è la nazione con un tasso di ripresa più basso. Tutto questo mentre il ricorso delle famiglie ai mutui continua a crescere, e la rata si mantiene elevata: un quinto del reddito disponibile. Il racconto della giornata politica italiana.

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***Il Commento***
ORA CI PENSA BOSSI A DISARCIONARLO
di GAD LERNER

luglio 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, dopo aver trattato la notizia del definitivo ‘divorzio’ di casa Pdl, vi propone ora questo primo commento del grande giornalista Gad Lerner. Deferire ai probiviri della corrente finiana no sarà stata la cura del male minore per il ‘Napoleone declinante’? Secondo il conduttore de ‘l’Infedele’ la vera minaccia alla leadership di Berlusconi è rappresentata dall’alleato leghista. Che l’attacco finale gli venga sferrato dal Senatùr?   Read more

Diario politico. Berlusconi: ”Non sono più disposto ad accettare il dissenso nel partito”FINI SFIDUCIATO DAL PARTITO: ”Non abbiamo più fiducia nel presidente della Camera”

luglio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota quotidiana del Politico.it, stasera a cura di Ginevra Baffigo, ci porta nel cuore della crisi del Popolo della Libertà. E’ definitivo, cala il sipario sul Pdl: la condotta di Fini non è compatibile con i principi del partito. I finiani non perdono tempo ed organizzano la formazione di gruppi autonomi nelle due Camere del Parlamento. Ma gli orizzonti che si aprono ora sono comunque inquietanti. Le opposizioni osservano lo scisma, ancora una volta, divise: chi è a favore di un governo tecnico in grado di portare avanti le riforme (il Partito Democratico) e chi piuttosto ritiene necessario tornare alle urne e chiedere quindi agli italiani di legittimare i presenti in Parlamento. Bossi, che ieri aveva profetizzato la rottura, vorrebbe evitare l’opzione delle elezioni anticipate. Ma la crisi del Pdl è ben profonda: all’espulsione di Fini, si aggiunge quest’oggi il proseguire dell’inchiesta sulla P3. E dalla prima lettura degli atti degli inquirenti non è escluso che altri nomi illustri della maggioranza siano, per ragioni ben diverse, obbligati a lasciare il Governo.  Read more

Diario politico. Fini: ”Chi è indagato lasci il Pdl. Le leggi non servano a salvare i furbi” Bossi: ”Iperf e Iva alle Regioni”

luglio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Inizio di settimana intenso, intenso Diario Politico. Il presidente della Camera dopo il ‘ponderato’ silenzio di questi giorni si impone sulla scena politca con un intervento a tutto campo, severo e lucido. Prova a rimettere ordine in casa, nella sua nuova casa: il Pdl. I finiani devono lottare ”dentro” le pareti di questa imponente struttura, ma quando si vede calpestare l’etica e la legalità, ammette il cofondatore Pdl, è giusto richiamare l’attenzione di tutti, anche dei vertici del partito. Il numero uno di Montecitorio decide quindi di dare man forte al vicepresidente dell’Antimafia, Fabio Granata, che con le sue istanze e la sua condotta integerrima ha sollevato un gran polverone nel salotto buono del Popolo della Libertà. Questo e non solo: l’edizione di questo lunedì affronta anche le dimissioni Verdini dai vertici del CCF, (ma non da quelli del Pdl, come lo invitano certi militanti della maggioranza). Ed ancora, le nuove sfide del  Carroccio enunciate dal Senatùr in una ‘calda’ notte d’Estate. Buona lettura e buona politica, come sempre, qui sul giornale della politica italiana. Read more

Diario. Se ora governo getta la maschera Bossi: ‘Votare subito il ddl intercettazioni o verrà fuori tutto il resto degli scandali’ Appello a Fini: adesso legge è irricevibile Tremonti: manovra necessaria comunque E’ la conferma: i conti non erano a posto

luglio 16, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il ministro per le Riforme dice finalmente a chiare lettere ciò che per la gran parte di noi era evidente da tempo e che il giornale della politica italiana aveva denunciato per primo: la legge-bavaglio serve unicamente a nascondere gli affari, illeciti, e le trame, eversive, che la casta intesse alle nostre spalle e sottraendo i nostri soldi. «Gli italiani non vogliono essere ascoltati e sono dalla nostra parte»,  dice ancora Bossi, chiarendo così anche tutte la strumentalità della decantata “difesa” della privacy, la cui priorità viene dopo la difesa degli “affari” del presidente del Consiglio e dei suoi sodali. A fronte di questo outing, e considerato che appare evidente che ciò che a questo punto è emerso è solo una parte del tutto, risulterebbe democraticamente inconcepibile che, in questo contesto, venisse approvata una legge che, dichiaratamente, serve a nascondere ciò che ancora non conosciamo. Ci appelliamo dunque alla sensibilità del presidente della Camera, che non può consentire che sia compiuto questo ennesimo sfregio all’intelligenza e al diritto del nostro popolo (quello vero), a favore dell’impunità di un sistema che mette a repentaglio, e continuerà a farlo sempre di più se non verrà definitivamente scoperchiato, la credibilità della nostra politica. In questo quadro alzi la mano chi sa dov’è finita l’opposizione (quella “ufficiale”): ci si aspetterebbe che facesse notare tutto questo agli italiani, e che facesse la sua parte per restituire loro la capacità di indignarsi. E invece il suo segretario si occupa di specifici provvedimenti della manovra finanziaria (alla quale ora veniamo), come se non ci fosse un governo sull’orlo del baratro, come un qualunque responsabile del dipartimento economia di un qualunque partitino senza nessuna rilevanza e responsabilità. Al centrosinistra diciamo: svegliati; se siamo in questa situazione una grossa parte della colpa è tua. E rischi di caricarti sulle spalle la responsabilità di non avere fatto tutto ciò che dovevi per farla finire. Ma la calata di maschera della maggioranza non è limitata all’uscita di Bossi. Il ministro dell’Economia conferma quello che ancora una volta, e in questo caso da solo, il Politico.it aveva scritto (in tempi non sospetti) per primo: i conti non erano a posto, non lo erano prima della crisi della Grecia e dell’inizio della fibrillazione dei mercati e un provvedimento di aggiustamento si sarebbe comun- que reso necessario. L’esatto contrario di quanto Tremonti andava sostenendo. Una sola domanda: se non fosse intervenuto il pretesto della crisi del- l’euro, quanto avremmo dovuto ancora aspettare? E, soprattutto, avremmo ancora un’economia? Il rac- conto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

***La riflessione***
PATRIOTTARDI
di MARCO ROSADI

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

I nostri lettori sanno che sul loro giornale trovano ogni giorno, se non la verità (relativa, naturalmente) qualcosa che gli si avvicina di molto. Per due ragioni: il Politico.it ha una capacità di lettura dei fatti della nostra politica (di oggi e di domani) che non ha nessun altro; il Politico.it è onesto e responsabile, e dice solo quello che pensa veramente, per il bene del Paese. In questa chiave critichiamo a destra e a sinistra senza guardare in faccia a nessuno, e contemporaneamente la nostra politica ha nel giornale della politica italiana un consigliere prezioso, di una parte e dell’altra. Si inserisce in questo solco anche la prima parte della narrazione, che vi proponiamo oggi, dedicata alla nostra patria e al patriottismo o, nella devianza determinata dalla contaminazione da parte di interessi particolari o privati, alla sua versione “malata” con cui titoliamo. Quella che, scrive la grande firma del giornale della politica italiana, coinvolge la Lega ma anche qualche nazionalista dichiarato, che – nonostante appunto la dichiarazione d’intenti – contraddice la concezione voltairiana del patriottismo per la quale la patria non può che essere il luogo nel quale si viva felici, il che implica sia una condotta onesta e responsabile sia il riconoscimento delle patrie degli altri, per un principio di necessaria mutualità. Più tardi scopriremo la medaglia a due facce del patriottismo-patriottardo nel racconto di un episodio specifico, legato all’ultima partita mondiale della nostra Nazionale. Rosadi, intanto. Con Voltaire. Read more

Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

***La Lega e il Sud***
MA IL “MIO” UMBERTO E’ UN PATRIOTA
di PAOLO GUZZANTI

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché la probità (più o meno gravida di contraddizioni), il rigore, la «buona e saggia amministrazione» leghista sono un modello da seguire e la provocazione del secessionismo delle camicie verdi è il pungolo per farle finalmente proprie anche nel Mezzogiorno, facendo leva sulle virtù e abbandonando l’autocompiacimento dei vizi. Un incontro con Bossi, un abbraccio, il «riconoscimento» (reciproco) come persone che «hanno fatto e fanno il bene dell’Italia». Il Sud non deve considerare la Lega il nemico bensì il collega ambizioso, il competitor motivante che – recuperato un buon rapporto, mettendosi nelle condizioni di una competizione sana con lui – può portare alla rinascita. Guzzanti fa poi due considerazioni il cui senso il giornale della politica italiana rilancia ogni giorno: primo: il Paese deve tornare ad investire nella propria intelligenza, cominciando a farlo con l’università e la ricerca ma nell’ambito di un cambio di sistema che trasformi la cultura da una voce del bilancio a IL bilancio; il federalismo non è la terra promessa e va valutato e ponderato al di là di ogni (presunto) opportunismo elettorale, in primo luogo dal centrosinistra che, in mancanza di idee proprie, si è ancora una volta appiattito sulla ricetta dell’avversario (ma il rapporto con il Nord si recupera offrendo un grande progetto per il rilancio del nostro Paese, convincendo e riottenendone il rispetto, non con la scorciatoia di un regalino ricevuto il quale si tornerà ad infischiarsene di Letta e Bersani e del resto – è proprio il caso di dirlo? – del Pd). Grande pezzo di Guzzanti. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana.
In settimana scontro sulla Padania di F. TEMPESTA Read more

E in settimana lo scontro sulla Padania di F. TEMPESTA

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

di Francesco TEMPESTA

E alla fine il presidente della Camera Gianfranco Fini emette la sentenza: “La Padania è una semplice invenzione propagandistico-culturale e di conseguenza non esiste”. Parole durissime, scaturite all’indomani dell’ormai tradizionale ritrovo della Lega Nord a Pontida. Qui, ad infiammare gli oltre diecimila sostenitori del Carroccio, l’esplosivo intervento del leader leghista.

Il Senatùr ha voluto subito mettere le cose in chiaro dopo la nuova nomina a ministro per l’Attuazione del Federalismo di Aldo Brancher, ribadendo e confermando come il Federalismo fiscale sia “cosa” fra lui e il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Ma Bossi nel suo discorso di Pontida ha voluto lanciare una proposta che ad alcuni è potuta sembrare provocatoria ma che in realtà segue un modello già consolidato in Germania. Si tratta della delocalizzazione degli uffici governativi che il Senatùr vorrebbe applicare anche in Italia spostando alcuni ministeri in città come Milano, Venezia e Torino.

Ma non solo. Durante il tradizionale raduno, il leader del Carroccio, alle urla dei sostenitori che inneggiavano alla Padania libera, ha ribadito che la lotta della Lega non sarà mai conclusa fino a che non sarà finalmente libera dal resto d’Italia.

Ascoltare queste parole da uno dei leader del governo italiano non è proprio andato giù a Gianfranco Fini. Il presidente della Camera tuona così contro Bossi e i leghisti. Da queste parole è nato un intenso botta e risposta fra lo stesso Fini e i vari rappresentati della Lega. Lo ripercorriamo.

Il primo a rispondere è Bossi che non risparmia frecciatine nei confronti del presidente della Camera dei Deputati. «Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che esiste. Certo non c’è lo Stato padano, ma la Padania esiste» incalza il Senatùr che naturalmente fa intendere che difenderà a denti stretti la sua creatura. «La polemica – prosegue Bossi nel suo attacco-risposta a Fini – non fa bene alla salute di Fini, perché è difficile che lui prenda i voti da quella parte; la Padania è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti». Per il ministro delle Riforme, l’ex leader di Alleanza Nazionale si è permesso di definire in questo modo la Padania soltanto perchè non la frequenta direttamente, non conosce il suo territorio e di conseguenza non becca nemmeno un voto dagli elettori padani.

Piccata è arrivata anche la replica del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Piena volontà della Lega di portare a termine la propria missione, quella del Federalismo. «La Lega Nord – ribadisce Calderoli – ha preso la strada del Federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento. Noi lavoriamo, gli altri filosofeggiano; c’è chi lavora per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia» conclude il ministro leghista con toni altamente polemici nei confronti di Fini.

Ancor più provocatorie sono le (conseguenti) parole del governatore del Veneto Luca Zaia. L’esponente del Carroccio mette polemicamente in discussione l’esistenza del Sud e della “questione meridionale” in contrapposizione a chi non ha intenzione di riconoscere la Padania come realtà allo stato dei fatti. Uscita che non fa altro che contribuire ad evidenziare l’idea abbastanza confusa che i leghisti hanno di Nord e Sud.

Anche il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota dice la sua. Per il governatore leghista “la Padania esiste e Fini può dire tutto quello che vuole”. A riprova di questo, secondo Cota, vi è l’aumento sempre crescente dei consensi elettorali che la Lega può vantare.

Immediata arriva quindi la controreplica di Gianfranco Fini, pubblicata sul sito di Generazione Italia come risposta alla lettera di un cittadino della Brianza iscritto al Pdl. «La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C’è solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale» scrive il presidente della Camera. «Sbaglia – prosegue l’ex leader di An – chi dice che se non esiste la Padania non esiste la questione meridionale. I problemi del Sud esistono da ben prima che venisse formulata per la prima volta, nel 1873, la nozione di questione meridionale. Così come nessuno può negare l’esistenza di una questione settentrionale. Sono questioni che vanno inserite in un discorso più ampio: il futuro dell’Italia. Non si può dire che è Padania quella parte del paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono padani».

Prova a smorzare i toni Franco Frattini. Anche se pure per il capo della nostra diplomazia la Padania è solo “uno slogan che la Lega ha inventato tempo fa ed è efficace agli occhi della loro gente”.

Cicchitto dal canto suo tiene a ribadire che la tenuta del governo si basa sul solido rapporto fra Pdl e Lega. Un’alleanza non facile che, tuttavia, secondo il capogruppo Pdl, non ha alternative.

Un’ammissione di come la mancanza di alternative spinga il Pdl a difficili compromessi con una Lega che pretende sempre di più. Una nuova crepa si è quindi aperta sull’asse Pdl-Lega-Fini, crepa che potrebbe sensibilmente allargarsi quando il federalismo finirà effettivamente sul tavolo.

Francesco Tempesta

***Il/in confronto***
L’ITALIA COME L’ITALIA DI LIPPI (?)
di MARCO ROSADI

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La grande firma del giornale della politica italiana affronta i limiti della Nazionale come, scrive, del Paese. Nell’introdurre e nel commentare il pezzo di Rosadi rilanciamo la ricetta: coinvolgimento e coordinamento sono le parole-chiave per il “ritorno” della nostra nazione, che può e deve essere rimotivata da una politica italiana che ricominci a preoccuparsi di fare solo il bene dell’Italia, il solo interesse di tutti gli italiani. E lo può fare, appunto, solo insieme al resto (stavolta non è proprio il caso di dirlo) del Paese. Ci torneremo, anche perché la grande mission del giornale della politica italiana è contribuire in maniera decisiva, come già sta avve- nendo, alla ripartenza e a rifare grandi tutti noi.      Read more

Brancher scuote gli italiani e Napolitano ‘No, non ha alcun legittimo impedimento’ Così (ora) anche la Lega prende distanze E i finiani: “Quella mossa, inopportuna”

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il neo- ministro «non ha portafo- glio» dunque non non ha nessun ministero da costruire e perciò neppure alcunché gli impedisca di presentarsi ai processi. Quando è troppo è troppo. Studiato a tavolino per esplodere nelle ore della partita della Nazionale, e passare, così, (quasi) inosservato, il caso Brancher al contrario fa breccia nei sentimenti (di indignazione) degli italiani e si rivolta contro il governo per raggiunto limite di sopportazione: l’Italia è Paese abituato al peggio, cui il presidente del Consiglio ha insegnato a non “patire” più per nulla, ma di fronte ad una presa in giro-provocazione, come l’ha definita il nostro Gad Lerner, tanto palese, anche i nostri concittadini sotto effetto dell’anestetico berlusconiano reagiscono, e mettono nelle mani del capo dello Stato la palla di una risposta. Che prontamente, in serata, arriva. Per la sorpresa di tutti, Napolitano raccoglie lo spirito del (breve) tempo e rispedisce al mittente la “giustificazione” di Brancher che ventiquattrore dopo avere giurato al Quirinale aveva già brandito lo scudo del legittimo impedimento, confermando i sospetti sulla strumentalità della nomina. Il giornale della politica italiana vi racconta come nessun altro questa storia (è proprio il caso di chiamarla così). Baffigo. Read more

Diario politico. Leadership e premiership Ora Berlusconi parla di Pdl su Forzasilvio E intanto Tremonti ci governa(?) il Paese Se il cambio della guardia c’è già stato (?)

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana legge la nostra politica come nessun altro. Pietro Salvatori scriveva oggi che il futuro, per il centrodestra, è di Giulio Tremonti, nel senso che sarà lui, presumibilmente, a succedere al presidente del Consiglio. E abbiamo parlato di un «cambio della guardia» che sarebbe potuto avvenire «prima del previsto». La giornata di oggi ci dice che la nostra “previsione” non solo era giusta, ma che il cambio della guardia, almeno alla guida del governo, c’è già stato. Ed entra in gioco la distinzione che Giuliano Amato introdusse nella nostra politica nel 2000, quando il centrosinistra dovette scegliere tra lui e Rutelli per la sfida a Berlusconi alle politiche del 2001. «Chiedo alla maggioranza che mi sostiene di riconoscersi nella candidatura di Francesco Rutelli e contemporaneamente nel mio governo»: la distinzione tra leadership e premiership, appunto, che oggi si ripropone nell’altra metacampo. Il primo passo è stato desautorare gli altri ministri, di fatto commissariati da Tremonti che attraverso il controllo del cordone della borsa ha fatto il bello e il cattivo tempo con i loro settori di competenza. Poi, quando per la prima volta il governo nel suo complesso ha cominciato ad occuparsi del Paese e non più solo delle vicende del presidente del Consiglio (formale) – ovvero al momento di fronteggiare il rischio-default – non solo perché la competenza economica è (anche formalmente) di Tremonti è stato Giulio a dettare la linea. L’immagine di un Berlusconi “sconfitto” e costretto ad annunciare una manovra – e quindi, per le ragioni che abbiamo detto, un’azione complessiva del governo – non sua è la fotografia di un cambio della guardia ormai compiuto. Ma l’istantanea-simbolo ce la consegna, appunto, la giornata di oggi: Tremonti a discutere con le Regioni della finanziaria, del federalismo, insomma del futuro del Paese (nel merito, dopo la cronaca di stasera, torneremo in giornata); Berlusconi a rispondere alle domande dei militanti sul sito dei suoi sostenitori. Da leader Pdl, certo. Che non è più però (il vero) premier. Il cambio della guardia per quanto riguarda la premiership si compie oggi. E presto sarà la volta della leadership. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Berlusconi-Fini, il redde rationem sul ddl Il premier: “Ok alle modifiche, ma subito” Finiani: “No, (nostre) priorità sono altre” Deciderà il (prossimo) futuro dentro il Pdl

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo: la cosiddetta legge-bavaglio segna uno spartiacque tra un prima e un dopo nel confronto-scontro tra i due co-fondatori del Pdl, un prima aperto dalla lite alla direzione na- zionale e un dopo pieno di insidie per tutti (i protago- nisti in campo). Oggi il presidente del Consiglio rassicura un militante in rete: «Non permetterò che si rompa l’unità (del partito) intorno al suo leader». Una rassicurazione che suona come una minaccia per i finiani. Che conducono la loro battaglia – che nella logica plebiscitaria del Cavaliere mina quell’u- nità – per rinviare la discussione (e le modifiche) sul ddl intercettazioni a dopo l’estate. Come chiesto anche dal presidente della Repubblica. Apriamo dunque facendo il punto con Nicolò Bagnoli.        Read more

Brancher ministro alla mediazione Alemanno: “Si può fare senza Fini”

giugno 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come promesso, vi raccontiamo la vera storia della nomina dell’ex forzista all’Attuazione del Federalismo (!). Una nomina – evidentemente – pretestuosa, ma che non serve solo a fornire Brancher dello scudo del legittimo impedimento (e, in prospettiva, del nuovo lodo Alfano costituzionale), ma anche – e forse soprattutto – a posizionare in Cdm quello che da sempre è il perno del rapporto tra Berlusconi e la Lega. In un momento in cui i fedelissimi del presidente della Camera tirano dritti per la loro strada, e il Senatùr è sembrato aprire loro uno spiraglio di dialogo (l’incontro con Fini sul ddl), la nomina diventa un puntello necessario al rapporto del Cavaliere con Bossi. E il quadro di un tentativo di dare forza ad una maggioranza sull’orlo del precipi- zio sembra prendere ancora più forma se si guarda a cosa fa il sindaco di Roma. Alemanno parla di un Pdl che «possa» fare a meno dell’ex leader di An mentre «potrà», solo, sostituire Berlusconi. Una scelta dei tempi che tradisce un’intenzione: costruire una “terza via” tra berluscones e finiani che potrebbe sgretolare la componente dell’ex leader di An (?). Ce ne parla, come sempre, il nostro Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Le (nuove) strumentalità Brancher neo-ministro per il Federalismo E ora è coperto da legittimo impedimento Libertà d’impresa, mani su Costituzione Ma si può assicurare senza toccare Carta Quando al lavoro soltanto per il Paese?

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ancora scelte controverse per il governo, che conferma di non “amare” onestà e responsabilità. Il trait d’union – con Tremonti – tra Berlusconi e la Lega nominato alla guida di un nuovo dicastero: moltiplicazione degli incarichi e più spese. Quando la riforma in senso federalista dello Stato è già ben presidiata da Bossi ministro, appunto, per le Riforme oltre che da Calderoli e dal ministro per gli Affari regionali Fitto. E Brancher ha problemi giudiziari, che il nuovo incarico gli consente di aggirare almeno finché rimarrà in carica. L’esecutivo poi tira dritto sulla concessione di maggiore libertà di intrapresa. Raccogliendo il plauso indiretto di Mario Draghi, che insiste sulla necessità. Ma per consentire l’autocertificazione è sufficiente una legge ordinaria, mentre il governo continua a non escludere una legge costituzionale. Un modo come un altro per (cominciare a) mettere le mani sulla Carta (?). Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

***Diario politico***
NASCE L’ASSE BOSSI-FINI
di GINEVRA BAFFIGO

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono (tra loro) agli antipodi della politica italiana. La coperta corta della maggioranza governativa. Ma se il presidente della Camera è oggi l’avamposto moderno ed europeo della nostra destra, il leader della Lega è (tra i suoi) l’uomo del dialogo (e da qualche tempo è nata una simpatia personale e politica con Giorgio Napolitano). Ieri i due si sono incontrati. E hanno deciso di porre un argine alle tentazioni di fuga in avanti, (intanto) sul ddl intercettazioni, del presidente del Consiglio. Ci racconta tutto, in questo bel pezzo, la nostra vicedirettrice. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. ‘Vissuto sopra possibilità’ Ma poi Berlusconi ‘premia’ la rete sociale Legare l’assistenza a nuova produttività

maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it, eccezionalmente al mattino per lasciare spazio, ieri, ai commenti di Giulia e Rosadi e all’intervento di Pina Picierno. Il tema è la manovra economica, che facciamo presentare al presidente del Consiglio in tutti i suoi aspetti. Sullo sfondo ciò che Berlusconi aveva già sostenuto nei giorni dell’accordo europeo per salvare l’euro: «Spendiamo troppo per il sociale, che oggi è diventato assistenziale». Poi però il premier sottolinea come a fronte della crisi il nostro sistema abbia retto meglio l’impatto sulle persone. E allora per il futuro la risposta sarà necessariamente un taglio della spesa, ma facendo in modo di non rinunciare al nostro paracadute sociale, fatto anche, come abbiamo scritto più volte, delle famiglie. La chiave, per noi, è legare l’assistenza ad una (nuova) produttività: per il lavoro c’è la formazione permanente, che cancella la disoccupazione e alimenta l’innovazione, producendo ricchezza in modo progressivo e futuribile; per i guasti sociali c’è, ad esempio, il ruolo delle persone anziane, la cui pensione può essere legata ad un loro impegno a sostegno dei giovani (ad esempio nelle famiglie) o ad altri interventi di supporto sociale. Avremo modo di riparlarne. Intanto il racconto della presentazione del premier e di Tremonti, firmato Carmine Finelli. Read more

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