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Diario politico. E riprendiamo il racconto Bossi: “Ora il federalismo fiscale, poi…” Ddl intercettazioni, vince la protesta (?) Adesso anche Sky ricorre contro la legge Bersani, le battaglie si possono vincere

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ce ne occupiamo, naturalmente, ma la nostra apertura è un’altra. Sì, il presidente del Consiglio ha smentito di avere fatto riferimento a Scajola e Verdini nell’intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, e di avere sostanzialmente preso le distanze da loro. Vespa, inevitabilmente (in tutti i sensi), conferma. Ma questo è teatrino. Ciò che interessa veramente il Paese è altro. La deriva secessionista che, quatta quatta, la Lega sta siringando nello spirito del tempo. Lo ha denunciato Luigi Crespi per il giornale della politica italiana, ma al momento sembriamo essercene accorti soltanto noi. «Dopo il federalismo fiscale inizieremo a parlare d’altro», dice il ministro per le Riforme, senza nemmeno dovere nascondere che per le camicie verdi tutto questo è solo la prima tappa di un percorso. E sarà meglio che si cominci a prenderli sul serio. Anche perché il modo per fermare tutto questo c’è. Segretario del Partito Democratico, che sostieni che quando una battaglia non si può vincere (ma chi lo dice?) è meglio non combatterla per non rischiare di perderla: queste sono cose sulle quali invece la battaglia va fatta, (anche) perché può essere vinta. Lo dimostra il primo effetto della grande mobilitazione contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni, che ha prodotto, intanto, il possibile ripensamento del governo sulla norma che prevede un terribile inasprimento di pene (fino a 60 giorni di galera) per i cronisti che pubblicano i testi puri delle intercettazioni (e non solo). E ora un gigante come la televisione di Murdoch, che ha già dimostrato in passato di non avere paura della maggioranza e del suo leader, sta per scendere in campo. Lo spirito del tempo si costruisce sporcandosi le mani. Lo insegna Walter Veltroni, che dalle colonne di questo giornale ha portato un proprio (nuovo) mattone per alzare il muro contro ogni rischio di deriva antidemocratica nel nostro Paese, attraverso la memoria. Walter aveva a sua volta peccato di eccessivo bon ton, ai tempi della segreteria. Ma se si eccettua questo, quanto manca al Partito Democratico e al Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Corruzione, trame e mancanza di visione Adesso (?) l’Italia è un Paese in crisi (?) Crespi: ora nel palazzo è tutti contro tutti Urge (così) rinnovare la classe dirigente

maggio 18, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La seconda analisi è dedicata, come detto, agli uomini. «Tutto è fermo in attesa del prossimo scandalo», scrive l’ex spin doctor del presidente del Consiglio; perché tutti hanno qualcosa da farsi perdonare (dal Paese). Dopo la riflessione sui contenuti, su ciò che la nostra politica (non) offre, quella sui protagonisti (?) della stessa politica italiana. Un’«apocalisse» in vista, secondo il giudizio di Crespi, che si evita (evitandolo all’Italia) in un modo soltanto: mentre si cambia prospettiva nel senso che abbiamo indicato, (si fa anche) attraverso il cambiamento delle persone, che costituiscono una delle classi dirigenti (?) più vecchie d’Europa, si evita che tutto questo ritorni, e si creano le condizioni per un’implementazione che riesca del (nuovo) Paese modernizzato. E più tardi i fondamenti su cui basarsi nel farlo, per la penna (in una lettera – aperta) di uno dei massimi protagonisti della politica italiana. (Solo) sul suo giornale. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

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Il commento. Anemone, serve al Paese (scoprire la casta) Lerner

maggio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo il commento di Torchiaro, l’altro punto di vista sulla vicenda. Quello per cui, quali che saranno gli illeciti che eventualmente verranno provati, il disvelamento dei nomi dei “clienti” dell’imprenditore sospettato di avere corrotto decine di uomini politici, funzionari, giornalisti è (stato) comunque utile al Paese perché apre una finestra su un mondo (non troppo) sotterraneo, fatto di relazioni, appunto, privilegiate e chiusura su se stessa della nostra classe dirigente(?): la vera dimensione della casta. Come questo giornale ha scritto più volte, populismo (e dis-attenzione, di quella vera, nei confronti dei cittadini) e privilegi sono due facce della stessa medaglia:

la radice di (possibile) disonestà e di mancanza di responsabilità è la stessa che porta a non curarsi delle reali esigenze del Paese per soddisfare solo quelle più brucianti e insieme superficiali, magari sollecitate (quando non create) ad hoc dagli stessi protagonisti della nostra politica e della casta stessa, così da ottenere il consenso sulla base del quale avere piena potestà di esercizio del potere. Con la quale, con i quale, accedere impunemente a privilegi e, anche, a forme ulteriormente degenerate e illecite come la corruzione.
Il conduttore de L’Infedele prende ad esempio la presenza, nella lista degli “amici” di Anemone, di Cesara Buonamici, la conduttrice del Tg5 già in passato coinvolta (senza seguito penale) in una vicenda legata ad una mediazione ra un imprenditore e un ministro.E analizza per noi il senso(?), appunto, della casta. Read more

