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Italia può tornare culla della civiltà Serve ritrovare fiducia (noi stessi)

gennaio 15, 2013 di Redazione 

“La legge morale dentro di me, il cielo stellato sopra di me”.

Potete immaginare, al di là della Germania (romantica) di Kant e Goethe e della (falsa) immagine (macchiettistica) nella quale ci siamo (auto)’costretti’ negli ultimi trent’anni, un luogo in cui ciò possa essere più bello e ‘vero’ dell’Italia?

Qualcuno (molti) potrebbe (più facilmente) ridire: “La legge morale, noi italiani, l’abbiamo persa da un pezzo”.

Abbiamo perso la legge morale o abbiamo perso la fiducia, come popolo (che non è mai stato – unito), di poter credere in noi stessi e che questo possa fare la differenza, convincendoci invece che possa essere più comodo fingere di dimenticare di averla, di dimenticare il nostro valore (testimoniato da tutta la nostra Storia), e abbandonarci ad un ‘vivere alla giornata’ che non rende merito alle nostre (reali) possibilità?

Noi crediamo sia un problema di fiducia.

Per ‘ritrovare’ la legge dentro (che discende direttamente dalla nostra tradizione e – correlativa – ‘sapientia’ – e viceversa – e c’è, ‘anche’ più che altrove) si tratta di scavare (attraverso la cultura, la – appunto – ricerca. Che in questo, Politicamente, consiste) sotto la scorza che, cinicamente e disincantatamente (da bravi e accorti – ma sfiduciati – ‘sapienti’), ci siamo dovuti costruire addosso (per sopravvivere, tra l’altro, a – costanti. E reiterate ancora oggi? – ‘occupazioni’ e ‘commissariamenti’ – di autorità esterne e – a volte – ‘estranee’) non avendo avuto la forza, o la possibilità, di ritrovarci sotto lo stesso (‘campanile’, un tempo, e, più recentemente,) bandiera, e dunque di darci una guida coerente e degna di tale nome.

Se proveremo a ‘riunirci’ (sulla base di un progetto e di un orizzonte comune), forse ci accorgeremo che quello che abbiamo scritto all’inizio non è così (infondatamente) patriottico.

***

L’innovazione è dunque, in ultima analisi, il pretesto per un (nuovo, e moderno) illuminismo, che sostituisca alla (in)cultura del gossip il piacere e la dedizione per lo studio, per la ricerca, per la cultura e che possa consentire al nostro Paese (e – all’Europa) di conoscere (sovrapponendo e ‘intrecciando’ i due filoni – storici) il proprio possibile, nuovo Rinascimento.

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