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Diario. Un/ il governo che non ama l’Italia C’è già Lega che (ci) vuole (dis)integrare Berlusconi che ci usa a proprio consumo A L’Aquila e sui migranti le finte(!) lacrime E ora questa lavata (di mani) per criminali Per poter salvare se stesso da condanna Ma (oggi) gli italiani li votano ugualmente Rivoluzione culturale per riavere dignità

aprile 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nostra nazione non l’ha più. Non l’ha (mai?) avuta in quanto nazione, che non c’è (ancora), da qualche tempo (trent’anni circa) non l’ha (di nuovo) come popolo. Solo la cultura – insieme ad un nazionalismo necessario che ponga le sue radici in essa e ad essa sia rivolto, e ben incardinato in un europeismo stemperante – è in grado di ridarci senso di noi e, con esso, la voglia di tornare grandi e quindi l’orgoglio di non farci prendere a pezze in faccia. E di non mettere le nostre istituzioni – la nostra macchina, il nostro mezzo – nelle mani di qualcuno a cui fanno anche un po’ schifo e che, proprio per questo, è pronto a strattonarle e ad usarle insensibilmente per i propri bisogni. Saranno gli italiani a rifare grande l’Italia, sottolinea in queste ore anche il governatore Draghi; la nostra politica deve coinvolgerli e coordinarli. Altrimenti continue- remo ad assistere inerti all’approvazione di leggi ad personam (e contra personas: tutti noi). O peggio. Il racconto di tutto questo è affidato alla bella penna della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

In Italia sta nascendo politica del futuro Saranno superate la destra e la sinistra Si lavora per il solo bene di tutto il Paese La differenza è così tra chi ci sta e chi no

settembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, ancora una volta, ha anticipato questa prospettiva che – lo vedremo poi – il Politico.it considera però inscindibile da un sistema bipolare e dall’assunzio- ne di responsabilità di una delle sue parti. Ma, appunto, di questo parleremo dopo. Sentite cosa dice Angelo Bagnasco rispondendo agli insulti di Bossi agli italiani: «E’ il momento di mettere in campo un supplemento di reciproca lealtà e una dose massiccia di buon senso per raggiungere il risultato non di individui, gruppi o categorie, ma del Paese». Bagnasco si riferisce alla contingenza politica, ma lo schema è lanciato. Lo sviluppa Massimo Cacciari: «E’ finito il tempo della destra e della sinistra. Sono rappresentanze di istanze che non hanno più senso oggi. Il futuro è offrire risposte alle “domande” concrete del Paese». E fa qualche esempio: «Che tipo di politica industriale mettere in campo; fare il federalismo, che non è né di una parte né dell’altra, e semmai si tratta di stabilire se farlo bene o male». Una politica pragmatica ma non per questo priva di valori. Anzi. Ispirata dai più nobili e universali valori che la politica possa declinare: l’onestà e la responsabilità. In questo modo si fa il bene del Paese. Di tutti gli italiani. E non gli interessi di specifiche categorie. Utopia? No. Ma ad una condizione: che il modo di mettere in campo tutto questo tenga conto della fallibilità degli uomini coinvolti nel progetto. Ne parliamo tra qualche mezzora. Intanto, riproponiamo l’editoriale con cui, nel marzo scorso, il nostro direttore lanciò la propo- sta dalle colonne del giornale della politica italiana. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.        Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Sull’altare (del sacrificio?) Letta e Bonaiuti: ‘Sarà una manovra dura’ Ma corregge anche gli errori di Tremonti A pagare/la saranno (mica) “soliti noti”(?) Bagnasco: ‘Pensare a futuro (di giovani)’ Non penalizzare (così) famiglie “povere”

