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Camera e Senato a Pdl e M5S non per calcoli opportunistici: è giusto

marzo 14, 2013 di Redazione 

Il Pd non deve riconoscere Camera e Senato a Pdl e M5S per avere in cambio qualcosa da parte loro; ma perché l’esito delle elezioni ci ha consegnato un pareggio a tre. Ed è giusto che il partito-baricentro della Nazione si faccia carico di proporre una condivisione plurale della reggenza delle nostre istituzioni. Anche perché l’obiettivo-cardine è e resta l’elezione di Romano Prodi a presidente della Repubblica: che è il perno garante della nostra democrazia, ed è un imperativo categorico del primo partito italiano far ascendere al colle una figura salda e lucida (e distaccata, fuori dai giochetti inciucisti di potere degli ultimi vent’anni) che assicuri la tenuta delle nostre istituzioni e, appunto, della nostra democrazia in un momento in cui le sbandate rischiano di essere svariate. Un eventuale colpo di mano sulle presidenze delle Camere rischia di complicare questo passaggio, esponendo i Democratici a tentazioni sbagliate e controproducenti. Il Pd cessi di essere casta autoreferenziale che pensa solo alla propria sopravvivenza politicante, e cominci finalmente ad assolvere alla propria funzione di partito-guida della Nazione. Sarà questo anche il modo attraverso cui potrà sperare di riuscire ad avere i voti (o la necessaria non belligeranza) per varare un proprio governo.

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