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Grillo faccia nome forte premier Governo per cambiare tutto Pd-5S

marzo 2, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Pd e M5S avrebbero i numeri per una grande occasione di cambia- mento che Read more

Lettera futuro premier (?) a f.de b. Corriere tifa Monti e relega in 10°

febbraio 19, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Inaccettabile che il Corriere della sera non esponga in prima pagina (se non in taglio bassissimo, di- remmo infimo, lontana dalla ‘zona’ della Politica, al punto che noi stessi non avevamo notato il richiamo. Fingendo di relegarla come risposta ad un precedente intervento di settore) la lettera del candidato premier del primo partito italiano – possibile, futuro presidente del Consiglio – in cui finalmente il (solo) Pigi parla di contenuti in maniera organica e dettagliata indicando con precisione gli intendimenti di quello che potrebbe essere il prossimo governo della Nazione.

I giornali, seppure finanziati da editori privati, hanno un dovere istituzionale – tanto più il Corriere – di concorrere al miglior funzionamento della nostra democrazia. I contenuti, le proposte concrete – a maggior ragione queste lungimiranti di Bersani che per primo pone finalmente il tema dell’istruzione (e dell’innovazione) come leva imprescindibile di crescita nel Paese dal più alto tasso di analfabetismo di ritorno del mondo occidentale – non possono finire in taglio basso in una pagina interna solo perché il giornale tifa per un altro candidato alla presidenza del Consiglio.

E in tutto questo si attende che Repubblica si scuota dal proprio aplomb e batta finalmente un colpo. Nell’interesse del Paese

Sì a Monti ministro del Bilancio se serve. Agire esclusivo interesse I.

febbraio 19, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Monti non si deve offendere per le nostre critiche, perché – pensiamo esattamente come lui – a noi importa solo il bene della nostra Nazione, e ogni nostro intervento – al netto dei limiti che il Politico.it ha come tutti – è sempre pensato e finalizzato al solo scopo di cercare di perseguirlo nel miglior modo possibile. Abbiamo contribuito a fermare la non-riforma del lavoro, un anno fa, perché essa era pensata nel solo (dis)interesse delle aziende (più grandi), e avrebbe fatto il male dei lavoratori. Quando il Politico.it è stato decisivo nel riportare tutti a più savi consigli rispetto alla necessità di tornare al voto (prima o dopo), lo è stato perché il bene dell’Italia non può prescindere dalla regolare decantazione della sua dialettica democratica. Le nostre proposte – che come Monti sa sono da sempre a sua totale disposizione. Come lo sono per chiunque vi si riconosca e voglia farle proprie e metterle in atto – sono tutte proiettate al futuro e non tengono conto delle vecchie contrapposizioni ideologiche, puntando invece a superarle nel nome dell’innovazione e del potenziale senza paragoni del nostro Paese che – unendoci e smettendo di tirarci la zappa addosso – sui piedi – può tornare ad esplodere in maniera brillante e vincente. Se in qualche momento abbiamo (giovanilmente) ecceduto nei toni, scadendo a nostra volta nello stesso personalismo (per il resto, oggettivamente) alimentato (anche) da Monti, ce ne dispiace perché ciò può avere incrinato una parte degli sforzi fatti (da parte nostra) per far tendere il nostro Paese verso la migliore prospettiva. In questo quadro se il presidente Monti si confermerà un leale servitore delle nostre istituzioni, deponendo in valigia ogni tentazione di parte, il Politico.it pensa il premier uscente potrebbe continuare ad essere un ottimo ministro del Bilancio nel futuro, auspicabile governo Pigi. A condizione che l’unico interesse da perseguire sia il bene esclusivo della nostra Nazione. Senza faziosità (post-ideologiche). E’ anche l’unico modo per lasciare un ricordo di sé degno di ciò che avremo saputo fare. Trasferisca i detenuti, presidente Monti. E (ri)partiamo. Insieme. Per il bene dell’Italia.

Pd faccia sognare italiani con suo ‘disegno’. Sarà volta vinceremo

febbraio 17, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

In quest’ultima settimana di campagna elettorale il Pd abbia un sussulto di orgoglio e di dignità e prenda a raccontare le linee-forza (non le – mere – soluzioni-tampone ragionieristiche! Bensì le direttrici per la costruzione del futuro) del proprio (vero!) programma gettando il cuore oltre l’ostacolo (dei personalismi degli altri) e mostrando così agli italiani di essere la (sola) forza che abbia nella mente e nel cuore il desiderio di salvare e rifare grande l’Italia facendo il bene di ciascuno di loro.

Perché nel momento in cui avvertono la ‘partecipazione’ alle loro vite di chi li accompagna nel sogno di ciò che vuole mettere in atto (con un po’ di coraggio!) per salvare e rifare grande l’Italia, i nostri connazionali sono probabilmente disposti a fare una scelta che rompa la (comoda) ingessatura politicante di due/tre schieramenti contrapposti (e dai bacini elettorali non comunicanti tra loro) che, alla fine della fiera, mirano soltanto a conservare le proprie (rendite di) posizione.

Sbaglia il Pd a ‘isolare’ Grillo. Loro (vere!) istanze sono (pure) nostre

febbraio 17, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

No, caro Pigi, Grillo non vuol vince- re sulle macerie (anche se il por- tavoce del M5S avrebbe potuto evitare il – nuovo – riferimento a Montepaschi: alla fine rischia di ritorcersi contro lo stesso Movimento), le macerie sono la politica autoreferenziale che da cinque mesi più uno di campagna elettorale non approva più alcun provvedimento – non prende più alcuna iniziativa – utile al risollevamento dei nostri connazionali, quando sarebbe stato possibile intervenire anche ora.

Il modo per evitare che il Movimento 5 Stelle – forza composta di persone oneste e responsabili e dedite al (suo – del Pd – stesso!) bene comune e al servizio nei confronti di tutti noi. Al netto di un portavoce Grillo rispetto al quale semplificare è facile ma spesso porta a trarre conclusioni – a loro volta ‘facilone’ e – sbagliate – prenda derive improprie (come già ‘minaccia’ di fare avendo aperto a CasaPound: i segnali vanno colti per trovare soluzioni! Non per impermalosirsi e lasciare che abbiano il sopravvento) è tendere la mano da parte di quello stesso partito a cui Grillo stesso (pure solo portavoce della terza forza, secondi i sondaggi, della Nazione: è importante – anche per – rispettare il voto di quei cittadini – ed evitare di consegnarli alla – vera – antipolitica) si rivolse per primo volendo portare al suo interno le istanze civiche, democratiche, ambientaliste che dietro la facciata populistica sono le stesse del Pd!

E oggi, se quella classe dirigente fosse stata più forte, e quindi aperta e lungimirante, il Pd sarebbe la casa di quei milioni di italiani – oltre il 10%! – che invece a questo giro preferiranno rivolgersi ai “populisti” (come la Casta continua – autodifensivamente, ma, a lungo andare, deleteriamente. Per sè e per l’Italia – definirli).

Tendere la mano (in generale!) è il modo per (ri)portare la dialettica nello (stesso) alveo (di regole comuni), ricordando che la Politica la fanno i cittadini, gli elettori – dai quali soli, dipendono le sorti del prossimo governo e della prossima legislatura – scegliendo loro ciò che è giusto porre all’attenzione delle nostre istituzioni; e se in queste ore stanno portando alla (nostra!) attenzione “le macerie” (che non sono però quelle indicate dai politicanti, ma loro stessi), il motivo è il medesimo per cui l’arco costituzionale è al suo minimo storico nei sondaggi (e non farà il bene dell’Italia fingere che non ci sia).

Il Pd (si) apra al M5S. Non solo in vista del gov. Loro istanze nostre

febbraio 16, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Partito Democratico (si) apra al M5S. Verso (anche) un possibile, futuro incontro (sotto lo stesso tetto – Politico). Le loro istanze (civiche, democratiche) sono le nostre. Come suo primo atto Politico (lo stesso) Beppe Grillo (semplice ‘portavoce’ – dal linguaggio populista – del Movimento) tentò di candidarsi alle primarie del ’07.

Qualcuno potrebbe obiettare: “Dopo essersi proposto per le primarie Democratiche Grillo si è rivolto a Casa Pound”. Forse (per semplici ragioni elettoralistiche, e) proprio perché allora nessuno lo volle. E poiché oggi la chiusura autodifensiva della politica autoreferenziale la porta a definire gli attivisti del Movimento – persone oneste e responsabili, tutti noi conosciamo bene – a differenza della maggior parte dei dis-interessati politicanti – il loro profilo, di cittadini seri, informati, dediti al – vero – impegno Politico come servizio nei confronti di tutti noi – come dei populisti (!).

La reazione non può che essere di (superficiale) rigetto. Ecco anche da cosa nasce – tecnicamente – la cosiddetta ‘antipolitica’. Ma è soltanto la reazione di chi si era fatto avanti ed è stato respinto o ignorato. Più in generale quella del M5S è una piattaforma (piena di proposte e soluzioni, contrariamente a quanto i – veri – populisti impegnati a fare campagna autoreferenziale in televisione senza avanzare una sola proposta ponderata e credibile, sostengono) civica, democratica, ambientalista, del tutto in linea – se non ne costituisce addirittura l’evoluzione naturale – con la ‘nostra’.

Al Pd (e allo stesso M5S, che si ritroverebbe dall’attuale condizione di emarginazione a pesare immediatamente – in chiave positiva e costruttiva – nel prossimo governo della Nazione. Perché Pigi non pensa financo – dopo un’attenta valutazione dei loro profili – a coinvolgere uno dei giovani, preparati, seri, eletti in Parlamento con i 5 Stelle, nel – proprio, auspicabile – prossimo esecutivo, per testimoniare la propria attenzione alle istanze – civiche – di quella fascia di italiani che si riconosce in loro – e non più nella vecchia classe dirigente?) potrebbe tornare utile in questa legislatura.

Ma – molto oltre – il (re)incontro finalmente tra le istanze (di una parte considerevole) delle Persone – degli italiani detentori, per altro, della sovranità – e la struttura del loro partito-espressione più naturale – perché dovrebbe essere il Pd, a proporre forme di ‘democrazia diretta’. E d’altra parte: che cosa sono, se non questo, le – stesse – primarie? – potrebbe fare (a lungo andare) il bene dell’Italia.

E mentre politicanti cazzeggian gli italiani scivolano povertà. Politica?

febbraio 15, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

E mentre la politica politicante con- tinua la sua messe di annunci, pro- messe, roboanti critiche incro- ciate gli italiani scivolano sempre più verso la soglia della povertà. La deriva non si è infatti interrotta per la campagna elettorale. Ma l’attuale offerta politicante, tutta concentrata sul fisco (per ammissione dello stesso Berlusconi, non riguarda – direttamente – coloro che versano – già – in condizioni di indigenza e non basta – per nostra indicazione – a far ripartire alcunché, in termini di crescita, se non si coordinerà un – più corposo. E radicato – sforzo di rinnovamento delle aziende nel senso dell’innovazione rispetto a quello che un minimo aumento dei consumi – interni – potrebbe – illusoriamente; vacuamente – propiziare), sembra dimenticare che la propria unica missione è dare risposte (sia pure – strutturali) alle esigenze dei cittadini, a cui di Vendola e Monti – come fa notare Veltroni – importa ben poco, e che invece avrebbero voluto ascoltare il racconto di cosa potrà capitare – di come potranno essere cambiate. Insieme – le proprie vite sulla base delle scelte dei prossimi mesi.

Perché questa, è la Politica (che oggi è invece tutta ridotta al sotto-rango di – sterile. E stanca; svogliata – tecnica): ad esempio consentire a lavoratori abbandonati a loro stessi (e – se fosse per Monti e Berlusconi – ad una promessa di licenziamento e ri-caduta in povertà), di tornare a studiare, formandosi, e preparare così un futuro migliore per sé, per le proprie famiglie e le proprie aziende.

Ma ai politicanti interessa soltanto la sovrastruttura paraistituzionale: e così cianciano di grandi numeri, operazioni ragionieristiche di spostamento di una quota di carico fiscale da qui a lì; nulla che abbia a che vedere con la passione (Politica. Ovvero umana. Infatti Monti: “La Politica non si fa col cuore”) per la vita delle Persone, unico fondamento, unica fonte di ispirazione – al contrario – dell’(unica Politica in grado di cambiare tutto, ovvero della) Politica vera.

Populismo B. consiste ‘pensiero facile’. La Cultura unico antidoto

febbraio 15, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il populismo (di Berlusconi) consiste nel ‘pensiero facile’: ovvero nel (pensare e) proporre ciò che si percepisce agli italiani venga più semplice, meno ‘faticoso’, pensare. Il rigore nell’evitare di contrastare la deriva delle tangenti richiede comunque uno sforzo? “Le tangenti sono solo una commissione, bisogna pagarle per forza per vendere”. Niente di più spontaneo. L’Imu fa soffrire le famiglie? “Restituirò l’Imu: riavrete la rata in tasca”. Abbiamo avuto problemi a pagare le tasse? Siamo evasori ma (non tutti) per necessità? “Condono tombale”. Il populismo in generale è inseguire la ‘pancia’ del popolo: ovvero le sue istanze più immediate, più facili, più istintuali; per ‘carezzarlo’ e consentirne l’identificazione nel proprio profilo e nella propria proposta. Berlusconi, da grande comunicatore quale è, sa declinare questa opzione nel modo più efficace e tale da centrare sempre l’esigenza (di pelle) degli italiani (culturalmente meno attrezzati. E meno capaci di un ‘pensiero forte’ e indipendente. Ed è per questo che la cultura è la principale arma contro i populismi, e dunque anche contro ogni rischio di deriva anti-democratica)

Lettera ap. pres. Liguria Burlando Stop intento rovinar Parco Beigua

febbraio 15, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Presidente Claudio Burlando, un territorio rovinato è rovinato per sempre*. Vale

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Chiesa&Politica non fini, ma mezzi Rete restituirà società contenuti(?

febbraio 14, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’attenzione, e gli accenti usati, nei confronti delle dimissioni del Papa, dimostrano che nella nostra società si è perso di vista (non ‘solo’ il senso della ‘missione’ della Chiesa, ma) il ruolo e la funzione delle istituzioni pubbliche e delle nostre stesse vite. La Chiesa non è una ‘fazione’ (e il Papa non è un ‘re’: Benedetto XVI è il più convinto assertore di questa tutt’altro che sottile dicotomia), fine alla propria affermazione e a se stessa; la Chiesa è un collettivo (di coloro che sono – o dovrebbero essere – ‘vicini’ a Dio) chiamato a ‘portare’ il messaggio di Cristo, ovvero ad evangelizzare (in senso – come indicato dallo stesso Ratzinger – non di conquista, ma di ‘puntellamento’) l’intera umanità.

Lo stesso vale per la Politica: la Politica non è il ‘fine’, ma il mezzo; e tanto più il discorso vale per la classe dirigente, che non è ‘la protagonista’, ma solo l”addetto ai lavori’ per il raggiungimento del – vero – scopo: che è il (miglior) governo possibile della società – a sua volta – attenzione – funzionale a perseguire il bene delle Persone, e non a qualche altro (astratto) scopo che nasconde magari gli interessi (materialissimi) di pochi.

La nostra dis-trazione rispetto ai veri obiettivi è veicolata dalla società dell’immagine, che porta alla personalizzazione e alla sterilizzazione delle Scelte (che vengono sostituite, appunto, dal ‘teatrino’ e dalla competizione delle personalità); attraverso il nostro cedimento ad un (superficiale) estetismo per cui ciò che conta è ciò che appare (e ci suggestiona), e non più ciò che (non) pensiamo e sentiamo (più) e – dunque – facciamo (realmente).

Il tutto indotto dal predominio del mezzo televisivo (e non della televisione in sé, che può essere fonte di contenuti e arricchimento), che proprio internet (e, paradossalmente, le nuove tecnologie!), forse, ha cominciato ad ‘invertire’ e a sostituire avviandoci al ritorno ad una società più riflessiva che torni a mettere al centro (di se stessa) i (propri) contenuti (e non più solo le proprie immagini. O, peggio ancora, la – im-propria – immagine – di sé)

