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La delegittimazione di nostro Parlamento Già parte della strategia di Berlusconi (?) Laratta: “No, non abbiamo vista la partita” Nazionalismo strumentale della destra (?)

Luglio 1, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Due questioni si sono intrecciate a Montecitorio il giorno dell’ultima, sfortunata (?) prova Mondiale della nostra Nazionale. La prima riguarda il piano (eversivo?) del presidente del Consiglio che prevede l’accentramento/avocazione dei poteri a sé (attraverso le riforme). Ma (per fare le riforme) è necessario (prima) creare il clima nel Paese. E parte di questa operazione è ridurre la popolarità delle altre istituzioni, oltre che degli organi di controllo. Tra queste ci sono le Camere. E’ figlia di questa azione (anti)culturale del centrodestra, secondo il deputato del Partito Democratico, il “tiro al parlamentare” che si è arricchito, proprio in rapporto alla partita dell’Italia, di un nuovo episodio: nonostante la seduta fiume abbia impedito ai deputati di vedere l’incontro con la Slovacchia alcuni cittadini hanno scritto una lettera con la quale si lamentano, appunto, del tempo che sarebbe stato “rubato” per assistere al match. Match che, appunto, come abbiamo detto, i nostri rappresentanti non hanno potuto vedere. Perché dovevano essere approvati in tempi stretti (e contingentati) provvedimenti importanti per la maggioranza. Dunque, in secondo luogo, il nazionalismo di cui si fregia una parte della destra, già messo in dubbio dal nostro Rosadi nel primo momento della narra- zione sul patriottismo che si conclude con questo pezzo di Laratta, “cede” di fronte agli interessi parti- colari del presidente del Consiglio o di propri, altri esponenti. Patriottardi? Il “j’accuse”, all’interno.      Read more

Vito: “Sarà fiducia sul ddl intercettazioni” E Silvio: “Facciamo votare i capigruppo” Appello a Fini: difendi ruolo delle Camere

Maggio 25, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Dalle colonne del giornale della politica italiana, un gruppo di parlamentari Democratici capitanati da Franco Laratta si rivolgono al presidente della Camera affinché ponga fine alle «continue offese e denigrazioni» nei confronti del Parlamento. Senza di esso non saremmo più in democrazia. O forse qualcuno vuole arrivare a questo?». Mentre il governo annuncia il voto blindato sul contestato provvedimento che dovrebbe essere proposto nella versione già licenziata dalla Camera, su indicazione del ministro Alfano. Ma Berlusconi: «Così non mi serve». La fiducia sarà tanto più “necessaria” (dal punto di vista del presidente del Consiglio) quanto più il ddl si discosterà dal compromesso raggiunto a Montecitorio e limiterà quella che Ezio Mauro indica come il vero “bene” in gioco: la libertà. «Per i magistrati di intercettare nello svolgimento delle indagini. Per noi di assolvere al nostro diritto-dovere di informare». In questo clima l’appello di Laratta.

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Se oggi siamo tutti nelle mani di Tremonti Il Parlamento è quasi fermo da settimane Approva solo decreti “girati” dal governo E il ministro dell’Economia detta l’agenda Troppo potere (sostanziale) per pochi (2)

Maggio 19, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Secondo momento della (breve) narrazione sul capo del dicastero di via XX settembre. Dopo avere visto come Tremonti abbia il controllo (in senso ampio) esclusivo dei nostri conti, e avere ancora una volta rivolto al ministro la stessa domanda: come sono veramente?, scopriamo come - oltre all’economia - Giulio abbia in mano anche il potere legislativo. Sì, perché stringendo i cordoni della borsa al punto di bloccare qualsiasi iniziativa che abbia un costo rilevante Tremonti è diventato un «superpresidente della Camera», scrive Andrea Sarubbi nel report dall’aula per il giornale della politica italiana che state per leggere, che decide se e quando si discute di cosa. Tremonti che dunque è, oggi, più di un - come qualcuno lo ha definito - (vero) presidente del Consiglio; è il plenipotenziario del governo e del Paese. Tutto questo naturalmente deve avere dei limiti, che possono essere imposti (e tolti, al Parlamento) dal vero capo del governo, e da un’opposizione che però sembra completamente avulsa dal gioco, sia in fase propositiva sia di interdizione (che pure va fatta, e comunicata, anche se è resa difficile dai rapporti di forza). E tutto questo deve avvenire sotto uno sguardo vigile e consapevole degli italiani, che il Politico.it spera di contribuire ad attivare: la “disoccupazione” attuale di deputati e senatori non è il segno dell’inutilità della democrazia parlamentare, e, con essa, della necessità di soluzioni che favoriscano un maggior decisionismo in una revisione in senso leaderistico e plebiscitario del sistema; è, appunto, l’esatto contrario, il segno di come troppo potere (formale o sostanziale) concentrato nelle mani di pochi possa produrre delle devianze alla democrazia stessa. Il deputato del Pd, dunque, che ci porta a conoscere dal di dentro, e sulla base della sua esperienza (quotidiana) diretta l’attuale modo di gestione dei lavori (?) parlamentari. 

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La lettera. Caro presidente Fini, ricordiamo Matteotti di W. Veltroni

Maggio 18, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

L’ex segretario del Partito Democratico torna nell’agone e si prepara ad una possibile corsa alla leadership del centrosinistra nel 2013. Ma lo fa continuando la sua battaglia di lungo periodo. Che oggi si declina, anche, in uno “sforzo” per difendere la libertà e la democrazia. Veltroni scrive al presidente della Camera per proporgli di dedicare al parlamentare socialista una targa, una targa da apporre sullo scranno dal quale Matteotti pronunciò il discorso in difesa della libertà dopo il quale fu rapito e barbaramente ucciso dai fascisti. Scrive a Fini personalmente e dalle colonne del giornale della politica italiana, che l’ex leader di An e i suoi più stretti collaboratori leggono ogni giorno. Una mossa, quella di Walter, che va oltre il gesto di grande sensibilità di ricordare uno dei nostri padri (della nostra Libertà). L’ex sindaco di Roma si preoccupa di contribuire a porre nel luogo principe della democrazia, il nostro Parlamento, un “vincolo”, a ricordare e (così) a non compiere mai una pericolosa inversione a U. Lo fa, anche, dopo le polemiche (che purtroppo non hanno avuto grande eco) per uno spot televisivo che raccontava Matteotti senza in nessun modo fare riferimento al modo in cui morì: appunto assassinato dal regime (nascente) di Mussolini. La memoria, un filo e uno strumento-”obiettivo” che caratterizzò tutto il periodo in cui Veltroni fu alla guida della Capitale, strettamente connessa ad un’altra parola-chiave, “conciliazione”, che non può però mai venire a discapito della prima. Il leader naturale del Partito Democratico per la prima volta sul giornale della politica italiana. Che si fa, come sempre, su queste pagine. Buona lettura e buona politica su il Politico.it. 

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Quando storia (tragica) si ripete in farsa Il tg di “regime” di Minzo crolla in ascolti Tentativo di censura aggirato su internet Decade il dl cambia-regole pluribocciato Maggioranza sotto 38 volte alla Camera Eppure vince sempre lui… Pd, dove sei?

