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Sondaggio Crespi, Vendola record: è 5% (Tema: ma è il candidato giusto per Csx?) Fiducia, nuovo minimo storico per Silvio

Luglio 23, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Nuovi dati Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Sinistra Ecologia e Libertà, la sigla alla quale può essere associato, al momento, il governatore della Puglia (al quale il suo partito sembra però stare stretto: non passa giorno senza che Nichi non cerchi, con le Fabbriche, con gli abboccamenti con le fronde del Pd, di allargare la propria base. Dal punto di vista dell’organizzazione e della nomenklatura, naturalmente), fa segnare il proprio miglior risultato. E sono cifre di tutto rispetto anche in termini assoluti: basti pensare che - come vedrete - Udc e Italia dei Valori sono appaiate al 6,5%, appena un punto e mezzo percentuale in più. Basta questo per fare di Vendola il candidato ideale per una intera coalizione nel nostro Paese? Il capogruppo di Idv non la pensa così. Lo leggiamo. Come la pensiamo noi? Nichi ha una visione, e questo lascia ben sperare anche per la formulazione di quel programma che Donadi contesta a Vendola di mettere dopo la proposizione di se stesso come leader. E ha una sensibilità (politica) di tutto rispetto. Ma, forse, un po’ troppo radicale non solo per conquistare i voti di un Paese che può avere bisogno di una guida che dovrà senz’altro essere innovatrice, ma che non può permettersi abbia idee vetero-comuniste. Questo è un po’ il rischio con un Nichi che parla di frontiere aperte e cooperazione al posto della «competizione capitalistica» tout court. Vendola può vincere le primarie e il punto non è nemmeno solo se può vincere le elezioni, ma quanto possa essere l’opzione migliore per l’Italia. E’ anche vero, e in questo il nostro Donadi va un po’ “ridimensionato”, che al momento non c’è alternativa. Non solo in termini di leadership ma nemmeno, appunto, di “sguardo” verso il futuro: Nichi è l’unico ad averlo. Avremo modo di approfondire meglio nelle prossime settimane, non dimenticando - in chiave un po’ più leggera, ma non troppo - la previsione della nostra astrologa Tiziana Bianchi che vede una possibile acquisizione di ulteriore potere per Vendola già tra agosto e settembre. Di certo, ne ha perso il presi- dente del Consiglio, che la rilevazione di Crespi se- gnala ora sotto il 50 per cento, suo precedente re- cord negativo. I dati del sondaggio, dunque, e Donadi. Read more

Grandi conversazioni, di Fabrizio Ulivieri Se oggi lo scrittore incontra Irene Tinagli ‘E adesso è ora di dare spazio ai giovani’

Luglio 20, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il grande autore fiorentino, restio ad avventurarsi nei territori della nostra politica autoreferenziale di oggi, accetta per il giornale della politica italiana di intervistare - dal suo punto di vista fuori dagli schemi - grandi italiani di oggi (e di domani). Il primo colloquio è con la docente dell’università di Madrid esperta di innovazione già dirigente del Pd dalla quale è scappata per idiosincrasia con la casta (interna) dei dinosauri. Tinagli che torna a parlare dopo la sua partecipazione a Ballarò per la quale qualcuno ha cominciato a considerarla come una possibile opzione per il futuro della leadership del centrosinistra. Ma Ulivieri, com’è naturale, la porta a parlare di questioni di fondo che trascendono le pochezze dell’attualità odierna: casta, sinistra, comunismo, Berlusconi, Lega. Una grande intervista fuori dall’ordinario, nella straordinarietà del giornale della politica italiana. Buona lettura. Read more

