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Rivolta della sponda araba Mediterraneo Egitto/ Tunisia, esplodono democrazioidi già segnate dalla corruzione e dalla fame (Non tanto lontana, alla fine, è poi l’Italia) Sono i giovani alla base di (ogni) rivalsa Ma si agita spettro del fondamentalismo

gennaio 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La storia del Medioriente insegna che laddove il governo di un paese, ancorché dittatoriale, va in crisi matura sfiducia nei confronti delle forze democratiche alimentando i movimenti estremi, al Cairo rappresentati dal partito d’opposizione dei Fratelli musulmani. Una capitale viva, giovane, che chiede riforme vere alla base della capacità d’insurrezione, dopo trent’anni di regime, sia pure mascherato da democrazia. Su una ideale cartina di tornasole sulla quale siano rappresentate le gradazioni delle democrazioidi mediterranee (che triste “fine”, ha fatto, quello che una volta era il centro del mondo) il nostro Paese è una democrazia sporca, i casi tunisino e egiziano dittature “democratiche”: un po’ al di qua e un po’ al di là del confine tra democrazia e dittatura, ma un (sia pure elaborato) paragone non è improprio. Se ne deduce che la chiave dei nostri problemi è la gerontocrazia, e che la soluzione può venire solo da un ribaltamento di questa sproporzione di potere tra giovani e vecchi. Giovani italiani, se ci siete, battete un colpo, ma possibilmente non alla porta del vecchio potente di turno. Il giornale della politica italiana è la vostra (vera) voce, perché il solo che abbia il senso della Storia e capace di elaborare una proposta per il futuro. Quello dell’Italia passa (soltanto) di qui. La nostra Désirée Rosadi, responsabile della rubrica mediorientale, torna per inquadrarci le rivolte in tutto il mondo arabo che si affaccia sul Mare nostrum, con questo pezzo da non perdere. di Désirée ROSADI Read more

Israeliani dicono ‘sì’ a mediazione Obama Sondaggio, 68% si fida di presidente Usa La carota di Barack: ok a 20 nuovi alloggi

marzo 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le forze democratiche (in senso ampio) del pianeta sono, ovviamente, tutte a favore della ripresa del processo di pace e per la soluzione di due popoli due Stati. Persino il nostro governo, pure nella sua sintonia con quello di Israele. Il quale, fortemente spostato a destra, chiude le porte ai palestinesi insistendo con gli insediamenti, ovvero la direzione opposta a quella che può portare ad una conclusio- ne positiva per tutti. A riguardo gli israeliani sono spaccati a metà: una lieve maggioranza (51%) è contro questa linea tenuta dal proprio esecutivo. Ma ad essere contrario – e a lavorare per la pace – è ovviamente il presidente Usa, che ha cominciato a dedicarsi alla questione. Vi abbiamo raccontato le settimane scorse della crisi diplomatica tra i due Paesi alleati, con il governo israeliano arroccato sulle proprie posizioni e l’irritazione americana. Ebbene, anche di fronte a questo la stragrande maggioranza del popolo di Israele – compresa la parte oggi favorevole agli insediamenti – considera «adatta» o addirittura «amichevole» la linea seguita da Barack. Una speranza per la pace che passa ancora una volta – senza retorica – attraverso il suo Premio Nobel, che (ecco perché senza retorica) dimostra come l’apertura, la ferma generosità – ragioni alla base del riconoscimento tutt’altro che preventivo ad Obama – siano chiavi in grado di spalancare le porte a qualsiasi soluzione diplomatica. In questo caso tutta da costruire, ma per la quale questo sondaggio mostra – forse per la prima volta – come, al di là dell’estremismo del governo in carica oggi in Israele, ci sia più di uno spiraglio. Il servizio sul confronto diplomatico.            Read more

Falchi Israele non fermano insediamenti Cala il primo gelo diplomatico con Barack Ue con lui per riavviare processo di pace

