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“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Se non lo sa lei!

Giugno 28, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Si parla dell’ormai famigera- to (è proprio il caso di dirlo) sondaggio dell’Espresso sul possibile, futuro leader Democratico, sul quale intervenne da noi Pina Picierno. Il “tema” torna d’attualità perché sul supplemento del sabato del Corriere la retroscenista sul Pd, Maria Teresa Meli, lo ha richiamato. E lo ha fatto per criticare Pippo Civati, reo - secondo la ricostruzione della Meli - (con gli altri) di avere taroccato l’esito della consultazione facendo votare in massa (ovviamente per sé) propri adepti. Giulia smonta la tesi basandosi sulle ricostruzioni dei blog di quei giorni, ma soprattutto dice no a quello che è diventato uno sport (della stampa moderata) nazionale: colpire i giovani Democratici. Lei stessa, e ce lo racconta, finì nel tritacarne. E tuttavia ribadiamo - in chiave costruttiva - ciò che avevamo già scritto più volte: i futuri(bili) leader del centrosinistra si dedicano troppo alla competition (anticipata, una sorta di caccia alla pole) tra di loro e poco al Paese e, soprattutto, al (suo) domani. Il leader ideale del Pd è colui che mette (la formulazione del)le idee e l’interesse della nazione non davanti, ma al posto del proprio interesse personale. Su Civati, in questo senso, sospendiamo il giudizio. Giulia ora. Sentiamo. Read more

L’intervento. Messaggio a Civati, Renzi, Serracchiani di P. Picierno

Maggio 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Un sondaggio sul sito de l’Espresso. «Chi sarà il futuro leader del Pd». Tra le opzioni, il gruppo di giovani leoni che fremono alle spalle di Marino, Franceschini, Bersani. E poi il “mistero”. “Curve” di crescita improbabili (per “candidati” altrettanto improbabili?). Risultati inspiegabilmente omogenei (circa 3500 click a testa per Pippo, il sindaco di Firenze e l’europarlamentare). E poi la denuncia: migliaia di click provenienti dagli stessi IP hanno falsato il sondaggio. Che, si affrettano a richiamare dalla redazione del settimanale, non avrebbe comunque valore statistico; «è un gioco». Ma a questo punto si fa «un po’ amaro». Almeno per gli spettatori (interessati) dello stesso Partito Democratico, tra cui c’è la giovane deputata costretta a confrontarsi, nel 2008, con la pesante eredità di De Mita nel suo collegio campano, che non era nella lista dei papabili per la successione di Pigi ma ora vuole dire la sua. Dalle nostre colonne. E lo fa con un’arguzia che rende il contributo assai gustoso. Una piccola, argomentata frecciata ai suoi giovani colleghi, per i quali c’è il rischio che la preoccupa- zione principale diventi (almeno per alcuni) diventare il leader del Pd. Sentiamo Pina Picierno.

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Caro Bersani, no, ancora non ci siamo
Se Pigi frena su innovazione (e primarie) “Il Paese (non le) chiede conservazione” Il “Paese” o cambia prospettiva o muore

Maggio 22, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale della ricerca e (appunto) dell’innovazione, come chiave di volta del(la costruzione del) futuro dell’Italia. Come abbiamo scritto più volte, il nostro Paese è destinato ad un declino inarrestabile se non sostituisce (o, meglio, integra) la realizzazione delle idee degli altri con la produzione delle idee (per sé e per gli altri). Una duplice occasione per l’Italia: attraverso (anche, ma non necessariamente) il modello che questo giornale propone (il Paese come grande campus a cielo aperto, fondato su un sistema che abbia al proprio vertice appunto la ricerca e l’innovazione, come lati una (buona) scuola da valorizzare e la formazione permanente, chiave sia per accompagnare-alimentare l’innovazione sia per risolvere, o quanto meno puntellare fortemente, il (problema del) lavoro (precario) nel nostro Paese. Con un’alternanza tra periodi di impiego “classico” e la formazione, appunto, per cancellare completamente la “disoccupazione” e legando allo “studio” l’indennità, che non ha senso venga “regalata” quando può costituire un investimento), attraverso questo modello, dicevamo, ma non solo, l’Italia può vivere anche una profonda «renovazione» culturale, sostituendo i dis-valori di oggi (anche grazie al contributo di una televisione di nuovo pedagogica, come suggerisce lo storico direttore dell’”esplosione” di Raitre Angelo Guglielmi) con (una) cultura (diffusa). Tutto questo porta alla modernizzazione dell’Italia. Tutto questo è ciò di cui il segretario del Pd dice oggi, sostanzialmente, che non è non solo l’obiettivo strategico ma nemmeno una (vera, convinta) priorità del suo partito (o, meglio, della sua segreteria); per una semplice ragione: che il Paese «non lo chiede». La realtà è un po’ diversa, certo la richiesta può non venire dalla stragrande maggioranza degli italiani ma ciò accade solo perché ne manca la cultura (politica) e la consapevolezza (del ruolo decisivo): qualcosa, cioè, che proprio un partito e un suo leader devono offrire, non limitandosi a registrare lo status quo. Perché, Bersani, lo ripetiamo, questa è la via attraverso la quale l’Italia può non solo evitare il declino, ma rilanciarsi come grande Paese, tornando ad essere, magari, nel tempo, la culla della civiltà. Pigi, ascolta il partito, ascolta la base (e anche le forze esterne ai filoni di provenienza: non possono che essere leali, perché sono intimamente Democratiche; ma per dare loro l’occasione di dimostrarlo - per indurle ad esserlo - devi tendere loro la mano). Fallo anche per quello che ci racconta ora Stefano Catone sull’acqua, sul referendum per l’abrogazione della legge che privatizza la gestione del bene pubblico più importante e vitale (è proprio il caso di dirlo) della politica mondiale. Read more

Civati a il Politico.it: “Ora anche il Pd trovi il suo Fini” di A. Ievolella

Aprile 17, 2010 by Redazione · Leave a Comment 

«Una personalità che aggiunga, e non pensi solo a togliere. E invece di discutere sui giornali comin- ciamo a farle, le cose. Assieme. Individuiamo - incalza il consigliere regionale della Lombardia - qualche parola-chiave, non slogan, forte, nostra, e cominciamo a proporla con costanza al Paese. Il ricambio? E’ necessario, ma non è il nostro fine». Il possibile leader del domani consegna al dibattito interno al Partito Democratico la sua ricetta per uscire dall’impasse. Lo fa dalle colonne del giornale della politica italiana. L’intervista è di Attilio Ievolella. Read more

Il silenzio assordante del centrosinistra Premier in “ritiro”, Bersani fuma il sigaro Alternativa non c’è p(e)rché non si sente Il dominio psicologico della maggioranza Con saggio sul loro vittimismo di Rosadi

Aprile 7, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ritorno alla politica italiana dopo la pausa pasquale. Quale migliore occasione per riprendere in mano il pallino e tornare ad imporre l’agenda al Paese nel momento in cui Berlusconi tace? E invece no, silenzio assoluto. Il centrosinistra non c’è, e se c’è non si sente. Così gli italiani hanno in mente una sola «alternativa»: per quale ragione dovrebbero votare una cosa che nemmeno percepiscono? Quando poi i Democratici sono obbligati al confronto, ad esempio nei talk show televisivi, subiscono la supremazia della maggioranza. In quelle occasioni il Paese sente anche l’altra campana, ma spegne la tivù con la sensazione che la ragione ce l’abbiano Berlusconi e i suoi. Mancanza di idee, idee deboli? Il giornale della politica italiana sostiene dal dopo-elezioni che il dibattito del centrosinistra debba partire da lì, altro che dalle alleanze, e nemmeno (tanto) dal rinnovamento, ma attenzione: nemmeno dai programmi: dalle idee. I programmi sono semplici toppe che hanno il fiato corto; al centrosinistra serve un’idea complessiva ed organica su come vuole rendere questo Paese nel futuro. Che poi altro non è che la «narrazione» di cui tanto si parla, che il presidente del Consiglio svolge dal momento della sua discesa in campo. Questo è, lo diciamo a chi forse non l’ha capito: avere un’idea - complessiva - di futuro e proporla agli italiani. Con tutte le declinazioni del caso. Ma senza uscire da questa prospettiva. E lasciando cadere ogni altro “richiamo” al presente autoreferenziale che venisse dalla parte opposta. Dimenticare Berlusconi. Pensare e comunicare solo il futuro. Naturalmente finché tutto questo non c’è non lo si può nemmeno comunicare. E in questo senso il Politico.it sottolinea lo sforzo, autentico o meno che sia, dei “giovani” - Civati, Zingaretti - dirigenti Democratici di partire da qui (ne riparleremo). E tuttavia farete fatica, cari Democratici, a farvi voi stessi un’idea forte, finché subirete il dominio psicologico del centrodestra. La comunicazione deve venire contestualmente alla predisposizione delle idee, alla quale darà forza. Generando un circolo virtuoso che non si fermerà più. Lo stesso che in questi anni ha portato il centrodestra a farsi sempre più sicuro ed egemone: l’atteggiamento degli esponenti della maggioranza non è lo stesso; quello di Berlusconi (forse) sì, quello dei suoi si è fatto più forte e deciso nel tempo. Proprio grazie a questo circolo virtuoso. Lo ripetiamo a Bersani: non è peccato. Le idee passano (in tutti i sensi) di qui. Riguardo al dominio psicologico del centrodestra, Marco Rosadi descrive brillantemente - per il giornale della politica italiana - nel saggio che state per leggere la tecnica del “vittimismo” praticata dal presidente del Consiglio e dai suoi. Lo diciamo a Bersani: voi potete ottenere lo stesso effetto con le idee. Ma dovete cominciare a comunicare. Fatevene una ragione. Il saggio di Rosadi, all’interno.            Read more

