Top

Da mesi Politica non dà risposte a Paese. Agire ora. O finirà male (?)

marzo 18, 2013 di Redazione 

Beppe Grillo sta giocando sulla pelle della Nazione. La consonanza evidente tra i suoi eletti e il Partito Democratico – confermata anche dagli applausi per Laura Boldrini e dai voti ‘dissidenti’ per Piero Grasso – rende la prospettiva di governo comune naturale e – in questo quadro d’urgenza – necessaria. Il perdurante diniego di Grillo dimostra un (considerevole) senso di irresponsabilità di chi mira a passare all’incasso del malcontento e della insoddisfazione (ma spesso è vero dolore) degli italiani. Una ribellione che però rischia di sfuggirgli di mano: in termini di minor consenso alle prossime elezioni; e tramite una ribellione che minaccia di diventare qualcosa di più, di un semplice voto di protesta, se è vero che gli italiani cominciano a rubare per mangiare e che la soglia di sopportazione (dell’immobilismo dei politicanti) finirà presto per non essere più tanto alta.

Per scongiurare tutto questo serve una cosa sola: che la Politica torni ad assolvere alla propria funzione. Ora! Attraverso il governo uscente di Mario Monti (che può dedicare il tempo che impiega a cercare consenso per la sua ‘salita’ ad altri incarichi presso le forze politiche, per assumere provvedimenti per l’Italia!), attraverso una più repentina – accanto agli adempimenti formali – ripresa dell’attività legislativa del Parlamento (non basta, a questo fine, che dei disegni di legge vengano depositati; è proprio doveroso che il calendario dei lavori venga ripristinato in modo tale da mettere le scelte nell’interesse esclusivo degli italiani prima di quelle per far funzionare il Palazzo). L’avulsione della politica politicante dalla realtà è qualcosa di paradossale. Frutto avvelenato della sbornia televisiva. Svegliamoci presto, o il prossimo ‘sonno’ – collettivo – potrebbe essere agitato da un incubo.

***

Che cosa fare? L’elezione dei presidenti. La scelta dei capigruppo. La nomina dei segretari d’aula. Se tra un (personalistico) adempimento formale e l’altro la Politica – oltre che del palazzo – torna ad occuparsi anche delle vite degli italiani, abbiamo ‘qualche’ speranza di uscire da una crisi dalla quale è persino semplice venire fuori.

Come? il Politico.it lo scrive da mesi: ricostruendo un nuovo sistema integrato tra scuola, università/ formazione, ricerca e nostro tessuto imprenditoriale nella chiave dell’innovazione; concentrando tutto questo in particolare al Sud senza disdegnare di chiedere l’aiuto – per un possibile progetto di sviluppo comune – ai nostri fratelli dei popoli della sponda sud del Mediterraneo - ma a condizione che i politicanti cessino di guardasi allo specchio e avviino le azioni necessarie a realizzare tutto ciò.

Ci sono un governo (sia pure dimissionario) in carica e un Parlamento neo eletto. Sono passate tre settimane (anzi quasi quattro) dal voto; preceduto da due mesi di campagna elettorale a sua volta degno coronamento – politicante – di almeno sei mesi di pressoché totale immobilismo del governo Monti. Una Nazione non può rimanere così a lungo senza essere governata senza pagare pegno: in termini economici e di stabilità interna. Muoviamoci. Assumendoci (qualcuno di voi che al momento ne abbia gli strumenti; noi ad oggi – purtroppo – non possiamo tecnicamente) la responsabilità di agire (in prima persona). O presto rischierà di essere troppo tardi.

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom