Top

Renzi risolva ‘conflitto d’interessi’ Governo legislatura interesse d’I.

gennaio 28, 2013 di Redazione 

Matteo (Renzi) farebbe bene a chia- rire cosa voglia fare del proprio fu- turo. La sua ambizione di ripetere il tentativo compiuto in queste primarie di assurgere alla guida del Pd e (per noi, quindi) del Paese è perfettamente legittima e diremmo naturale, ma rischia di cozzare contro l’esigenza del Pd – e – dell’Italia! – di avere, dopo il voto del prossimo 24-25 febbraio, un governo di legislatura.

Ecco in che senso.

Se il Pd avrà una (larga) maggioranza (anche) al Senato, il problema non si porrà più, perché essendo autosufficiente l’eventuale governo di Bersani avrà la forza per superare qualsiasi maretta e qualsiasi (volontaria o meno, in questo momento non ha alcuna importanza) ‘remata’ contro la (propria) direzione di marcia.

Anzi, il problema nemmeno si porrà (tecnicamente e ‘psicologicamente’) più.

Ed è a questo che i Democratici devono (ovviamente) puntare, ora, con tutte le loro forze.

Ma se ciò non dovesse avvenire, alle tentazioni ed ambizioni dei cosiddetti moderati, delle (stesse) forze meno alla luce del sole della nostra Nazione, si aggiungerà anche la – comprensibile – smania di Matteo di riguadagnarsi (più o meno apertamente: non è necessario essere dei truci manovratori per assecondare tutto sommato legittimamente le proprie ambizioni) una (così, più facile) chance tornando al voto (come già tutti, in quella – sola – ipotesi di – relativo – ‘pareggio’, preconizzano) dopo un anno o due, perché cinque anni sono un tempo lungo e la sue stessa popolarità (ferma restando, comunque, la giovane età) potrebbe (non glielo auguriamo e non pensiamo sia così, ma) opacizzarsi.

Ma un (‘altro’!, in buona sostanza, dopo la ‘sostituzione’ di Berlusconi e, ora, il nuovo – per quanto auspicabile – cambio di direzione di marcia che ci aspetta. Fallimento – speriamo non in tutti i sensi – e) voto anticipato – dopo il pasticcio di questo ventennio abbiamo ora bisogno di stabilità e di risposte – questo non sarebbe nell’interesse dell’Italia (oltre a rischiare di sancire la fine, almeno così come lo conosciamo oggi, del progetto del Pd).

Quindi Renzi deve trovare un (più chiaro, e che non riguardasse solo la composizione delle liste) accordo con Pigi, ad esempio assumendosi l’impegno – qualora dovesse decidere di ricandidarsi a sindaco di Firenze essendo ancora in corso la legislatura – di non lasciare l’incarico prima della fine del mandato. Nemmeno per (ri)candidarsi a Palazzo Chigi. Com’è peraltro nella più (limpida) etica Politica.

Oppure non ricandidarsi e, a quel punto, ragionare con Bersani di un possibile, suo ingresso nel governo in vista di una staffetta (non necessariamente tra cinque anni: tre, quattro, a seconda anche delle – SOLE – esigenze del Paese. Riconosciute e rispettate da parte di tutti. Senza smanie – patti chiari amicizia lunga – e tutto in modo esplicito, detto, leale. Come lui stesso, apprezzabilmente, ancora una volta, rivendica di voler fare).

il Politico.it (a sua volta) è sempre stato leale con Matteo. Anzi: siamo i soli che da sempre – anche in momenti di minor, fulgida ‘passione’ tra lui e l’elettorato – e la dirigenza – di centrosinistra – lo hanno ‘ribadito’ come un ‘Democratico fatto e finito’ e difeso (anche in situazioni di maggiore difficoltà).

Proprio per le stesse ragioni auspichiamo che il suo talento, la sua capacità mediatica, le sue idee possano essere messi (nel modo più efficace. Per lei) al servizio del bene dell’Italia lasciandoci alle spalle modi di (non) fare Politica che farebbero il male (e lui lo sa meglio di noi), a lungo andare, dello stesso Matteo.

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom