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Pd non sacrifichi elezione Prodi su altare sopravvivenza dei politicanti

marzo 13, 2013 di Redazione 

La presidenza della Repubblica non è una carica delle tante a di- sposizione dei politicanti per la loro spartizione autoreferenziale (come invece in qualche caso è sembrato considerarla anche la classe dirigente del centrosinistra). E’ il perno della nostra democrazia; è il garante della tenuta delle nostre istituzioni: contro il rischio di qualsiasi deriva e qualsiasi tentazione antidemocratica.

Al Colle è necessario assurga una figura forte, esperta, dotata di leadership, ma anche lucida e distaccata, in grado di tenere botta a qualsiasi sbandata di una Repubblica che essendo (anche) la culla della corruzione (oltre che – ma, or mai, solo storicamente – della nostra civiltà), non si è mai fatta mancare momenti di destabilizzazione e di fuoriuscita dal solco della regolarità e della legittimità costituzionale.

Il Pd non si lasci tentare dalle (proprie) debolezze di una compagine dirigente ormai al tramonto e non sacrifichi l’elezione di Romano Prodi al Quirinale all’ennesima tentazione di mettere la sopravvivenza (politicante) di una classe dirigente vecchia e stanca davanti agli interessi del popolo italiano; una classe dirigente che ‘deve’ ‘solo’ compiere questo ulteriore atto di autoreferenzialità per consegnare una (propria) generazione autrice per il resto di avanzamenti importanti (tra cui la nascita del Pd), ad un giudizio severo della Storia per avere contribuito allo sfarinamento della democrazia italiana in nome di propri, non più sopportabili interessi (particolari): quegli stessi che ci hanno portato alla sconfitta nell’occasione in cui più di tutte il centrosinistra aveva in mano l’occasione di cambiare questo Paese e compiere finalmente la nostra democrazia.

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