maggio 24, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana lo aveva rilevato per primo, nei giorni in cui da sinistra si faceva fuoco e fiamme sui vescovi italiani per la loro presa di posizione – alla vigilia delle Regionali – contro l’aborto – che conteneva però anche sollecitazioni a rispettare le persone immigrate e ad occuparsi del lavoro. Quella di Angelo Bagnasco era una presa di posizione onesta e responsabile, naturalmente dal punto di vista della Chiesa cattolica, ma senza cedimenti alla partigianeria politica. E in un momento in cui, pure nell’imminenza del voto, si parlava di tutto tranne che di politica vera, fu una boccata di aria fresca, tanto che noi titolammo su come potesse essere questa – quella dei vescovi – la (vera) politica italiana. Nelle ore in cui il governo annuncia una manovra di sacrifici, senza aggiungere per chi, e dunque sottintendendo che a doverli sopportare saranno coloro che già pagano per intero le tasse (perché vengono loro trattenute nella busta paga) e che sono (più o meno) sul fronte della crisi per la propria non eccezionale situazione economica già da molti mesi, ovvero i «soliti noti» secondo la definizione di Pier Ferdinando Casini, dal capo della Conferenza episcopale italiana giunge, non casualmente, un richiamo alla nostra politica a pensare al futuro dell’Italia, e ai giovani. In particolare, dice Bagnasco, «bisogna restituire loro il lavoro», che oggi non c’è e, con esso, viene meno la stessa possibilità di un’esistenza dignitosa. La manovra di correzione dei conti – annunciata ben prima della crisi della Grecia e dell’euro che giungono come angeli della provvidenza per il ministro dell’Economia che non sapeva più come giustificare una richiesta di sacrifici che serviva ad aggiustare una gestione del bilancio che non era stata, contrariamente a quanto si diceva, lineare e priva di sbavature – non è in grado di rispondere direttamente a questo richiamo dei vescovi, del quale si dovrà occupare la nostra politica subito dopo. Tuttavia, a seconda di come sarà modulata, può dare o non dare un po’ di respiro a quelle famiglie che costituiscono, oggi, anche l’unica rete di protezione dei giovani che si ritrovano, al momento, disoccupati o sottopagati e non in grado di sostenere da soli la propria (eventuale) condizione familiare. Il nostro giornale ha fatto con Marianna Madia la propria proposta, il cui accoglimento da parte del governo ci metterebbe peraltro nel solco degli altri esecutivi (di destra) europei. Evitato di colpire (con ancora maggiore durezza) i giovani senza lavoro, un minuto dopo la nostra politica si metta a costruire il futuro dell’Italia. Una sollecitazione che – lo sappiamo meglio di qualunque altro – difficilmente potrà essere raccolta da questo governo e da questa (attuale) nostra politica autoreferenziale, ma noi continuiamo ad avanzare le nostre proposte. In piena sintonia con il presidente della Cei. Il racconto invece di Finelli della giornata, con anche tutto il dibattito sul ddl intercettazioni, all’interno.

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L’intervista. Cappato a il Politico.it: “Emma ha perso per colpa del Pd”

aprile 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’esponente Radicale, capofila di una nuova classe dirigente di grande valore e futuro, parla per la prima volta dopo la sconfitta di Emma Bonino e il non esaltante risultato delle liste gialloblù alle Regionali. «Nel Lazio Democratici incapaci di reagire all’invasione di Berlusconi e Bagnasco. E l’illegalità delle elezioni ci ha impedito una campagna nazionale». «Ora – annuncia Cappato – cercheremo di porre il “caso-Italia” all’attenzione della comunità internazionale». Lo ha sentito Pietro Salvatori.            Read more

Diario politico. Ora parliamo di migranti Fini: “Subito cittadinanza per i loro figli” No della Lega, spieghino il vero perché

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre il presidente del Consiglio va avanti sulla sua (è proprio il caso di dirlo) strada – «Faremo la riforma della giustizia per superare questa situazione di democrazia violata anche senza il concorso dell’opposizione»; «I cittadini ai gazebo sceglieranno se eleggere direttamente il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio», ovvero tra il presidenzialismo e il presidenzialismo, una sorta di plebiscito che prepari quello sulla propria persona per la stessa poltronissima – il capo di Montecitorio torna su un proprio cavallo di battaglia dedicato, in questo caso, alla situazione dei bambini. Fini, favorevole ad una riduzione dei tempi necessari all’acquisizione della cittadinanza per chi sia venuto dall’estero a vivere nel nostro Paese, li chiede a maggior ragione per i figli di immigrati nati qui, culturalmente italiani (e non solo, naturalmente) a tutti gli effetti. Stasera in una delle poche trasmissioni televisive in cui si possa parlare di politica italiana (in modo serio) rimaste (in questo mese di campagna elettorale ma non solo) Casini e Castelli si ritrovavano sull’idea che l’Italia non debba comunque, però, cedere al multiculturalismo. Ovvero, spiegava Casini, chi viene qui deve sapere di dover riconoscere e rispettare la nostra cultura, che secondo il leader Udc è la cultura della tradizione «cristiana». E siccome, appunto, i figli di immigrati sono appunto da questo punto di vista perfettamente integrati come qualsiasi altra persona nata in Italia, sì – era il senso dell’intervento di Casini – alla proposta di Fini. Castelli non è d’accordo. Ma i problemi legittimamente e anche doverosamente posti dalla Lega sull’immigrazione hanno a che fare con la sicurezza (che non si lega in nessun modo a questo tema), il tema della “priorità agli italiani” (e il Politico.it condivide l’idea che la politica italiana debba occuparsi in primo luogo dell’Italia, a partire da quel tema della sostenibilità che deve essere ben coniugato con il privilegio della solidarietà e il riconoscimento che i processi storici non possono essere arrestati), che però vale ovviamente per chiunque sia italiano a tutti gli effetti e dunque per i bambini figli di immigrati come per i bambini italiani di seconda e più generazione, l’integrazione (naturale nel caso di questi bambini che crescono nel nostro Paese insieme agli altri bambini nelle nostre scuole). E dunque (appunto) non riguardano in nessun modo questi bambini. Rispetto ai quali la sola ragione per dire no al riconoscimento di una cittadinanza veloce si chiama razzismo. Non tutte le istanze della Lega sono razziste; il giornale della politica italiana non ama il modo di giudicare tranchant e preferisce cercare di comprendere, e spiegare i fenomeni. In questo caso, però, c’è poco (d’altro) da capire. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Avevamo ragione (ancora una volta) noi Bagnasco: “Quei valori su stesso pianoSarubbi: ‘Ecco come la penso sull’aborto’

marzo 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è stato tra i pochi, ieri (e oggi), a raccontare la prolusione del capo dei ve- scovi italiani nella sua interezza, così com’era stata concepita e proposta, uno splendido messaggio (anche) politico che prevedeva (conseguentemente) un colpo a destra e uno a sinistra (ma con la sola intenzione di proporre la propria visione, sincera, vera, e dunque perfettamente opinabile ma anche doverosamente rispettabile). Di più: il Politico.it aveva segnalato come in questa campagna elettorale, almeno a livello nazionale, la voce di Bagnasco fosse stata l’unica – politique compresa – a parlare di (e fare) «vera politica». Una risposta saggia da parte di chi si fosse sentito (e di chi ora, dopo la richiesta di rettifica – perché di questo si tratta, nessun passo indietro – di Bagnasco, si dovrà sentire) tirato in causa sarebbe dovuta essere, dovrà essere la riflessione, l’individuazione di valori, l’elaborazione di contenuti, e finalmente la proposizione che sarà possibile con quella stessa forza e autorevolezza che è venuta dal capo della Cei. Insomma, non è cancellando l’unica voce vera, politica, che si sia sentita (fino ad oggi) in questa campagna elettorale che si risolve il problema della politica italiana; è, invece, nell’esatto opposto, moltiplicando voci come questa (e, naturalmente, di segno variamente sovrapponibile, opposto, contrario, fiancheggiante, ma di contenuto) che si supererà la fase autoreferenziale della nostra politica e si potrà cominciare a tendere (di nuovo) verso un grande Paese. Oggi Bagnasco chiarisce (la condizione di) tutto questo (ovvero appunto la complessità del suo messaggio) e il nostro giornale è felice, ancora una volta, di avere visto giusto e di avere proposto quella che noi consideriamo la giusta lettura, nella giusta visione. Perché vale naturalmente a maggior ragione (o così noi lo sentiamo) per noi: onestà e responsabilità, per il bene del Paese. Il deputato del Partito Democratico riflette sulla specifica presa di posizione sull’aborto di Bagnasco e ci consegna questa ennesima, saggia riflessione. All’interno. Read more

Diario politico. E’ qui la politica italiana(?) Bagnasco: “L’innovazione contro la crisi imprese non taglino nuovi posti di lavoro E gli immigrati vanno trattati come eguali No a egoismo nella nostra vita pubblica”

