Top

Il Pd (si) apra al M5S. Non solo in vista del gov. Loro istanze nostre

febbraio 16, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Partito Democratico (si) apra al M5S. Verso (anche) un possibile, futuro incontro (sotto lo stesso tetto – Politico). Le loro istanze (civiche, democratiche) sono le nostre. Come suo primo atto Politico (lo stesso) Beppe Grillo (semplice ‘portavoce’ – dal linguaggio populista – del Movimento) tentò di candidarsi alle primarie del ’07.

Qualcuno potrebbe obiettare: “Dopo essersi proposto per le primarie Democratiche Grillo si è rivolto a Casa Pound”. Forse (per semplici ragioni elettoralistiche, e) proprio perché allora nessuno lo volle. E poiché oggi la chiusura autodifensiva della politica autoreferenziale la porta a definire gli attivisti del Movimento – persone oneste e responsabili, tutti noi conosciamo bene – a differenza della maggior parte dei dis-interessati politicanti – il loro profilo, di cittadini seri, informati, dediti al – vero – impegno Politico come servizio nei confronti di tutti noi – come dei populisti (!).

La reazione non può che essere di (superficiale) rigetto. Ecco anche da cosa nasce – tecnicamente – la cosiddetta ‘antipolitica’. Ma è soltanto la reazione di chi si era fatto avanti ed è stato respinto o ignorato. Più in generale quella del M5S è una piattaforma (piena di proposte e soluzioni, contrariamente a quanto i – veri – populisti impegnati a fare campagna autoreferenziale in televisione senza avanzare una sola proposta ponderata e credibile, sostengono) civica, democratica, ambientalista, del tutto in linea – se non ne costituisce addirittura l’evoluzione naturale – con la ‘nostra’.

Al Pd (e allo stesso M5S, che si ritroverebbe dall’attuale condizione di emarginazione a pesare immediatamente – in chiave positiva e costruttiva – nel prossimo governo della Nazione. Perché Pigi non pensa financo – dopo un’attenta valutazione dei loro profili – a coinvolgere uno dei giovani, preparati, seri, eletti in Parlamento con i 5 Stelle, nel – proprio, auspicabile – prossimo esecutivo, per testimoniare la propria attenzione alle istanze – civiche – di quella fascia di italiani che si riconosce in loro – e non più nella vecchia classe dirigente?) potrebbe tornare utile in questa legislatura.

Ma – molto oltre – il (re)incontro finalmente tra le istanze (di una parte considerevole) delle Persone – degli italiani detentori, per altro, della sovranità – e la struttura del loro partito-espressione più naturale – perché dovrebbe essere il Pd, a proporre forme di ‘democrazia diretta’. E d’altra parte: che cosa sono, se non questo, le – stesse – primarie? – potrebbe fare (a lungo andare) il bene dell’Italia.

Bottom