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Un anno di successi de il Politico.it Se siamo qui merito anche nostro

febbraio 24, 2013 di Redazione 

Se queste elezioni si stanno infine tenendo, scongiurando, prevedi- bilmente, il consolidamento di un sentimento di frustrazione e riluttanza da parte del popolo italiano, grazie ad un auspicabile governo del Pd che dovrà agire nell’esclusivo interesse di TUTTI i nostri connazionali, il merito è anche – soprattutto – de il Politico.it, che alcuni mesi fa ‘convinse’ le cosiddette élite che le critiche a Monti non fossero irresponsabili, e che la democrazia può funzionare solo se se ne rispettano tutte le regole (comprese quelle non scritte).

Un (ulteriore) successo del giornale della politica italiana che mesi prima – è ormai trascorso un anno – si appuntò il gallone di avere contribuito in modo decisivo a far cambiare idea al ‘partito dei lavoratori’ e a fermare la non-riforma del licenziamento selvaggio del governo Monti, salvando così milioni di nostri connazionali dal rischio di cadere (come molti altri di noi che, pure, si sono trovati in quella condizione a prescindere dalla possibile perdita del posto di lavoro) in povertà. Così come fu il Politico.it a spingere in modo risolutivo il Partito Democratico a fare le sue primarie, quelle per la premiership (volute per primo da Pippo Civati) così come quelle per la scelta dei parlamentari, contribuendo al consolidamento della nostra democrazia, segnando la prima battuta d’arresto nella curva del consenso del Movimento 5 Stelle e restituendo una linea ascendente a quella del Pd.

Ma il nostro principale merito e punto di orgoglio resta avere contribuito a riportare la discussione sui contenuti, e in particolare avere sfondato con l’idea (originale) che l’Italia si salva solo puntando sull’innovazione da declinare attraverso l’istruzione, la ricerca e la formazione. Propositi che, a questo punto, potranno essere seguiti dall’assunzione di responsabilità della Politica di agire e assumere scelte concrete per la realizzazione del progetto. Il giornale della politica italiana continuerà a svolgere la propria funzione, per il momento qui, di punto di riferimento saldo, autorevole e credibile sulla strada per fare della nostra Nazione finalmente un grande Paese (libero dai gangli della corruzione e, dunque,) moderno.

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