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L’orrore della lapidazione (di una donna) Ora tutto il Paese si mobilita per Sakineh

settembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un regime che uccide, che lascia uccidere a colpi di pietrate. Questo è, oggi, l’Iran degli Ayatollah e la comunità internazionale si muove per salvare la vittima designata dell’ultima atrocità. Ieri è stata la volta della nostra politica. Le gigantografie di Sakineh esposte sui palazzi della politica italiana ma anche l’impegno, diretto, del governo e la manifestazione davanti all’ambasciata iraniana. Ce la racconta il nostro Pietro Salvatori. Anche su Liberal. Read more

Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

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Così la Rai stoppa i talk show fino al voto Da editto a Sofia a (nostri) tempi di Minzo THEHAND. E Pd sta a guardare (Sanremo)

marzo 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ufficialmente in applicazione del regolamento votato dalla Commissione di Vigilanza. Ma è impossibile non vedere un filo, e una discrezionalità, nella scelta del Cda di sospendere fino al 28 marzo Porta a porta, e soprattutto Annozero e Ballarò. Il centrodestra, attraverso il dg Masi e i suoi uomini in consiglio d’amministrazione, esercita il proprio controllo sull’informazione nel nostro Paese. Nell’era del direttore del Tg1, dei suoi editoriali e delle prescrizioni che (non) cancellano le colpe. Altro stile ed altri risultati rispetto ai tempi dell’editto bulgaro di Berlusconi che determinò la cacciata dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi. Meno parole (forti) e più fatti per una maggioranza (e un premier) ormai sgrezzata all’esercizio del potere. Perché quando si ha una maggioranza (questa sì, oggi, bulgara) e si detengono, in vario modo, sei reti nazionali su sette non c’è bisogno di strappi. Anzi. Gli strappi suscitano reazioni. La gestione (quasi) ordinaria, a quanto pare, no. Lo dimostra l’atteggiamento del principale partito d’opposizione, il cui unico interesse nei confronti della comunicazione e del problema dell’informazione in Italia sembra essere diventare un po’ più (nazional)popolare (e a quanto pare ci stanno riuscendo). Ce lo segnala theHand nella vignetta di copertina. Mentre Stefano Catone, all’interno, ci racconta dello stop della Rai all’informazione in campagna elettorale. Read more

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