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Pragmatismo Pigi dopo vent’anni chiacchiere per uscire dalla crisi

febbraio 4, 2013 di Redazione 

La realtà è che le uniche scelte in questa campagna elettorale sono da un lato tra due personaggi che abbiamo già ‘provato’: Monti e Berlusconi; e sappiamo com’è andata: festini a base di sesso il primo, ludibrio per la Repubblica italiana; record di disoccupazione giovanile, record di disoccupazione tout court, record di debito pubblico, record di decrescita e recessione, record di tassazione mondiale: con conseguente impoverimento dell’Italia e degli italiani: questi sono i ‘risultati’ del secondo. Fatti, e non (le) parole (di Monti).

Poi c’è la terza opzione: Pierluigi Bersani. Se degli altri due si ricordano ‘solo’ cose negative (o comunque il ricordo complessivo non è piacevole), l’unico ricordo che si ha del terzo – quando, peraltro, fece il ministro, e non – ancora – il presidente del Consiglio – è che fece le uniche, vere liberalizzazioni nell’interesse dei cittadini (che da allora pagano meno beni e servizi) che siano andate in porto – al netto delle promesse e degli annunci – negli ultimi anni.

Né la (mancata) rivoluzione liberale di Berlusconi, né il liberismo (fine a se stesso) di Monti, hanno saputo/voluto rompere le resistenze di chi coltiva i propri interessi a discapito di tutti noi. Bersani, da ‘semplice’ ministro, semplicemente lo fece. Fatti, e non (le) parole (di Monti). Può non piacere come ‘personaggio’ (ma la Politica non è per i personaggi; è per le persone capaci e perbene. Per i personaggi c’è già la tivù che in fatti Monti e Berlusconi ‘amano frequentare’ molto più di Bersani), non è un abile comunicatore, ma – da buon emiliano – è un pragmatico macinatore di fatti. Ciò di cui ha bisogno l’Italia – e gli italiani – dopo vent’anni di chiacchiere, per uscire dalla crisi.

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