***L’editoriale***
IL PD RISPONDA CON LA POLITICA VERA
di CRISTIANA ALICATA

Luglio 19, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale ascoltato ai massimi livelli della nostra politica. Gianfranco Fini legge quotidianamente (o leggono per lui i suoi collaboratori) il Politico.it. Civati, uno dei giovani rampanti Democratici, in un editoriale su l’Unità ha usato un binomio - «lealtà e responsabilità» - come ricetta da offrire al Paese che “ricorda” molto il nostro onestà e responsabilità, del resto “buono” per tutta la politica italiana e non solo per il centrosinistra, che è giusto trovi le sue più specifiche declinazioni. E potremmo continuare con gli esempi. Siamo on line da un anno e mezzo e la politica italiana, quella vera, quella fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia, passa di qui. Perché? Il motivo è semplice: la grande visione del giornale della politica italiana, in grado di offrire nei fatti quella «narrazione» del domani di cui tutti parlano per titoli ma che nessuno, tranne noi, ha saputo finora sostanziare in disegni concreti. E questo del resto è il nostro compito: contribuire in maniera decisiva a costruire il domani dell’Italia, rifondando la nostra politica sui valori condivisi dell’onestà e della responsabilità nel solo interesse del Paese. Si trova perfettamente a proprio agio nella nostra linea anche questo editoriale - gli editoriali, lo sapete, sul nostro giornale, come nella tradizione dei grandi quotidiani americani, esprimono posizioni che non corrispondono necessariamente alla nostra linea e che possono persino, in parte, metterla in discussione, perché noi vogliamo il bene del nostro Paese e non il nostro bene (se non nella misura in cui coincide con il primo) e dunque aspiriamo a raccontare, su queste pagine, il meglio per il futuro dell’Italia, indipendentemente da dove provenga; ragion per cui è necessario il confronto. Da cui anche uno straordinario giornale che va oltre gli steccati della destra e della sinistra, provando a far convivere (?) il meglio, nel solo interesse dell’Italia - della giovane scrittrice romana. Alicata che, riprendendo un must de il Politico.it, chiede ai Democratici di rispondere al continuum del disfacimento morale del governo con, appunto, la politica vera, dando risposte reali agli italiani. Una posizione che, come potete ben capire, non ci può che trovare in sintonia. Anche se, di fronte agli scandali che stanno lambendo quello che in fondo è pur sempre il nostro, governo, avremmo voluto un’opposizione più capace di far pagare politicamente questo a chi è responsabile, anche per rifar maturare la giusta capacità di indignazione in tutti noi. L’editoriale di Alicata comunque. Buona lettura e buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

Volevan sovvertire la nostra democrazia I carabinieri: “E Berlusconi sapeva tutto” Dov’è la voce tonante dell’opposizione?

Luglio 17, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana è un giornale onesto e responsabile. Figuriamoci se il Politico.it non capisce la delicatezza del passaggio e anche l’opportunità di verificare la possibilità di uscirvi in modo indolore. Ma a non capire la portata della situazione sembra essere, per contro, il Partito Democratico. Ci troviamo di fronte ad un tentativo di mettere sotto scacco il nostro sistema costituzionale, di cui - secondo le forze dell’ordine - era a conoscenza il capo del governo, mentre lo stesso esecutivo si prepara ad approvare una legge che impedirà di venire a conoscenza di tutta la restante parte di scandali e nuovi tentativi che si dovessero verificare. Qualcosa che in qualsiasi altro Paese avrebbe comportato immediatamente le dimissioni dell’esecutivo. Ci si sarebbe aspettato che il principale partito di opposizione alzasse forte la propria voce per stigmatizzare tutto questo e contribuire a suscitare nel Paese quel sentimento di indignazione che un’Italia stanca e ormai “abituata” a fenomeni di questo tipo non è più in grado di maturare da sé. Senza considerare che questa era, è un’occasione per erodere consenso. Il consenso non se ne va, da una parte, e non arriva, dall’altra, senza che ci sia qualcuno che spinga questo movimento. E invece, invece il Pd si esercita in goffi tentativi politicistici - subito rispediti al mittente, il che non ha sicuramente migliorato l’immagine e la percezione di “forza” (?) che Paese ha di Franceschini e compagni - di coinvolgere una parte finiana della maggioranza che i Democratici sembrano dimenticare essere parte organica del centrodestra. Ma al di là delle valutazioni, che restano opinabili, sulla possibile partita a scacchi, il punto è proprio che i Democratici sembrano non accorgersi - così come il Paese, ma da parte della forza che dovrebbe guidarla, l’Italia, è molto più inatteso (?) e grave - che è in atto, al contrario, un incontro di football americano. Il servizio sulla “mossa” dei Democratici, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.           Read more

E forse il 21 ci “libereremo” di Cosentino Dipietrismo? No, onestà e responsabilità Ed è prova del fuoco per la maggioranza

