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Monti si dimetta da senatore vita
E rinunci a ‘prerogative’ premier

gennaio 25, 2013 di Redazione 

il Politico.it ha suggerito per mesi al Partito Democratico di staccare la spina al governo Monti e fare finalmente ciò di cui l’Italia aveva bisogno. Ora, dopo il successo delle (due) primarie (‘ripristinate’ con il nostro contributo), si vede il risultato di non averci (solo in questo caso) ascoltato: un senatore a vita (?), nominato da Napolitano per poter essere poi scelto come premier superpartes, che usa la visibilità accumulata in un anno a Palazzo Chigi grazie ai voti del (solo) Pd (leale fino all’ultimo giorno; e del Pdl), per puntare a fare perdere il Pd accusandolo tra l’altro di nefandezze finanziarie dall’”alto” del suo gigantesco conflitto di interessi come esponente del mondo della finanza vicino alle banche che partecipa – da presidente del Consiglio in carica! – alle riunioni (segrete!) di una lobby mondiale chiamata Bilderberg che – si dice, perché non se ne sa nulla di più – impiega il suo tempo ad influenzare (si ‘sospetta’ non esattamente nei loro, diretti interessi) i governi mondiali.

Amici dell’ala ‘riformista del Pd (alla quale, per il resto, altrimenti abbiamo sempre fatto riferimento e potremmo ‘appartenere’): sveglia! ‘Anche’ (o soprattutto?) noi siamo affezionati a figure fonte di ‘sicurezza’ per la Repubblica come quelle di Romano Prodi, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Tommaso Padoa-Schioppa; l’intero nostro impegno ha l’ambizione di svilupparsi nel solco delle loro esperienze.

Ebbene, Monti, con questi nostri padri, non c’entra (assolutamente) nulla! Non ci si lasci irretire dall’immagine del professore. Monti non è un ‘professore’, è un banchiere, un finanziere, o il ‘braccio politico’ di questo mondo. E con i loro mezzi, e i loro stili (avete presente “silenziare Fassina”?), si muove. Sveglia!

Per dodici mesi il Pd ha sostenuto il governo di un signore che non ha ancora voluto rispondere a questa domanda: perché non è intervenuto per ridurre drasticamente, con interventi (drastici; ma nemmeno timidi) una tantum, il nostro debito pubblico?

La risposta spetta a Monti. Noi ci limitiamo ad osservare che – come accade per la Grecia – ciò ha consentito a banche e speculatori di continuare a guadagnare molto, molto di più su un debito pubblico italiano che altrimenti avrebbe smesso – immediatamente! – di essere la ‘gallina delle uova d’oro’ della speculazione internazionale.

Noi abbiamo l’orgoglio di contribuire, con il nostro lavoro, alla ricerca di soluzioni per salvare e rifare grande il nostro Paese. Le istituzioni non ci sono ‘estranee’. Non siamo l’”antipolitica”. Ma vorremmo che (proprio!) la Politica tornasse ad occuparsi – riprendendo il ‘controllo’ della situazione – dei (veri) snodi (politici, nel senso del governo dell’Italia, e) di potere (‘sotterraneo’) che oggi tengono imbrigliata la nostra democrazia e la nostra economia nei loro tentativi di ‘compiersi’ (storicamente) e rilanciarsi.

Non si tratta di essere più a destra o più a sinistra; si tratta di essere leali alle nostre istituzioni.

In questo senso, Monti non è più una garanzia per nessuno (se non per gli interessi di qualche – sconosciuto – speculatore o signore della finanza), non rappresenta più (anzi, avversa con un linguaggio molto violento) il 90% degli italiani a loro volta rappresentati da Pd e Pdl (avendo scelto di scendere nella tenzone alla guida di partitini che raccolsero, l’ultima volta, tutti insieme, circa il 5% dell’elettorato votante), e farebbe bene, per onorare (finalmente) le istituzioni della Repubblica, ad (accettare i consigli del capo dello Stato, e – se non gli è più possibile lasciare la contesa elettorale; come è evidente che non è più possibile – ) dimettersi (in ‘alternativa’) da senatore a vita (nomina che gli fu concessa per consentire il suo ruolo superpartes che ora Monti ha scelto di lasciare) e rinunciare alle proprie prerogative di premier per tutta la durata della campagna elettorale fino all’esecutività delle proprie dimissioni (Monti come presidente del Consiglio ‘controlla’ ad esempio la delega ai servizi segreti affidata a De Gennaro: cosa voleva dire Berlusconi quando ha sostenuto che Monti guarda l’Italia “attraverso il buco della serratura”?) per poi poter condurre liberamente – come deve poter fare ogni cittadino onesto – la sua battaglia Politica (purché democratica) da cittadino indipendente e non più portatore di una posizione preminente dalla quale può esercitare un potere in grado di condizionare e manipolare la regolare dialettica tra le parti. Che dovrebbe rappresentare un patrimonio. Di tutti.

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