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***L’intervento***
SI’, LA VERA EMERGENZA E’ LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (NON RUBY E FINI)
di MARIANNA MADIA*

febbraio 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come abbiamo visto ieri, «quasi un terzo dei giovani non studia e non lavora». E dai giovani dipende l’Italia del futuro, che sarà sulle loro spalle. Se, oltre a non lavorare e a non costruirsi una pensione – non è il solo problema – molti di loro non gettano basi per il loro domani “attivo”, anche il domani del nostro Paese è in pericolo. Continua la narrazione del giornale della politica italiana sui giovani. Giovani dai quali, soli, può partire la scossa per la salvezza e il rilancio dell’Italia, così come l’Egitto rinasce grazie ad una popolazione dall’età media imbarazzante (per noi) – 24 anni! – mentre noi rimaniamo appesi al presidente del Consiglio e alle nostre amenità – mentre il Paese va a picco – a causa della nostra gerontocrazia, dell’eccessivo squilibrio di potere tra giovani e vecchi. Mentre molti altri grandi quotidiani si occupano della politica politicante, il Politico.it è il giornale della politica vera, quella fatta di scelte concrete per il futuro dell’Italia. Dopo il grido d’allarme del nostro direttore, che evidenzia come le politiche giovanili, oggi, altro non debbano essere che politiche per la costruzione del futuro dell’Italia, tocca alla deputata Democratica rilanciare il tema. Lo fa annunciando un’interro- gazione parlamentare per chiedere al governo se intende fare qualcosa. di MARIANNA MADIA* Read more

***L’appello***
LE DONNE DEL PDL ROMPANO IL SILENZIO
di MARIANNA MADIA*

gennaio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le “feste” a casa di Berlusconi sono riconducibili ad un sistema che, sulla base della “reazione” (anti)culturale prodotta dalla televisione del presidente del Consiglio in questi trent’anni si fonda sull’adesione (involontaria, in quanto inconsapevole) a tutto questo di una parte delle stesse donne (e di padri e fratelli come fiancheggiatori dei suoi fautori). Si rafforza, in questa chiave, la certezza che questo Paese ha bisogno di conoscere quella rivoluzione culturale che – in tempi nemmeno troppo lunghi, grazie (anche) alla televisione e ad una politica italiana che faccia di questo il perno, la chiave, le fondamenta del proprio progetto per la costruzione del futuro – liberi l’Italia, non, da Berlusconi, ma (appunto) dalle proprie (auto)limitazioni (storiche e più recenti). In vista di tutto ciò, la giovane deputata del Pd prova comunque a suscitare una (prima) reazione in donne (ma vale anche per gli uomini: non si tratta di una battaglia femminista, ma di civiltà) che definisce «complici», se questa non avverrà, di chi ha ordito e sfrutta tutto questo. di MARIANNA MADIA* Read more

L’intervento. Bravo Napolitano, ascoltare gli studenti di M. Madia

dicembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capo dello Stato dà la propria disponibilità ad un incontro con i rappresentanti del movimento studentesco di nuovo in piazza per protestare contro la riforma dell’Università in corso di approvazione in queste ore al Senato e contro il governo. Un atto distensivo, in grado di allentare la tensione più di qualsiasi riferimento a «potenziali assassini» (…). Anche per capire che cosa propongono, gli studenti. Perché il ddl Gelmini è imperfetto ma va, o si propone (ufficialmente) di andare nella giusta direzione. E allora, anche per chi pensa che non abbiano «nemmeno letto il testo della legge», come (sostiene) Giuseppe Cruciani, il modo migliore è comunque dialogare. Quello che non ha fatto il governo. Ciò che farà Napolitano. Che si prende il plauso della deputata del Pd. Perché il nostro futuro sono loro. E quel futuro va costruito con loro. Che, al di là della riforma, hanno mille ragioni per essere preoccupati e scontenti. di M. MADIA*
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***Il commento***
LA PRECARIETA’ FA PERDERE COMPETITIVITA’
di MARIANNA MADIA

novembre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il lavoratore precario è un lavoratore che produce meno e peggio, soprattutto perché le sue condizioni esistenziali – altrettanto precarie, dovute naturalmente alla precarietà del posto – fanno sì che non possa avere il miglior rendimento. E ciò ha effetti deleteri per la nostra economia. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e il Pd, scrive la giovane esperta in materia di lavoro sul giornale della politica italiana, è d’accordo con lui. La risposta, aggiunge il Politico.it, può essere composita tra una maggiore stabilizzazione tout court – ovvero nelle modalità nelle quali viene immaginata oggi – e una stabilizzazione data da una nuova flessibilità virtuosa che coniughi impiego e formazione permanente, il tutto nella chiave del completo ribaltamento di piano che faccia dell’innovazione la nuova stella polare di un (altrettanto) nuovo sistema-Paese, in grado non solo di invertire la tendenza al declino ma di avviare un periodo di sviluppo che non sia più minacciato dalla crescita e della maggiore competitività (oggi) delle economie emergenti. Di questo abbiamo scritto (più volte) e su questo torneremo. Oggi sentiamo l’inter- vento di Madia. di MARIANNA MADIA Read more

L’intervento. Sacconi, giovani non scelgono di non lavorare M. Madia

ottobre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prima Brunetta (e Padoa Schioppa: «Bamboccioni»), ora il ministro del Welfare: «I sogni non si costruiscono nell’inattività». Sembra che nel Pdl ci sia un (falso?) pregiudizio antigiovanile, per il quale le difficoltà delle nuove generazioni vadano fatte discendere da loro mancanze, prima che da difetti di sistema. La deputata del Partito Democratico sceglie il Politico.it per rispondere a Sacconi: «Ministro, se il 30% dei ragazzi non studia e non lavora non è il caso di fare lezioncine ma di tirare fuori le proposte». di MARIANNA MADIA Read more

***Il dibattito***
MA NOI SIAMO (ANCHE) CON I PRECARI
di MARIANNA MADIA*

settembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La deputata del Partito Democratico risponde, indirettamente, al nostro direttore che aveva sostenuto la necessità (per il Paese) e l’opportunità (per il centrosinistra) che i Democratici abbandonassero la rappresentanza tout court di determinate categorie (a cominciare da insegnanti e ricercatori) per abbracciare l’idea dell’impegno “nazionale” per il varo di un nuovo sistema-Paese (del quale proprio l’università e la ricerca e la scuola fossero la spina dorsale) per il quale ogni settore potesse conoscere una fase di sviluppo, ma proprio per consentire e favorire questo non potesse essere vincolato alla difesa di specifici interessi, ancorché legittimi. Madia, una delle maggiori esperte di lavoro in casa Democratica, e tra le parlamentari più attive sul fronte della riforma del mercato, con una spiccata sensibilità sociale che la fa muovere nell’interesse dei lavoratori, rivendica invece per il momento il ruolo precipuo di «partito del lavoro» della forza bersaniana, come da verbo del suo segretario, un ruolo del resto reso indispen- sabile da un presente nel quale il governo non mette mano ad un progetto di sistema (e dunque non assicura nessuna forma di sviluppo) e impone una ricetta liberista e, nel caso della scuola, di smobilitazione che richiede un’opposizione ben ferma contro questa duplice deriva. Dunque nessuna incompatibilità con la prospettiva indicata da Matteo Patrone, che riguarda la fase di ripartenza e non quella attuale. Sentiamo allora la deputata del Pd sul tema degli insegnanti precari, la cui posizione incerta rimane nonostante le rassicurazioni (e l’apertura di uno spiraglio) da parte ministro e lo spegnimento dei riflettori dell’opinione pubblica (che il giornale della politica italiana si preoccupa, piutto- sto, al di là della linea indicata, di riportare sul tema). Read more

***La denuncia***
AGIRE SENZA REGOLE
di MARIANNA MADIA*

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Attenzione, perché stiamo assistendo ad un passaggio cruciale della trasformazione della nostra democrazia quasi senza rendercene conto. La giovane deputata Democratica segnala dalle colonne del giornale della politica italiana ciò che il governo si appresta a fare in tema di diritto (?) del lavoro e che – a parte un accenno a In mezzora, nella distrazione però per l’imminente partita della Nazionale – è passato quasi sotto silenzio: con l’accordo “in deroga” di Pomigliano l’esecutivo apre la strada a futuri accordi che possano prescindere da «una parte dello Statuto dei lavoratori». Secondo Madia tutto ciò renderà il mondo del lavoro italiano «una giungla senza regole». Ma i guai non finiscono qui. Se si mettono a sistema le leggi ad personam, i condoni (poco fa vi abbiamo raccontato dell’ultimo, predisposto con una coincidenza di tempi sospetta), la (appunto) deroga selvaggia, l’arbitrarietà della dichiarazione dello stato di emergenza che consente il congelamento delle libertà civili, raccontata da Sabina Guzzanti nel suo Draquila e rilanciata dal padre Paolo da queste colonne, ci si accorge che il governo sta commissariando de facto l’esercizio della legalità nel nostro Paese, sospendendo (in un modo o nell’altro) le regole, la cui applicazione è lasciata alla discrezionalità delle parti ma soprattutto dell’esecutivo. Verranno poi le modifiche alla Costituzione, che servono a rendere strutturale tutto questo e a dare al presidente del Consiglio il potere di fare tutto ciò ex ante mentre ora avviene ex post, ma il vero passaggio dirimente per la nostra democrazia è quello che si sta mettendo in atto ora. E, a quanto pare, nessuno, a parte noi, se ne sta accorgendo. il Politico.it lancia dunque un appello alle forze oneste e responsabili – democratiche – di questo Paese: fermate tutto questo, o presto (perdonate il gioco di parole) sarà troppo tardi. Madia intanto, sulla deroga selvaggia. Read more

L’intervento. Vinci il concorso, ma con i tagli non ti assumono Madia

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra di Tremonti ha colpito, lo abbiamo visto, in primo luogo gli statali. Che non sono una categoria di persone fuori dal Tempo e dallo Spazio, ma donne e uomini in carne ed ossa che, anche se negli ultimi anni sono stati più garantiti, hanno, magari, una famiglia a carico e possono vivere delle difficoltà per le limitazioni imposte dalla finanziaria. Ma c’è un risvolto, se possibile, ancora più grave. Confindustria denuncia che si tratta di una manovra che non fa sviluppo, l’opposizione rileva la mancanza di interventi strutturali. In altre parole, non ci porta da nessuna parte anche perché fra qualche tempo, non avendo cambiato il modo in cui le cose vanno (ciclicamente), ci ritroveremo a punto e accapo. In questa chiave, non ci sono tuttavia solo meno opportunità di quelle che si sarebbero dovute creare, ma anche rispetto a quelle che c’erano già. Perché, e lo denuncia dalle nostre colonne la deputata del Partito Democratico, la manovra blocca il ricambio: lo Stato cerca nuove competenze, ne ha bisogno per evolvere, modernizzarsi, innovare; ma, quando le ha trovate (i vincitori di concorso, appunto), non le assume. E passa molto tempo prima che ciò possa accadere. Un blocco che va a colpire direttamente ciò che più sta a cuore a questo giornale: la modernizzazione, appunto, del nostro Paese (anch)e (attraverso) i giovani. Non solo dunque non viene dato un contributo per il futuro, ma viene tolto qualcosa rispetto a quello che, in termini di rinnovamento fisiologico, avevamo. Una manovra all’indietro, che non potremo che pagare ancora di più in futuro, in termini di mancata crescita sul piano della competitività, e dunque di mancata crescita economica che andrà ad aggravare ancora di più il ritorno dei problemi che questa manovra avrebbe dovuto risolvere, invece ha solo rattoppato, e togliendo (una parte del)la possibilità che si risolvessero da “soli” per come il nostro Paese già funzionava. L’intervento, dunque, di Madia.            Read more

A Tremonti dico: tassiamo i redditi da capitale di Marianna Madia

maggio 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ultimo momento della narrazione di oggi sui due valori sui quali rifon- dare la nostra politica, per rifare grande l’Italia. Dopo la critica al governo per la scelta di far gravare il peso della stabilizzazione dei nostri conti sulla parte (già) più debole del Paese, e non su quella dalle spalle più larghe e più forti, la proposta. La giovane deputata del Pd, dalle colonne del giornale della politica italiana, offre al governo una ricetta quasi ovvia, e adottata, in Europa, da Nicolas Sarkozy, dunque da uno dei leader della destra europea e non da forze socialiste. Sentiamo. Read more

L’intervento. Pil non è tutto: conta l’uguaglianza di Marianna Madia

marzo 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Perché il Pil misura “solo” la crescita che può però consumarsi in modo diseguale e producendo problemi (per tutti): «Le condizioni di salute peggiorano, l’aspettativa di vita diminuisce, le situazioni di marginalità aumentano, la violenza cresce. Le relazioni tra individui e gruppi sociali si deteriorano, con danno dell’intera collettività». Quindi «più uguaglianza vuol dire più benessere. Per sapere se una società sta bene occorre dunque – scrive la deputata del Pd – “misurare” (anche) l’uguaglianza». Il giornale della politica italiana prova disagio sia per l’evanescenza (dal punto di vista dei contenuti) del discorso nazionale (del resto, certo, le elezioni sono Regionali, ma) in questa campagna elettorale, per non parlare dell’autoreferenzialità tipica di questa fase della politica italiana, che il Politico.it si batte per superare; sia, anche, però – è frutto ma anche (nuova con)causa di questa forma di deterioramento – per la tendenza dell’informazione nel nostro Paese o a non essere abbastanza indipendente e incisiva (con il potere, qualunque forma e posizione assuma) o – ed è questo il punto – a crogiolarsi – insieme alla nostra politica – nella stessa autoreferenzialità della politica italiana, parlando cioè «dei partiti e non del Paese», come ha invitato a smettere di fare il segretario nazionale del sindacato dei giornalisti Franco Siddi. Ed è quello che non ha (quasi) mai fatto il giornale della politica italiana, che anche oggi, in piena campagna elettorale, guarda al futuro stavolta dal punto di vista (che è impossibile, per chi guarda all’obiettivo unico del bene del Paese, non condividere, al di là della matrice di provenienza, ammesso poi che ci sia, data la formazione accademica e l’indipendenza intellettuale di Marianna Madia) della giovane parlamentare Democratica, esperta di questioni sociali e del lavoro, che pone il problema dell’insufficienza (appunto) del misuratore del Prodotto interno lordo per stabilire come stia un Paese, come se lo sono già posti in Francia (con Sarkozy) e l’Europa, che chiede ora ai Paesi membri di prevedere (appunto) di considerare anche altri indicatori (oltre al Pil) per definire la “crescita” (stavolta in senso ampio) della nazione. In Italia, nondimeno, la nostra politica era troppo occupata da sé stessa perché si potesse aprire un dibattito serio su questo. Per quanto in ritardo, lo facciamo ora, da qui? L’intervento di Madia. Read more

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