Aprile 15, 2010 by Redazione · 1 Comment 

«La storia si ripete sempre due volte: la prima volta in tragedia la seconda in farsa»: Marx va per la maggiore da quando la democrazia italiana si è trasformata, definizione di un autorevole studioso, in democrazioide, ovvero una democrazia un po’ deformata e non più tale in tutti i suoi aspetti. A questo concorrono il conflitto di interessi e il controllo delle tivù da parte di Berlusconi, i tentativi (comprese le telefonate di sollecito al membro dell’Authority affinché l’arbitro intervenisse a fischiare un rigore inesistente alla squadra “avversaria”) di fermare l’informazione ancora libera che si fa sulle reti pubbliche, lo stravolgimento delle regole per favorire la maggioranza, tutto questo consentito da una legge elettorale che impedisce agli elettori di leggere parlamentari sottoposti al controllo diretto del presidente del Consiglio, in un Parlamento svuotato del proprio potere e poi della propria funzione. Ma… La censura di Santoro si traduce in una straordinaria pubblicità per lui che riesce ad andare in onda anche nei giorni delle elezioni, nonostante il blitz, riuscito, della sospensione dei talk show, grazie alla rete che squarcia il velo (anzi, oggi, il sacchetto di plastica), appunto, della censura. Il Minculpop del primo telegiornale italiano (ora il primato è a rischio) non piace agli italiani che ne fanno crollare lo share, consentendo al Tg5 di avvicinarsi pericolosamente: «Nel momento in cui gli ascolti non mi dovessero premiare io o altri ne trarremo le conseguenze», disse una volta Minzo; vedremo se tradurrà le parole in fatti. E intanto da qualche parte si comincia a parlare di una sua possibile sostituzione. «Non si è mai visto un golpe fermato dal Tar del Lazio», fu il commento sarcastico di Massimo D’Alema (in questo lancio, va detto, vengono citati soprattutto comunisti) allo stop del decreto salva-liste da parte del tribunale amministrativo, una bocciatura poi ripetuta altre enne volte da (altri) organi giudiziari. E poi anche dal Parlamento, dove, alla Camera, nonostante una maggioranza schiacciante, il centrodestra va sotto ancora una volta (è, appunto, la 38esima). Un assenteismo che, scrive oggi il Giornale (di famiglia), mette a rischio lo stesso iter delle riforme istituzionali. Insomma, il “regime” fa acqua da tutte le parti. E nondimeno il presidente del Consiglio continua a vincere tranquillamente. Alla domanda che si faceva una trasmissione televisiva - «Le Regionali sono state vinte da Berlusconi o perse dal centrosinistra?» - ci sembra, a questo punto, di poter dare una risposta (certa). E ora i “casi” del crollo dello share del Tg1 e dell’affondamento politico-parlamentare del decreto salva-liste raccontati da Donadi e Sarubbi. Read more

Diario politico. E’ decaduto dl salva-liste Maggioranza sotto (per 8 voti) a Camera

Aprile 13, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario “minore”, in una giornata che non offre altri spunti di rilievo - che non siano di pura politica politicante - oltre a quelli che abbiamo sviluppato nel corso del pomeriggio. La notizia è che il provvedimento varato alla vigilia delle elezioni dal governo per consentire la riammissione della lista Pdl nel Lazio incontra una nuova bocciatura: quella finale, quella politica. Nonostante la sproporzione di forze centrodestra battuto. Pesano anche le assenze “illustri” di Cicchitto, Lupi, Ghedini e Verdini. E riesplode la polemica. Il racconto.            Read more

Lo squarcio di Paese reale in Parlamento Tremonti e Bersani a confronto sulla crisi Ma sul web ne parliamo (quasi) solo noi

Marzo 18, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Ve lo abbiamo anticipato introducendo il pezzo sulla comunicazione, poi a sera abbiamo parlato del tema che ci sembrava più rilevante e che solo il giornale della politica italiana ha saputo cogliere e proporre ai propri elettori: la resa dei conti nel Pdl, su cui trovate (in basso) ancora il grande Diario di ieri, che nella notte ha fatto segnare un ulteriore picco di accessi, nel mese che - approfittiamo per riferirvelo - è di gran lunga il migliore per utenti unici giornalieri dall’inizio della nostra storia: una crescita costante, che a marzo (come già in parte a febbraio) fa segnare però un passo in avanti in più. Ma torniamo al tema. Ieri non ne abbiamo parlato ma oggi - unici a farlo - torniamo ampiamente sull’unico momento che, duole dirlo, è stato dedicato ad affrontare temi politici reali e non autoreferenziali - nello specifico, appunto, la crisi economica - negli ultimi mesi in un nostro Parlamento appaltato alla risoluzione - spiace dover- lo rilevare - dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio. L’autoreferenzialità (appunto) di cui abbiamo parlato e che cercheremo di dare il nostro contributo affinché venga lasciata progressivamente alle spalle (anche se tutto, se non molto, dipende dal superamento non tanto del «bipolarismo muscola- re» come viene definito da alcuni esponenti neocen- tristi ma dal blocco berlusconiano della nostra politica che si è progressivamente consolidato in questi quindici anni. Il problema non è, dunque, il bipolarismo, ma la mancanza di onestà e responsa- bilità da (una) parte dei protagonisti della nostra politica e attori di questo sistema. Che non dipende dal sistema). Il giornale della politica italiana parla di contenuti e cerca di avanzare proposte per il futuro dell’Italia; oggi, eccezionalmente, possiamo lasciarlo fare alla stessa politica italiana (attuale), che con il ministro dell’Economia e l’ex ministro per lo Sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi e oggi leader dell’opposizione si è confrontata ai massimi livelli in campo economico. Ha selezionato per noi i brani salienti degli interventi di Tremonti e Bersani ieri alla Camera (in una seduta sempre più autorevolmente presieduta da Gianfranco Fini) e li ha messi a confronto Andrea Sarubbi. Read more