Congresso Pd, il confronto da noi Civati: “Berlusconi decide e vince”

Ottobre 2, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il numero due della mozione Mari- no risponde ad Orlando che sul no- stro giornale aveva accusato i ma- riniani di volere una “dittatura della maggioranza”: «Siamo fermi in un dibattito eterno, così non si capisce cosa pensiamo e i voti vanno a Di Pietro. La strada è quella delle scelte». La (lunga) intervista è di Ginevra Baffigo. Read more

Intervista al vice di Marino, Pippo Civati: “La terza via? Un Pd largo”

Luglio 5, 2009 by Redazione · Leave a Comment 

Intervista del giornale della politica italiana all’uomo che corre in ticket con il chirurgo per la segreteria del Partito Democratico. “Se l’obiettivo degli altri era ridurre, ridimensionare il Pd ci sono riusciti. Noi non abbiamo apparati, siamo un po’ più liberi e un po’ più simpatici”. “Tema-primarie? Gli iscritti scelgano la linea, ma confrontiamoci anche con gli elettori”. La firma è di Carmine Finelli. Sentiamo. Read more

Pd a congresso. Bettini, Marino e i giovani senza coraggio M. Adinolfi

Luglio 3, 2009 by Redazione · 10 Comments 

Il giornale della politica italiana è una grande tribuna, aperta, libera, e dopo avere raccontato (e continuerà a farlo) l’avventura dei “piombini” verso il Lingotto e il congresso di ottobre ospita oggi una voce (rispetto a loro) dissonante. Anche molto dura nei loro confronti. E’ la voce del terzo candidato alla segreteria Pd, che critica duramente i suoi coetanei, politicamente schierati su un fronte opposto (dentro il partito), accusandoli di “scarso coraggio” per non avere (al momento) espresso una candidatura, che dovrebbe essere, invece, secondo le indiscrezioni (e molto più) di queste ore, quella di Ignazio Marino, il chirurgo cattolico senatore del Partito Democratico impegnato con forza sui temi della laicità. Adinolfi critica loro e anche l’imprimatur che viene a Marino dallo sponsor storico del “terzo uomo”, quel Goffredo Bettini già plenipotenziario di Veltroni e oggi battitore libero nel congresso Democratico. Ma sentiamo. Read more

Fotoracconto del Lingotto dei “piombini” Ecco in 47 immagini la Woodstock del Pd
di CARLO TRAINA

Giugno 28, 2009 by Redazione · Leave a Comment 

Il giornale della politica italiana è stato il solo quotidiano on line a raccontarvi in tempo reale la convention Democratica di ieri. Ora, ancora una volta in esclusiva, il Politico.it è in grado di proporvi questo bellissimo fotoracconto in quasi cinquanta scatti della riunione di Torino. La firma è di Carlo Traina, fotografo del movimento. Buona visione. Read more

Pd a congresso. Toni e Iaquinta, D’Alema e Veltroni di M. Adinolfi

Giugno 23, 2009 by Redazione · Leave a Comment 

I ballottaggi sono alle spalle. Non ci sono più appuntamenti elettorali in mezzo. La partita può cominciare. Il dibattito congressuale del Partito Democratico, il confronto tra i candidati e le diverse piattaforme parte ufficialmente oggi. Il giornale della politica italiana lo ha anticipato lanciando la sua inchiesta sui “piombini”, la componente giovane del Pd che vuole il rinnovamento radicale. L’intervista a Civati e, soprattutto, quella a Ivan Scalfarotto, che teorizzava un possibile apparentamento con Franceschini e la sua mozione, hanno fatto molto rumore. Ed è proprio a loro che il grande blogger, giornalista (fresco stamattina di un faccia a faccia con Eugenio Scalfari nel suo programma “Finimondo” su Redtv), e ora anche candidato alla segreteria ad ottobre, si rivolge attraverso questo intervento molto duro scritto ieri nel post-disfatta (di cui risente) della Nazionale in Sudafrica, e che il giornale della politica italiana sceglie di proporvi oggi ad urne chiuse, dopo avere dedicato tutto lo spazio della seconda metà di lunedì alle elezioni. Sentiamo. Read more

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