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Camera-Senato 5S-Pdl. Ciascuno rinunci qualcosa per il bene Italia

marzo 14, 2013 di Redazione 

Il M5S ha diritto di rivendicare la propria purezza. E, anzi, questo (declinato nella democraticità e innovazione del Movimento) può fare – a lungo andare – il bene dell’Italia. Ma la collaborazione tra le parti ‘in campo’ nella dialettica democratica è il presupposto della democrazia. I 5S – se davvero il loro obiettivo è perseguire gli interessi di TUTTI gli italiani, e non soltanto ritagliarsi uno strapuntino – ‘personalistico’ e autoreferenziale – più luccicante di quello degli altri – hanno il dovere di (accettare che un grande presidente come Napolitano riceva Alfano se pure di fronte ad una pretesa irricevibile: ma proprio per scongiurarne una impropria rivendicazione ‘ad oltranza’, e) partecipare – avendo per altro la possibilità di eleggere un loro uomo! Dunque (non) si capiscono (?) – se non in chiave preziosistica – gli attuali dinieghi e resistenze – alla scelta condivisa dei presidenti di Camera e Senato.

E siccome le istituzioni sono la spina dorsale (appunto) della nostra demos-crazia (il ‘dominio’, in senso – anche – internettiano, del popolo italiano), nessuna delle (grandi) parti – tanto più dopo un sostanziale pareggio a tre – ne può essere esclusa.

Pd e 5S coinvolgano nella decisione (che non deve essere condivisa come ‘merce di scambio’, ma come conventio ad includendum di tutti i cittadini italiani; attraverso la loro rappresentanza – parlamentare) anche il Pdl; saranno i berluscones, caso mai, a minare il dialogo (per l’appunto, istituzionale; pre-liminare – della Politica: quindi senza tema di inciucismo) ponendo condizioni capestro inaccettabili come la ‘voglia’ che al Colle non salga “un altro uomo di sinistra”: irricevibili per la stessa ragione per cui Pd e 5S devono – al contrario – loro aprire: perché la pretesa pidiellina non nasce da un’esigenza degli italiani, che possono trovare all’opposto in Romano Prodi – sui convergano tutti i voti dei nostri rappresentanti onesti e responsabili – un degno e saldo (con la sua – comprovata – leadership; con il suo europeismo; in tempi di tempesta per la democrazia) successore di Napolitano, ma in (im)propri interessi (particolari).

Il bene della Nazione, in generale, sia sempre il criterio attraverso cui assumere ogni decisione; a costo di rinunciare (personalisticamente, parzialmente) a qualcosa: per l’Italia, ne vale la pena (che non è tale. Come ogni sacrificio – che non sia tale per-che(‘) serva a pro-muovere – verso – qualcosa – di buono -, e non ad arretrare – solo, auto-difensivamente).

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