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Servizi segreti strumento nelle mani della corruzione

febbraio 20, 2013 di Redazione 

Al vertice di tutto c’è la corruzione. Per corruzione non s’intende soltanto il colletto bianco che intasca una mazzetta, ma interi gangli del corpo dello Stato ‘deviati’ che agiscono contro gli interessi di singoli cittadini o intere parti (politiche) della nostra Nazione. Fino ad assumere toni e sfumature che potremmo financo arrivare a definire eversive. I casi Telekom Serbia, l’archivio di Pio Pompa nell’attico di via Nazionale, ne sono la concretissima dimostrazione.

Ebbene, lo strumento più pervicace della suddetta corruzione sono i servizi segreti, che potendo penetrare capillarmente in ogni anfratto della nostra società, sono in grado di offrire al sistema della corruzione un patrimonio di informazioni – del tutto illegali e incostituzionali – tali da consentire di esercitare poi un potere quasi assoluto ai danni delle ‘vittime’. Servizi che – non limitandosi a raccogliere informazioni – agiscono come clava da far roteare sul capo di ‘nemici’ e avversari politici stringendoli in ‘ragnatele’ di relazioni (corrotte) nelle quali il perseguitato, suo malgrado, è ‘stretto’ senza poter ‘gridare’ di esserlo, salvo essere tacciato di millanteria.

Il potere discrezionale assoluto dei servizi è tale da configurare come detto profili quasi eversivi. E stupisce che la Politica – nonostante, naturalmente sempre a sinistra – perché della storica avversione dei ceti ‘moderati’ nei confronti dei progressisti post-comunisti stiamo naturalmente sempre parlando – ne sia stata più volte vittima: vedi i casi sopracitati; vedi il tentativo di dossieraggio nei confronti di alcuni leader del centrosinistra – non ne abbia mai preso coscienza (?) o abbia voluto trarne le debite conseguenze. Forse per quella stessa mancanza di autonomia (di pensiero) e di coraggio che l’ha portata a non avere ancora risolto il conflitto di interessi per non ‘dispiacere’ Berlusconi.

Capiamoci: non può ragionevolmente, democraticamente esistere, nel Paese culla della corruzione (finché non avremo cambiato la nostra in-cultura), un organismo dello Stato libero di agire potenzialmente, perché ‘segretamente’, a discapito di qualsiasi cittadino onesto, sia per regole d’ingaggio particolarmente premianti, sia per il ‘vizio’ d’origine della copertura dietro la quale nascondere qualsiasi tipo di azione illegale o anche solo estemporanea: perché inevitabilmente lo farà – nella patria della corruzione – in modo (corrotto e) deviato. Non abbiamo (ancora) raggiunto gli Stati Uniti quanto a maturità della nostra democrazia. E il collateralismo ‘storico’ dei servizi cosiddetti ‘deviati’ (la notizia è che probabilmente non esiste più una vera distinzione tra quelle parti che lo sono e quelle che non – ? – lo sono) con la destra neo-fascista completa il quadro.

Così mentre sulla scena si svolge l’ininfluente teatrino politicante, nel retro-scena avvengono le vere ‘operazioni’ capaci di decidere i destini del nostro Paese (finché la Politica, che ha il – vero – e potere e la conseguente golden share, sarà – autoreferenziale e – così-debole). S’intende, senza che nessuno di noi – a cominciare dai politicanti – ne sia minimamente informato. Fin quando un caso come quello di Mps esplode a poche settimane dalla fine di una campagna elettorale data da tutti i sondaggi per ‘vincente’ – sulla carta. Prima di quell’evento – per il centrosinistra e qualcuno – peraltro presidente del Copasir: è necessario toglierci di dosso la cappa inciucista e bicameralista vero freno al compimento del centrosinistra e della nostra democrazia, presidente D’Alema – si domanda come quella tempistica si sia potuta ‘verificare’ (mentre un protagonista di spicco di quella vicenda viene candidato nelle fila di una lista concorrente e ‘moderata’ – ?).

Mentre rimetterà al suo posto la finanza, la Politica – il governo dell’Italia – deve fare lo stesso anche con i servizi segreti: riducendone notevolmente la discrezionalità; e, visto che in questi anni si è potuto fare il bello e il cattivo tempo a nostra insaputa, cambiandone pervicacemente vertici e gangli fondamentali (senza pescare, nella scelta dei sostituti, nello stesso, contiguo ‘mondo’ militare dai quali provengono i rimuovendi: o si cambierà tutto senza cambiare nulla). Perché con le sole regole non si redime un corpo, se gli autori delle (possibili) malefatte restano – segretamente – gli stessi

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