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Ma due vittorie odierne di Pirro (?) Unica ‘gara’ che conta Quirinale

marzo 16, 2013 di Redazione 

La doppia elezione di oggi, in classico stile Pd (dove si conquista solo ciò che l’avversario lascia perché non gli interessa), rischia di rappresentare una vittoria di Pirro e di non contare assolutamente nulla, visto che a giugno si potrebbe tornare al voto e le cariche essere azzerate. La sola elezione che conta è quella del successore di Napolitano (sette anni).

Il Pd non deve commettere l’errore (autoreferenziale ed inciucista) di mettere sullo stesso piano le due vittorie di oggi e quella scelta e deve invece pensare che fra tre mesi sui due scranni più alti di Montecitorio e Palazzo Madama potrebbero trovarsi due esponenti di centrodestra (per – altri – cinque anni).

E puntare quindi senza esitazioni all’elezione di un proprio uomo (forte: noi diciamo, Romano Prodi) al ruolo di (contrappeso, e) garante della nostra democrazia.

Per avere la certezza di assicurare la Repubblica (come tocca al partito-guida e baricentro della Nazione; autore comunque di una scelta importante in questo senso con la doppia candidatura di oggi) nelle mani lucide, distaccate, salde di una personalità onesta e responsabile (come non potrebbe essere parimenti un candidato di NESSUN’altra area di opinione e sensibilità) che la sappia (difendere da ogni attacco, più o meno alla luce del sole, e) – alla bisogna – condurre fuori da ogni turbolenza: sia essa di carattere democratico o economico-finanziario.

Pregasi i politicanti di non inebriarsi per la doppia, vacua affermazione di oggi e di sapere – come sanno bene i loro avversari – che l’unica partita che conta – e che il Pd deve vincere. Per il bene – non suo ma – dell’Italia – è quella per il Quirinale

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