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Monti-Thatcher, Pigi-socialismo Richiamo ’900 in vece innovazione

febbraio 2, 2013 di Redazione 

L’errore di senatore Monti è sem- pre lo stesso. Proporre varianti tecnico-regolative (aumento dell’età pensionabile, contratti a solo tempo Determinato meno costosi) senza offrire un impianto organico e complessivo – e una prospettiva e un orizzonte Politici – in cui queste proposte a tutto discapito delle Persone comuni possano rappresentare non già, più, un “sacrificio” (a quel punto, fine al perseguimento del solo interesse di chi già oggi sta bene), ma la propria parte di impegno per contribuire tutti a snellire e modernizzare la macchina dello Stato e a far correre la nostra economia – e la nostra società – verso più alti obiettivi comuni: come quello di tornare ad essere la culla dell’innovazione.

Se manca la ‘testa’, se manca l’obiettivo, il ‘corpo’ è una ricetta meramente liberista di marca thatcheriana che rappresenta una scorciatoia comoda per le persone abbienti ma non risponde alle esigenze dell’Italia che può ambire ad altro che ad essere una semplice dependance del mercato americano, e puntare a (ri)appropriarsi della propria identità (storica) di luogo nel quale si costruisce, attraverso un clima (culturale) diffuso, un ritorno allo studio come proprio ossigeno in luogo del gossip e dei personalismi sterili e fini a loro stessi, attraverso il genio creativo di tutti i nostri connazionali, il futuro del mondo.

Certo, se alla ricetta di Monti si risponde semplicemente con un po’ più di lavoro facendo ripartire un po’ di ristrutturazioni in un po’ del territorio nazionale, è evidente che la prima ricetta – vecchia, – inizialmente – devastante e fallimentare; e inadeguata alle nostre potenzialità – rischia di apparire (la più) moderna e dunque necessaria.

Possiamo fare di meglio. Sia rispetto al reaganismo sia rispetto al socialismo (d’antan). O, vero, prendendo ciò che di meglio viene da entrambe le esperienze, senza appiattirci su di esse (per un – ideale – governo Pd-Vendola-Scelta Civica – e basta?).

Si tratta solo di avere il coraggio. Di cominciare ad innovare. A partire dalla Politica. Con il (nostro) pensiero forte. Che del resto tutti considerano (tale e) autorevole. Ma che finché non camminerà sulle gambe di chi lo ha nelle proprie corde naturalmente (anche – per ragioni anagrafiche), sarà sempre soppiantato (nelle ‘scelte’ politicanti) da quello che Aldo Cazzullo chiama mirabilmente il “richiamo della foresta”. Novecentesca. (M. Patr.)

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