Luglio 14, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Mercoledì prossimo Gianfran- co Fini ha calendarizzato il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario in odore di camorra. Sposiamo pienamente la considerazione di Casini: «Non anticipiamo sentenze - Cosentino non è ancora stato condannato per nulla, rispetto all’accusa di concorso in associazione camorristica, ndr - ma esiste un problema di opportunità politica». Ecco il punto: garantismo, sì, certo, che significa non condannare preventivamente nessuno. E quindi “rispetto” nei confronti di Cosentino fino al verdetto. Ma contemporaneamente garantismo, permetteteci, anche per il Paese e per le istituzioni. Garantismo nel senso di garantire loro (a tutti noi) che il governo non sia presidiato da personaggi che possono - sfruttando appieno il loro inserimento, quindi in qualche modo colpendoci alle spalle, o agendo da traditori - favorire l’anti-Stato, la criminalità organizzata, che non aspetta altro che di avere proprie “teste di ponte” nelle istituzioni per potere manovrarle nella lotta contro loro stessi e prendersi un po’ dei nostri soldi, per poi usarli contro di noi. C’è il problema di evitare che la giustizia si metta a fare politica, ovvero di assegnare ai magistrati il potere di incidere sulla politica italiana. Che si può configurare nel momento in cui ad una semplice accusa si fanno seguire automaticamente delle dimissioni. Ma, intanto, non c’è nessun automati- smo: si tratta di valutare la gravità dell’accusa e il possibile “conflitto di interessi” (si fa per dire) nell’assolvimento delle proprie funzioni. E poi le dimissioni sono solo, appunto, un atto di garanzia: non devono coincidere con nessun riconoscimento anticipato di colpevolezza (che non sarebbe giusto ci fosse; ed è sicuramente necessario fare uno sforzo, soprattutto da parte dei media, per “migliorare” da questo punto di vista). Ma, semplicemente, assicurano all’accusato di potersi difendere liberamente e al Paese di non essere a rischio (palese) di inquinamento e deviazione. Il servizio con tutte le reazioni, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.             Read more

Diario. La “casta”? Ve la siete voluta voi Primo: in Sardegna eversione-corruzione Ma avete sprecato l’occasione (di) Soru E poi un’altra legge per fermare processi Votate (solo) l’onestà e la responsabilità

Luglio 9, 2010 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ la giornata giusta: (altri) giornalisti italiani scioperano per evitare che il ddl intercettazioni neghi ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che viene fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Negando così ai cittadini il diritto di essere informati sugli sviluppi dell’inchiesta sull’eolico sull’isola che porta alla luce una superloggia che avrebbe trafficato, oltre che per ottenere appalti per sé, anche per corrompere giudici e piazzare Cosentino alla guida della Campania. E - tempismo (a rovescio) non casuale - sulla norma ad personam scoperchiata dalla brillante capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti (ecco qualcuno da valorizzare, Democratici; nella foto) che comporta, tra il resto, la sospensione di sei mesi del processo Fininvest-Cir. Ovvero, negando così ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che è stato ancora una volta fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Il giornale della politica italiana offre ai propri lettori la visione d’insieme che non dovrebbe mai mancare nella lettura delle vicende della nostra politica. Così come non dovrebbe mancare nell’impostazione del futuro del nostro Paese. il Politico.it continuerà ad essere qui, ad assicurarla a voi, care lettrici, cari lettori, che volete capire cosa davvero sta accadendo nella nostra politica e contribuire a costruire, in modo insieme alto e concreto, sostenibile, il futuro dell’Italia. L’ampio e dettagliato racconto di queste vicende e molto altro, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. Ma alle 3.30 (non) piangevano (?) Prima gli aquilani usati per fare pubblicità Poi (subito?) abbandonati al loro destino Oltre al danno ora la beffa dei manganelli (Oggi) la rabbia e indignazione nel Paese

Luglio 8, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Testa e cuore (rotto). Logica ed emotività (al contrario). Nelle ore degli scontri, la lucidità del giornale della politica italiana che indica la chiave di lettura “politica” delle manganellate della polizia: questo è un governo (o, meglio, un presidente del Consiglio) che non accetta il dissenso; e ha già cominciato ad usare (un po’) la forza per fermarlo. A fine giornata le valutazioni “politiche” lasciano il posto a quelle politiche: gli aquilani, già “feriti” (per usare un eufemismo) dal terremoto, illusi dal presidente Berlusconi, strumentalizzati nella loro tragedia, sia in funzione dell’immagine sia in chiave affaristica (le new town), lasciati poi a marcire (in molti casi) nelle loro roulotte, nelle tende, in case isolate dal mondo destinate ad un futuro degrado (della città), in case (o alberghi) lontani centinaia di km dalle loro radici, infine dimenticati, e ora anche percossi. Una “realtà” (?) che rappresenta una ferita al Paese tutto. Oggi siamo tutti aquilani, scrivono gli (altri) italiani su Fb. Il solo a non esserlo è (questo) Palazzo. Una (parte della) nostra politica italiana autoreferenziale e, inevitabilmente, da un certo momento in poi anche cinica. Non sappiamo dire se e chi alle 3.30 di quella notte del 6 aprile 2009 stesse ridendo. Di certo, da oggi sappiamo che c’era qualcuno che (non) piangeva. Il racconto (del resto) della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

In settimana lo scontro di Bondi con Fini Ora E. Letta: ‘Berlusconi dia le dimissioni’ E’ ormai prossima una crisi di governo(?)