Decreto salva-liste avanti grazie all’Udc Ecco tutti i nomi dei 17 deputati assenti Un nuovo intervento di Massimo Donadi

Marzo 16, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra, il gruppo di Casini (che non c’era) seduto in aula solo per metà: quanto basta a permettere alla maggioranza (anch’essa ridotta ai minimi termini) di salvarsi e respingere il primo (e decisivo) assalto al decreto interpretativo. «Una brutta giornata per la nostra democrazia», aveva stigmatizzato il leader centrista quando il Cdm aveva licenziato il provvedimento. E il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori fa notare il precedente del legittimo impedimento - «ispirato (effettivamente, ndr) dall’Udc» - e, sostiene, la tendenza dei deputati del piccolo Scudocrociato a «squagliarsi come la neve al sole» ad eccezione di uno sparuto gruppo di parlamentari di fronte a tutte le leggi ad personam del Cavaliere. Il giornale della politica italiana vi dà conto di un passaggio di grande significato politico (anche se il dl finirà per servire a poco) e simbolico legato alla vicenda centrale di queste ultime settima- ne di nostra politica (autoreferenziale). Read more

In 590 in aula per il legittimo impedimento Solo 350 per la confisca dei beni mafiosi Ecco i due mondi che confrontavamo ieri

Marzo 12, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana continua a srotolare il filo della sua narrazione, legando quella odierna al nostro discorso di ieri. Avevamo chiuso raccontando le due visioni (…) del mondo (o dei due mondi) che fanno capo a Gianfranco Fini e al presidente del Consiglio. Ebbene, ieri in aula si votava per l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la confisca del patrimonio mafioso. Una soluzione fondamentale voluta fortemente da Maroni e che quindi - anche in questo caso - intreccia e coinvolge (positivamente) parti della maggioranza. il Politico.it, lo sanno bene i nostri (cari) lettori, non ha riferimenti (di parte) a cui rispondere, non ha pregiudizi e “dipende” (ma in modo intellettualmente libero) dai suoi valori, onestà e responsabilità, quelli con cui i quali è possibile (ri)fondare la politica italiana, e quindi il Paese, del futuro. Al voto erano tuttavia presenti poco più della metà degli eletti alla Camera, con grandi assenze nel centrodestra. Il giorno prima fiducia sulla soluzione, di fatto (anche se temporanea) ai problemi giudiziari di Berlusconi: in aula una ressa mai vista, compresa la presenza del ministro Gelmini con il pancione, scrive Franco Laratta che ci propone questo “specchietto” (per le allodole?) sui due mondi che si contrappongono oggi nella nostra politica: quello reale (che guarda anche al virtuale di internet), ben simboleggiato dal presidente della Camera; quello autoreferenziale e fine a se stesso, che contraddice il primo e il Paese reale. Sentiamo. Read more

Mafia&politica, forse giocattolo si è rotto Ecco decadenza (e ineleggibilità) “eletti” FOTO: non vedremo più obbrobri così (?)

Febbraio 26, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Non solo: ai mafiosi, che già erano (ovviamente) ineleggibili, sarà d’ora in poi vietato anche di fare campagna elettorale. Si chiama legge Lazzati e porta la firma, tra gli altri, di due parlamentari - dei due opposti schieramenti - che al giornale della politica italiana stanno molto a cuore: Franco Laratta e Angela Napoli. Ed è proprio il deputato del Pd che ci racconta come, con molta fatica, si è arrivati a questo traguardo storico (alla Camera; bisognerà comunque attendere il “sì” definitivo del Senato) per la lotta, appunto, alle infiltrazioni mafiose e all’intreccio tra la nostra politica e la criminalità organizzata. Sentiamo, dunque, Laratta. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

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