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Immaginate un Paese nel quale… Fiducia in noi stessi tornare grandi

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Immaginate un Paese nel quale tut- ti hanno ritrovato la fiducia (in loro stessi). E sanno di essere l’Italia. Il Paese dalla più grande tradizione (culturale) del mondo. E di poter tornare ad esprimere il punto più alto della Politica (in senso ampio) mondiale.

Immaginate un Paese nel quale le persone hanno raggiunto la piena maturità (dell’Io. Attraverso la cultura) e si aprono alle altre, non vogliono più solo competere – lealmente – con loro, ma collaborare, e far emergere le migliori qualità di ciascuno. Che non si esprimono (meglio) nella guerra fratricida di una concorrenza senza freni ma nella competizione leale in cui ciascuno sia disposto a riconoscere agli altri le proprie migliori qualità, e a fare un passo indietro per far procedere i migliori, e fare loro trainare il ‘treno’ comune.

Immaginate un Paese nel quale le persone sono il principale motore della crescita e dello sviluppo. Perché le loro risorse sono state liberate grazie alla cultura, e ora quelle persone sono nella condizione di tornare ad esprimere fino in fondo loro stesse, a testa alta, per le aziende e nella loro vita. Aziende che tornano a crescere per avere formato i loro dipendenti, nei quali ora ritrovano un inestimabile patrimonio di creatività, coraggio, determinazione, riconoscenza, capace di spingerle verso l’obiettivo del rinnovamento e dell’innovazione per tornare grandi.

Immaginate un Paese nel quale, grazie al coordinamento della Politica, le aziende ‘contigue’ si uniscono, costruiscono filiere integrate, si fondono con altre grandi aziende europee: ma non per ridurre (soltanto) i costi, tagliando il personale, ma nella chiave della crescita, per tornare ad essere dei giganti in grado di tenere il mare della competizione globale.

Immaginate un Paese che si fa leader dell’Europa e, dopo aver rifatto partire (imprescindibilmente) la propria economia (oggi buco nero delle finanze pubbliche europee), spinga la ripartenza di quella continentale, favorendo queste fusioni e sinergie e offrendo loro il valore aggiunto di una comune ‘ambasciata’ europea per l’export verso Cindia (e non solo).

Immaginate un Paese che concentra tutto questo in particolare al proprio sud, e lo fa approfittando dell’incredibile assist che la storia gli ha servito portando sulla strada della democrazia i popoli (giovanissimi) della sponda settentrionale dell’Africa, incamminamento sulla strada dei diritti e della nostra civiltà che consolideremo tendendo loro la mano, e non tenendoci lontani per non sentire la (nostra) puzza (sotto il naso).

Immaginate un Paese nel quale la rivolta degli immigrati di Rosarno, contro lo sfruttamento e le condizioni indecenti di vita, la ribellione dei senegalesi nel casertano, per spazzare via la camorra dal lavoro e dalla vita dei cittadini onesti, si allarga a macchia di leopardo e diventa una spinta a rialzarsi per tutto il popolo italiano, a cominciare dal nostro mezzogiorno.

Immaginate un Paese che, tornato a respirare la cultura come proprio ossigeno, tornata a fare dell’innovazione la propria cifra (culturale e produttiva), inventa il mezzo di trasporto del futuro, ridando linfa agli stessi interessi della prima azienda italiana; inventa la città del domani, affiancando alla meraviglia dei nostri inestimabili centri storici, l’innovazione degli agglomerati urbani del ventiduesimo secolo – spazzando via la ‘terra di mezzo’ dello sviluppo fino a se stesso degli anni sessanta, con le sue propaggini palazzinare.

Immaginate un Paese che per tutto questo torna ad essere il luogo nel quale conviene di più investire, non solo perché il diritto del lavoro (non) è (stato) ridotto all’osso, ma perché qui si creano le migliori nuove idee, qui c’è la maggiore spinta (creativa) verso il futuro, perché questo è tornato ad essere il luogo più dinamico, più avanzato, più moderno.

Immaginate un Paese che unisce tutto questo al giganteggiamento della più grande ed antica storia del mondo, della penisola naturale più bella della Terra, facendo – anche – del proprio territorio un magnifico e immenso parco culturale, artistico, archeologico, naturale integrato in grado di attirare (molto di più!) i turisti da tutto il mondo.

Immaginate un Paese che, avviatosi su questa strada, torna ad avere credito e autorevolezza in tutto il pianeta, e la prima scelta che faccia è spenderli per mettere tutto ciò – generosamente e disinteressatamente – al servizio del sogno dell’unità Politica europea, cedendo (seduta stante) la propria sovranità sul tavolo della costruzione della democrazia comunitaria se anche gli altri nostri partner faranno (in quello stesso momento) lo stesso, candidando Roma a diventare la ‘prima’ (?) capitale (a ‘rotazione’) della compiuta Nazione europea.

Immaginate tutto questo e provate ad associarvi qualunque altro Paese del mondo: non ci riuscirete. Perché tutto questo può essere fatto solo da noi, dall’Italia.

Monti trasferisca detenuti ‘lievi’ in caserme dismesse. Ora! Carceri esplodono, l’emergenza continua

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ultimo annuncio (a vuoto) di Monti: interverrò sulle carceri. Non se n’è vista l’ombra. I detenuti, mentre tutti noi voltiamo loro le spalle ipnotizzati dalla (triste) campagna elettorale, continuano, ogni giorno, ogni ora, a soffrire esattamente come nei precedenti. L’emergenza carceri non è finita con la conclusione dell’esposizione mediatica di Pannella. E nemmeno con il mea culpa del capo dello Stato. Fare; e non più annunciare. Ora. Ci sono le caserme dismesse: il governo Monti – ora! Sì: in questa settimana di campagna elettorale. Perché la campagna elettorale prelude ed è propedeutica al governo del Paese, non ne può essere la negazione! Se Monti non avrà tempo di farlo perché impegnato in qualche iniziativa, a maggior ragione si dovrà interrogare sul senso della sua…discesa dalla Politica – quella che avrebbe potuto incarnare da presidente del Consiglio – nell’aia dei politicanti – dia mandato (insieme ad altre possibili soluzioni; ma da praticare SUBITO, non parlandone perché poi non si faccia nulla come al solito) di predisporle – basteranno pochi aggiustamenti! – per accogliere i detenuti in attesa di giudizio, i detenuti condannati per reati a basso tasso di pericolosità sociale. Preparerà il terreno (quanto meno) perché il prossimo, nuovo governo parta di qui, quanto prima, con uno dei suoi primi provvedimenti, cancellando (con urgenza!) intanto il più grande scempio della nostra – (in)attuale – (in)civiltà.

Mps suggerisce P2 mai sciolta. Pd faccia baricentro Nazione Patrone

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

La vicenda Mps. In passato Tele- kom Serbia. La cronaca chiesta da Pio Pompa agente Read more

Caro Pg,servizi segreti arma della corruzione. Lotta passa anche qui

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dei servizi segreti nessuno parla. Tutti hanno paura. Anche se, in realtà, in un Paese nel quale il loro funzionamento rispondesse a criteri di onestà e responsabilità, se ne dovrebbero sentire protetti. Evidentemente non è così. Ma quanto ci costano, in tempi di crisi? Si sa che i migliori (?) agenti prendono 14mila euro al mese: più o meno lo stipendio di un parlamentare. Tanti. Nel paese culla della corruzione, che a sua volta fiorisce nel segreto, tutto finisce inevitabilmente per legarsi.

Il dato di cui prendere coscienza è che (‘esattamente’ alla stregua di quanto avviene per il resto del nostro apparato statale) l’intero sistema funziona male, è bacato e, forse, ‘deviato’. Basti ricordare l’archivio con schedature di uomini politici (di sinistra) e non dell’allora capo – non un passante! – dei servizi stessi Nicolò Pollari; la vicenda di Telekom Serbia; l’archivio di Pio Pompa nell’attico di via Nazionale in cui, pure, erano schedate centinaia di persone del tutto prive di alcun profilo di pericolosità o che non avevano mai magari commesso neppure un reato.

Il tutto con connessa richiesta di Pompa a Renato Farina, nella fotina, di scrivere (almeno) una cronaca contro Romano Prodi. Qualcosa a cui ci hanno fatto pensare i ‘retroscena’ apparsi su importanti quotidiani ‘moderati’ sulle manovre per il Quirinale che abbiamo letto in questi giorni, che – insistendo moltissimo, in chiave negativa, su una candidatura in particolare – sembrano fatti apposta per ‘bruciarne’ alcune. Il caso di Farina, ‘servitore’ dei servizi nonostante la deontologia – e anche le regole dell’Ordine – lo impediscano, non è certamente rimasto un unicum.

Tutti sanno che i servizi svolgono oggi volentieri commissioni per il potere politico corrotto. E viceversa (e questo già la dice lunga su quale livello di – inaccettabile – ‘autonomia’ dalla Politica – si tratta, in ‘origine’, di un organismo dello Stato! Non solo abbiamo il potere ma anche il dovere di fargli seguire pedissequamente la linea più adatta a perseguire il bene dei cittadini e non il contrario – i servizi abbiano raggiunto, nostro malgrado, in questi decenni).

Ammesso che la nostra democrazia sia ancora sufficientemente forte per non lasciarsi piegare, sin dal momento del voto (e poi della scelta del nuovo inquilino al Quirinale) dalle manovre di palazzo che passano per Forte dei Braschi, serve intanto un rapido, immediato spoil system (non pescando però nel mondo dei militari da cui provengono gli stessi, attuali dirigenti dell’Aise) non soltanto di vertice; esattamente alla stregua di quanto dovrà avvenire per la nostra burocrazia.

E – soprattutto – regole più stringenti rispetto all’operatività e al controllo delle azioni dei singoli agenti (ad esempio immaginando possibili livelli di tracciatura – le nuove tecnologie offrono questa possibilità – che facciano sì che le azioni degli agenti restino ‘segrete’ per tutti tranne che per il potere politico. O finiscono – proprio in ragione di quella loro ‘segretezza’. Che può valere, ma solo nei confronti dell’esterno! Non certo del potere che la sovra-sta – per diventare un potere – anarchico e indipendente – a loro volta pervasivo e sopra quello della Politica).

Il possibile governo Bersani, nella sua (annunciata) lotta alla corruzione, tenga in conto che il principale strumento di pervasività di quelle zone d’ombra del nostro Paese è nella disponibilità del potere esecutivo. E dunque la lotta alla corruzione passa anche per una immediata, forte, radicale ripulita di questo sistema. Senza guardare in faccia… nessuno. (Nella foto in home: Renato Farina, simbolo – comprovato! – del ‘cattivo funzionamento’ – per usare un eufemismo – dei nostri servizi segreti di oggi).

***Il futuro della Nazione***
ORA SPOIL SYSTEM (IN NOME DELL’ITALIA) DELLA NOSTRA BUROCRAZIA, FRENO ALLO SVILUPPO
di MATTEO PATRONE

febbraio 6, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Repubblica italiana, erede della più grande tradizione del mondo, fondata sulla più avanzata e raffinata Costituzione, è il punto più alto della Politica mondiale.

Si tratta adesso di riadeguare le proprie istituzioni, i propri sistemi, i propri modelli economici.
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