Luglio 4, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

La prima ad accor- gersene è la nostra Eloisa Covelli: «Il presidente della Camera pone esplicitamente la questione della legalità dentro il Pdl. Non finirà lì». Poi ci ha pensato Enrico Mentana: giunto alla guida di Tg La7 manda in onda - un giorno dopo ma per primo - il passaggio-chiave dell’intervento di Fini, quello in cui l’ex leader di An cita il sottosegretario Cosentino. «E poi ci sono il caso Brancher, il caso Scajola, il caso Verdini, il caso Bertolaso». Le prime dichiarazioni dei falchi berlusconiani - che suggerivano una possibile «separazione consensuale» - lasciano presagire ciò che oggi, per la prima volta nel corso di questa legislatura, viene chiamato per nome. «Se la maggioranza non riesce a governare - dice il vicesegretario del Pd - il presidente del Consiglio rimetta il mandato nelle mani di Napolitano». Tutto questo dopo che il Cavaliere aveva annunciato - a reti unificate - che «da lunedì» ci avrebbe pensato lui. Se a questo si aggiunge che da mesi si indica nell’estate il possibile punto di rottura definitiva degli equilibri della maggioranza, si capisce che il momento può essere di quelli decisivi. E’ una settimana nella quale sappiamo come stiamo entrando, ma dalla quale non sappiamo come usciremo. Alla vigilia di una possibile, troppe volte rimandata resa dei conti, il giornale della politica italiana fa il punto della situazione. di GAD LERNER Read more

***L’editoriale***
SILVIO, ORA LA GENTE SI STA STANCANDO
di LUIGI CRESPI

Luglio 1, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il centro- sinistra sta dando il meglio di sé (per tenerlo ancora una volta in piedi) ma stavolta potrebbe non bastare. Quello del presidente del Consiglio, il giornale della politica italiana lo ha scritto per primo, potrebbe essere l’inizio della fine. Il dato della fiducia, il peggiore dall’insediamento del 2008, è più di un campanello d’allarme; è la conferma - della percezione che si ha ascoltandola attraverso i giornali, registrando lo spirito del tempo (del momento) - che il rapporto con l’opinione pubblica si sta sfaldando. «Come tra il 2003 e il 2005», scrive il grande sondaggista, ma Berlusconi non è più quello di cinque anni fa e stavolta la crepa potrebbe preludere al crollo della struttura. Anche se, avverte Crespi, non è la prima volta che qualcuno “vede” il tramonto del premier, che però è ancora al suo posto. Merito soprattutto dei suoi avversari, che, scrive il capo di Crespi Ricerche, al fondo «lo amano e lo rendono immortale». Tuttavia, i segnali, numerosi, e il quadro nel quale ci si muove fanno pensare che stavolta il tramonto potrebbe essere davvero alle porte. Intanto cerchiamo di capire me- glio perché. Il più acuto osservatore delle dinami- che della nostra politica sul (suo) giornale numero uno. Buona lettura e buona politica con il Politico.it. Read more

Sondaggio Crespi, Berlusconi mai così male dal 2008. Tutte le tabelle

Giugno 29, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il grande sondaggista fotografa tutti i momenti-chiave della nostra politica. Il caso del ministro nominato al solo scopo di consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari determina, senza dubbio, il punto più basso - “qualitativamente” parlando - della parabola di questo governo. Valutazione degli “esperti” i quali, nondimeno, spesso in questi quindici anni - specie in relazione al cammino del presidente del Consiglio - sono stati smentiti dalla risposta dell’elettorato, che il Cavaliere sembra “conoscere” meglio di tutti. Ma ora i dati di Crespi lo confermano: per la prima volta dalle elezioni che lo hanno riportato a palazzo Chigi, Berlusconi scende sotto il 50% di apprezzamento. Una soglia ancora abbastanza alta, ma che messa in relazione al 67% dei primi mesi di legislatura dà il segno di un vero e proprio tracollo, che prelude ad un calo netto del consenso, che pure, ancora, non si registra (del tutto). Più che un campanello una (grande) sirena d’allarme per il presidente del Consiglio, che, del resto, come abbiamo già avuto modo di scrivere potrebbe avere davvero cominciato, questa volta, la propria parabola discendente. Tutti i dati, all’interno, nelle tabelle. Read more

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