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. In una giornata in cui intervengono sia il presidente del Consiglio sia Gianfranco Fini, a parlare di «politica vera» è l’Arcivescovo di Genova. Se Berlusconi rilancia la strategia di attribuire le peggiori nefandezze in politica economica al centrosinistra, evidentemente «ribaltando la realtà», se persino il presidente della Camera indugia sulle pur importanti riforme istituzionali (ma si tratta pur sempre di un mezzo e non del fine, e il Paese ha bisogno, intanto, di sentire – ricominciare a – parlare del fine), ci pensa il capo dei vescovi italiani a fare politica (ma, a nostro modo di vedere, come abbiamo raccontato prima, senza ingerenze), e a dare un po’ di sostanza e di contenuto allo sterile dibattito pubblico nel nostro Paese. E così come per il pluralismo dell’informazione (in tivù), allo stesso modo nessuno si deve preoccupare se una voce è troppo forte (al di là di ogni potentato: qui non è questo il punto), troppo appassionata, troppo “vera”. Semmai tutti facciano uno sforzo per cercare di contrapporre, dal par loro, una voce altrettanto forte e autorevole, per restituirci, appunto, un dibattito. In tale quadro Bagnasco merita uno sguardo un po’ più complessivo. Abbiamo fatto il conto: il bilancio di presunte “indicazioni di voto” è almeno quattro a uno a favore dei candidati del centrosinistra. Non lo diciamo, beninteso, a vantaggio del Pd e dei suoi alleati – della cui sorte ci importa solo in quanto protagonisti – e quindi strumenti – speriamo sempre più virtuosi, per la nostra politica – ma per cogliere il senso complessivo, e quindi vero, delle parole del cardinale. Che difende i «valori non negoziabili», sì, e li mette al primo posto. Ma poi attacca parlando di lavoro («Dalla crisi non si esce tagliando posti ma sforzandosi di immaginare il nuovo»: meraviglia per le nostre orecchie, «e aumentino gli ammortizzatori sociali per non fare sentire abbandonate le persone che non ce la fanno»), di immigrazione («Sono nostri eguali»), di «rispetto della legalità e senso dello Stato», contro le persone che si fanno gioco della «cosa pubblica» per il loro «tornaconto personale». In confronto alle quali si tratta, invece, dice Bagnasco, di tornare, appunto, «alla politica vera». La sua. Se una colpa ha il povero Bagnasco, è di fare il capo dei vescovi in un Paese in cui non c’è, oggi, una politica italiana. In questo quadro, la voce della Chiesa risuona nel vuoto. Forte. Meno male che una voce, almeno, risuona. Il racconto di Baffigo. Read more

Bagnasco: “Votate chi è contro l’aborto” Chiesa ha pieno diritto di dire la propria Ma Sarubbi: “E l’Italia è poco cristiana”

marzo 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha raccontato e fatto proprio (perché questa è la nostra identità) il richiamo del capo dei vescovi italiani di qualche giorno fa ad una nostra politica che torni ad avere «rispetto della legalità e senso dello Stato». Ovvero le nostre onestà e responsabilità. Condivide anche l’opinione che la legge 194 debba essere applicata compiutamente – anche nella parte che stabilisce che si debba fare tutto ciò che è possibile per mettere la donna che si disporrebbe ad abortire nella condizione di non farlo, se si viene appunto a trovare nella condizione di poter decidere liberamente di rinunciare a questo diritto; perché – (e il concetto che) l’aborto non può essere considerata alla stregua di una “festa”, è un dramma – in primo luogo per la donna che si trova costretto a viverlo – interviene ad impedire la nascita di una persona, quali che siano le convizioni etico-religiose con cui si guarda a tutto questo, e dunque non può e non deve essere un trofeo da brandire con l’entusiasmo che si può avere di fronte ad un diritto che non mette in discussione nient’altro e che non provoca sofferenze – che non siano motivate da stravolgimenti o partico- larità, che vanno rispettate ma che non possono diventare il campanello d’allarme medio delle nostre scelte di vita comune e pubblica – a nessun altro (come nel caso del riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali). E il Politico.it difende il diritto della Chiesa cattolica a dire la propria a queste condizioni, che non sono – ovviamente – condizioni che poniamo noi, ma le condizioni affinché gli interventi della Chiesa possano avere il valore e il senso dell’indicazione di un riferimento morale, religioso, libero, e non si riducano a merce di scambio para-politica con partiti o altre forme di potere nel nostro Paese: la condizione, appunto, che siano figlie delle convinzioni morali della Chiesa, non presuppongano alcun accordo di nessun tipo con partiti o parti della nostra politica e, ovviamente, si limitino all’indicazione di principio, al riferimento morale. E non cadano nell’indicazione di voto esplicita per una parte o per l’altra. Tutto questo non si configura affatto come ingerenza – non lo è quella del cardinal Bagnasco – e – può piacere o no il contenuto delle indicazioni – va rispettato. Dopo di che, attiene al rapporto tra la persona religiosa, le proprie convinzioni e la Chiesa, e tra il cittadino e il proprio Paese risolvere liberamente il conflitto, il confronto (dentro di sé) tra le diverse istanze e motivazioni. La laicità, infine, non coincide con il silenzio della Chiesa – che tuttavia, ribadiamo, deve esercitare il proprio diritto nel rispetto di quelle condizioni – bensì nella capacità della politica, e dei suoi protagonisti di decidere in base alla soluzione di quel conflitto interiore e non sulla base delle indicazioni, di per sé, che vengono dalla Chiesa. Tutto questo, d’altra parte, in un Paese in cui – lo scrive il deputato, cattolico, del Pd nella bellissima riflessione che vi proponiamo – sono poche le persone che vivono veramente la propria cristianità, e le stesse – ma non solo: Sarubbi parla anche dei cattolici impegnati in politica – gerarchie ecclesiastiche non sono più testimoni di un cattolicesimo che deve sì preservarsi nei suoi principi, ma forse avrebbe motivo di ascoltare, ed entrare di più in relazione, con quelle persone delle quali dovrebbe essere accompagnatore fedele. Il che vale naturalmente anche per la nostra politica, cosa della quale scriviamo ogni giorno. E tutto questo non fa che impoverire quel contributo alla riflessione spirituale, morale e intellettuale di ciascuno di noi che consentirebbe di elevare anche il confronto, e la sintesi, che siamo – eventualmente come cattolici e comunque come cittadini – chiamati a fare. Sarubbi, dunque. Sentiamo. Read more

Diario politico. Questa sera apriamo così ‘Rispetto della legalità, senso dello Stato’ (Cioè le ‘nostre’ onestà e responsabilità) A chiederle non è però il “solito” Marino Bagnasco: “Sono questi i valori cristiani”

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, per un grande Diario, è di Ginevra Baffigo. Nel giorno dell’arresto dell’ex vicepresidente Democratico della Regione Puglia Sandro Frisullo, a dieci giorni dalle elezioni, che può configurarsi come un caso di “giustizia (magari fondata ma) ad orologeria” come altri precedenti nel verso (politico) opposto, e pone comunque il tema del rapporto tra politica& magistratura e del rischio di una politicizzazione e di un eccesso di protagonismo da parte di alcuni magistrati; nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura «amica (al contrario, ndr) della sinistra» e ribadisce l’intenzione – che avevamo sottolineato in un Diario di qualche giorno fa – di una “riforma” della giustizia (che ha del minaccioso), il giornale della politica italiana sceglie il “disarmo” (anche se da parte nostra non ce n’era bisogno), di dare un seguito al proprio invito alla nostra politica ad assumersi la responsabilità di fare un passo indietro e di stemperare per prima i toni del confronto con la Giustizia, e si sforza di cominciare (continuare) a fare ciò che è necessario perché tutto questo sia, nel tempo, possibile: ovvero guardare (come sempre) al futuro, producendo una cesura e lasciandosi alle spalle le scorie di questi quindici anni di politica italiana (autoreferenziale: il male è tutto qui, come abbiamo denunciato nelle ultime due settimane). Lo fa, il Politico.it, assumendo il punto di vista del capo dei vescovi italiani, a dimostrazione di come il fronte dell’onestà e della responsabilità abbia dalla sua forze di grande spessore e assolutamente trasversali (politicamente, socialmente e culturalmente), anche per ribadire che la tradizione cristiana, i suoi valori non si esauriscono e non sono rappresentati (solo) da chi oggi si fa portatore della loro bandiera in politica. Lo provano queste parole, sagge, di Angelo Bagnasco, con cui abbiamo scelto di aprire e che costituiscono il manifesto ideale di ciò che pensa il giornale della politica italiana. Il racconto della giornata, firmato Ginevra Baffigo. Read more

