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I grandi record del governo Monti Primati (negativi) lavoro, tasse, Pil

febbraio 1, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

I record del governo Monti:

- il più alto livello (al netto dell’evasione, e quindi dell’imponibile, sommerso) di tassazione del mondo: 55%;

- il peggior tasso di (de)crescita (Pil) dell’Italia nella sua storia repubblicana: -2,4%;

- il più alto livello di disoccupazione (complessiva) dal ’99 ad oggi: 11,2%;

- il più alto livello di disoccupazione giovanile di sempre: 39%;

- il più alto livello di debito pubblico della nostra Storia: oltre 2000 miliardi;

- per non parlare di ciò che i numeri non possono certificare (fino in fondo): i cosiddetti (da Monti) “costi umani” di questa crisi.

E’ vero, naturalmente, che a tutto questo hanno concorso trent’anni di politica autoreferenziale e – correlativo – declino, e in particolare l’ultimo ventennio di politica personalistica e finalizzata al perseguimento di interessi particolari (da parte di Berlusconi) della politica politicante; ma Monti ha contribuito (a sua volta) a peggiorare le cose adottando una ricetta di (mero, e quel che è peggio incompiuto, riuscendo così a mettere in campo ciò che di più deleterio ci sia dei due modelli economici – l’altro è il keynesismo – novecenteschi) liberismo (lo stesso che – a cominciare dagli Stati Uniti – ci aveva ridotti nella crisi attuale), mentre il resto del mondo – in quello stesso momento: ovvero nei vent’anni precedenti – là dove la tenuta alla crisi si dimostrava migliore (come in Germania) era andato nella direzione opposta (dell’economia sociale di mercato fondata sulla formazione e mirata all’innovazione. Direzione che Monti provvedeva a compromettere tagliando oltre tutto le – poche – risorse stanziate dai governi precedenti per la ricerca).

Di cosa abbiamo bisogno, ancora, per renderci conto della vacuità e dell’inadeguatezza (puntellate dalla sola propaganda dei giornali amici) dell’offerta montiana?

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