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Un anno dopo, siamo a punto di partenza “Posto fisso? Monotono. Meglio cambiare‘Monotono’ è Stato che limita (se stesso) E ciò è per (‘fissità’ ma anche) precarietà ‘Mobilità’, sì, ma in chiave di innovazione Per (ri)generare (il – lavoro e) ‘noi stessi

febbraio 2, 2013 di Redazione 

(2 febbraio 2012) Nella chiave di un (semplice) ‘contenimento (?) dei danni’ (puramente materiale) chiaro che l’affermazione del presidente del Consiglio – secondo la quale il posto fisso sarebbe ‘monotono’, e sia meglio ‘cambiare’ (in tutti i sensi) – fa rabbrividire, e che la prospettiva (è, la stessa) ‘precarietà’ (e – non può essere accettata).

Nella foto, Monti

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di MATTEO PATRONE

Nella chiave di un (semplice) ‘contenimento (?) dei danni’ (puramente materiale) chiaro che l’affermazione del presidente del Consiglio – secondo la quale il posto fisso sarebbe ‘monotono’, e sia meglio ‘cambiare’ (in tutti i sensi) – fa rabbrividire, e che la prospettiva (è, la stessa) ‘precarietà’ (e – non può essere accettata).

Ma se cambiare lavoro significa crescere, arricchirsi, progredire – individualmente e come ‘collettivo’ (sia esso un gruppo, un’associazione, un’azienda o l’intera società) – ecco che lo spunto di Monti diviene non solo accettabile, ma auspicabile.

Perché il posto fisso è (sì) monotono (e – soprattutto – auto-limitante), ma il suo ‘contrario’ (?) – una (eccessiva) ‘mobilità’ – è (ri)generante solo nella (opposta) chiave (che “solo” la Politica può attivare. Direttamente) dell’innovazione (di sé. Dei singoli e, appunto, delle imprese. “Attraverso” la formazione continua).

Il limite del governo dei tecnici sta proprio nella sua natura (eccessivamente ‘tecnocratica’. E priva di visione – Politica).

Ma la politica politicante che di questa situazione è (principale) (con)causa, farebbe bene a tornare a parlare solo quando avrà qualche (sua) soluzione da mettere in campo, per non sembrare – altrimenti – ipocrita.

MATTEO PATRONE

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