Italia, 7/7/2010: (nuove) prove di regime Manganellati gli aquilani in piazza a Roma E’ un governo che non accetta dissenso
Luglio 7, 2010 di Redazione
Nella foto, un manifestante aquilano ferito e insanguinato stamattina a piazza Venezia
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di Stefano CATONE
“Questa è una battaglia della disperazione. Una battaglia tra poveri che porta solo dolore. L’errore è aver bloccato i manifestanti e alzato il livello dello tensione. Anche i terremotati hanno il diritto di manifestare”.
Commenta così Antonio Di Pietro, assistendo agli scontri che stanno avvenendo a Roma, tra aquilani (giunti questa mattina a Piazza Venezia con circa 45 pullman) e forze dell’ordine. Da subito la polizia ha creato un blocco, per evitare che i manifestanti raggiungessero Montecitorio passando per via del Corso, rendendosi disponibili a far passare solamente 150 persone.
Ovviamente gli aquilani non ci stanno, e l’obiettivo appare chiaro con le urla: “Berlusconi, il Parlamento è nostro, non vostro”.
Da questo momento in poi, la tensione cresce senza interruzioni: lo scontro diventa frontale, e le manganellate li colpiscono. Tra loro anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il deputato del Partito Democratico, Giovanni Lolli: “Ero in prima linea e ho visto tutto. Non ce l’ho con i poliziotti, che sono solo ragazzi mal pagati. Ma con chi dà loro gli ordini…”.
Alle 11.30 si registra il primo ferito, a cui ne seguiranno altri due, e sulla rete cominciano immediatamente a girare le immagini delle loro magliette insanguinate: “Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato”, dirà uno di loro, colpito alla testa.
E’ sempre Di Pietro che invita i manifestanti alla calma: “Piazza Montecitorio è piena perché c’è una manifestazione dei disabili, bisogna andare davanti a palazzo Chigi”.
Nel frattempo, proprio da Montecitorio, giungono le parole di Dario Franceschini: “La presidenza della Camera intervenga sul governo perché si dica alle forze dell’ordine che svolgono il loro dovere che hanno di fronte persone disperate, esasperate e spesso prese in giro”.
Stefano Catone


Rassegna stampa, di A. PURGATORI
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