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il Giorno della rabbia, per Hamas che (mal) sopporta l’occupazione israeliana dei Territori. La fine del restauro di una sinagoga vicino alla moschea-simbolo della resistenza palestinese alla (op)pressione del (solo) Stato “vicino” (o sarebbe meglio dire che si sovrappone e infrappone tra i palestinesi, appunto, e la nascita di uno tutto loro) è l’occasione per nuovi violenti scontri tra le due popolazioni. Ma il fronte, per Israele, non è solo “interno” (è proprio il caso di dirlo – ?): l’amministrazione Democratica non avvalla la politica di occupazione israeliana che contraddice e contrasta, appunto, il processo di pace. E tra i due alleati cala il gelo. Ce lo racconta la nostra Rosadi. Read more

Il successo delle (prime) elezioni in Iraq Non le hanno fermate attentati d’al-Qaida E contro questo (FOTO) 1/4 eletti donne

marzo 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se questi giorni possono essere considerati come un momento di (lieve) recessione per il nostro Paese, sono stati invece una vera e propria primavera democratica nel Paese orfano (per sua fortuna) di Saddam Hussein. La cui destituzione (e successiva uccisione), insieme a quella che gli iracheni hanno vissuto come una colonizzazione da parte degli Stati Uniti, ha tuttavia favorito il reimpiantarsi delle radici del terrorismo islamico. Che proprio nelle ore immediatamente prima del voto è tornato a farsi sentire, provocando più di quaranta morti tra i civili. Ciò non è bastato ad inibire la voglia di democrazia e di autodeterminazione dell’Iraq, che ieri si è riversato in massa – anche se dovremo attendere ancora un paio di giorni per conoscere i dati ufficiali; ma la partecipazione è stata molto elevata – alle urne. Il probabile vincitore (anche per la sua proclamazione si dovranno attendere ulteriori verifiche, per la necessità di assicurare la piena democraticità del conteggio) è il premier uscente Nuri al-Maliki, la cui piattaforma è la stabilizzazione politico-democratica del Paese. Ci racconta tutto, Désirée Rosadi. Read more

Obama nomina neo-ambasciatore in Siria E anche la Chiesa si mobilita per l’area FOTO: Barack prega (e lavora) per Pace

febbraio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’udienza, storica, tra il premier libanese Hariri e Benedetto XVI. Sul dialogo interreligioso. Perché il Libano è contemporaneamente chiave, cuneo – per l’influenza siriana e il peso degli estremisti di Hezbollah – e fucina (in pectore) della pace, appunto, in Medioriente. Attraverso proprio la fusione, in sé – e i contrasti – tra cristiani maroniti, musulmani sciiti e sunniti. E’ per questo che la mossa del presidente americano – gli Stati Uniti avevano richiamato l’ultimo ambasciatore nei giorni dell’omicidio, di matrice siriana, dell’Hariri primo ministro del Libano di allora, padre di Saad – potrebbe spalancare prospettive insperate. La Siria è considerata da molti l’attore decisivo per la risoluzione dei conflitti e l’apertura di spiragli anche globali. Per la sua (attuale) “alleanza” con l’Iran, la sua influenza sul Libano, appunto, e i rapporti di quest’ultimo con Israele. E in quanto Paese arabo moderato (in ri-divenire). Il giornale della politica italiana, in prima fila nel racconto del Medioriente con le sue grandi firme specializzate, vi riferisce di queste giornate che potrebbero avere (avuto) un ruolo-chiave per sbloc- care. Ce le racconta Désirée Rosadi. Read more

“Italia” difende rappresaglia di Gheddafi Libia off limits a europei: ‘Colpa Svizzera’

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rimandati a casa tre italiani, da oggi non sarà più possibile “sbarcare” a Tripoli. Motivo? Gli elvetici stilano una black list composta da 188 personalità libiche tra cui il colonnello. Ma tutto nasce con l’arresto del figlio di Gheddafi nel 2008 e il conseguente “blocco” in Libia di due uomini di affari svizzeri. Insomma, da parte della Libia una vera e propria ritorsione. E l’Italia che fa? Sta dalla parte del colonnello, naturalmente. Frattini: «L’Ue verifichi la correttezza della Svizzera». Il servizio di Carosella. Read more

