A colloquio con Pasquale Viespoli: «O la maggioranza riprende il proprio slancio riformista, rilanciando la riforma elettorale da qui a tre anni, oppure crolla tutto»
Agosto 28, 2010 by Redazione · Leave a Comment
L’estate volge al suo termine e delle grandi promesse per alcuni, scommesse per altri, si prospettano nel prossimo futuro. Proprio in quest’ottica il nostro Pietro Salvatori, che troverete anche sulle colonne di ‘Liberal’, si è intrattenuto con Pasquale Viespoli, sottosegretario al ministero del Lavoro, transitato nelle file del FLI. In questo speciale colloquio i temi di profonda attualità, quale la riforma elettorale, riaprono su un passato recente dal quale ritorna «sempre per traghettare il sistema, la Mattarellum». Sentiamo. Read more
DIARIO POLITICO
Pdl-Fli: querelle infinita. Apertura sul lodo Alfano, ma i finiani chiedono un cambio di strategia a Berlusconi. E Bossi anticipa i tempi: “Elezioni tra novembre e dicembre”
Agosto 20, 2010 by Redazione · Leave a Comment
L’ennesima giornata trascorsa all’ombra della querelle Pdl-Fli. Almeno fino a settembre, fino alla ripresa dell’attività parlamentare, la politica italiana pare continuare a vivere solo in funzione del complicato (non) rapporto Berlusconi-Fini, che si alterna tra aperture possibili su temi delicati (leggi, lodo Alfano) a chiusure secche di fronte all’ipotesi di una campagna acquisti di finiani moderati. Una presa di posizione netta, poi, è arrivata, alla fine, da Umberto Bossi. Il leader leghista si è addirittura spinto a indicare anche il periodo temporale in cui collocare le prossime elezioni politiche, ovvero tra fine novembre e inizio dicembre. Per Bossi la corsa verso le elezioni anticipate, con relativa crisi di governo, è inarrestabile. A meno che… Leggiamo
Fini vara i propri (sotto)gruppi (nel Pdl) “Sul programma (virgola) niente agguati” Il sottosegretario Viespoli: “E Berlusconi (ci) lasci in eredità il partito degli italiani”
Maggio 13, 2010 by Redazione · Leave a Comment
Lo chiamano “comitato di Generazione Italia”, in realtà altro non è che quel coordinamento tra (31) parlamentari (più 4 europei) che fanno riferimento al presidente della Camera che, di fatto, costituisce la concretizzazione della “minaccia” - e il preludio - dei gruppi separati alla Camera e al Senato di cui Fini aveva parlato con il presidente del Consiglio nella settimana dell’esplosione dello scontro. Tuttavia i finiani assicurano: «Non ci saranno sorprese».


Rassegna stampa, di A. PURGATORI