Top

M. convochi politicanti per prender misure urgenti per italiani in crisi

marzo 5, 2013 di Redazione 

Alla stampa – e quindi ai politicanti, narcisi – tutto questo non interessa; tant’è che nelle ultime ore sui giornali si leggono solo profili di neo-eletti e retroscena sulla formazione del nuovo governo. Ma mentre il chiacchiericcio autoreferenziale proseguirà per altri otto, inutili giorni di vuoto (Politico), la disoccupazione giovanile è salita al 38%, molti italiani non riescono a mangiare (al punto che i furti per assicurarsi beni di prima necessità sono notevolmente aumentati), molti di loro sono costretti a far smettere di studiare i propri figli. Questo è il fulcro della Politica; questo la Politica deve affrontare. Se i politicanti avessero in mente questo, ad esempio, non ipotizzerebbero governi di scopo per tagliare i privilegi alla politica medesima, configurando però, in questo momento di crisi acuta, così, una reiterazione degli stessi privilegi: sotto forma di priorità data a interventi che non sono affatto prioritari, al momento, per la vita degli italiani. Se la politica avesse in mente questo, troverebbe il modo – comunque – di accelerare ulteriormente i tempi, e non lascerebbe passare altri otto giorni ai quali si dovranno aggiungere quelli necessari agli adempimenti di inizio legislatura – l’elezione dei presidenti delle camere, le consultazioni, i riti per la composizione del nuovo esecutivo, il giuramento, e magari la protesi – di questa sospensione della politica fine a se stessa – dell’elezione del capo dello Stato – senza che in mezzo sia stato assunto alcun provvedimento Politico. Un governo è in carica, e invece di consultare i politicanti sul prossimo consiglio europeo – uno di quei vertici nei quali si emettono annunci senza che alcuna decisione sia stata presa che tanto piacciono a Monti – il presidente del consiglio uscente potrebbe decidere con loro misure urgenti per far uscire almeno una parte dei nostri connazionali dalla loro attuale situazione di difficoltà (estrema). O, ancora, si potrebbe cominciare ad assumere quella misura strutturale rappresentata dall’introduzione della formazione nel nostro sistema del lavoro che essendo LA soluzione al problema della disoccupazione attraverso il rilancio della crescita e della nostra economia, non può che essere riconosciuta come un bene necessario da qualsiasi parte in campo, e dunque può essere ‘anticipata’ da un esecutivo sia pure dimissionario. Insomma: la Politica è rispondere ai bisogni degli italiani, unici sovrani del Parlamento e delle stesse dinamiche delle quali si sta discutendo in queste ore. Prima i politicanti ne riprenderanno atto, tornando a svolgere la propria funzione, e ad occuparsi di questo, prima il nostro Paese uscirà dalla crisi, il consenso alla cosiddetta antipolitica si sgonfierà, (scongiureremo il rischio di successive ribellioni,) e – per di più – chi si farà carico di assumere questa ‘prospettiva’ – che poi altro non è che la Politica (vera) -, avrà il premio del consenso della stragrande maggioranza dei nostri connazionali.

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom