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Monti:’Coordinare offerta turistica’ Per (ri)fare dell’Italia più grande (e unico) ‘parco integrato’ del mondo

febbraio 19, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente Monti, lo abbiamo già scritto, ha il merito di avere contribuito – con noi e con il Pd – a riportare – per quanto possibile, vista l’autoreferenzialità collaterale a quella politicante del nostro giornalismo di oggi – l’attenzione sui contenuti, con proposte anche interessanti.

Tra cui quella (ultima) di una riorganizzazione del settore turistico nel senso di un maggiore coordinamento ‘centrale’ per rilanciare unitariamente un florilegio di iniziative (di promozione) sfilacciate e spesso prive del senso d’insieme dell’incredibile patrimonio rappresentato dal nostro Paese in quanto tale.

Ecco il punto: la Politica organizzi – magari con l’ausilio di un portale internet. Ma pensato allo scopo di supportare l’iniziativa! E non come – ennesima – fonte di sperpero – fine a se stessa – delle nostre risorse pubbliche. “But please visit Italy”: ricordate? – un piano organico e complessivo dell’intera offerta turistica italiana, con percorsi intelligenti che portino dal ‘centro’ (il patrimonio storico, Roma, Venezia, Firenze) alla ‘periferia’ (le bellezze incontaminate del territorio più bello del mondo) invogliando a prolungare e differenziare – ad ‘articolare’ – la permanenza sul territorio nazionale.

Con facilitazioni, sconti, incentivi nei trasporti (per raggiungere l’obiettivo di quella ‘capillarizzazione’ contestuale della domanda turistica); sinergie tra ‘catene’ alberghiere e ‘pacchetti’ di soggiorni a macchia di leopardo (da, per una volta, non smacchiare) su tutta la Penisola; financo (ri)organizzazione di percorsi ‘guidati’ – in gruppo – per chi proviene da fuori.

Facendo del nostro Paese un unico, grande parco turistico integrato costituito sul sistema (efficiente) di tutte le sue straordinarie ‘ramificazioni’. La (più grande) ‘Svizzera’ (nel senso di modello ed esempio di valorizzazione del proprio territorio; e – della cultura) mondiale.

Rilanciando contestualmente – con incentivi e, appunto, con una organizzazione maggiormente coordinata. Dal ministero del Turismo. Che questo deve fare! A che serve se non a dare risposte insieme alte e CONCRETE, operative, ESECUTIVE, il governo di un Paese, la Politica? Che non è a se stante ma costituisce la rappresentanza, come dire, ‘sintetica’ ed elitaria del popolo sovrano, del quale fa parte – l’offerta alberghiera, i campeggi (! Siamo il paese dal miglior clima d’Europa e quello con la peggiore cultura ‘caravanistica’), e quant’altro favorisca un ammodernamento e un rilancio di una serie di strutture vecchie, fatiscenti e del tutto inadeguate alla unicità e al primato assoluto della nostra offerta – per il resto – turistica.

Insieme a questo è necessario che – mentre ci rialziamo come Nazione – si riattribuiscano (comprendendo l’importanza di tutto ciò per la nostra economia; puntando – in ciò – sui giovani, facendo percepire loro che tutto questo appartiene loro, e può diventare una delle principali fonti di ricchezza e quasi di – facile! – rendita del loro futuro) le motivazioni, la determinazione necessarie per dare maggior valore alla gestione di ‘prima linea’ del nostro patrimonio.

Per esempio: Roma ha il più importante centro archeologico del mondo, dell’umanità intera: non c’è alcun dubbio a riguardo. Qualcosa che da solo (e non lo è) fa dell’Italia la vetta dell’archeologia e del turismo mondiale.

Eppure arrivando nella Capitale quasi non ne esiste segnalazione; tutti sanno cos’è Roma, d’accordo, ma lasciarlo ‘sottinteso’ non – come dire – invoglia i turisti. Ai Fori, poi, la (dis)organizzazione è del tutto inesistente: ci sono i resti (appunto…) della grandezza di Roma, (poco) accompagnati (i turisti) da una biglietteria (ben nascosta) e poi la desolazione più assoluta: non un’iniziativa, non una cura speciale (oltre a quella strettamente archeologica); al massimo può capitare di incrociare un gladiatore (ma Alemanno sta pensando di far sparire anche quelli). Piattume (e, appunto, desolazione) totale. Ai Fori imperiali!

Avete una vaga idea di come i nostri amici di altri Paesi trasformino un decimo (e spesso molto meno) delle nostre risorse (storiche, archeologiche e non)? Ci si rende conto di quanta ricchezza ‘aggiuntiva’ potrebbe venire da un adeguato – usiamo per una volta questa parola – (rispettoso) ‘sfruttamento’ – Comune! – più motivato, più ‘determinato’ – di tutto ciò?

Insomma, serve un nuovo coordinamento – quello suggerito da Monti – per riorganizzare e reimplementare – ecco la nostra proposta – il nostro sistema – che deve diventare tale – del turismo. Per fare diventare l’Italia – accanto alla cultura – il più grande parco turistico (‘integrato’) del mondo, una perla inestimabile che aspetta solamente che i suoi – attuali – abitanti – ed eredi – si rendano conto del suo pregio, e ricomincino a rispettarla e a valorizzarla – per i loro stessi, interessi. Economici – come si deve.

