***L’opinione***
LIBIA, C’E’ CHI GIA’ SI FREGA LE MANI PER GLI AFFARI DEL DOPO-GHEDDAFI
di FRANCO MONTORRO
febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
E’ una delle maggiori firme del giornalismo italiano. Direttore storico della grande stampa specializzata del mondo del basket, prima a Giganti poi per ben sette anni alla guida del principale settimanale sportivo del nostro Paese, Superbasket, precursore dello sbarco della carta stampata sul web (in Italia), è da sempre un attento osservatore delle nostre vicende nazionali. Comincia oggi la sua collaborazione con il Politico.it Franco Montorro, forse la più prestigiosa tra le firme che hanno segnato queste pagine nei loro primi due anni di vita. E, naturalmente, il direttore avrà (è proprio il caso di dirlo) campo libero, spazierà dalla politica allo sport, in questo suo “canale” che – oltre ad occupare la posizione di apertura ad ogni nuova uscita – troverà una collocazione privilegiata e stabile nella fascia “nobile”, di spalla, della nostra home page, offrendo così ai lettori del giornale della politica italiana un nuovo sicuro punto di riferimento nella lettura dei fatti della nostra politica e non solo. A cominciare – appunto – dalla crisi libica. Affronta il tema più spinoso di queste ore, il direttore. Ecco perché l’Europa non si fida di noi (di Lui) e cosa abbiamo (?) da guadagnare davvero dalla ormai «scontata» caduta di Gheddafi. E’ proprio (ancora) il caso di dirlo, buona lettura. di FRANCO MONTORRO Read more
Intervento. Libia, l’esito della crisi dipende da noi di Walter Veltroni
febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’ex segretario del Pd sceglie il Politico.it per dire la sua sulla «carneficina» perpetrata da Gheddafi e sulle reazioni un po’ egoistiche della comunità internazionale. Per non parlare dell’Italia. Che, col governo, non sa che pesci pigliare, e con la Lega si preoccupa solo dei rifugiati. Ma che nemmeno, ci fa notare Veltroni, scende in piazza come aveva fatto contro la guerra in Iraq.
di WALTER VELTRONI
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Libia, l’Italia è (del tutto) senza una guida Silvio: “Non è che ci sparano addosso?” Dini: “Per me meglio tenerci Gheddafi…” Lega chiede aiuto a Ue (da lei) rinnegata Ipotesi intervento militare franco-italiano Gozi: ‘Che cosa pensa il governo di ciò?’
febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il segretario alla Difesa americano Gates propone un intervento umanitario di italiani e francesi per fermare il genocidio dei libici da parte di un altro libico. Il Pd chiede una risposta del governo. Ma a palazzo Chigi regna il caos. Di fronte alla prima vera crisi diplomatico-internazionale che coinvolge il nostro Paese, il governo del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni va in crisi (lui). Colpa del pasticcio dell’amicizia col dittatore, di un ministro degli Esteri inadeguato e del- la mancanza di una piattaforma (geo)politica “reale” (e non solo autoreferenziale). di ANDREA SARUBBI* Read more
Libia, il rischio dell’isolamento per l’amicizia con G. Giulia Innocenzi
febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il genocidio libico è l’orrore più grande al quale assistiamo – dalle “nostre parti” – dai tempi delle due guerre mondiali e dei regimi totalitari. E, del resto, si tratta della “stessa” cosa. Lasciamo comunque da parte non, ovviamente, le morti ma, prima, la questione legata alla nostra dignità di Paese democratico e civile portato dal suo capo di governo a stringere rapporti privilegiati con personaggi del calibro di Gheddafi, Lukashenko, Ben Ali. Lo ha fatto, si dice, anche in ragione della realpolitìk. Lasciamo pure da parte anche che questo si traduce, in realtà, in una mera convenienza a volte (come nel caso dei legami con Putin) strettamente personale, nell’adempimento della propria funzione di primo ministro. Ma è proprio per ragioni di realpolitìk, scrive stamattina la giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, che è scellerato avere scelto i dittatori come nostri partner strategici: la situazione poliico-diplomatico-strategica nella quale ci siamo venuti a trovare in queste ore, con il rischio di un’alienazione rispetto alla stessa Unione Europea e in generale dall’occidente per la “nostra” (?) persistenza al fianco di un uomo (?) che sta facendo strage del suo stesso popolo, ne è, oggi, la prova più evidente. Al di là di ogni teoria morale. di GIULIA INNOCENZI Read more
Il commento. Libia, adesso l’Italia rompa con Gheddafi di Gad Lerner
febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Centinaia di morti, in una guerra “civile” (?) che non è tale perché si contrappongono (tutto) un popolo che lotta per la libertà e un esercito «che massacra i suoi concittadini». Per «dignità nazionale, oltre che per lungimiranza strategica», è giunto il momento di porre fine “alle telefonate” (è proprio il caso di dirlo) e di assumere una posizione di condanna del regime libico. Perché non vogliamo (più) baciare le mani a un dittatore. Il nostro è un grande Paese che merita di più. di GAD LERNER Read more
Libia, per Italia che non vuol “disturbare” una Francia che si assume responsabilità “Quei popoli reclamano i nostri valori”
di THOMAS DJEZZANE
febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Sono i nostri cugini, il Paese che, per posizione geografica e storia (non dimentichiamo che la nostra stessa Unità, che oggi festeggiamo, è figlia – anche – del contributo di Napoleone, primo presidente della Repubblica italiana come ricordava Livio Ricciardelli), ci è più “vicino”. Come si comportano i francesi, con un passato coloniale come il nostro – noi in Libia, loro in Tunisia e in Algeria – di fronte alle rivolte nel Nordafrica? Con molta più prontezza di riflessi, come ci racconta il nostro corrispondente da Parigi. Read more
Il Sud può diventare il centro del mondo Africa è un grande potenziale inespresso E mercato con Cindia passa(re) di qui (?) Mezzogiorno può esser snodo planetario il Politico.it lo scrive ormai da settimane Ma l’idea (originale) fu di Romano Prodi
febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ieri Democratici in piazza per spingere l’Europa ad occuparsi del Mare nostrum. Al di là della modalità da forza marginale – preferibile sarebbe una potente campagna di comunicazione, che non significa fare “porta a porta” o affiggere manifesti ma la riconquista dell’egemonia nel dibattito pubblico. Ma sappiamo che il Pd di Pigi è completamente avulso da queste logiche pure imprescindibili per chi voglia fare politica (e tanto più se è il partito che deve salvare e rifare grande l’Italia…) nell’era, appunto, della comunicazione – al di là di questo, dicevamo, Bersani pone un tema decisivo (anche se in coda alle vicende del Nordafrica, che pure rafforzano questa tesi, e non per propria libera iniziativa, e in modo incompiuto). Perché se vogliamo che il nostro Mezzogiorno non continui a piangersi addosso, e i leghisti a lanciargli contro strali, dobbiamo capire che, muovendoci ora, possiamo trasformarlo nella piattaforma di comunicazione (commerciale!) tra, prima, l’Asia del boom economico e, poi, il potenziale boom del millennio, quello del continente nero. Ma, appunto, dobbiamo muoverci ora: cominciando a portare i traffici su quella rotta. Come si fa? Innanzitutto creando le condizioni infrastrutturali: il collegamento via terra con il nord deve essere competitivo con le vie del mare. E oggi siamo invece al terzo mondo. Lavorando sulle relazioni con quei Paesi e sull’impegno della nostra industria. E poi seminando sul piano culturale: la scuola è l’ancora di salvezza del mezzogiorno, è di lì che parte la costruzione del suo domani. Naturalmente per fare tutto questo ci vuole un po’ di capacità di visione prospettica. E, conseguentemente, quel progetto organico e complessivo per salvare e rifare grande – in unico tempo – il nostro Paese. Ma è necessario. O andremo in declino. E il momento per muoversi – il Politico.it lo scrive da settimane – è ora. O mai più. Vogliamo perdere una simile occasione? Ginevra Baffigo, ora, ci racconta l’iniziativa del Pantheon Pd. Read more
Libia, oltre 600 morti in soli cinque giorni E l’Iran porta le sue navi davanti a Israele Ma popoli arabi adesso vogliono la pace E la democrazia se la “esportano” da soli
febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Le grandi masse popolari islamiche non hanno nulla a che vedere con estremismi che sono spesso più visibili perché detengono le leve del potere. Ma ciò è dovuto a storie controverse, segnate da dittature, mentre l’esplosione popolare di questi giorni dimostra il senso di fratellanza degli arabi comuni. Un Islam “reale”, maggioritario che viene finalmente alla luce e che non vuole “vedere”, nel proprio futuro, né l’occupazione occidentale né la reiterazione delle teocrazie. Ce ne parla la nostra responsabile per il Medioriente. di Désirée ROSADI Read more
Libia/2. Ecco che cosa ho chiesto al pres. del Cons. Paolo Guzzanti
febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il deputato liberale, tornato nella maggioranza, offre in anteprima al “suo” giornale della politica italiana il testo dell’interrogazione che rivolgerà oggi al presidente del Consiglio sulla (mancata) reazione del governo alla «sanguinosa repressione» perpetrata dalla dittatura libica nei confronti del suo popolo in rivolta. Guzzanti, sia pure dall’interno del gruppo di Iniziativa responsabile, non fa sconti a nessuno. di PAOLO GUZZANTI Read more
Libia/1. Il Paese di Gheddafi sulla strada verso la libertà di G. Lerner
febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Non sarà facile anche perché «i libici sono meno numerosi dei tunisini e degli egiziani, hanno un reddito pro capite più elevato e subiscono un controllo sociale capillare»; ma la strada è avviata. E, sul lungo periodo, può offrire una prospettiva di rinascita – non (solo) democratica, ma (anche) economica e sociale – al nostro Mezzogiorno e quindi (ulteriormente) al nostro Paese nel suo complesso. Perché se è vero che «in Sicilia i fichi, dalla Libia, arrivano ancora freschi», come presenta la questione il ministro La Russa, e dunque, al di là delle mosse specifiche, è comprensibile e fondata la prudenza del governo rispetto alla rivolta in Libia – anche se restano i dubbi sui possibili eccessi di “collaborazione” ricercati finora col dittatore – per le stesse ragioni il Nordafrica, e l’intero continente africano, rappresentano, con la loro prossimità alle coste meridionali della nostra nazione, l’altro tassello di una possibile rinascita del Mediterraneo e, con esso, della centralità (anche) del nostro sud e dunque dell’Italia, sia pure una volta perseguita (anche) per altri canali, quelli che raccontiamo ogni giorno. Dalla costa meridionale del Mare nostrum arriva una ventata di speranza, che riguarda anche noi. Su più piani. Ce ne parla il conduttore de L’Infedele (in onda stasera dalle 21.10 su La7). di GAD LERNER Read more


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia