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Pd non è e sarà mai “l’alternativa” Gli altri, sono l’alternativa al Pd (!)

gennaio 17, 2013 di Redazione 

Come fare capire a nostri dirigenti non nati nell’era della comunicazione (e – poco avvezzi al suo ‘linguaggio’ – che attiene però al ‘campo’ della psicologia, e la cui scarsa padronanza denuncia limiti che un dirigente Politico non potrebbe – dovrebbe. Oppure fare un passo indietro. Per il bene dell’Italia e non più il proprio – permettersi di avere, pena la propria inadeguatezza e ‘insufficienza’), che parlare del partito-baricentro della Nazione come dell’”alternativa” (“Prima gli altri, poi se restan le briciole tocca a noi”: non esiste una terminologia più riduttiva e scialba per descrivere quello che dovrà essere il partito dell’Italia) significa suggerire una certa minorità rispetto “alla Destra” (come dice romanticamente Bersani. O a Monti, da cui Pigi, ancora oggi, scappando, continua a cercar – autorevole: ecco perché ‘noi’ – ? – siamo SOLO l’alternativa – rifugio) che dovremmo (‘tanto ambiziosamente’ – dal punto di vista, tradito dalle loro parole e dai loro toni, della loro subordinazione indotta da vent’anni di frustrazioni e fallimenti all’ombra berlusconiana) puntare (non ad annichilire ‘facendola sparire’ – Politicamente e democraticamente – dall’immaginario elettorale degli italiani, ma) ‘chiedere il permesso’ di ‘sostituire’?

Se non ne avete, è meglio che vi facciate da parte (prima di avere consegnato per altri cinque-dieci anni il Paese ai conservatori), perché non stiamo parlando dei vostri fatti privati, ma del futuro dell’Italia e del (nostro) principale partito.

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