Diario. Le reazioni a Spatuzza. Boffo, ora Feltri ammette: ‘Sì, scrissi cose non vere’

dicembre 4, 2009 by Redazione · 3 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Verità e finzione. Si gioca tra questi due opposti un’incredibile – e potente - giornata di politica italiana. E’ il giorno di Gaspare Spatuzza, il pentito di mafia delle annunciate rivelazioni su Berlusconi (la “bomba atomica” prevista dal presidente della Camera). «Graviano mi disse: Berlusconi e Dell’Utri ci hanno messo l’Italia nelle mani», testimonia Spatuzza, e di questo vi abbiamo ampiamente raccontato nel pomeriggio (trovate il pezzo tra gli Ultimi articoli). Questa è l’ora delle reazioni della nostra politica, che il giornale della politica italiana vi riporta integralmente, dando spazio a difesa e “accusa” di maggioranza e opposizione (extraparlamentare, perchè Pd, Udc e persino l’Idv scelgono la via della prudenza). Oggi a Fini tocca ricordare che si tratta di «semplici parole» a cui dovrà essere trovato riscontro, mentre leggerete delle reazioni di centrodestra e sinistra radicale (colorito come sempre Gasparri, che parla di pentito «Spazzatura», giocando sull’assonanza col cognome). Ma oggi è anche il giorno, incredibile, di Vittorio Feltri, che fa una clamorosa marcia indietro sull’ex direttore di “Avvenire”, come ricorderete costretto alle dimissioni dopo un duro attacco de “il Giornale” di Feltri che ne parlò, tra il resto, come di un omosessuale al servizio della moralità della Chiesa (contraddizione che, peraltro, andrebbe approfondita meglio, visto che non esiste nessun codice che stabilisca che l’omosessualità sia una colpa; ma nel caso ne riparleremo). Oggi il responsabile del quotidiano della famiglia Berlusconi dice: «Era tutto falso. La nota che pubblicai non corrisponde al casellario giudiziario». Tutto questo nel giorno in cui Napolitano e Bagnasco invitano i giornali a tenere conto dei valori. Il racconto. Read more

Diario politico. Bossi: “Non votai per la guerra”. La Russa: “Ci difende da essa” D’Alema a Rutelli: “Pd anche di sinistra”

settembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Ieri è stato il giorno dei funerali di Stato per i nostri sei militari morti a Kabul. La politica italiana si stringe compatta intorno ai feretri dei soldati italiani. Vi raccontiamo la mattinata del lutto. Il leader della Lega: “Se a Natale potessimo cominciare a riportarne a casa un po’…”. Ma ieri è stato anche il giorno dell’atteso (nelle file del centrodestra) incontro tra Berlusconi e Fini, a casa di Letta. Un incontro interlocutorio, a sentire i commenti dei colonnelli Pdl; sul tavolo la necessità di “combinare insieme una concezione leaderistica del partito-movimento con quella che richiede sedi permanenti di dibattito e un serio lavoro sul territorio”, spiega Cicchitto. Infine la relazione di Bagnasco ai vescovi: “Chi fa politica deve avere sobrietà. Lo dice la nostra Costituzione”. Il racconto. Read more

Ora su il Politico.it le vignette di theHand Ecco la prima: Bagnasco e don Farinella

luglio 5, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

In esclusiva per i nostri lettori, a partire da oggi sul giornale della politica italiana ecco i grandi disegni di Maurizio Di Bona, che ci racconterà la strettissima attualità con la sua matita graffiante. La prima vignetta è dedicata al caso del quale vi abbiamo parlato ieri, con l’intervista esclusiva a don Paolo Farinella (che ha avuto molto successo, e che invitiamo chi non avesse ancora letto ad andare a vedere, qui sotto): ecco la visione di theHand. All’interno. Buona vignetta. Read more

Diario politico. Crisi e migranti, Bagnasco critica il Governo. Fini: “Fare le riforme”

maggio 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. A sorpresa ecco la bocciatura dell’azione anti-crisi del Governo da parte del presidente della Cei. “Lavoratori troppo spesso licenziati come inutile zavorra”, “farsi carico della fascia dei precari”, sono il senso delle sollecitazioni di Bagnasco all’esecutivo. Più prevedibile l’attacco sull’immigrazione: “Senza una politica adeguata i respingimenti restano isolati e non funzionano”, dice il Cardinale. Una presa di posizione che conferma come le carte della politica e della Chiesa italiane siano ormai mescolate in modo tale da non poter più riconoscere parti o schieramenti di riferimento. Dal presidente della Camera giunge invece l’auspicio (rinnovato, dopo il discorso di insediamento di un anno fa) che la legislatura possa essere costituente. Vi riferiamo infine delle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Noemi, dopo la panoramica di stamattina, e dell’azzeramento della giunta della Regione Sicilia, voluta dal presidente Lombardo. Il racconto. Read more

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