Pd potrà contare su singoli grillini ingroiani e montiani? Possibile vo- to disgiunto in Lombardia dice sì

febbraio 10, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non vorremmo dire gatto prima di averlo nel sacco, ma – stante l’attuale conformazione, secondo i sondaggi, del prossimo possibile Parlamento – le cose non si mettono male per il Pd. I democratici avranno infatti – si auspica – la loro maggioranza alla Camera. E al Senato (ma anche a Montecitorio: nella fotina, la democraticissima – eleggenda con Scelta Civica – Irene Tinagli) potranno contare, oltre che sui propri voti (che saranno comunque prossimi alla soglia dell’autosufficienza) il possibile contributo di senatori ingroiani, grillini e montiani: come la vicenda Lombardia dimostra – come noi avevamo preconizzato – sia ampiamente possibile. Una situazione molta diversa dal 2006, quando il bipolarismo sfrenato di allora divideva l’aula solo tra favorevoli e contrari all’esecutivo Prodi: creando un clima propizio ai tradimenti, alla compravendita di voti e a quanto poi sappiamo essere effettivamente avvenuto (cioè la caduta del governo e la fine anticipata della legislatura). Ma ciò dovrebbe motivare il Pd a dare (ora!) il meglio di sé; e non il contrario. Ad avvertire l’aria di un possibile governo di legislatura; e, finalmente, liberarsi di ogni timidezza e prudenza e – in queste ultime due settimane di campagna elettorale – impegnarsi con uno stile nuovo, raffigurando – indicando poche direttrici, chiare ed efficaci – il progetto con il quale vogliono salvare e rifare grande l’Italia. Che può essere sostanzialmente – perché il Pd si è ampiamente ispirato al nostro – sintetizzato così: puntare a rifare dell’Italia la culla dell’innovazione, ricostruendo un sistema integrato tra scuola, università/ formazione, ricerca e nostro tessuto imprenditoriale, e consacrando ogni nostro sforzo nella chiave di un recupero di competitività puntando a tornare ad essere il luogo nel quale si concepiscono le migliori nuove idee e i migliori nuovi prodotti sul mercato globale (per tornare a fare la differenza qualitativamente parlando). E, dall’altro lato, concentrare tutto questo al Sud – perché la nostra è una economia doppia, o dimezzata; e senza fare ripartire quella del Mezzogiorno la nostra stessa intera economia resterà ferma – immaginando di poter contare anche sul possibile apporto di popoli delle coste settentrionali dell’Africa che, essendo appena acceduti alla democrazia (che l’Occidente può consolidare proprio tendendo loro la mano) e giovanissimi (e desiderosi di accedere alla nostra modernità), possono darci la spinta (in termini di novità, dinamismo e motivazioni) che ancora manca per riuscire a rialzarci in piedi (a cominciare appunto dal nostro meridione). E’ così che si vincono (largamente) le elezioni; facendo respirare gli italiani offrendo loro una prospettiva (invece che – solo – ‘un po’ di lavoro’, senza saper spiegare come). Non si tratta di vendere sogni: ma di ricominciare a fare, finalmente, tutto ciò che è possibile fare. Che è molto. Molto diverso da quello che (non) è stato fatto in questi vent’anni. (M. Patr.)

Monti trasferisca detenuti ‘lievi’ in caserme dismesse. Ora! Carceri esplodono, l’emergenza continua

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ultimo annuncio (a vuoto) di Monti: interverrò sulle carceri. Non se n’è vista l’ombra. I detenuti, mentre tutti noi voltiamo loro le spalle ipnotizzati dalla (triste) campagna elettorale, continuano, ogni giorno, ogni ora, a soffrire esattamente come nei precedenti. L’emergenza carceri non è finita con la conclusione dell’esposizione mediatica di Pannella. E nemmeno con il mea culpa del capo dello Stato. Fare; e non più annunciare. Ora. Ci sono le caserme dismesse: il governo Monti – ora! Sì: in questa settimana di campagna elettorale. Perché la campagna elettorale prelude ed è propedeutica al governo del Paese, non ne può essere la negazione! Se Monti non avrà tempo di farlo perché impegnato in qualche iniziativa, a maggior ragione si dovrà interrogare sul senso della sua…discesa dalla Politica – quella che avrebbe potuto incarnare da presidente del Consiglio – nell’aia dei politicanti – dia mandato (insieme ad altre possibili soluzioni; ma da praticare SUBITO, non parlandone perché poi non si faccia nulla come al solito) di predisporle – basteranno pochi aggiustamenti! – per accogliere i detenuti in attesa di giudizio, i detenuti condannati per reati a basso tasso di pericolosità sociale. Preparerà il terreno (quanto meno) perché il prossimo, nuovo governo parta di qui, quanto prima, con uno dei suoi primi provvedimenti, cancellando (con urgenza!) intanto il più grande scempio della nostra – (in)attuale – (in)civiltà.

