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Pd cerchi accordo M5S.Le istanze (civiche, democrat.) sono stesse

febbraio 25, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

In caso di maggioranza alla Ca- mera e ‘pareggio’ (con minoranza dei seggi) al Senato, si tenti la strada di un accordo Politico (cioè sulle scelte reali. A cominciare da quella di agire nell’esclusivo interesse di TUTTI i nostri connazionali) tra Pd e Movimento 5 Stelle: un quarto dell’elettorato ‘merita’ di essere coinvolto (direttamente! Con posti – ai giovani eletti in Parlamento -) nel governo del Paese. Le piattaforme, la prospettiva (civica e democratica), le istanze e – da oggi – financo gli elettorati, sono gli stessi.

Come il Politico.it ha scritto per primo – e in tempi non sospetti – si tratterebbe di un accordo del tutto naturale. Che solo a causa dell’autoreferenzialità dell’attuale classe dirigente Democratica non è potuto avvenire in passato. Anche perché i voti di Grillo sono – potenziali – voti del Pd, a cui – il nostro Claudio Giammarino docet – i 5S hanno sottratto più consensi che a ogni altra forza.

Un Pd che li può (ri)conquistare: aprendosi (anche nella prospettiva di dare vita ad un contenitore democratico, civico, unitario: ovvero lo stesso Pd che compiesse finalmente la propria vocazione di partito – non porta questo nome per caso! – Demos-cratico. A cominciare da primarie finalmente aperte e ‘libere’) al Movimento, e facendosi partito-baricentro della Nazione impegnato a perseguire il bene esclusivo di TUTTI gli italiani, lasciandosi aiutare dai 5S a riallacciare un confronto e a tornare ad ascoltare le esigenze (peculiari!) dei cittadini. Puntando ad unire – in ultima istanza – le esigenze della democrazia rappresentativa con quelle della (futuribile) democrazia diretta. In un esperimento che – se approcciato con convinzione. Da chi avesse, e lo deve chiarire – in primo luogo a se stesso – quel dinamismo necessario a dare vita a tutto ciò – non potrebbe che fare il bene dell’Italia.

Su provvedimenti che fossero nell’esclusivo interesse di ogni nostro connazionale, ne siamo certi, Pd e M5S non potrebbero che (ri)trovare una piena unità d’intenti. L’importante è lasciarsi alle spalle le ingessature del politically correct, vera causa del (de-crescente) fallimento elettoralistico del centrosinistra nell’ultimo ventennio, e prendere finalmente a fare (solo) ciò che serve veramente – nella prospettiva dell’innovazione da perseguire attraverso la ricerca e la formazione – al nostro Paese.

Il nostro progetto, del tutto affine (anche) a quello dei 5S, è a disposizione, ancora una volta, del Pd – che lo ha del resto già fatto proprio in molte parti nel suo programma – per arrivare ad una (preliminare, piena) base d’intesa (appunto Politica) con gli attivisti del Movimento.

Se, verificata la disponibilità di Grillo, le condizioni (non) lo consentissero, si torni a votare solo per il Senato. Chiedendo agli italiani un’assunzione di responsabilità per la (loro) governabilità. Un ritorno tout court alle urne, che non passasse per un (profondo) rinnovamento Democratico (a cominciare dalla leadership), rischierebbe – ne tengano attentamente conto i dirigenti del Pd, a cominciare dal vicesegretario Letta – di regalare l’Italia per altri cinque anni alla destra.

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