Iran, Ahmadinejad: “Ho uranio arricchito” Spari e scontri in piazza per Rivoluzione

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel giorno dell’anniversario della “presa” islamica del Paese, il presidente annuncia il nuovo traguardo sulla strada della dotazione dell’atomica. Che pare sempre più vicina, anche se dovranno passare ancora «due o tre anni, quattro nella migliore – per l’Occidente – delle ipotesi», perché l’Iran la possa avere. A meno che qualcuno non intervenga per impedirglielo, e gli occhi sono tutti puntati su Israele, vero obiettivo iraniano e unica potenza sullo scacchiere mondiale, forse, a potersi permettere un attacco preventivo nei confronti dell’Iran. Oggi intanto piazze in rivolta, aggrediti gli oppositori al regime. Ci racconta tutto, di oggi e di ieri, Désirée Rosadi.            Read more

Berlusconi alla Knesset: “Nostri fratelli” Oggi Abu Mazen. Bombardamenti, però…

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Giusta reazione ai missili di Hamas». E tra gli accordi siglati ce n’è, ovviamente, anche uno di coo- perazione militare. «Che un giorno – scrive Désirée Rosadi – siano proprio i nostri aerei a sorvolare Gaza e, magari, la Persia?». Ieri il presidente del Consiglio aveva attaccato l’Iran, che oggi parla di «ingerenze». La diplomazia italo-israeliana fondata – of course – anche sul rapporto personale tra il premier e Netanyahu. Il giornale della politica italiana vi porta nel cuore della visita in Israele con la sua grande firma per il Medioriente, Désirée Rosadi. Buona lettura.

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Via alla tre giorni di Berlusconi in Israele Che ammette: Gaza, usato fosforo bianco

febbraio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Con Désirée Rosadi, il giornale della politica italiana presenta come nessun altro grande quotidiano lo “sbarco” a Tel Aviv del presidente del Consiglio, che dopo aver incontrato le principali cariche politico-istituzionali israeliane mercoledì prenderà la parola alla Knesset.  «Il più grande amico che Israele ha in Europa», è la calda accoglienza che gli riserva Netanyahu, che troverà tuttavia l’”amico” della destra italiana come sempre sensibile alla causa palestinese e del tutto intenzionato a dire la sua sul processo di pace. Come ha già fatto in un’intervista anticipatoria al quotidiano Haaretz, che vi raccontiamo. Alla fine Berlusconi sembra chiedere aiuto all’omologo falco Bibi: «I giornali in Italia mi trattano male», si lamenta il premier, strizzando l’occhio a quella condizione particolare della libertà di stampa in Israele dove, per ragioni di sicurezza nazionale, la pubblicazione di giornali è subordinata al placet del potere esecutivo. Tutto questo mentre l’esercito israeliano riconosce l’uso della sostanza illegale nella guerra del dicembre-gennaio 2009. Read more

Sarkozy: “Ora via il burqa” Fatto religioso o violenza? Si apre un grande dibattito. Speciale

gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In Francia sta per scattare il divieto di indossarlo. Altri Paesi sono pronti a seguire l’esempio. Tra questi c’è l’Italia, dove maggioranza e opposizione, per una volta, convergono. Nelle comunità islamiche impiantate in Europa, intanto, ci si confronta: che cosa rappresenta? E’ giusto, Islam alla mano, imporlo alla donna? E’ il velo integrale il protagonista indiscusso del dibattito politico-culturale degli ultimi giorni. Il giornale della politica italiana porta alla discussione in corso nel Vecchio continente (e nel nostro Paese) il contributo di questo speciale firmato Désirée Rosadi, che partendo dalla stretta attualità – vi raccontiamo chi dice cosa nella nostra politica e nella politica europea – ci conduce per mano a scoprire il vero “ruolo” del parde nei Paesi a maggioranza islamica. Assolutamente da non perdere. Buona lettura. Read more

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