Mps suggerisce P2 mai sciolta. Pd faccia baricentro Nazione Patrone

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

La vicenda Mps. In passato Tele- kom Serbia. La cronaca chiesta da Pio Pompa agente Read more

Monti fischiato,aria di sconfitta. Pd baricentro ‘prenda’ 40% (astenuti)

gennaio 28, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Monti rilancia la ‘strana maggioranza’: “Serve una grande coalizione per le riforme”. Perché? Perché ieri è stato in Emilia, e in Emilia è stato sommerso di fischi. Comincia a capire, il presidente del Consiglio uscente, che il suo (gelido) elitarismo (fine a se stesso) non piace agli italiani, che chiedono risposte vere e non soltanto una (vacua) figura a cui affidarsi (illusoriamente).

Monti ora ha paura e sa di poter rischiare di non avere senatori (perché se scelta civica non supera l’8% – badate che si tratta di una quota molto alta per un neonato partito! – non eleggerà nemmeno un proprio candidato. Nemmeno Casini! Altro che ago della bilancia…).

Ciò avverrà tanto più quanto più gli italiani capiranno che esiste questa possibilità e prenderanno coscienza che Monti non piace loro e che a Monti – cioè alle sole qualità apprezzate di Monti: la serietà; il rigore – non solo c’è un’alternativa, ma Monti ha praticato tutto questo nel solco della straordinaria tradizione dei governi di centrosinistra che – al netto delle loro (sconclusionate) maggioranze: cioè al netto di quell’ala sinistra che oggi si ritrova tutta nel movimento di Ingroia: anche questo devono sapere gli italiani. Non si abbia la pigrizia di non spiegarglielo. Parlare; spiegare; comunicare. Più e più volte lo stesso – articolato – concetto. Finché non entri nel senso comune. E’ questa la chiave per farsi intendere – hanno (già – più volte!) salvato l’Italia: con l’ingresso nell’euro (senza il quale oggi saremmo in bancarotta. Altro che taglio alla spesa di Monti), con l’opera di risanamento dopo i disastri degli esecutivi di Berlusconi, Casini e Fini (!).

Prodi, Amato, Ciampi, Padoa-Schioppa: Monti non ha fatto altro che raccogliere la loro lezione, declinandola però molto peggio di loro (vedi dati sulla de-crescita: con il centrosinistra al governo il Pil era, sia pure di poco, sempre ripartito. E ora la proposta è, appunto, di rottura, innovazione, cambiamento, per cui anche a questa – relativa – ‘mancanza’, limite verrà posto rimedio e si potrà ripartire).

Quindi il centrosinistra è (già storicamente! Al netto della propaganda berlusconiana) la forza più onesta e responsabile della Nazione che (molto meglio di Monti) può assicurare quella stabilità che garantirà la tenuta dei conti. E, in più, mentre Monti non sa come rigenerare la crescita, il Pd – il partito dell’innovazione, della possibile modernizzazione dell’Italia: nuovo compito storico dell’area di opinione e sensibilità che ha il proprio – a sua volta – baricentro nella cultura azionista, perno anche della proposta Democratica – si getterà a capofitto (accanto agli italiani! Anche – fisicamente, andandoli a trovare nelle imprese, piuttosto che fare passerella ai vertici europei per la gioia dei paparazzi delle riviste di gossip, pardon: di politica internazionale) nell’imprimere, con tutte le proprie energie, la spinta – e la strategia – necessaria a far ripartire la nostra economia.

Strategia che ormai tutti conosciamo: a) – rifare dell’Italia la culla dell’innovazione, ricostruendo una filiera ed un nuovo sistema integrato tra scuola, università/ formazione, ricerca e nostro tessuto imprenditoriale; b) – concentrare tutto questo in particolare al Sud, perché senza la ripartenza della nostra economia nel Mezzogiorno, non ci sarà ripartenza della nostra economia tout court, proponendo un progetto di sviluppo comune ai popoli – giovanissimi – della costa nord dell’Africa, che non aspettano altro che un nostro cenno per venire qui (ripetiamo: si parla – in primo luogo – di ragazzi, di studenti, di giovani), in Sicilia, in Calabria, ad innestare – con la loro voglia di rivalsa – nostri popoli seduti, rassegnati, che possono (possiamo) ricevere da loro una spinta incredibile non solo sul piano economico ma anche per la lotta alla criminalità organizzata (come già avvenuto a Rosarno, come già avvenuto con i casalesi).

Questo è il progetto – l’unico, possibile progetto – per salvare e rifare grande l’Italia. Il Pd lo ha sostanzialmente recepito nel proprio programma. E’ il momento di cominciare a metterlo in pratica, raccontandolo, facendolo entrare nell’immaginario, spiegandolo agli italiani. A cominciare da quel 40% di loro che negli ultimi vent’anni ha preferito astenersi (a cui, in primis, i Democratici dovrebbero rivolgersi).

E’ così che – alle Politiche – si vince – anche – in Lombardia! Perché è quest’area di cittadini perbene, dediti al proprio lavoro, seri, impegnati (per quanto possibile, visto chi ‘anima’ oggi le nostre istituzioni), che rigetta la politica autoreferenziale, che collima con il ceto medio produttivo che rappresenta il cuore – della maggioranza formigoniana degli ultimi vent’anni, al netto di Cl, e – della regione della nostra capitale – oggi, anche con Pisapia, con Ambrosoli, di nuovo – morale. (M. Patr.)

Ma (un) giorno Memoria non basta La Cultura pervicace antifascismo

gennaio 27, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Chi nega la shoah – chi revisiona, anche più minimalisticamente, la Storia – non è (intimamente) diverso dai carnefici di allora”.

La Cultura (popolare, diffusa, tale da rielevare i nostri connazionali e renderli vigili, autonomi, liberi e nella condizione di autodeterminarsi totalmente) è (la più Alta, e pervicace, forma di antifascismo, e) l’unico argine al rischio (che altre ‘onde’ – anche più ‘sotterranee’ – montino, e) di (potenziali) derive

Rivediamo modelli insegnamento Scrittura architrave Rinascimento

gennaio 27, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rifacciamo della scrittura la pietra angolare della nostra scuola. Spin- giamo i ragazzi a scrivere non solo per (de)scrivere, ma per capire, per indagare, per riflettere mentre scrivono (ovviamente accompagnati, da un punto di vista valoriale ed educativo, dai nostri insegnanti, che devono offrire loro gli argini – appunto in termini di valori e ‘prospettive’ – entro i quali seguire il proprio percorso): che ogni parola impressa sullo schermo o sulla carta corrisponda precisamente (perché è così, che si acuisce la propria intelligenza), senza approssimazioni, alla realtà – alla verità – così come (grazie a ciò) la si va (naturalmente nella – infinita – relatività dell’uomo) conoscendo: sarà così che i nostri giovani rafforzeranno le (nostre) intelligenze, e ciò sarà tanto più utile nella difesa della libertà (che non va mai ‘abbandonata’, perché “la libertà non è mai conquistata per sempre, e va difesa ogni giorno”) così come per preparare quel possibile, nuovo Rinascimento che sia segnato, come il ‘primo’, da una rifioritura delle arti (naturalmente – anche – nelle loro possibili declinazioni moderne; purché non siano di tipo formalistico e fine a se stesso, ma tali, grazie a ciò, da riaversi di un respiro etico, e quindi utile al miglioramento della vita di tutti noi. Vale lo stesso per l’economia, non più, ‘così’, fine a se stessa bensì all’arricchimento – non solo materiale – delle nostre esistenze), del pensiero, della Bellezza, ma anche della produzione artigianale e – oggi – dell’innovazione a tutti i livelli (compreso quello industriale), e dunque potrà coincidere con una nuova, avanzata, duratura forma di boom economico. Di qui passa la nostra ripresa (strutturale in senso, financo, Storico). L’innovazione come chiave – come ‘traino’, come ‘stimolo’, obiettivo da inseguire ricreando, nel farlo, – un possibile Rinascimento che – oltre a salvarla – può restituire all’Italia (un futuro in linea con la propria storia, e) la propria leadership mondiale.

Sia Prodi successore Napolitano Pres. Camera a donna pidiellina

gennaio 26, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

il Politico.it pensa che tutte le forze oneste e responsabili della Nazione possano ritrovarsi nella candidatura di Romano Prodi alla (degna) successione di un grande presidente come Giorgio Napolitano.

Prodi è stimato, tra l’altro, anche da Casini e (crediamo) Fini. E da una buona parte di esponenti (non solo – cattolici) del Pdl. E’ il più europeista tra i nostri (rari) statisti e può dunque contribuire a traghettare l’Italia verso il traguardo (nel quale ‘tutti’ crediamo) dell’unità Politica europea. Già in questo settennato. E’ l’uomo che più di tutti ha dato – disinteressatamente e generosamente – alla nostra Nazione pure nell’ultimo ventennio.

Accanto a lui, il prof. Giuliano Amato – il solo, altro gigante che emerga dal ‘setaccio’ degli ultimi, per il resto non memorabili, trent’anni di politica italiana – sarebbe un’ideale seconda carica dello Stato. Non essendosi (generosamente. Ma avremmo tutti meritato avesse ‘potuto’ fare diversamente) candidato, dovrebbe però – come auspicabilmente potrebbe avvenire – essere prima scelto (magari ancora da Napolitano) come giusto, irrinunciabile ‘ultimo’ (?) senatore a vita dell’Italia.

La terza carica dello Stato dovrà andare, per come la vediamo noi, ad un esponente del centrodestra berlusconiano. Auspicabilmente, se il Pdl lo riterrà, donna e giovane. Due candidate su tutte: Nunzia De Girolamo e Giorgia Meloni. Due donne politiche ‘vere’, autorevoli nonostante la giovane età, oneste e responsabili. Ridiamo alle nostre istituzioni vertici freschi e credibili per inaugurare nel migliore dei modi il prossimo quinquennio.

L’Italia vuole boccata d’aria fresca 5 anni persona onesta come Pigi

gennaio 26, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo anni di politica (autoreferen- ziale e) corrotta, che parla solo su se stessa (dimenticando le Per- sone. Per le quali, sole, ‘esiste’), dopo cinque anni di Berlusconi più Monti che – aprendo al Pdl – ‘apre’ al suo predecessore denunciandosi come uomo di destra - ben sapendo che non esiste (oggi) destra (italiana) senza Silvio – dopo lo sperpero di risorse, le menzogne (“Abbiamo salvato l’Italia”: Peccato che, con 2000 miliardi di debito pubblico, l’Italia sia tutt’altro che salva), i tentativi – di M. come di B. – di irretire e manipolare i nostri connazionali (la conservazione ‘spacciata’ per riformismo – ? – ; i – veri – progressisti – dove progresso è il cambiamento nell’interesse di TUTTI gli italiani – definiti conservatori), in nome degli interessi e dell’utile (in tutti i sensi) di pochi, a discapito di tutti noi, immaginate che boccata d’aria fresca – per l’Italia! – rappresenterebbero cinque anni ininterrotti di governo di una persona onesta e responsabile, alla quale – da questo punto di vista – affidare senza tema la propria vita, come Pierluigi Bersani?

(Dis)onore cronache (a orologeria) Mps, su Pd stessi sciacalli 2006

gennaio 24, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

La tempistica con cui la vicenda Mps è (ri)assurta ai (dis)onori delle cronache (di coloro che da mesi rievocano lo spettro del pareggio del 2006) – e la denuncia dell’onesto e responsabile Vittorio Grilli che accusa una – imbeccata? – Bankitalia di avere ‘dormito’ su di una vicenda nota da tempo – ricalca alla perfezione quella del polverone (sul caso Unipol) che coinvolse l’allora segretario dei Ds Fassino (“Abbiamo una banca”), a poche settimane da un voto che tutti i sondaggi ‘da(va/)nno’ appannaggio dello (stesso) centrosinistra (di allora – ?).

Viene da chiedersi dove siano finiti, in un Paese che sembra essere teatro oggi di una (indistinta, e – per la più larga parte – sotterranea. A totale insaputa – e discapito – dei cittadini onesti) guerra per bande (o di una, banda? Magari della ‘serie’ delle varie ‘P’ – maiuscole. O minuscole? – qualcosa – ?) Politica, informazione, giustizia (e servizi segreti) che assolvano le (proprie) funzioni (comunque, ben stipendiate: 14mila euro al mese – ! Altro che Casta… – per i nostri ‘migliori’ – ? – 007) nell’esclusivo interesse della Nazione

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