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	<title>Commenti per il Politico.it</title>
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	<description>Il giornale della politica italiana</description>
	<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 05:41:19 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Annalisa Chirico da oggi è su il Politico.it Il futuro dell&#8217;Italia passa (soltanto) di qui E la nostra dedica va a GianNino Cusano Ma la privatizzazione dell&#8217;acqua, dov&#8217;è? di Marco</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=34332#comment-10442</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 15:38:22 +0000</pubDate>
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		<description>Certo. w la libertà a sfregio dell'esperienza!

Non è un teorema marxista, ma l'esperienze concreta che insegna che IN OGNI caso nel quale si è ricorsi alla partecipazione privata prevista del decreto POI i costi per gli utenti sono aumentati SEMPRE.

Non è questione di cieco pensiero bolscevico, ma realismo: nessun privato partecipa a business dove non c'è guadagno. Lo scopo dei referendum non è quello di bloccare il mercato a sfregio delle elementari regole di concorrenza, ma quello di affermare un principio, e cioè che sull'acqua NON si fa business.

E non sono affatto truffati i cittadini, lo sanno benissimo. Al contrario, lo snobbismo intelletualoide da liberalisti su tutto e tutti è invece esplicitamente l'obbiettivo delle iniziative contro il decreto.

E, per favore, basta con le panzane sull'efficienza come giustificazione della necessità di introdurre concorrenza. Abbiamo una rete carente? Sì. Preleviamo più acqua perché i tubi hanno i buchi e in alcune zone neanche ci sono, i tubi? Sì. La domanda però è: e allora? Allora dobbiamo e possiamo intervenire con il pubblico per risolvere questi problemi perché l'acqua non è un oggetto di mercato, è un diritto, punto. 

E se c'è spazio per far guadagnare i privati non si capisce perché non dovremmo poter offrire da soli, senza aver bisogno di nuovi intermediari, migliori servizi. 

Ma davvero tutta questa concorrenza nella telefonia e nell'energia è andata a vantaggio dei consumatori? Io non credo, e nemmeno i dati, basta controllare. Solo che un conto è il cellura, un conto è l'acqua. 

Acqua diritto universale? Stupida utopia maoista. Molto meglio un sano realismo di fantasia, nel quale, eccola qui, la mitica "esternalizazzione del servizio", panacea universale contro tutti i mali "dell'inefficienza pubblica", interviene e porta ordine e qualità. 

Peccato che per definizione, esternalizzare un servizio significa sempre due cose: introdurre nuovi costi e eliminare un controllo diretto sulla qualità dei servizi finali. E poi cosa succede? bhe succede che quando capita che la ditta appaltatrice fa male il suo lavoro, perché vuole guadagnare di più, dato che è il suo scopo, poi a rimetterci sono i cittadini, che si incazzano con il comune il quale poi dice: "ci avevano assicurato che facevano tutti i controlli, noi siamo in regola". Sì, in regola, è vero, peccato che magari qualcuno è già all'ospedale.

C'è solo una cosa peggio di chi sbaglia: quelli che credono di aver capito tutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo. w la libertà a sfregio dell&#8217;esperienza!</p>
<p>Non è un teorema marxista, ma l&#8217;esperienze concreta che insegna che IN OGNI caso nel quale si è ricorsi alla partecipazione privata prevista del decreto POI i costi per gli utenti sono aumentati SEMPRE.</p>
<p>Non è questione di cieco pensiero bolscevico, ma realismo: nessun privato partecipa a business dove non c&#8217;è guadagno. Lo scopo dei referendum non è quello di bloccare il mercato a sfregio delle elementari regole di concorrenza, ma quello di affermare un principio, e cioè che sull&#8217;acqua NON si fa business.</p>
<p>E non sono affatto truffati i cittadini, lo sanno benissimo. Al contrario, lo snobbismo intelletualoide da liberalisti su tutto e tutti è invece esplicitamente l&#8217;obbiettivo delle iniziative contro il decreto.</p>
<p>E, per favore, basta con le panzane sull&#8217;efficienza come giustificazione della necessità di introdurre concorrenza. Abbiamo una rete carente? Sì. Preleviamo più acqua perché i tubi hanno i buchi e in alcune zone neanche ci sono, i tubi? Sì. La domanda però è: e allora? Allora dobbiamo e possiamo intervenire con il pubblico per risolvere questi problemi perché l&#8217;acqua non è un oggetto di mercato, è un diritto, punto. </p>
<p>E se c&#8217;è spazio per far guadagnare i privati non si capisce perché non dovremmo poter offrire da soli, senza aver bisogno di nuovi intermediari, migliori servizi. </p>
<p>Ma davvero tutta questa concorrenza nella telefonia e nell&#8217;energia è andata a vantaggio dei consumatori? Io non credo, e nemmeno i dati, basta controllare. Solo che un conto è il cellura, un conto è l&#8217;acqua. </p>
<p>Acqua diritto universale? Stupida utopia maoista. Molto meglio un sano realismo di fantasia, nel quale, eccola qui, la mitica &#8220;esternalizazzione del servizio&#8221;, panacea universale contro tutti i mali &#8220;dell&#8217;inefficienza pubblica&#8221;, interviene e porta ordine e qualità. </p>
<p>Peccato che per definizione, esternalizzare un servizio significa sempre due cose: introdurre nuovi costi e eliminare un controllo diretto sulla qualità dei servizi finali. E poi cosa succede? bhe succede che quando capita che la ditta appaltatrice fa male il suo lavoro, perché vuole guadagnare di più, dato che è il suo scopo, poi a rimetterci sono i cittadini, che si incazzano con il comune il quale poi dice: &#8220;ci avevano assicurato che facevano tutti i controlli, noi siamo in regola&#8221;. Sì, in regola, è vero, peccato che magari qualcuno è già all&#8217;ospedale.</p>
<p>C&#8217;è solo una cosa peggio di chi sbaglia: quelli che credono di aver capito tutto.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Esclusivo. Fu il Kgb ad uccidere Falcone e Borsellino di P. Guzzanti di Fabrizio Cinti</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=33775#comment-10230</link>
		<dc:creator>Fabrizio Cinti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 08:32:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ma LOL!!! Andreotti, D'Alema, la Farnesina, agenti russi... a leggere questo imbrattacarte c'è da rischiare la pelle a parlare, e lo dice (pardon, lo scrive) mentre lui stesso ne parla. Non discuto il racconto, tira in ballo nomi e persone, magari un po' più di rispetto per i due morti poteva metterlo, ma facciamo finta di avere anche noi il pelo sullo stomaco.
L'unica cosa oggettiva che posso rilevare è la chiusura dell'articolo, che lo mette in ridicolo: la mafia siciliana non poteva sapere la segretissima tecnica di un "emettitore di impulsi"? (poi ci vuole anche un ricevitore di impulsi).
Lo sa che ne vengono portati a conoscenza persino gli studenti delle scuole superiori che scelgono elettronica?
Guzzanti, quelli come lei sono da istruire, più che da imbavagliare.
Ed anche da ammirare, perché soltanto a voi giornalisti (alcuni, non tutti) danno un sacco di soldi per scrivere fesserie. E queste sì che sono chiacchiere da bar.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma LOL!!! Andreotti, D&#8217;Alema, la Farnesina, agenti russi&#8230; a leggere questo imbrattacarte c&#8217;è da rischiare la pelle a parlare, e lo dice (pardon, lo scrive) mentre lui stesso ne parla. Non discuto il racconto, tira in ballo nomi e persone, magari un po&#8217; più di rispetto per i due morti poteva metterlo, ma facciamo finta di avere anche noi il pelo sullo stomaco.<br />
L&#8217;unica cosa oggettiva che posso rilevare è la chiusura dell&#8217;articolo, che lo mette in ridicolo: la mafia siciliana non poteva sapere la segretissima tecnica di un &#8220;emettitore di impulsi&#8221;? (poi ci vuole anche un ricevitore di impulsi).<br />
Lo sa che ne vengono portati a conoscenza persino gli studenti delle scuole superiori che scelgono elettronica?<br />
Guzzanti, quelli come lei sono da istruire, più che da imbavagliare.<br />
Ed anche da ammirare, perché soltanto a voi giornalisti (alcuni, non tutti) danno un sacco di soldi per scrivere fesserie. E queste sì che sono chiacchiere da bar.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Esclusivo. Fu il Kgb ad uccidere Falcone e Borsellino di P. Guzzanti di Andrea Selleri</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=33775#comment-10173</link>
		<dc:creator>Andrea Selleri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 12:52:51 +0000</pubDate>
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		<description>Fa tanto caldo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fa tanto caldo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su P3, &#8220;Cesare&#8221; sapeva tutto: ecco le prove I carabinieri: &#8220;Ma &#8220;Cesare&#8221; è Berlusconi&#8221; Sillogismo: da Silvio &#8217;sì&#8217; a piano eversivo di lupo</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=34095#comment-10170</link>
		<dc:creator>lupo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 10:17:25 +0000</pubDate>
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		<description>,,,e cosa aspettano a metterli tutti in galera?????'</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>,,,e cosa aspettano a metterli tutti in galera?????&#8217;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su P3, &#8220;Cesare&#8221; sapeva tutto: ecco le prove I carabinieri: &#8220;Ma &#8220;Cesare&#8221; è Berlusconi&#8221; Sillogismo: da Silvio &#8217;sì&#8217; a piano eversivo di PierRinaldo</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=34095#comment-10164</link>
		<dc:creator>PierRinaldo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:50:44 +0000</pubDate>
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		<description>Nom ce di che meravigliarsi: Berlusconi, alias Cesare era nella P2, Cicchitto era nella P2 e così via. Il disegno della é2 era distruggere lo stato democratico per sostituirlo con uno stato autoritario. Per farlo non si esita a servirsi di "cosa nostra" (più che altro cosa loro) per creare uno stato di caos e di paura a mezzo stragi per poi impadronirsi del potere col consenso di quella metà di popolo gaglioffo che vota bovinamente senza aver capito niente ben condito dall'oppio televisivo gestito dal solito Cesare e dalla sua corte di lecchini, corrotti e corruttori.
In conclusione la P3 non esiste, ma continua ad esistere e funzionare la P2 dei soliti noti, con il valido supporto di "cosa loro"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nom ce di che meravigliarsi: Berlusconi, alias Cesare era nella P2, Cicchitto era nella P2 e così via. Il disegno della é2 era distruggere lo stato democratico per sostituirlo con uno stato autoritario. Per farlo non si esita a servirsi di &#8220;cosa nostra&#8221; (più che altro cosa loro) per creare uno stato di caos e di paura a mezzo stragi per poi impadronirsi del potere col consenso di quella metà di popolo gaglioffo che vota bovinamente senza aver capito niente ben condito dall&#8217;oppio televisivo gestito dal solito Cesare e dalla sua corte di lecchini, corrotti e corruttori.<br />
In conclusione la P3 non esiste, ma continua ad esistere e funzionare la P2 dei soliti noti, con il valido supporto di &#8220;cosa loro&#8221;</p>
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		<title>Commenti su P3, &#8220;Cesare&#8221; sapeva tutto: ecco le prove I carabinieri: &#8220;Ma &#8220;Cesare&#8221; è Berlusconi&#8221; Sillogismo: da Silvio &#8217;sì&#8217; a piano eversivo di francesco</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=34095#comment-10163</link>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:38:48 +0000</pubDate>
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		<description>arritirativi..... e scrivete cose senzate...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>arritirativi&#8230;.. e scrivete cose senzate&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Esclusivo. Fu il Kgb ad uccidere Falcone e Borsellino di P. Guzzanti di Gennaro Ruggiero</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=33775#comment-10161</link>
		<dc:creator>Gennaro Ruggiero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 06:57:39 +0000</pubDate>
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		<description>E questo ieri fresco fresco:

 Il giudice Borsellino e la sua scorta furono uccisi per mano dei comunisti e la mafia.Onore!!!
Sabato 17 Luglio 2010 00:00 amministratore
E-mail Stampa PDF
Sono passati 18 anni dalla strage di Via D'Amelio dove mori Paolo Borsellino e la sua scorta, ed i cinque Agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina ed Agostino Catalano e ancora la sinistra assassina  specula e strumentalizza la morte agitando le piazze, dicendo che sono stati solo vittime della lotta alla mafia e di uno stato che non li ha protetti o  era complice degli assassini.

Non è affatto cosi, la verità secondo la mia analisi e non solo la mia, è un altra. Il PCI e il PCUS hanno ucciso Paolo Borsellino, cosi come Falcone, mediante una scellerata alleanza con "Cosa Nostra" perchè temevano lo scandalo del riciclaggio dei finanziamenti provenienti da Mosca al PCI e riciclati da "Cosa Nostra", che già aiutava il braccio armato della sinistra italiana, BR e altre frange estremiste di sinistra, per creare la tensione e poter abbattere la DC e i suoi alleati, lasciando a terra morti e non con il voto popolare.

Un pò come tenta di fare oggi per abbattere Berlusconi, con la differenza che ora insieme alla mafia, e ai falsi pentiti,  all'infame Di Pietro, usa la magistratura militante e ricattata dall'ex PM ora politico, cercando la morte politica dell'avversario eletto dal popolo sovrano, e provocandone la morte fisica, magari mediante l'istigazione al suicidio o armando in questo modo le mani dei folli, come Tartaglia.   
 
Paolo Borsellino era iscritto al MSI, e quindi la sinistra non può assolutamente farne un proprio eroe. Paolo Borsellino è un eroe dell'Italia libera e onesta, quella che combatte il crimine dovunque esso sia, e a quei tempi i criminali più efferrati erano i comunisti e la mafia sua alleata.
Quando Falcone ricevette il dossier sui finanziamenti occulti del PCUS al PCI e sulla probabile alleanza tra mafia e comunisti, oltre che al riciclaggio dei fondi occulti tramite "cosa nostra", egli cominciò a indagare e passò la palla a Borsellino, poichè lui da direttore generale del Ministero, non poteva andare oltre.

