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Italia, 7/7/2010: (nuove) prove di regime Manganellati gli aquilani in piazza a Roma E’ un governo che non accetta dissenso

Luglio 7, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il punto non è che persone disperate sono state trattate come black block, mostrando tutta l’autoreferenzialità - per usare un eufemismo - e il cinismo di parte della nostra politica e dell’esecutivo. Il punto è che tutto questo è avvenuto per soffocare una manifestazione di dissenso: un vero e proprio primo atto da Stato di polizia. L’Aquila e suoi cittadini sembrano essere diventati, loro malgrado, la cavia delle prove autoritarie del presidente del Consiglio: come denunciato da Sabina Guzzanti nel suo Draquila e come ancor meglio esplicato dal padre Paolo sul giornale della politica italiana, proprio nelle aree colpite dal terremoto si è sperimentata la sospensione delle libertà civili attraverso la dichiarazione dello stato di emergenza che questo consente. Dichiarazione, e conseguente sospensione, a totale discrezione del potere esecutivo. Chi ci dice, scrive Guzzanti, che qualsiasi pretesto non sarà buono - per il governo - per dichiarare uno stato di emergenza e costringere, così, i cittadini a sottoporsi, per periodi di lunghezza indefinibile, al totale controllo delle forze delle ordine? Una notizia, quella di stamattina, che non ascolterete - ovviamente - in tivù, se non al Tg La7 di Enrico Mentana, e che solo sul giornale della politica italiana trovate esplicata nella sua verità: si è trattato, si tratta di un primo atto di repressione del dissenso con la forza. Ora la cronaca, all’interno, con Stefano Catone. Come sempre il Politico.it si sdoppia: il commento, la linea del giornale in “prima”; i fatti nudi e crudi, raccontati in modo completo e obiettivo, nelle pagine interne. Read more

Sondaggio Crespi, Berlusconi mai così male dal 2008. Tutte le tabelle

Giugno 29, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il grande sondaggista fotografa tutti i momenti-chiave della nostra politica. Il caso del ministro nominato al solo scopo di consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari determina, senza dubbio, il punto più basso - “qualitativamente” parlando - della parabola di questo governo. Valutazione degli “esperti” i quali, nondimeno, spesso in questi quindici anni - specie in relazione al cammino del presidente del Consiglio - sono stati smentiti dalla risposta dell’elettorato, che il Cavaliere sembra “conoscere” meglio di tutti. Ma ora i dati di Crespi lo confermano: per la prima volta dalle elezioni che lo hanno riportato a palazzo Chigi, Berlusconi scende sotto il 50% di apprezzamento. Una soglia ancora abbastanza alta, ma che messa in relazione al 67% dei primi mesi di legislatura dà il segno di un vero e proprio tracollo, che prelude ad un calo netto del consenso, che pure, ancora, non si registra (del tutto). Più che un campanello una (grande) sirena d’allarme per il presidente del Consiglio, che, del resto, come abbiamo già avuto modo di scrivere potrebbe avere davvero cominciato, questa volta, la propria parabola discendente. Tutti i dati, all’interno, nelle tabelle. Read more

Pomigliano, ciò che non vi dicono In gioco c’è la nostra democrazia

Giugno 25, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana non è certo un giornale “conservatore”, nella accezione tecnica e non politica del termine. Ma il cambiamento non può essere imposto dal mercato bensì dev’essere guidato dalla (nostra) politica. La strada, per il nostro Paese - lo abbiamo indicato più volte - è quella di un cambio di sistema, sì, ma nel senso di una conversione in una società (e in un’economia) della conoscenza. Del passo fatto proprio da esecutivo, Lingotto e sindacati si va verso una sempre maggiore riduzione dei diritti, nella chiave di una «rivoluzione copernicana» che ci porta da una democrazia fondata sull’uomo, quella scritta nella prima, sempre attuale perché “definitiva”, parte della Costituzione, ad una “democrazia” fondata sul profitto, a discapito dell’uomo (sempre lo stesso, peraltro; è proprio il caso di dirlo). Nell’anno degli effetti della crisi, in cui tutti avevamo sostenuto che c’era bisogno di un ritorno della Politica, un’alzata di bandiera bianca che costerà cara non solo alle persone più deboli, di oggi e di domani, lavoratori e non - ma all’intero Paese. E colpisce ancora una volta l’indulgenza del centrosinistra: invece di rilanciare, nel senso di una prospettiva nuova, si appiattisce sulle posizioni iperliberiste e anticostituzionali della maggioranza. Non c’è opposizione in questo Paese. E la (nostra) democrazia si allontana sempre di più. E non solo, questa volta, in termini qualitativi. Ginevra Baffigo ci spiega i veri termini della questione di Pomigliano. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

Giugno 11, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare - nel caso - alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Comunque sia manovra affossa governo Sondaggio Crespi, ora giù tutti indicatori -2 “lui”, minimo storico per esecutivo-Pdl Ma Paese ne riconosca la responsabilità

Maggio 26, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Il giornale della politica italiana vi racconta la finanziaria come non lo fa nessun altro. Dopo avere denunciato che i conti pubblici non erano in ordine quando ancora tutti elogiavano Tremonti per il modo in cui li aveva gestiti, oggi il Politico.it è in grado, ancora una volta per primo, di mostrarvi come - peraltro prevedibilmente - la manovra di correzione (di rotta) voluta dal ministro dell’Economia influisca sul consenso al governo. E per la prima volta in questa legislatura il bilancio (è proprio il caso di dirlo?) è in rosso per il centrodestra. Tutti gli “attori” della maggioranza - dal presidente del Consiglio in persona all’esecutivo nel suo complesso, al partito del premier - subiscono un calo di fiducia o direttamente di consenso. Ma con la solita massima libertà e responsabilità, noi registriamo tutto questo come un fatto positivo: al di là delle specifiche scelte nella predisposizione della finanziaria - che questo giornale ha criticato prima degli altri, lunedì sera, anche rilanciando Bagnasco sui giovani - il governo si assume finalmente le (proprie) responsabilità, e fa quello che serve al Paese. Dopo quindici anni in cui ci eravamo abituati a vedere esecutivi di centrodestra che disfacevano i conti che venivano poi rimessi in sicurezza dai governi di centrosinistra, anche i conservatori - come in tutta Europa - fanno la loro parte per portare in porto il nostro Paese. Contesterete, non c’era alternativa: vero, ma non era comunque (purtroppo) scontato. Dopo di che torneremo ad entrare nel merito: e ci sarà modo di criticare (ancora) le scelte del governo così come l’opposizione (come facciamo, peraltro, abitualmente). Ma intanto registriamo questo fatto positivo. Che venga accolto con favore dal Paese. Read more

***Diario politico***
LE MANOVRE DEL GOVERNO
di GINEVRA BAFFIGO

Maggio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutta dedicata, oggi, alla finanziaria da 24 miliardi in due anni varata dal governo per evitare il «rischio-Grecia», secondo le parole di Gianni Letta, e agli sviluppi del confronto sul ddl intercettazioni. Della prima vi raccontiamo in cosa consiste e le reazioni della nostra politica e delle parti sociali. Per ciò che riguarda la cosiddetta «legge-bavaglio» ecco le aperture di Alfano (sul testo licenziato dalla Camera) e di Schifani che chiede che non si configuri nel modo descritto dal “titolo”. Infine, Santoro che annuncia che non firmerà l’accordo con la Rai e resterà, come dipendente, alle condizioni attuali (e dunque per una probabile ripartenza, l’anno prossimo, di Annozero). Anche grazie all’appello a rimanere giunto da Paolo Garimberti. La firma è della nostra vicedirettrice.

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Un nuovo grande racconto de il Politico.it Governare con onestà/responsabilità (?) No, non è far pagare la crisi ai lavoratori Lerner: tagli ai parlamentari? Demagogia

Maggio 17, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Terzo momento della narrazione di oggi sui due valori su cui (ri)fondare una politica italiana in grado di rifare grande l’Italia. Dopo la riflessione sul ddl intercettazioni (nel suo risvolto specifico del “regalo” ai molestatori) e il flash Back di Rosadi su Girolamo Savonarola, apriamo un nuovo filone nel filone, ovvero quello della crisi economica. Il (tra)c(r)ollo greco e i malumori dei mercati inducono in tutta Europa in primo luogo i governi conservatori (che sono al potere nei Paesi che hanno maggiore stabilità interna o che, comunque, non hanno ancora avuto avvertimenti/abbassamenti di rating dalle agenzie) ma anche progressisti (in Portogallo e Spagna, dove invece la situazione è maggiormente critica) a strette per mettere al sicuro (la gestione de)il debito e non correre rischi di deriva come quelli materializzatisi in Grecia. Da noi, però, la scelta del governo è stata (anche se in queste ore si susseguono ridimensionamenti e smentite) di far gravare il carico del risanamento e dei contributi di stabilizzazione sulle spalle meno solide: quelle del lavoro dipendente (in primo luogo pubblico, anche se oggi il ministro Brunetta assicura che, almeno per ciò che riguarda gli stipendi, così non sarà) e dei pensionati. E questa è una prima scelta sulla cui onestà e responsabilità è lecito, quanto meno, avere dei dubbi. A questo si aggiunge che per addolcire la pillola Calderoli chiede una riduzione degli stipendi dei componenti la casta, del 5%, sulla falsariga di quello annunciato dal (neoinsediato) governo Cameron in Gran Bretagna. Solo che la misura, irrisoria e non certo in grado di parificare il prezzo che deve pagare la nostra politica rispetto a quello che essa stessa fa pagare alle persone, risulta strumentale, funzionale, appunto, a nascondere il vero senso delle scelte del governo. Poiché il Politico.it, come sempre, si dà l’obiettivo di costruire, il prossimo passaggio del nostro racconto di oggi sarà, specularmente al confronto tra il ddl intercettazioni e la “proposta” del Savonarola, un controcanto a questa linea scelta dall’esecutivo e offrirà - sulla base dell’esempio dato da un altro Paese anch’esso governato dal centrodestra - una valida alternativa, almeno per ciò che riguarda le priorità, alla scelta di far pesare sul Paese in primo luogo i costi (in tutti i sensi) degli sforzi per stabiliz- zare la nostra situazione economica in vista di (e per evitare) altri possibili scossoni da parte dei mercati. Intanto Lerner fa il punto sulla nostra situazione.

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Se nel Pd si dibatte solo della (sua) forma Le primarie, referendum (in sé) su acqua Ma manca del tutto una visione per Italia Laratta ci spiega le differenze su oro blu

Maggio 12, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera e dei suoi contenuti. La nostra scelta gerarchica privilegia, quando è possibile, i temi concreti (che possono anche essere spessi e di ampio respiro, la concretezza non è sinonimo di materialismo) e strategici per il futuro del Paese, possibilmente portando dei contributi di idee (altrettanto “concreti”, in quanto “originali” e sostenibili) per la costruzione del domani. E’ quello che dovrebbe fare anche il Partito Democratico, anzi: è proprio ciò che darebbe al Pd la soluzione a tutti i propri problemi; ma evidentemente, al momento, le idee mancano. Il che è senz’altro figlio - come abbiamo scritto - della subordinazione psicologica che oggi il centrosinistra patisce nei confronti del centrodestra, che impedisce la piena espressione delle potenzialità di “creazione” della classe dirigente e intellettuale del partito, ma non solo. E’ evidente che c’è un deficit di cultura politica da questo punto di vista, e anche, se volete, di talento. Vedremo se il rinnovamento porterà novità positive in questo senso. Certo è che se dal dibattito tutt’oggi non emerge, neppure dal fronte dei giovani, una voce che sappia produrre qualcosa di nuovo e di forte, la tanto cercata «narrazione sul futuro dell’Italia, potrebbe anche significare che ciò, al momento, non è dato. Perché chi avesse delle idee forti da proporre sceglierebbe la via della loro proposizione come strumento per scardinare l’attuale chiusura a bauletto dei Democratici, aprendo vie anche per sé stesso. E ciò sarebbe nella sua stessa cultura politica (appunto). Invece si assiste a schermaglie di potere tout court. Al punto che - ed ecco il tema di oggi - anche il dibattito interno si è sterilizzato: a cominciare da Prodi, si parla (quasi) solo di organizzazione (le primarie, oltre alla proposta del Pd federale dell’ex presidente del Consiglio) e di forma dei contenuti già esistenti (sì o no al referendum sull’acqua pubblica? Sì o no alla raccolta di firme sulla proposta di legge sul tema? Sembrano domande piovute direttamente da Voyager, e in effetti il Pd di oggi sembra diventato un oggetto misterioso degno di attenzioni anche un po’ paradossali). Il giornale della politica italiana ha provato, e proverà ancora, a fornire il proprio contributo - invece - di idee, ai Democratici così come al centrodestra. Intanto scopriamo la discussione nel Pd proprio sul tema del referendum sull’acqua, dopo quella sulle primarie di ieri, riuscendo però - grazie alla firma del parlamentare calabrese - ad entrare un po’ nei contenuti, anche se (è quello che appunto offre il dibattito Pd) non ancora innovativi e nuovi per il futuro Read more

Un nuovo grande racconto de il Politico.it Italia è un Paese a democrazia limitata (?) Tra populismo e (meno) libertà di stampa Ma quanto (non) siamo liberi davvero (?)

Maggio 5, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Terzo ed ultimo passaggio della narrazione di oggi su libertà e democrazia. Dopo avere analizzato con Lerner il rapporto tra populismo e casta, e con Rosadi il ruolo dell’informazione, cerchiamo ora di capire quanto (davvero) è limitata (?) la libertà (di stampa) da noi. Secondo il rapporto Freedom House restiamo fanalino di coda nell’Europa occidentale, addirittura soli, con la Turchia, su 25 Paesi, ad avere una menomazione da questo punto di vista. Ma vediamo nel dettaglio come e perché. Il servizio. Read more

Il commento. Le dimissioni(?) di Scajola di Gad Lerner

Aprile 30, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il primo dato politico della vicenda che vede coinvolto il ministro per lo Sviluppo economico, accusato di avere ricevuto soldi in nero da Anemone, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8 de la Maddalena, è l’invito da parte del presidente del Consiglio affinché resti al suo posto. Come già con Bertolaso, Berlusconi predica prudenza. Ma c’è di più. La sensazione è che a destra l’istituto delle dimissioni come assunzione di responsabilità non sia contemplato, se non quando conviene (come nel caso di Bocchino). Il conduttore de L’Infedele, però, si spinge oltre. Sentiamo.            Read more

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