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Avevamo (ancora una volta) ragione noi Il presidente Monti ci (ri)ascolta (ancora) “Sì connessione tra istruzione e imprese E sì alla formazione continua per operai” Ecco primo punto della (nuova) Agenda Sì alleanza post-voto tra Scelta Civica-Pd

gennaio 19, 2013 di Redazione 

“Un altro successo, dunque, de il Politico.it ma, soprattutto, dell’Italia. Che vede avvicinarsi la messa in atto di quella che rappresenta la sua ‘unica’, ma perché ‘main stream’, perché figlia della propria Storia, perché immaginata sulla base di una ricognizione delle reali necessità della nostra Nazione – e non di (meri) politicismi – direttrice e prospettiva: quella di tornare ad essere – com’è sempre stata, più o meno ‘programmaticamente’, nel corso di tutta la propria lunga tradizione – la culla dell’innovazione. La culla – concependo il senso di tutto questo a 360°, coinvolgendo non solo la produzione ‘materiale’ ma anche la ricerca, il recupero, come intuito per prima da Cristiana Alicata, di un respiro etico e filosofico – della civiltà. Il luogo nel quale si concepiscono le migliori e più innovative idee, i modelli del futuro; e nel quale – per questo, e non per una semplice riduzione dei diritti delle Persone (che lavorano): su cui, anzi, con la formazione – e Monti ebbe modo di anticipare la sua adesione a questa nostra più generale linea prospettica – puntare come principale leva della ripresa e della nostra più complessiva ripartenza – si attraggono gli investimenti più corposi e degli imprenditori più illuminati – del pianeta. Perché l’Italia sia – sarà – il luogo nel quale si torna a concepire, cinquant’anni dopo (ancora) l’invenzione del (primo) pc da parte dell’Olivetti di Ivrea, il futuro del mondo”. All’interno. di MATTEO PATRONE

Avevamo (ancora una volta) ragione noi. Il presidente Monti ci (ri)ascolta (ancora). “Sì connessione tra istruzione e imprese. E sì alla formazione continua per operai”. Ecco primo punto della (nuova) Agenda. Sì alleanza post-voto tra Scelta Civica-Pd

POLITICISMI. ‘Ma’ il leader del centrosinistra (Pigi), a cui il Politico.it conferma la sua lealtà, batta un colpo – come lo invita a fare anche Massimo Giannini su Repubblica – e mostri agli italiani che la personalità che più di tutte, tra quelle in gioco, può giovarsi delle proprie onestà e responsabilità, rappresenta la scelta migliore per affidare a lei la guida dell’Italia per i prossimi cinque anni.

Un governo del Paese che potrà essere compiuto in sinergia – come il giornale della politica italiana auspica da tempo: uno e due – tra il Pd e l’altra area neo-centrista rinnovata e modernizzata dall”arrivo’ di Monti.

Che si conferma il più dinamico tra i candidati alla presidenza del Consiglio. Più di Bersani, che il Politico.it si ‘ritrovaancora una volta (lealmente e confermando apertamente la propria ‘priorità’ per la sua ascesa a Palazzo Chigi) a ‘pungolare’. Più di Berlusconi, che – come denunciato dallo stesso Pigi – continua a porsi in chiave (esclusivamente) teatrale, personalistica e autoreferenziale.

Un’area – quella neo-centrista – che – visto anche l’apporto di partiti a considerevole tra(di)zione clientelare come l’Udc di Casini – non dovrà essere scelta – dagli italiani – ‘prima’ di un Pd che rappresenta l’unica certezza per il cambiamento, ovvero il pieno compimento della nostra democrazia (attraverso anche l’abbattimento di ogni – pervasiva. Del corpo dello Stato – forma di corruzione) e la (conseguente, correlativa) modernizzazione, dopo trent’anni di arretratezza, della nostra Nazione. Un Pd che potrà avere ulteriore vento in poppa se non disdegnerà di contare anche sull’apporto del presidente Bocconi in aspettativa.

POLITICA. In virtù del suo dinamismo personale ma, soprattutto, delle sue scelte di merito; (su)i contenuti.

L’ultima è – l’ennesima: come il primo abbozzo sull’innovazione: era ancora il 2011. Come la riallocazione di 900 milioni per l’innovazione al Sud – di apprezzamento e (da noi auspicata) adesione a quello che è uno dei due cardini (insieme alla possibilità-opportunità di avviare tutto questo con una particolare attenzione e concentrazione al Sud, coinvolgendo i popoli – giovanissimi – della sponda sud del Mediterraneo: come sia Bersani sia Monti hanno, ancora una volta, mostrato di recepire. Sia pure ciascuno in modo diverso a seconda della propria sensibilità) del progetto de il Politico.it:

la necessità di (ri)costruire una (nuova) filiera tra scuola, università/ formazione, ricerca e tessuto imprenditoriale, che Monti sintetizza, su Twitter, rispondendo al Forum Nazionale Giovani di Antonio De Napoli (un’altra personalità sulla quale contare nella costruzione del nostro futuro), come “interconnessione tra Università e imprese”; con la chiave (di tutto questo e dell’innovazione, stella polare alla quale consacrare questa riorganizzazione e riorientamento del nostro sistema-Paese al fine della sua modernizzazione e della ripartenza della nostra economia: un concetto non ancora del tutto padroneggiato da Monti) della “formazione continua“, che il presidente del Consiglio in carica aveva già mostrato di voler recepire al tempo della stesura definitiva del testo della riforma del lavoro (nella cui bozza non aveva però previsto di destinare neppure una risorsa a questo che pure era stato indicato come uno dei quattro capitoli del provvedimento) e che ora diventa un impegno concreto che potrà essere realizzato (a maggior ragione) se l’ampia maggioranza del nostro Parlamento sarà costituita da eletti nelle liste del Pd. Un altro successo, dunque, de il Politico.it ma, soprattutto, dell’Italia.

FUTURO (MODERNITA’). Che vede avvicinarsi (anche se bisognerà misurare lo scostamento tra parole e fatti: da un candidato premier moderno come Monti ci aspettiamo una rigorosa sovrapponibilità tra promesse e impegni mantenuti, secondo l’impianto meritocratico di tutta la sua proposta; si tratta d’altra parte anche di chiedersi perché, avendo avuto un intero anno per farlo – e su questo, non c’è alcun dubbio, avrebbe raccolto il consenso di tutta la sua “strana (e per fortuna finalmente archiviata) maggioranza” – non abbia proceduto a realizzarlo. Se non con quella ‘citazione’ (nel ddl lavoro Fornero) che però, essendo sprovvista di risorse, ebbe il sapore più di un contentino a quanti più di tutti avevano messo in difficoltà – ma criticamente e costruttivamente – il suo esecutivo, che non di una reale ‘scelta di campo’ – perché questo, quello dei fatti concreti, quello delle realizzazioni, è il – vero – campo della Politica) Paese che vede avvicinarsi, dicevamo, la messa in atto di quella che rappresenta la sua ‘unica’, ma perché main stream, perché figlia della propria Storia, perché immaginata sulla base di una ricognizione delle reali necessità della nostra Nazione – e non di (meri) politicismi – direttrice e prospettiva: quella di tornare ad essere – com’è sempre stata, più o meno ‘programmaticamente’, nel corso di tutta la propria lunga tradizione – la culla dell’innovazione.

La culla – concependo il senso di tutto questo a 360°, coinvolgendo non solo la produzione ‘materiale’ ma anche la ricerca, il recupero, come intuito per prima da Cristiana Alicata, di un respiro etico e filosofico – della civiltà.

Il luogo nel quale si concepiscono le migliori e più innovative idee, i modelli del futuro; e nel quale – per questo, e non per una semplice riduzione dei diritti delle Persone (che lavorano): su cui, anzi, con la formazione – e Monti ebbe modo di anticipare la sua adesione a questa nostra più generale linea prospettica – puntare come principale leva della ripresa e della nostra più complessiva ripartenza – si attraggono gli investimenti più corposi e degli imprenditori più illuminati – del pianeta.

Perché l’Italia sia – sarà – il luogo nel quale si torna a concepire, cinquant’anni dopo (ancora) l’invenzione del primo pc da parte dell’Olivetti di Ivrea, il futuro del mondo.

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