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Un’Italia popolare e ambiziosa ha bisogno Pd forte e che alzi la testa

gennaio 26, 2013 di Redazione 

Il centrosinistra è la forza più onesta e responsabile della nostra Nazione. E’ qui per fare solo gli interessi di TUTTI gli italiani. Compresi quelli più abbienti (e di destra! No al Pd neo-socialista tout court. Sì al Pd partito-baricentro della Nazione. Anche, o – meglio – prima di tutto, ideologicamente e programmaticamente. Un Pd al servizio esclusivo dell’Italia). Nessuno lo deve considerare ostile. Perciò il centrosinistra è pienamente legittimato – e, anzi, ha il dovere morale – sulla base di quelle maggiori onestà e responsabilità e dunque ‘utilità’ – di perseguire questo risultato – a dare il proprio meglio per assumere (pienamente. Anche – da solo! Sono gli altri che rimangono ‘soli’ ed ‘isolati’ senza il Pd, non il Pd del 30, 35-40% quando mancano i partitini) la guida di questo Paese. Per tanto i dirigenti Pd si liberino di ogni condizionamento (in primo luogo psicologico! La famosa ‘paura di vincere’ della sinistra) circa la necessità di una legittimazione da parte di ambienti finto-borghesi che in realtà sono lì a rappresentare (slealmente) solo gli interessi (aristocratici) di pochi potenti. Si occupino solo degli italiani (tutti. Compresi – nel bene – quegli stessi potenti!). Lo facciano avendo davvero questo nella mente e nel cuore. Pensino loro (come già fa quella ottima persona, onesta e responsabile, che è Stefano Fassina. Che non a caso è stato premiato – dagli elettori! ‘Sia pure’ – ma è la base! – da quelli di centrosinistra – dal miglior risultato alle primarie! Non tanto o non solo per le sue – specifiche – ‘ricette’; ma perché percepito come – totalmente! E Monti, così sensibile al – necessario – profilo – ad esempio, e speriamo non solo – di onestà tributaria, dovrebbe preoccuparsi di se stesso per aver definito ‘conservatore da silenziare’ proprio una persona onesta e responsabile come Fassina – onesto e come vicino alle esigenze reali delle Persone) senza filtri e lasciandosi andare rispetto ad ogni freno politicante e autoreferenziale. Troveranno nella partecipazione alla vita degli italiani, troveranno nel pathos per le loro esigenze la forza di un linguaggio che (non dovrà mai essere, s’intende, nemmeno verbalmente violento – a differenza di quello di Monti -) ma dovrà liberarsi di quella timidezza che non si confà a donne e uomini del partito-baricentro, popolare, della Nazione chiamato a caricarsi sulle spalle questo Paese perché unica forza in grado di salvarlo e rifarlo grande. Svegliamoci! Liberiamo le straordinarie risorse morali, intellettuali delle persone oneste e responsabili – da qualunque area o partito provengano – di questa Nazione; liberiamoci di ogni retaggio, condizionamento, ingessatura, e mettiamo in campo (non più, la – ‘gioiosa’, ma) la implacabile macchina da guerra del popolo composto dalle donne e dagli uomini più onesti e responsabili del nostro Paese, pronti a mettersi al servizio di tutti gli italiani, ma che per farlo devono tornare a darsi un profilo forte, senza più timidezze, senza più (percepibili) subordinazioni (psicologiche). ‘Anche’ perché al profilo del Pd dovrà corrispondere, un giorno (sperabilmente, ‘non lontano’), il – ritrovato – (Alto) profilo della nostra Nazione, così come l’avevano concepita i nostri padri: un’Italia delle Persone, popolare, di tutti, consapevole della propria Storia, della propria incomparabile tradizione, della propria (possibile, di nuovo) grandezza. Questa è la Repubblica italiana. Ciò che di più alto ci sia (o possa tornare ad esserci), Politicamente, nel mondo. ‘Come’ la nostra Costituzione. E quindi il Pd non si può (moralmente) permettere (per il bene dell’Italia) le proprie, attuali timidezze. Un’Italia del popolo e, ‘ad un tempo’ – ammesso, e nient’affatto concesso – anzi… – che le due cose siano mai state in contraddizione. Al contrario – ambiziosa. La civiltà del futuro è la civiltà ‘orizzontale’ del popolo che alza lo sguardo (dopo avere rialzato la testa), e si fa – lui; grazie alla Cultura. E questo non si chiama ‘comunismo’, ma è la – vera – rivoluzione liberale, perché attiene alla (vera) Libertà (di tutti). Senza statalismi, senza dirigismi, senza ‘centralismi (anti)democratici’, ma rimettendo al centro la gente – e la loro libera iniziativa (economica) e non pochi favoriti – élite, insieme (e non contro!) i pochi che hanno avuto la fortuna (che dovrà coinvolgere tutti) di esserlo stato fino a questo momento. Per tendere a rifare, qui, dall’Italia che può essere la culla, il laboratorio di tutto questo – ma solo grazie al Pd, che ritrovi il suo pensiero forte – dopo trent’anni di umiliazioni, del Paese di Alcide De Gasperi, di Dante, di Leonardo, di Michelangelo, il luogo nel quale si costruisce – dandoci l’obiettivo, in primo luogo economico, dell’innovazione da perseguire attraverso la ricerca e la formazione – il futuro del mondo (intero).

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