Falcone fece "bum" in un attentato tipicamente terroristico e poco mafioso, anche se fatto insieme alla mafia. E cosi dopo qualche giorno, Borsellino, che aveva capito tutto e decise di aprire un "agenda rossa (pista comunista)", anch'egli fece "bum" in un attentato della stessa matrice.

Secondo me gli inquirenti dovrebbero indagare in quella direzione e chiedere cosa sanno i vari D'Alema, Napolitano, Cossutta e altri vecchi PCI che in quel periodo c'erano.
Io mi inchino all'eroe Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta i cinque Agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina ed Agostino Catalano. Mi inchino e li innalzo ad eroi della libertà e della giustizia, ma i comunisti che li hanno uccisi insieme alla mafia ne dovrebbero stare lontani per non offendere e sporcare la loro memoria.

Spero che la verità venga fuori presto e chi sà parli.

Gennaro Ruggiero www.gennaroruggiero.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E questo ieri fresco fresco:</p>
<p> Il giudice Borsellino e la sua scorta furono uccisi per mano dei comunisti e la mafia.Onore!!!<br />
Sabato 17 Luglio 2010 00:00 amministratore<br />
E-mail Stampa PDF<br />
Sono passati 18 anni dalla strage di Via D&#8217;Amelio dove mori Paolo Borsellino e la sua scorta, ed i cinque Agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina ed Agostino Catalano e ancora la sinistra assassina  specula e strumentalizza la morte agitando le piazze, dicendo che sono stati solo vittime della lotta alla mafia e di uno stato che non li ha protetti o  era complice degli assassini.</p>
<p>Non è affatto cosi, la verità secondo la mia analisi e non solo la mia, è un altra. Il PCI e il PCUS hanno ucciso Paolo Borsellino, cosi come Falcone, mediante una scellerata alleanza con &#8220;Cosa Nostra&#8221; perchè temevano lo scandalo del riciclaggio dei finanziamenti provenienti da Mosca al PCI e riciclati da &#8220;Cosa Nostra&#8221;, che già aiutava il braccio armato della sinistra italiana, BR e altre frange estremiste di sinistra, per creare la tensione e poter abbattere la DC e i suoi alleati, lasciando a terra morti e non con il voto popolare.</p>
<p>Un pò come tenta di fare oggi per abbattere Berlusconi, con la differenza che ora insieme alla mafia, e ai falsi pentiti,  all&#8217;infame Di Pietro, usa la magistratura militante e ricattata dall&#8217;ex PM ora politico, cercando la morte politica dell&#8217;avversario eletto dal popolo sovrano, e provocandone la morte fisica, magari mediante l&#8217;istigazione al suicidio o armando in questo modo le mani dei folli, come Tartaglia.   </p>
<p>Paolo Borsellino era iscritto al MSI, e quindi la sinistra non può assolutamente farne un proprio eroe. Paolo Borsellino è un eroe dell&#8217;Italia libera e onesta, quella che combatte il crimine dovunque esso sia, e a quei tempi i criminali più efferrati erano i comunisti e la mafia sua alleata.<br />
Quando Falcone ricevette il dossier sui finanziamenti occulti del PCUS al PCI e sulla probabile alleanza tra mafia e comunisti, oltre che al riciclaggio dei fondi occulti tramite &#8220;cosa nostra&#8221;, egli cominciò a indagare e passò la palla a Borsellino, poichè lui da direttore generale del Ministero, non poteva andare oltre.</p>
<p>Falcone fece &#8220;bum&#8221; in un attentato tipicamente terroristico e poco mafioso, anche se fatto insieme alla mafia. E cosi dopo qualche giorno, Borsellino, che aveva capito tutto e decise di aprire un &#8220;agenda rossa (pista comunista)&#8221;, anch&#8217;egli fece &#8220;bum&#8221; in un attentato della stessa matrice.</p>
<p>Secondo me gli inquirenti dovrebbero indagare in quella direzione e chiedere cosa sanno i vari D&#8217;Alema, Napolitano, Cossutta e altri vecchi PCI che in quel periodo c&#8217;erano.<br />
Io mi inchino all&#8217;eroe Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta i cinque Agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina ed Agostino Catalano. Mi inchino e li innalzo ad eroi della libertà e della giustizia, ma i comunisti che li hanno uccisi insieme alla mafia ne dovrebbero stare lontani per non offendere e sporcare la loro memoria.</p>
<p>Spero che la verità venga fuori presto e chi sà parli.</p>
<p>Gennaro Ruggiero <a href="http://www.gennaroruggiero.com" rel="nofollow">http://www.gennaroruggiero.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Esclusivo. Fu il Kgb ad uccidere Falcone e Borsellino di P. Guzzanti di Gennaro Ruggiero</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=33775#comment-10160</link>
		<dc:creator>Gennaro Ruggiero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 06:56:21 +0000</pubDate>
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		<description>Bè io l'ho scritto un anno fa circa e mi fa piacere che nopn sono l'unico folle.

