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Se Pg è stanco, ridia palla a Renzi Ambizioni pers. dopo esigenze I.

gennaio 18, 2013 di Redazione 

Bersani appare tecnicamente ‘stanco’. Ma un candidato stanco difficilmente vince. Se non ne ha voglia – se non ‘se la sente’; se gli ‘tremano i polsi’ – meglio (ancora. Da vincitore delle primarie che ha nelle proprie mani la propria legittimazione) restituire palla a Renzi. Ora.

Con il quale la vittoria del Pd – e anche ogni speranza di rimonta (?) da parte di Berlusconi, o di incidenza – sui futuri equilibri di governo – del ‘centrino’ montiano – morirebbe sul nascere (?).

(E lo dice il Politico.it che, come ben sanno entrambi i contendenti, è rimasto – ampiamente – equidistante ai due – concentrandosi solo sui contenuti – durante la campagna per le primarie. Perché a noi interessa il Pd – ovvero l’Italia. E non – se non quando appare necessario – un personalismo).

Perché Pigi non rappresenta (il segretario di) se stesso, ma l’Italia. Essendo il Pd non “l’alternativa”, ma l’unica forza (perché la più onesta e responsabile) della Nazione in grado di caricarsela sulle spalle e salvarla e rifarla grande (nonché quella – almeno fino a qualche giorno fa – candidata a vincere in carrozza le elezioni…).

Obiettivo per il quale ogni puntiglio d’orgoglio, tentazione, ambizione personale passa in secondo piano.

La campagna elettorale non “comincerà”, è già cominciata. Da un pezzo. E non è ‘altro’ dal governo del Paese, ma la sua ‘anteprima’. Nel senso che ciò che si riesca a mettere in campo ora è ciò che potrà essere speso – nell’azione Politica ‘ed’ esecutiva – dopo.

Se non si ha la forza di proporre (ed imporre!) il (proprio) progetto (che non sia la – solita – sommatoria di buoni propositi di piccolo cabotaggio in stile agenda Monti – (in)capace di spostare una virgola, in termini di consenso elettorale e soprattutto di chance per il nostro Paese – bensì un’idea – financo un’ideologia – di futuro – che non è ‘promettere l’impossibile’, ma fare finalmente ciò che è possibile), se non si ha la forza di far valere il pensiero forte (che è tornato ad essere) del centrosinistra, meglio farsi da parte. Ora. Ad (ancora) un mese dal voto. Prima che sia troppo tardi.

Altrimenti, il Pd è il partito-baricentro della Nazione. E – al di là di ogni (ormai, consunto) discorso sulla personalizzazione della impolitica – il suo leader è anche il ‘capo’ di questo Paese. E come tale si deve comportare (M. Patr.)

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