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Gov. Pigi, Monti ministro Bilancio Renzi min. Economia-sviluppo?

febbraio 7, 2013 di Redazione 

Non si può fare ministro dello sviluppo (cioè dell’economia) un premier che, in questo anno, ha dimostrato di non avere alcuna idea di come si fa lo sviluppo. Ce l’abbiamo un po’ di senso? E, a dire il vero, Monti non dà molte garanzie neppure sul piano (tout court) del ‘bilancio’, visto che con lui alla guida del governo il debito pubblico ha potuto continuare a rimpinguarsi restando intoccato e i tagli alla spesa sono stati fatti malissimo.

Ma poiché nel mondo della finanza e delle banche – e della buona borghesia milanese. Che noi, peraltro, ameremmo, se non fosse sempre armata fino ai denti in difesa delle proprie – vacue – posizioni, che non valgono nulla rispetto a quelle che tutti insieme possiamo riconquistare come Nazione – Monti è visto come una figura di garanzia (anche) da questo punto di vista, la soluzione ideale, per il futuro governo Pigi, è quella che il Politico.it indica da tempo (21 marzo 2012; 13 dicembre 2012): Monti ministro del Bilancio in un esecutivo nel quale le due funzioni – sviluppo, cioè economia, e tenuta dei conti – siano spacchettate in due diversi dicasteri.

Il connubio tra la durezza quasi repressiva del rigorista Monti e la (dolce) progressività della sinistra bersaniana – il tutto con un ministro dell’Economia – auspicabilmente giovane e – dinamico, che magari non disdegni di dare ascolto (come è stato fatto fino ad oggi) ai nostri suggerimenti: insistiamo: lo stesso Renzi? – possono farci trovare l’equilibrio perfetto per una blindatura di bilancio che sia finalmente attenta alle esigenze delle Persone e proiettata (nello stesso modo) verso uno sviluppo che (guardi e consista già nella costruzione del futuro, e) non abbia più il peso e la lentezza del pachiderma ideologico novecentesco. Da lasciarci alle spalle. Per sempre.

P.s.: Immaginate che spinta tutto questo darebbe all”offerta’ (elettoralistica) del Pd, se il Partito Democratico la proponesse per primo, la rendesse ‘la’ propria proposta (in termini, sia pure, fin qui puramente nominalistici) e chiedesse agli italiani, però, per dare forza a tutto questo, di votare in massa solo ed esclusivamente il Pd (di Bersani e di Renzi. Unico ‘voto utile’), così da dare stabilità all’intera prospettiva?

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