 La verità sulla strage di Falcone e Borsellino: Sono stati i comunisti ad ucciderli
Lunedì 21 Dicembre 2009 13:21 Gennaro Ruggiero
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Geronimo, alias Paolo Cirino Pomicino, nel suo libro bomba “Strettamente Riservato”, fa alcune considerazioni. In pratica si sofferma su alcune coincidenze molto preoccupanti. Infatti, pare che Giovanni Falcone, avrebbe dovuto incontrare, qualche giorno dopo la sua morte, il procuratore di Mosca Valentin Stepankov, che indagava sull’uscita dalla Russia di grosse somme di denaro esistenti nelle casse del PCUS.

 
Tutto confermato da Valentin Stepankov, il quale ha detto anche che, dopo la morte di Falcone, nessuno gli ha mai più chiesto nulla.
Eppure Falcone aveva informato allora Andreotti che il suo interessamento era stato sollecitato dal presidente Cossiga qualche mese prima. Falcone, venne ucciso a Capaci, in una strage in cui furono utilizzati materiali abbastanza insoliti per la mafia e più consueti, invece, per le centrali del terrorismo internazionale.
Tutte le conoscenze che Falcone aveva sui flussi di denaro sporco passarono allora a Paolo Borsellino che, a sua volta, secondo l’annuncio dato da Scotti e Martelli in Tv, avrebbe dovuto assumere la guida della Procura nazionale antimafia. Fu la sua condanna a morte. Due mesi dopo Borsellino saltò in aria
alla stessa maniera di Falcone.
Il Giornale il 3 novembre 2003, raccontava che Giovanni Falcone, il simbolo della lotta alla mafia, prima di morire si stava occupando dei finanziamenti del Pcus al Partito comunista italiano: o meglio del riciclaggio di soldi, tanti soldi, che nella fase di dissolvimento dell’Urss lasciavano Mosca attraverso canali riconducibili al Pci. Per questo motivo Falcone si era già incontrato con l’allora procuratore generale russo Valentin Stepankov che su questo stava concentrando tutta la sua attività. Falcone è stato ucciso alla vigilia di un nuovo e decisivo incontro sollecitato dallo stesso Stepankov.
Ci sono telegrammi con oggetto : «Finanziarnenti del Pcus al Partito comunista italiano».
L’ambasciatore Salleo comunica al Ministero a Roma: “Il Procuratore generale della Federazione russa, Stepankov, mi ha fatto pervenire lettera con cui, facendo riferimento a colloqui da lui a suo tempo avuti con i magistrati
Falcone e Giudiceandrea (ndr, il procuratore capo di Roma) mi informa della sua intenzione di effettuare nel periodo 8-20 giugno p.ve una missione di cinque giorni a Roma nel quadro della inchiesta sui finanziamenti del Pcus al Partito comunista italiano”.
C’era solo un motivo per cui il magistrato russo sollecitava la collaborazione di Giovanni Falcone; dopo averne apprezzato la competenza negli incontri precedenti: Falcone era l’unico in grado di accertare l’eventuale coinvolgimento della «criminalità organizzata internazionale», cioè della mafia (o delle mafie), nel riciclaggio del tesoro sovietico.
Falcone, vale la pena ricordarlo, da poco più di un anno ricopriva il ruolo di direttore generale degli Affari penali al ministero di Grazia e Giustizia. Era stato chiamato da Claudio Martelli, allora Guardasigilli. Da quel momento attorno gli era stato fatto il deserto. Quei mesi prima della strage di Capaci, Falcone aveva visto bruciare la sua candidatura a procuratore nazionale anti mafia dai suoi nemici al Palazzo di giustizia di Palermo e dentro la magistratura: al Csm al momento di scegliere il «superprocuratore» tre membri laici del Pds gli preferirono Agostino Cordova. I due governi, vale sempre la pena di ricordare, presieduti da Giulio Andreotti dal ‘90 al ‘92, con il ministro dell’Interno Enzo Scotti e i due ministri socialisti alla Giustizia, prima Giuliano Vassalli e poi Martelli che aveva voluto Falcone al suo fianco, avevano emanato un numero
impressionante di provvedimenti contro la mafia. Per ricordarne alcuni: dal mandato di cattura per decreto legge che riportò dietro le sbarre i grandi mafiosi del primo maxi processo istruito a Palermo dallo stesso Falcone, alle norme anti-riciclaggio, al varo della Dna, la Direzione nazionale anti mafia.
Curiosamente gli uomini di questi due governi che più si erano esposti nella guerra dichiarata dallo Stato alla mafia, con la sola eccezione di Vassalli, saranno tutti travolti da Tangentopoli, e il premier, Andreotti, addirittura accusato di essere il baciatore di Totò Riina, il puparo della mafia e il mandante di un omicidio (quello di Mino Pecorelli).
Da quando Falcone aveva accettato l’incarico al ministero, Martelli si era trovato a sostenere uno scontro pressoché quotidiano con il Consiglio superiore della magistratura. Questo era il clima che ha avvelenato la vita di Falcone, prima di Capaci. Racconta Enzo Scotti: «Lo aveva visto pochi giorni prima che partisse per Palermo, era giù di tono. Era stanco e avvilito.
Finora degli incontri tra Falcone e il giudice Stepankov si era saputo per sentito dire. Il primo a parlarne è stato l’ex ministro dc Cirino Pomicino nel suo libro “Strettamente riservato” . «L’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga » spiega Cirino Pomicino «mi ha raccontato che fu lui a chiedere a Falcone
di indagare, su quel flusso di denaro del Pcus che usciva dall’ex Unione sovietica ». Andreotti ha confermato di aver visto i «telegrammi riservatissimi» giunti alla Farnesina nel maggio del ‘92. Adesso c’è la prova documentale.
Nel primo, quello dell’11 maggio, è indicato con precisione il periodo in cui Stepankov intendeva venire in Italia, tra «l’8 il 20 giugno», per indagare su finanziamenti de Pcus, mafia e Pci. Il procuratore generale russo rispondeva positivamente anche alla richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dal magistrati romani che indagavano su Gladio Rossa (inchiesta poi frettolosamente archiviata).
Per l’incontro con Falcone non ci sarà tempo, poco prima delle 18,30 del 23 maggio una gigantesca carica di esplosivo lo ha fermato per sempre.
Del 27 maggio 1992, quattro giorni dopo la carneficina, è il secondo telegramma «urgentissimo» e «riservatissimo»dall’ambasciata di Mosca alla Farnesina, questa volta firmato da Girardo. Valentin Stepankov non può far altro che esprimere l’«amarezza» e il «profondo dolore », e prega di portare le condoglianze ai parenti delle vittime. Ma tramite la nostra ambasciata, dopo aver sottolineato come fosse stato in programma di lì a poco il loro incontro, Stepankov non rinuncia a ricordare Falcone «quale degno cittadino dell’Italia, uomo di alto impegno professionale e morale».
Peccato che i due telegrammi «urgentissimi» non abbiano mai attirato l’attenzione della commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Luciano Violante e Vice presieduta dal democristiano Paolo Cabras: nel ‘93 preferirono mettere sotto processo la Dc e Giulio Andreotti.
E oggi si vuole accusare Silvio Berlusconi e i suoi fedelissimi. Ma allora tutta la storia, perché è di storia che stiamo parlando non di leggenda, che fine ha fatto?
Allora è vero che c’è una regia politica dietro tutta la vicenda Spatuzza &#38; Co.
Purtroppo stavolta non ci sono Falcone e Borsellino, magistrati veri ed imparziali, ci sono solo quelli che come allora accusarono a vuoto Andreotti; ma adesso chi saltarà in aria? E chi lo farà, visto che l’unione sovietica è morta?
Ma non è morto anche il comunismo? O ci sono i residui bellici ancora vivi?
Lascio al lettore analizzare le notizie storiche che mi sono permesso di riportare in questo articolo.

Gennaro Ruggiero -  www.gennaroruggiero.com

(alcune fonti da “Strettamente Riservato” di Geronimo e Il Giornale Nuovo del 03/11/2003)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bè io l&#8217;ho scritto un anno fa circa e mi fa piacere che nopn sono l&#8217;unico folle.</p>
<p> La verità sulla strage di Falcone e Borsellino: Sono stati i comunisti ad ucciderli<br />
Lunedì 21 Dicembre 2009 13:21 Gennaro Ruggiero<br />
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<p>Geronimo, alias Paolo Cirino Pomicino, nel suo libro bomba “Strettamente Riservato”, fa alcune considerazioni. In pratica si sofferma su alcune coincidenze molto preoccupanti. Infatti, pare che Giovanni Falcone, avrebbe dovuto incontrare, qualche giorno dopo la sua morte, il procuratore di Mosca Valentin Stepankov, che indagava sull’uscita dalla Russia di grosse somme di denaro esistenti nelle casse del PCUS.</p>
<p>Tutto confermato da Valentin Stepankov, il quale ha detto anche che, dopo la morte di Falcone, nessuno gli ha mai più chiesto nulla.<br />
Eppure Falcone aveva informato allora Andreotti che il suo interessamento era stato sollecitato dal presidente Cossiga qualche mese prima. Falcone, venne ucciso a Capaci, in una strage in cui furono utilizzati materiali abbastanza insoliti per la mafia e più consueti, invece, per le centrali del terrorismo internazionale.<br />
Tutte le conoscenze che Falcone aveva sui flussi di denaro sporco passarono allora a Paolo Borsellino che, a sua volta, secondo l’annuncio dato da Scotti e Martelli in Tv, avrebbe dovuto assumere la guida della Procura nazionale antimafia. Fu la sua condanna a morte. Due mesi dopo Borsellino saltò in aria<br />
alla stessa maniera di Falcone.<br />
Il Giornale il 3 novembre 2003, raccontava che Giovanni Falcone, il simbolo della lotta alla mafia, prima di morire si stava occupando dei finanziamenti del Pcus al Partito comunista italiano: o meglio del riciclaggio di soldi, tanti soldi, che nella fase di dissolvimento dell’Urss lasciavano Mosca attraverso canali riconducibili al Pci. Per questo motivo Falcone si era già incontrato con l’allora procuratore generale russo Valentin Stepankov che su questo stava concentrando tutta la sua attività. Falcone è stato ucciso alla vigilia di un nuovo e decisivo incontro sollecitato dallo stesso Stepankov.<br />
Ci sono telegrammi con oggetto : «Finanziarnenti del Pcus al Partito comunista italiano».<br />
L’ambasciatore Salleo comunica al Ministero a Roma: “Il Procuratore generale della Federazione russa, Stepankov, mi ha fatto pervenire lettera con cui, facendo riferimento a colloqui da lui a suo tempo avuti con i magistrati<br />
Falcone e Giudiceandrea (ndr, il procuratore capo di Roma) mi informa della sua intenzione di effettuare nel periodo 8-20 giugno p.ve una missione di cinque giorni a Roma nel quadro della inchiesta sui finanziamenti del Pcus al Partito comunista italiano”.<br />
C’era solo un motivo per cui il magistrato russo sollecitava la collaborazione di Giovanni Falcone; dopo averne apprezzato la competenza negli incontri precedenti: Falcone era l’unico in grado di accertare l’eventuale coinvolgimento della «criminalità organizzata internazionale», cioè della mafia (o delle mafie), nel riciclaggio del tesoro sovietico.<br />
Falcone, vale la pena ricordarlo, da poco più di un anno ricopriva il ruolo di direttore generale degli Affari penali al ministero di Grazia e Giustizia. Era stato chiamato da Claudio Martelli, allora Guardasigilli. Da quel momento attorno gli era stato fatto il deserto. Quei mesi prima della strage di Capaci, Falcone aveva visto bruciare la sua candidatura a procuratore nazionale anti mafia dai suoi nemici al Palazzo di giustizia di Palermo e dentro la magistratura: al Csm al momento di scegliere il «superprocuratore» tre membri laici del Pds gli preferirono Agostino Cordova. I due governi, vale sempre la pena di ricordare, presieduti da Giulio Andreotti dal ‘90 al ‘92, con il ministro dell’Interno Enzo Scotti e i due ministri socialisti alla Giustizia, prima Giuliano Vassalli e poi Martelli che aveva voluto Falcone al suo fianco, avevano emanato un numero<br />
impressionante di provvedimenti contro la mafia. Per ricordarne alcuni: dal mandato di cattura per decreto legge che riportò dietro le sbarre i grandi mafiosi del primo maxi processo istruito a Palermo dallo stesso Falcone, alle norme anti-riciclaggio, al varo della Dna, la Direzione nazionale anti mafia.<br />
Curiosamente gli uomini di questi due governi che più si erano esposti nella guerra dichiarata dallo Stato alla mafia, con la sola eccezione di Vassalli, saranno tutti travolti da Tangentopoli, e il premier, Andreotti, addirittura accusato di essere il baciatore di Totò Riina, il puparo della mafia e il mandante di un omicidio (quello di Mino Pecorelli).<br />
Da quando Falcone aveva accettato l’incarico al ministero, Martelli si era trovato a sostenere uno scontro pressoché quotidiano con il Consiglio superiore della magistratura. Questo era il clima che ha avvelenato la vita di Falcone, prima di Capaci. Racconta Enzo Scotti: «Lo aveva visto pochi giorni prima che partisse per Palermo, era giù di tono. Era stanco e avvilito.<br />
Finora degli incontri tra Falcone e il giudice Stepankov si era saputo per sentito dire. Il primo a parlarne è stato l’ex ministro dc Cirino Pomicino nel suo libro “Strettamente riservato” . «L’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga » spiega Cirino Pomicino «mi ha raccontato che fu lui a chiedere a Falcone<br />
di indagare, su quel flusso di denaro del Pcus che usciva dall’ex Unione sovietica ». Andreotti ha confermato di aver visto i «telegrammi riservatissimi» giunti alla Farnesina nel maggio del ‘92. Adesso c’è la prova documentale.<br />
Nel primo, quello dell’11 maggio, è indicato con precisione il periodo in cui Stepankov intendeva venire in Italia, tra «l’8 il 20 giugno», per indagare su finanziamenti de Pcus, mafia e Pci. Il procuratore generale russo rispondeva positivamente anche alla richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dal magistrati romani che indagavano su Gladio Rossa (inchiesta poi frettolosamente archiviata).<br />
Per l’incontro con Falcone non ci sarà tempo, poco prima delle 18,30 del 23 maggio una gigantesca carica di esplosivo lo ha fermato per sempre.<br />
Del 27 maggio 1992, quattro giorni dopo la carneficina, è il secondo telegramma «urgentissimo» e «riservatissimo»dall’ambasciata di Mosca alla Farnesina, questa volta firmato da Girardo. Valentin Stepankov non può far altro che esprimere l’«amarezza» e il «profondo dolore », e prega di portare le condoglianze ai parenti delle vittime. Ma tramite la nostra ambasciata, dopo aver sottolineato come fosse stato in programma di lì a poco il loro incontro, Stepankov non rinuncia a ricordare Falcone «quale degno cittadino dell’Italia, uomo di alto impegno professionale e morale».<br />
Peccato che i due telegrammi «urgentissimi» non abbiano mai attirato l’attenzione della commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Luciano Violante e Vice presieduta dal democristiano Paolo Cabras: nel ‘93 preferirono mettere sotto processo la Dc e Giulio Andreotti.<br />
E oggi si vuole accusare Silvio Berlusconi e i suoi fedelissimi. Ma allora tutta la storia, perché è di storia che stiamo parlando non di leggenda, che fine ha fatto?<br />
Allora è vero che c’è una regia politica dietro tutta la vicenda Spatuzza &amp; Co.<br />
Purtroppo stavolta non ci sono Falcone e Borsellino, magistrati veri ed imparziali, ci sono solo quelli che come allora accusarono a vuoto Andreotti; ma adesso chi saltarà in aria? E chi lo farà, visto che l’unione sovietica è morta?<br />
Ma non è morto anche il comunismo? O ci sono i residui bellici ancora vivi?<br />
Lascio al lettore analizzare le notizie storiche che mi sono permesso di riportare in questo articolo.</p>
<p>Gennaro Ruggiero -  <a href="http://www.gennaroruggiero.com" rel="nofollow">http://www.gennaroruggiero.com</a></p>
<p>(alcune fonti da “Strettamente Riservato” di Geronimo e Il Giornale Nuovo del 03/11/2003)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su P3, &#8220;Cesare&#8221; sapeva tutto: ecco le prove I carabinieri: &#8220;Ma &#8220;Cesare&#8221; è Berlusconi&#8221; Sillogismo: da Silvio &#8217;sì&#8217; a piano eversivo di lauro</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=34095#comment-10133</link>
		<dc:creator>lauro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 21:02:13 +0000</pubDate>
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		<description>Buttate fuori la P3 e tutti i suoi accoliti Cesare "Silvio berlusconi" conoscevano tutto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buttate fuori la P3 e tutti i suoi accoliti Cesare &#8220;Silvio berlusconi&#8221; conoscevano tutto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Esclusivo. Fu il Kgb ad uccidere Falcone e Borsellino di P. Guzzanti di Fluck</title>
		<link>http://www.ilpolitico.it/?p=33775#comment-10132</link>
		<dc:creator>Fluck</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 20:57:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpolitico.it/?p=33775#comment-10132</guid>
		<description>E' forte Guzzanti, deve essere un tipo allegrone, da bisboccia.

Però, mi chiedo, con tutto l'anticomunismo di questi anni berlusconiani, perchè non è andato a dirglielo a Silvio?

Lui, al sicuro nel lettone di Putin, avrebbe potuto distruggere D'Alema e tutti gli ex PCI.

Invece la cosa esce solo adesso che "Cesare" Silvius Imperator è nella cloaca massima.

Bah, vedremo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; forte Guzzanti, deve essere un tipo allegrone, da bisboccia.</p>
<p>Però, mi chiedo, con tutto l&#8217;anticomunismo di questi anni berlusconiani, perchè non è andato a dirglielo a Silvio?</p>
<p>Lui, al sicuro nel lettone di Putin, avrebbe potuto distruggere D&#8217;Alema e tutti gli ex PCI.</p>
<p>Invece la cosa esce solo adesso che &#8220;Cesare&#8221; Silvius Imperator è nella cloaca massima.</p>
<p>Bah, vedremo.</p>
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