L’editoriale. Anemone, cui prodest la diffusione della lista? Torchiaro

maggio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale di tutta la nostra politica. E delle (sue) culture. Naturalmente nei limiti(?) dell’onestà e della responsabilità. Così oggi il Politico.it analizza la vicenda dell’imprenditore che avrebbe corrotto decine di uomini politici, funzionari, giornalisti, e della sua lista di nomi che indicherebbero, in parte, le persone entrate in un rapporto clientelare con lui, da due punti di vista diversi, uno più moderato, uno più radicale.

Il primo è quello della grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana, che si e ci pone la questione se sia opportuno rendere (alla rinfusa) noti nomi di persone che, anche, potrebbero non avere avuto rapporti illeciti con Anemone. Un principio di garantismo che, d’altra parte, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, per qualcuno cozza con la situazione drammatica (lo vediamo ancora meglio attraverso lo spaccato che sta emergendo in queste ore, per quanto appunto da definire) nella quale versa la nostra società e la nostra politica in particolare, dal punto di vista dell’etica pubblica. A fronte di un marcio diffuso, è giusto avere un riguardo in più nei confronti di possibili innocenti, preservando così anche le persone colpevoli? E’ vero che, come scrive Torchiaro, si sarebbe potuto aspettare di avere un quadro più chiaro delle specifiche responsabilità e solo a quel punto diffondere (solo) i nomi (“giusti”). Secondo Aldo la pubblicizzazione indiscriminata potrebbe anche essere un modo per confondere le acque, e far cadere l’intero filone d’inchiesta. Ma è chiaro che un Paese in cui, come ci ha ben raccontato ieri Giulia Innocenzi, le istituzioni non danno più risposte ai cittadini e questo, come abbiamo scritto qualche tempo fa, è l’altra faccia della medaglia dei privilegi e, anche, della disonestà perpetrata ai danni dei cittadini,
è difficile trattenere le azioni invocate dal bisogno di sapere, e di ripulire una classe dirigente che, a dispetto di quello che qualcuno vorrebbe far credere, non rappresenta più il Paese, molto più onesto e responsabile di quanto non appaia in questa sua triste rappresentazione. In ogni caso la riflessione è aperta. E il Politico.it la avvia con Aldo Torchiaro. Sentiamo. Read more

Ma oggi il convento passa (solo?) questo Scajola? Altri 400 nella “rete” d’Anemone Mancino: ‘Non ho avuto nessuna regalia’ Serve rapido cambio di classe dirigente

maggio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una lista di quasi 500 nomi, estratta dal computer dell’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena e sospettato di avere corrotto politici, funzionari, giornalisti per ottenere appalti e chissà che altro. Nuova Tangentopoli? E’ una definizione stantia, l’unica certezza – come dimostrano anche i casi che hanno riguardato esponenti della un tempo intoccabile sinistra italiana – è che da troppo tempo le stesse persone hanno in mano le leve del potere nel nostro Paese; ciò costituisce un humus fertilissimo nel quale anche le società più sane – figuriamoci la nostra – possono vedere nascere le erbacce della corruzione.

E’ dunque necessario, al di là di ogni accertamento (a sua volta, ovviamente, imprescindibile) procedere ad un rapido rinnovamento della nostra politica e non solo, un’opera di smobilitazione e di immissione di energie nuove nel sistema, così da recidere la (comune) radice non solo della eventuale corruzione ma anche dell’immobilismo e dell’autoreferenzialità della politica italiana.
«Il tappo sta per saltare», profetizzava alcune settimane fa Paolo Mieli. Ma forse c’è bisogno di un altro po’ di “sofferenza istituzionale” perché anche i nuovi ingressi possano avvenire in un campo completamente libero dai signorotti del passato, e dunque senza il rischio di contagi e contaminazioni. Ai giovani diciamo: tenetevi pronti. Il servizio, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

Ma a Scajola non credono neanche i suoi Il ministro: ‘Comprato a costo di mercato’ il Giornale: “E’ un insulto all’intelligenza” Così mozione di sfiducia firmata Donadi

maggio 3, 2010 by Redazione · 31 Comments 

Il caso dell’ex coordinatore di Forza Italia, se verrà provato che Scajola ha ricevuto soldi in nero da Anemone per l’acquisto della casa «con vista sul Colosseo», è un fatto grave che conferma che le trame della corruzione emerse intorno agli appalti per il G8 della Maddalena lambiscono la nostra politica, e il governo, come già intravisto con il tentato coinvolgimento di Bertolaso, oltre che per il ruolo di Balducci. E dunque è qualcosa che va raccontato e con onestà e responsabilità affinché possa costituire la molla di un’indignazione da ritrovare e, poi, la chiave di volta della ricostituzione di una nuova cultura. E oggi è il giorno della possibile svolta: la messa al muro (delle proprie responsabilità) del ministro da parte di Idv, con cui ora anche un Pd tra il responsabile e il titubante sembra tendere a convenire: «Parli o si dimetta», dicono i Democratici. Ed è il co-firmatario con Antonio Di Pietro della mozione in prima persona a parlarcene. Eccolo. Read more

Il commento. Le dimissioni(?) di Scajola di Gad Lerner

aprile 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il primo dato politico della vicenda che vede coinvolto il ministro per lo Sviluppo economico, accusato di avere ricevuto soldi in nero da Anemone, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8 de la Maddalena, è l’invito da parte del presidente del Consiglio affinché resti al suo posto. Come già con Bertolaso, Berlusconi predica prudenza. Ma c’è di più. La sensazione è che a destra l’istituto delle dimissioni come assunzione di responsabilità non sia contemplato, se non quando conviene (come nel caso di Bocchino). Il conduttore de L’Infedele, però, si spinge oltre. Sentiamo.            Read more

Diario politico. Scoppia bufera su Scajola Soldi in nero da imprenditore Anemone? Di Pietro: “Il ministro si deve dimettere”

aprile 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. L’ex coordinatore di Forza Italia sotto accusa per un presunto “regalo” del costruttore al centro dell’inchiesta sugli appalti per il G8, con cui avrebbe comprato la casa romana. «Non sono nemmeno indagato, sono arrivati a coinvolgere i miei figli». Il Pd: «Vengano a riferire in Parlamento». Berlusconi, come sempre, come già con Bertolaso, lo invita ad andare avanti. Dimissioni invece (da vicecapogruppo Pdl) per Bocchino rimasto sul fronte dello scontro con il presidente del Consiglio quando, come hanno sottolineato soprattutto autori satirici della nostra politica, come Francesca Fornario su l’Unità, il conflitto era già rientrato. Tutto questo impegna la maggioranza e le impedisce di dare risposte al Paese nel pieno della crisi: la questione posta dal presidente della Camera avrebbe potuto favorire quell’evoluzione della politica italiana per la quale, presumibilmente, non arriveranno riforme istituzionali. Ma a questo punto, anche proprio per questo, il rischio è di un ritorno a bomba a (o di persistenza in) quell’autoreferenzialità che il giornale della politica italiana ha denunciato per primo. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Fini risponde a Berlusconi “No, magistrati non devono vergognarsi” Bertolaso, Pd: “E’ delirio di onnipotenza”

febbraio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente della Camera prende le distanze dal premier e offre il suo punto di vista (istituzionale) sui pm delle indagini sulla Prote- zione civile (a proposito, che fine ha fatto Schifani?). Nondimeno «essere inizialmente arrestati – specifica – non significa essere delinquenti: lo accerteranno». L’ex leader di An parla anche di riforme: «Al lavoro subito dopo le Regionali». Ma Bersani: «Quelle economiche vanno fatte subito, c’è un Paese (in crisi) che aspetta». Poi vi rendiamo conto degli ultimi sviluppi dell’inchiesta che coinvolge il sottosegretario. Che insiste: «Non me ne vado perché se lo faccio qualcuno deve sostituirmi per gestire queste situazioni di emergenza», e l’Italia non reggerebbe il colpo (si legge tra le righe). L’opposizione attacca. Il racconto. Read more

Crolla il mito del capo Protezione civile. I festini di Bertolaso: “Darei ripassatina…” Appalti, così lo sciacallaggio sul terremoto

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La corruzione per il G8 della Maddalena accompagnata da favori sessuali. Lo sostiene l’ordinanza del gip di Firenze sull’arresto di Balducci. «Sto organizzando per Bertolaso un festino megagalattico», dice l’imprenditore romano Anemone. Lui: «Se Francesca oggi potesse… verrei volentieri». I Democratici: «Si dimetta». Attenzione, a questo punto, ora che la verità emerge e che si cominciano ad accertare le responsabilità, a non gettare la croce sulla persona: il capo della Protezione civile ha – si presume – sbagliato gravemente, e la giustizia se ne occuperà. Non si passi dalla costruzione del mito, appunto, alla distruzione di Bertolaso. E’ un tentazione che, ahinoi, corre sottotraccia nella sensibilità di una parte del Paese. Il giornale della politica italiana condivide con i suoi lettori un giudizio critico, duro, di condanna totale, ma che tenga conto dei necessari contrappesi umani. Lo diciamo, come sempre, prima che qualsiasi cosa accada. Il servizio di Carosella.            Read more

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