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***La sferzata***
NELLE AZIENDE PUBBLICHE D’ORA IN POI SOLO I MIGLIORI
di CRISTIANA ALICATA

agosto 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra smetta di considerarle a disposizione dei propri amici e delle proprie (più o meno “legittime”; ma politicamente, comunque, illegittime) clientele elettorali. Perché, intanto, se ciò non accadrà arriverà il momento in cui persino l’argine sull’acqua – e comunque, prima, per tutti gli altri servizi – verrà fatto saltare. E poi perché il pubblico è come se fosse la spina dorsale della nostra nazione: se ci abituiamo a tenerla piegata, non riusciremo più, a lungo andare, a “camminare dritti”. Il discorso vale naturalmente a maggior ragione con la scuola, l’università e la ricerca, motore della costruzione del futuro. La giovane scrittrice romana rompe un’ipocrisia trentennale sferzando, appunto, il Pd a compiere, finalmente, se stesso. di CRISTIANA ALICATA Read more

Insomma ultimi dubbi riguardano l’acqua Guardate cosa succede dov’è già privata Bolivia, nel 99 mezzo stipendio per averla A Latina (già) aumenti in bolletta del 300% Ecco alcuni buoni motivi per votare 2 ‘sì’

giugno 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primo: il decreto del governo prevedeva inizialmente la privatizzazione tout court, e soltanto un emendamento del Partito Democratico ha evitato che la svendita (totale) del bene vitale si compiesse. Così come se il referendum sul nucleare fallisse potete stare certi che il governo, nonostante il dietrofront, l’anno prossimo lo ritirerà fuori, è chiaro che mettere la gestione dell’acqua sul mercato rappresenterebbe solo un primo passo verso la privatizzazione completa. Ammesso - e negato - che la concessione ai privati della gestione – e di quote nelle società di controllo – non rappresenti già una sufficiente “privatizzazione”, ovvero la messa in mano dei privati dell’acqua alla quale evidentemente accediamo attraverso la gestione. Secondo: l’argomentazione per cui la gestione pubblica è inefficiente non regge: ci sono zone del nostro Paese nelle quali funziona perfettamente, in Germania è completamente pubblica e vale lo stesso discorso. E la privatizzazione di tutto non ci salverà dal declino se la nostra politica non avrà saputo assumersi le proprie responsabilità e non avrà ripreso ad assolvere alla propria funzione. Tanto vale farlo a partire dall’acqua per mantenere l’assoluta pubblicità (anche) dell’accesso. Terzo: laddove la privatizzazione è già avvenuta, nel nostro Paese come in altri paesi del mondo, le tariffe sono schizzate verso l’alto, generando conflitti sociali. Perché dell’acqua non si può, evidentemente, fare a meno e invece dei beni messi sul mercato che non si riescono a pagare tocca fare a meno. Ma vediamo ancora meglio cosa accade quando viene privatizzata. di LUCA LENA Read more

Diario politico. La fiera dell’ipocrisia (?) Da il Politico.it quattro “sì” al referendum Ma poi guardate chi li sostiene (adesso) Fini e Casini (ora) tacciono contro Silvio Acqua, Bersani era pro-gestione privati Non hanno il coraggio di proprie idee (?) O le cambiano (ma) nella partita a scacchi Come potranno (perciò) salvare l’Italia? Ecco (qui) senso dell’affondo di Guzzanti

giugno 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’endorsement del giornale della politica italiana è “presto” (si fa veramente per dire) fatto: sì a tutti e quattro i quesiti, perché la cattiva gestione pubblica dell’acqua non è un motivo sufficiente a lavarsene le mani (in tutti i sensi?), avviandoci (con ogni probabilità) sulla strada della privatizzazione (del bene) tout court. Se così fosse (di nuovo, in tutti i sensi?), dovremmo forse privatizzare anche la nostra politica (?), inefficiente al pari degli attuali sistemi di distribuzione idrica. E invece lottiamo per cambiarli e renderli efficaci. Solo dopo avere compiuto questo sforzo si potrà pensare alla co-gestione da parte dei privati in modo che sia onesto e responsabile, e non viziato da interessi parziali o, peggio (appunto) privati. Il male nucleare consiste nel rischio, concreto, della fine dell’umanità, non è (evidentemente) equiparabile a nessun’altra cifra relativa ai danni e alle morti provocati dall’uso di altre fonti energetiche, quando (peraltro) le rinnovabili hanno un costo (da questo punto di vista) pari allo zero e possono rappresentare la (quasi) esclusiva opzione futura. E non c’è nessun beneficio economico (in tutti i sensi. E si parla del resto solo di convenienze, ancora una volta, private) che giustifichi la possibilità di correre quel rischio. Che poi lo si faccia “grazie” alla mancanza di responsabilità dei vicini (francesi), questo non è un buon motivo per accrescerlo con le nostre mani. Il legittimo impedimento è una norma che nega il principio della legge uguale per tutti e quindi dell’eguaglianza dei cittadini e dunque della loro (nostra) libertà. Il (nostro) “sì” a tutti e quattro i quesiti non ci impedisce d’altra parte di raccontarvi come il fronte (partitico) del “sì” rappresenti (anche) un’armata brancaleone (in)degna della nostra politica (che la esprime). I centristi trasbordano la teoria dei due forni ormai ad ogni scelta di politica (vera), ovvero non hanno (più) una linea politica bensì scelgono (come nel “silenzio” pre-ballottaggio) in base alla stretta convenienza politicistica, che (in questo caso) si traduce nella opportunità (per loro) di sferrare (attraverso la vittoria del “sì” al referendum) un ulteriore colpo al presidente del Consiglio. Il segretario del Pd è (o, forse, solo su questo, potremmo indicare che fosse) un convinto nuclearista; ma soprattutto sosteneva le ragioni di chi, a livello locale, da tempo cerca di ottenere l’affidamento ai privati della gestione della rete idrica. Oggi, per essere (ancora) segretario del Pd, nega le proprie convinzioni. Ma si tratta di un “aggiustamento di Pirro”: come può, un uomo politico che non crede (abbastanza) nelle proprie idee, o che non è capace di provare ragioni abbastanza forti da vincere la convenienza (politicistica), fare il bene del nostro Paese? Proprio perché non ci rappresentano (più), nondimeno, è giusto restare della convinzione che, nonostante loro, sia opportuno dire “sì” a tutti i quattro quesiti referendari. Il racconto, adesso, all’interno, è di Ginevra Baffigo.

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Acqua, i privatizzatori: “Pubblico non va” Ma (se oggi) non va nemmeno la politica Soluzione è (invece) rifare grande l’Italia E finirà (così) lo spreco (in tutti i sensi -?)

maggio 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché un Paese che ritorni grande è anche un Paese che, attraverso la rivoluzione culturale, si mette nella condizione di ridurre i propri consumi energetici. Non, per ideologia. Ma per (concreta) sostenibilità. Per il futuro. Al quale la Politica guarda. Ma anche per il presente: perché l’Italia si salverà e tornerà grande a condizione, su tutto, di alleggerire il proprio corpo. Quello fatto, innanzitutto, della spesa. La spesa “pubblica”. Ma anche la spesa – e il consumo, energetico - di ciascuno di noi. E questo si fa migliorando i sistemi di distribuzione, ma anche attraverso – appunto – un cambio di passo “culturale”. Lo stesso che, partendo da ciò, restituirà alla nostra nazione la Politica (vera). E con essa (per la stessa “causa”) la motivazione, e la capacità, di governare in modo efficace i propri apparati. A cominciare da quello, fondamentale, dell’acqua. Non è (appunto) una battaglia di “conservazione” (tout court). Il futuro, lo abbiamo già scritto, non coincide – necessariamente – con una sempre maggiore riduzione di diritti. Il giornale della politica italiana promuove una (nuova) politica onesta e responsabile che, mettendo in campo un progetto organico e complessivo, e dunque intervenendo complessivamente e a livello sistemico, riparta (anche) dal rigore e dall’etica della responsabilità. Ma quello alla possibilità di avere soddisfatto un bisogno fondamentale è un diritto che non può essere derubricato. E può essere uno dei fonda- menti dell’equilibrio (responsabile) del domani. Read more

Election day mancato per un voto Decide il radicale Beltrandi Chirico

marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che si esprime a favore dei giorni separati per amministrative e refe- rendum (quelli che ci costeranno 300 milioni in più) il che lo fa piombare (inevitabilmente) in un turbinio di polemiche. Dalle quali lo “difende” (o meglio difende la libertà di scelta) la giovane esponente Radicale. Non si può non ricordare d’altronde come Beltrandi sia lo stesso che ispirò il provvedimento della commissione di Vigilanza Rai per la sospensione dei talk show durante l’ultima campagna elettorale. Read more

La polemica. La dis-informazione (?) sull’acqua di Annalisa Chirico

gennaio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana pensa che si tratti di un bene irrinunciabilmente pubblico. Di tutti. Qualunque sia la condizione sociale, qualunque sia la disponibilità economica, tutti devono avere accesso a questo bene vitale. Quello all’acqua è uno di quei diritti che nell’antica Grecia cominciavano ad essere considerati “di natura”. E perché questo sia sempre possibile, conviene non avviare derive che attraverso la privatizzazione degli acquedotti portino successivamente alla consegna del bene dell’acqua nelle mani dei privati che lo possano commercializzare. Coloro che puntano, oggi, attraverso il contrasto al referendum, a consentire la distribuzione da parte dei privati dell’acqua hanno l’obiettivo non dichiarato di arrivare ad una completa privatizzazione. Ciò nondimeno, il Politico.it dà spazio anche a loro, fatta questa necessaria premessa. E Annalisa Chirico, che del comitato per la privatizzazione fa parte, punta l’obiettivo su un dibattito che – non certo appunto sul giornale della politica italiana – penalizzerebbe le loro ragioni. di ANNALISA CHIRICO Read more

Annalisa Chirico da oggi è su il Politico.it Il futuro dell’Italia passa (soltanto) di qui E la nostra dedica va a GianNino Cusano Ma la privatizzazione dell’acqua, dov’è?

luglio 22, 2010 by Redazione · 1 Comment 

24 anni, segretaria degli Studenti Luca Coscioni, membro del comitato nazionale di Radicali italiani. Libertaria, antiproibizionista, federalista europea. Annalisa è un altro dei talenti “svezzati” da Bonino&Pannella (e Cappato). Si fece conoscere durante la campagna elettorale per le Regionali, grazie ad un video nel quale denunciava «la pratica della candidatura-velina, di ragazze senza arte né parte cooptate dai dirigenti di partito». Con Giulia Innocenzi, con Antonio De Napoli, i pezzi da novanta della politica italiana del futuro sono ora tutti sul suo giornale. E il Politico.it dedica la nuova collaborazione all’intellettuale ex dirigente Radicale, già nostro lettore, scomparso prematuramente. E’ nato dunque il comitato anti-referendum contro la (presunta) privatizzazione dell’acqua. Annalisa vi ha aderito. Ce ne parla. di A. CHIRICO Read more

Caro Bersani, no, ancora non ci siamo
Se Pigi frena su innovazione (e primarie) “Il Paese (non le) chiede conservazione” Il “Paese” o cambia prospettiva o muore

maggio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della ricerca e (appunto) dell’innovazione, come chiave di volta del(la costruzione del) futuro dell’Italia. Come abbiamo scritto più volte, il nostro Paese è destinato ad un declino inarrestabile se non sostituisce (o, meglio, integra) la realizzazione delle idee degli altri con la produzione delle idee (per sé e per gli altri). Una duplice occasione per l’Italia: attraverso (anche, ma non necessariamente) il modello che questo giornale propone (il Paese come grande campus a cielo aperto, fondato su un sistema che abbia al proprio vertice appunto la ricerca e l’innovazione, come lati una (buona) scuola da valorizzare e la formazione permanente, chiave sia per accompagnare-alimentare l’innovazione sia per risolvere, o quanto meno puntellare fortemente, il (problema del) lavoro (precario) nel nostro Paese. Con un’alternanza tra periodi di impiego “classico” e la formazione, appunto, per cancellare completamente la “disoccupazione” e legando allo “studio” l’indennità, che non ha senso venga “regalata” quando può costituire un investimento), attraverso questo modello, dicevamo, ma non solo, l’Italia può vivere anche una profonda «renovazione» culturale, sostituendo i dis-valori di oggi (anche grazie al contributo di una televisione di nuovo pedagogica, come suggerisce lo storico direttore dell’”esplosione” di Raitre Angelo Guglielmi) con (una) cultura (diffusa). Tutto questo porta alla modernizzazione dell’Italia. Tutto questo è ciò di cui il segretario del Pd dice oggi, sostanzialmente, che non è non solo l’obiettivo strategico ma nemmeno una (vera, convinta) priorità del suo partito (o, meglio, della sua segreteria); per una semplice ragione: che il Paese «non lo chiede». La realtà è un po’ diversa, certo la richiesta può non venire dalla stragrande maggioranza degli italiani ma ciò accade solo perché ne manca la cultura (politica) e la consapevolezza (del ruolo decisivo): qualcosa, cioè, che proprio un partito e un suo leader devono offrire, non limitandosi a registrare lo status quo. Perché, Bersani, lo ripetiamo, questa è la via attraverso la quale l’Italia può non solo evitare il declino, ma rilanciarsi come grande Paese, tornando ad essere, magari, nel tempo, la culla della civiltà. Pigi, ascolta il partito, ascolta la base (e anche le forze esterne ai filoni di provenienza: non possono che essere leali, perché sono intimamente Democratiche; ma per dare loro l’occasione di dimostrarlo – per indurle ad esserlo – devi tendere loro la mano). Fallo anche per quello che ci racconta ora Stefano Catone sull’acqua, sul referendum per l’abrogazione della legge che privatizza la gestione del bene pubblico più importante e vitale (è proprio il caso di dirlo) della politica mondiale. Read more

Se nel Pd si dibatte solo della (sua) forma Le primarie, referendum (in sé) su acqua Ma manca del tutto una visione per Italia Laratta ci spiega le differenze su oro blu

maggio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera e dei suoi contenuti. La nostra scelta gerarchica privilegia, quando è possibile, i temi concreti (che possono anche essere spessi e di ampio respiro, la concretezza non è sinonimo di materialismo) e strategici per il futuro del Paese, possibilmente portando dei contributi di idee (altrettanto “concreti”, in quanto “originali” e sostenibili) per la costruzione del domani. E’ quello che dovrebbe fare anche il Partito Democratico, anzi: è proprio ciò che darebbe al Pd la soluzione a tutti i propri problemi; ma evidentemente, al momento, le idee mancano. Il che è senz’altro figlio – come abbiamo scritto – della subordinazione psicologica che oggi il centrosinistra patisce nei confronti del centrodestra, che impedisce la piena espressione delle potenzialità di “creazione” della classe dirigente e intellettuale del partito, ma non solo. E’ evidente che c’è un deficit di cultura politica da questo punto di vista, e anche, se volete, di talento. Vedremo se il rinnovamento porterà novità positive in questo senso. Certo è che se dal dibattito tutt’oggi non emerge, neppure dal fronte dei giovani, una voce che sappia produrre qualcosa di nuovo e di forte, la tanto cercata «narrazione sul futuro dell’Italia, potrebbe anche significare che ciò, al momento, non è dato. Perché chi avesse delle idee forti da proporre sceglierebbe la via della loro proposizione come strumento per scardinare l’attuale chiusura a bauletto dei Democratici, aprendo vie anche per sé stesso. E ciò sarebbe nella sua stessa cultura politica (appunto). Invece si assiste a schermaglie di potere tout court. Al punto che – ed ecco il tema di oggi – anche il dibattito interno si è sterilizzato: a cominciare da Prodi, si parla (quasi) solo di organizzazione (le primarie, oltre alla proposta del Pd federale dell’ex presidente del Consiglio) e di forma dei contenuti già esistenti (sì o no al referendum sull’acqua pubblica? Sì o no alla raccolta di firme sulla proposta di legge sul tema? Sembrano domande piovute direttamente da Voyager, e in effetti il Pd di oggi sembra diventato un oggetto misterioso degno di attenzioni anche un po’ paradossali). Il giornale della politica italiana ha provato, e proverà ancora, a fornire il proprio contributo – invece – di idee, ai Democratici così come al centrodestra. Intanto scopriamo la discussione nel Pd proprio sul tema del referendum sull’acqua, dopo quella sulle primarie di ieri, riuscendo però – grazie alla firma del parlamentare calabrese – ad entrare un po’ nei contenuti, anche se (è quello che appunto offre il dibattito Pd) non ancora innovativi e nuovi per il futuro Read more

Il Pd si spacca su privatizzazione acqua Più parlamentari contro linea di Bersani Se circoli si mobilitano per il referendum E si prepara la “mossa” di uno dei leader

maggio 5, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Sta per cominciare una vera e propria rivolta. Obiettivo: la decisione del segretario di non appoggiare (e, anzi, secondo alcuni intralciare, con la raccolta di adesioni alla proposta di legge) la consultazione popolare per dire no al provvedimento del governo che assegna ai privati la gestione dell’acqua. E il giornale della politica italiana è in grado di anticiparla. E’ facile immaginare chi potrebbe essere il «leader nazionale» che, corre voce, sta per fare il proprio endorsement a favore del referendum. E non è difficile prevedere che nel Pd stia per esplodere la bagarre. Perché la minoranza (per ora; trasversale) che si appresta a compiere lo “strappo” è decisa ad andare fino in fondo, fino ad ottenere un ripensamento da parte di Bersani. La questione, del resto, è cruciale, e la prudenza di Pigi, che teme l’effetto-boomerang del sostegno ad un referendum «destinato a fallire, visto che il quorum non è mai stato raggiunto in questi anni», appare a molti fuori luogo visto che in gioco c’è un bene essenziale per la vita dei cittadini, su cui – e su cos’altro, sennò? – si dovrebbe cementare la reazione del centrosinistra. A questo si aggiunge che anche la base ha già inaugurato la propria disobbedienza: circoli, coordinamenti hanno già cominciato a raccogliere firme per i referendari. E’ dunque una partita sulla quale Bersani si gioca, anche, gran parte della propria tenuta. Il servizio, all’interno, di Stefano Catone. Read more

Privatizzazione dell’acqua è (già) iniziata Il ddl Berlusconi approvato da Veltroni Ecco che succede dove non è più nostra

marzo 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana affronta il tema (che più politico non si può) di cosa sta succedendo intorno al bene forse più prezioso per l’uomo, nella giornata mondiale a lui dedicata: l’acqua. La legge 133 del 2008 stabilisce che già quest’anno i Comuni dovranno mettere sul mercato i servizi pubblici locali e dunque anche la gestione del servizio idrico. Il rischio è che sia il passo verso quella totale priva(tizza)zione che, ad esempio, in Bolivia ha scatenato una vera e propria rivolta popolare. Il precedente di Aprilia. La prospettiva a livello mondiale dove secondo le stime nel 2025 oltre il 40% della popolazione si troverà in crisi idrica, non avrà cioè a disposizione i livelli essenziali di acqua. La firma è di Luca Lena. Read more

D’Alema scarica Vendola e l’assemblea si svuota. Ma la vera partita riguarda acqua

novembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Puglia, tornano le manovre del leader Maximo. Orfano della poltrona di mister Pesc, l’ex segretario del Pds si getta a capofitto nel «cortile di casa nostra», come ama chiamarlo lui stesso. Stavolta l’obiettivo è affossare la ricandidatura del Governatore uscente, sgradito all’Udc – l’alleanza con il quale è il must dalemiano a questo giro, per le Regionali ma soprattutto in chiave nazionale – e sostituirla con quella del più ecumenico Emiliano. E, soprattutto, potere procedere con il progetto di privatizzazione dell’acquedotto pugliese che lui stesso aveva avviato da presidente del Consiglio nel 2000, e che la Giunta Vendola osteggia senza sconti. Il quadro si complica (ma quanto importa?) per le dichiarazioni di appoggio al leader di Sinistra e libertà da parte dello stesso Emiliano, al punto che il sindaco di Bari si era reso disponibile a fargli da coordinatore della campagna elettorale, e anche per una vecchia assicurazione a Vendola da parte di Bersani, che però ha le mani legate. Ciò che conta, a maggior ragione in Puglia, si sa, è ciò che pensa Massimo D’Alema. Il servizio di Carosella. Read more

Dossier/ Il (nostro) futuro dell’acqua. Chi già non l’ha più. Le privatizzazioni da noi

aprile 17, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Uno dei meriti del nostro giornale la capacità di anticipare temi che finiranno al centro delle cronache in un futuro meno immediato. E’ quello che facciamo anche oggi raccontandovi cosa sta succedendo intorno al bene forse più prezioso per l’uomo: l’acqua. La legge 133 del 2008 stabilisce che già l’anno prossimo i Comuni dovranno mettere sul mercato i servizi pubblici locali e dunque anche la gestione del servizio idrico. Il rischio è che sia il passo verso quella totale privatizzazione che, ad esempio,  in Bolivia ha scatenato una vera e propria rivolta popolare. Il precedente di Aprilia. La prospettiva a livello mondiale dove secondo le stime nel 2025 oltre il 40% della popolazione si troverà in crisi idrica, non avrà cioè a disposizione i livelli essenziali di acqua. Sentiamo. Read more

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