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Militanti non vincono elezioni. ’13, diff. si fa tv. Con progetto. Politico

febbraio 4, 2013 di Redazione 

C’è un antico (nostro) adagio nella politica italiana. Quando si comincia ad invocare il contributo dei (singoli) militanti (porta a porta) sperando che da lì venga la ‘bomba atomica’ propagandistica per vincere le elezioni, quello è il momento in cui si è già cominciato a perderle. Perché se si ‘cede’ alla faciloneria di confidare che la propaganda vis à vis uno per uno della base possa fare la differenza nell’era dell’individualismo (e dunque del mancato ascolto degli altri) e dei mezzi di comunicazione di massa (tre minuti in televisione fanno l’impegno di cinquemila singoli militanti; e a differenza di questi ultimi, quei tre minuti possono convincere/ far cambiare idea a chi ha già un’opinione abbastanza radicata), vuol dire che si è – abbastanza, come si dice – ‘alla frutta’; non si hanno risorse; si è – come diciamo da tempo – stanchi. E chi è stanco non vince le elezioni.

Ma l’Italia ha bisogno che il Pd le vinca. Da ‘solo’. Quindi D’Alema, Veltroni, Renzi, (vadano – a loro volta – in tivù: ma non a parlare di loro stessi! Siamo in campagna elettorale! Tra tre settimane ci sarà un nuovo governo che dovrà GOVERNARE l’Italia, e non rispondere alle domande sul proprio futuro; e) prendano Pigi e lo mobilitino ad andare sui media (è nelle altre settimane dell’anno che bisogna non andarci e stare in ‘ufficio’ – o nelle fabbriche, o ad incontrare le parti sociali – a lavorare! In campagna elettorale, nel 2013, il lavoro è negli studi televisivi e radiofonici! Oltre che nei comizi, naturalmente. Ma questi ultimi parlano a…noi stessi! Sono incontri ‘ombelicali’ che non spostano una virgola in termini di consenso. Sveglia!).

A raccontare il progetto! Il Pd ha, generosamente e lungimirantemente, raccolto molti dei nostri spunti nello stendere il proprio programma. Faccia un ultimo passo e si appropri (le mettiamo a disposizione senza chiedere nulla in cambio! Ovviamente, ma è sembrato, in passato, che la titubanza a fare l’ultimo passo, fosse legata al timore di dover ‘pagare’ un qualche scotto. In termini probabilmente di – proprio – potere – politicante, visto che per il resto le idee sono considerate credibili e autorevoli – anche – dallo stesso Pigi che le uniche due visite all’estero, oltre a quella ‘istituzionale’ a Bruxelles, le ha fatte al Cern di Ginevra – innovazione e ricerca – e in Libia – progetto di sviluppo comune con i popoli nordafricani -: cioè raccogliendo de facto/)di quelle stesse, due direttrici! Le faccia sue. Le declini senza settarismi ideologici, facendo capire che sono le due chiavi REALI per far ripartire la nostra economia (facendola in quello stesso momento d’eccellenza) e per dare un’economia al Sud, che oggi ne è completamente privo.

Non sono due possibilità, sono l’unica possibilità che l’Italia ha di salvarsi e di tornare grande. Perché la Politica è cogliere l’essenziale, trovare proprio l’unica soluzione (che è sempre una e una sola) all’esigenza di un momento. E noi non facciamo altro che Politica. E, per questo, mettiamo il progetto – generosamente e disinteressatamente – a totale disposizione del Pd. Purché lo usi: ora! A ormai soli venti giorni dal voto…

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