Lettera futuro premier (?) a f.de b. Corriere tifa Monti e relega in 10°

febbraio 19, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Inaccettabile che il Corriere della sera non esponga in prima pagina (se non in taglio bassissimo, di- remmo infimo, lontana dalla ‘zona’ della Politica, al punto che noi stessi non avevamo notato il richiamo. Fingendo di relegarla come risposta ad un precedente intervento di settore) la lettera del candidato premier del primo partito italiano – possibile, futuro presidente del Consiglio – in cui finalmente il (solo) Pigi parla di contenuti in maniera organica e dettagliata indicando con precisione gli intendimenti di quello che potrebbe essere il prossimo governo della Nazione.

I giornali, seppure finanziati da editori privati, hanno un dovere istituzionale – tanto più il Corriere – di concorrere al miglior funzionamento della nostra democrazia. I contenuti, le proposte concrete – a maggior ragione queste lungimiranti di Bersani che per primo pone finalmente il tema dell’istruzione (e dell’innovazione) come leva imprescindibile di crescita nel Paese dal più alto tasso di analfabetismo di ritorno del mondo occidentale – non possono finire in taglio basso in una pagina interna solo perché il giornale tifa per un altro candidato alla presidenza del Consiglio.

E in tutto questo si attende che Repubblica si scuota dal proprio aplomb e batta finalmente un colpo. Nell’interesse del Paese

***Il futuro dell’Italia***
LAVORO E SVILUPPO SI (RI)GENERANO CON L’ISTRUZIONE E L’INNOVAZIONE
di PIER LUIGI BERSANI*

febbraio 19, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lettera al Corriere della sera del candidato premier del Centrosinistra, che – ispirato dal giornale della politica italiana – indica ad una Politica per troppo tempo persa a discutere degli stessi argomenti (autoreferenziali e del tutto fuorvianti rispetto alle reali esigenze del Paese), di se stessa e dei propri personalismi, il tema-chiave per (il rilancio della nostra economia e) per la costruzione del futuro dell’Italia: nella Nazione dal più alto tasso di analfabetismo di ritorno del mondo occidentale e sviluppato, nella quale il 75% delle Persone hanno difficoltà a comprendere il significato di un testo scritto (e il cui potenziale – anche, ‘produttivo’ – è dunque fortemente trattenuto), in cui solo il 20% dei giovani è laureato (e dunque capace di – intraprendere e – generare sviluppo e innovazione: contro il 35% della media Ue!), in cui solo il 7% dei figli di genitori non diplomati arriva a laurearsi (contro il 30% di Francia e Germania: così che l’ascensore sociale – la possibilità per i figli di famiglie meno agiate – la stragrande maggioranza – di conquistare condizioni di vita migliori dei propri genitori – è bloccato e negata), la principale leva di sviluppo e progresso (e di conseguente creazione di posti di lavoro) non può che essere nell’istruzione, nell’Educazione, nella formazione. Rielevare le Persone, consentire la loro crescita e ‘liberazione’ (delle – nostre, ineguagliate – risorse – umane) per determinare (attraverso il loro ‘traino’) la ripartenza delle nostre aziende e la crescita della nostra economia. Per rilanciare la nostra produzione nella chiave dell’innovazione, della tensione a generare le migliori nuove idee e i migliori nuovi prodotti. Per (tornare ad) essere (i) più competitivi sul mercato. Come negli anni del nostro boom. Per fare dell’Italia, nel tempo, il luogo nel quale si torna a concepire il futuro del mondo. di PIGI BERSANI
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Sì a Monti ministro del Bilancio se serve. Agire esclusivo interesse I.

febbraio 19, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Monti non si deve offendere per le nostre critiche, perché – pensiamo esattamente come lui – a noi importa solo il bene della nostra Nazione, e ogni nostro intervento – al netto dei limiti che il Politico.it ha come tutti – è sempre pensato e finalizzato al solo scopo di cercare di perseguirlo nel miglior modo possibile. Abbiamo contribuito a fermare la non-riforma del lavoro, un anno fa, perché essa era pensata nel solo (dis)interesse delle aziende (più grandi), e avrebbe fatto il male dei lavoratori. Quando il Politico.it è stato decisivo nel riportare tutti a più savi consigli rispetto alla necessità di tornare al voto (prima o dopo), lo è stato perché il bene dell’Italia non può prescindere dalla regolare decantazione della sua dialettica democratica. Le nostre proposte – che come Monti sa sono da sempre a sua totale disposizione. Come lo sono per chiunque vi si riconosca e voglia farle proprie e metterle in atto – sono tutte proiettate al futuro e non tengono conto delle vecchie contrapposizioni ideologiche, puntando invece a superarle nel nome dell’innovazione e del potenziale senza paragoni del nostro Paese che – unendoci e smettendo di tirarci la zappa addosso – sui piedi – può tornare ad esplodere in maniera brillante e vincente. Se in qualche momento abbiamo (giovanilmente) ecceduto nei toni, scadendo a nostra volta nello stesso personalismo (per il resto, oggettivamente) alimentato (anche) da Monti, ce ne dispiace perché ciò può avere incrinato una parte degli sforzi fatti (da parte nostra) per far tendere il nostro Paese verso la migliore prospettiva. In questo quadro se il presidente Monti si confermerà un leale servitore delle nostre istituzioni, deponendo in valigia ogni tentazione di parte, il Politico.it pensa il premier uscente potrebbe continuare ad essere un ottimo ministro del Bilancio nel futuro, auspicabile governo Pigi. A condizione che l’unico interesse da perseguire sia il bene esclusivo della nostra Nazione. Senza faziosità (post-ideologiche). E’ anche l’unico modo per lasciare un ricordo di sé degno di ciò che avremo saputo fare. Trasferisca i detenuti, presidente Monti. E (ri)partiamo. Insieme. Per il bene dell’Italia.

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